
Le forze di occupazione israeliane continuano la distruzione del campo profughi di Nur Shams a Tulkarm
InfoPal - Wednesday, January 7, 2026
Tulkarm. Le forze di occupazione israeliane hanno proseguito martedì la vasta campagna di demolizioni e distruzione di case palestinesi nel campo profughi di Nur Shams, a est di Tulkarm, come parte di una campagna continua che ha sfollato migliaia di persone e devastato interi quartieri.
Fonti locali hanno riferito che le forze di occupazione israeliane hanno dispiegato bulldozer nelle prime ore di martedì per demolire due edifici residenziali nell’area di Jabal al-Salihin, oltre a una casa appartenente alla famiglia Alyan. Le demolizioni hanno preso di mira anche abitazioni nell’area di al-Qalansuwa del campo.
L’ultima ondata di distruzioni fa seguito a una vasta campagna di demolizioni lanciata il 31 dicembre 2025, iniziata nel quartiere di al-Maslakh. Il piano prevede la demolizione di 25 edifici residenziali comprendenti oltre 100 abitazioni. I residenti erano già stati sfollati con la forza durante la più recente offensiva israeliana contro il campo, iniziata il 14 dicembre.
Le demolizioni fanno parte di una politica sistematica che ha portato allo sfollamento forzato dei residenti dei campi profughi di Tulkarm e Nur Shams, trasformando entrambe le aree in vaste zone di distruzione. La campagna ha incluso attacchi continui contro abitazioni e infrastrutture vitali, aggravando ulteriormente la crisi umanitaria che affligge i residenti locali.
Gli attacchi israeliani contro Tulkarm, giunti ormai al 332º giorno consecutivo, hanno provocato lo sfollamento di circa 11.500 palestinesi dal distretto, segnando una delle più grandi ondate di sfollamento interno nel nord della Cisgiordania occupata.
Nel corso di queste operazioni, le forze di occupazione israeliane hanno demolito 25 edifici residenziali all’interno del campo di Nur Shams, distruggendo circa 750 unità abitative. Oltre 1.600 unità aggiuntive hanno riportato danni di varia entità, mentre oltre 80 abitazioni e proprietà commerciali sono state date alle fiamme.
La distruzione si è estesa anche alle infrastrutture civili, con danni totali o parziali a circa 230 veicoli privati e commerciali e 260 esercizi commerciali. I danni hanno riguardato anche istituzioni pubbliche, moschee, asili, un centro di riabilitazione per persone con disabilità, un centro sociale giovanile e un ufficio dell’agenzia ONU per i rifugiati.
Secondo valutazioni locali, le forze israeliane hanno spianato e distrutto oltre 100.000 metri quadrati di strade principali e secondarie, più di 20.000 metri di reti idriche, 15.000 metri di condotte fognarie e circa 50.000 metri di reti elettriche, comprese linee ad alta e bassa tensione.