
Greta Thunberg torna a Firenze a fianco della ex Gkn
Popoff Quotidiano - Friday, November 28, 2025Davanti all’immobilismo delle istituzioni, la comunità solidale pronta a una nuova campagna per la reindustrializzazione dal basso
«Sono molto emozionata di essere di nuovo qui e incontrare i compagni della Gkn. Sono orgogliosa di essere al loro fianco perché condividiamo la stessa lotta: penso che ciò che fanno incarni in molti modi i valori della giustizia climatica, della solidarietà e della speranza. I lavoratori stanno prendendo in mano la situazione e si rifiutano di fare un passo indietro, di diventare vittime di un sistema che non hanno creato e che sta attualmente mettendo a rischio il mondo intero. Quello che stanno facendo è rivendicare il potere come lavoratori e presentare un’altra alternativa, così facendo, sono diventati anche un simbolo di speranza». Greta Thunberg torna a Firenze un anno dopo e lo fa, ancora una volta, per incontrare il Collettivo di Fabbrica ex Gkn e lanciare la nuova campagna di azionariato popolare per la reindustrializzazione dal basso della fabbrica.
Martedì 25 novembre, Thunberg ha preso parte all’anteprima italiana del film “The Cost of Growth”, che ripercorre le lotte più significative in Europa, dando un ampio spazio a quella del Collettivo. Mentre, ieri, mercoledì 26 novembre ha partecipato all’assemblea generale all’Università di Novoli “Genocidio, riarmo, catastrofe climatica: le ragioni della convergenza”, dalla quale è stata lanciata la nuova campagna di azionariato popolare per la reindustrializzazione dal basso della ex Gkn. «Prendiamo atto che Greta Thunberg è tornata a incontrare il collettivo di fabbrica Gkn dopo quasi un anno, a dimostrazione che il movimento climatico non viene qui a fare passerelle. In questo anno lei si è fatta arrestare due volte da Israele, noi abbiamo passato mesi di disoccupazione, una procedura di licenziamento. Cosa hanno fatto le istituzioni nel frattempo? Poco o nulla». ha detto Dario Salvetti del collettivo di fabbrica), a margine dell’assemblea.

«Sappiamo bene – dice ancora l’attivista svedese simbolo dei FFF – che il collasso climatico ed ecologico non è una minaccia distante ma è qui e ora, sia causato che rinforzato dalle diseguaglianze e le oppressioni che esistono. La crisi climatica è una crisi dei diritti umani che minaccia tutte le persone che amiamo. È anche una lotta di classe dove lo stesso sistema che opprime i lavoratori è causa di genocidi».
Poi è tornata sul tema della transizione giusta: «La giustizia climatica vuol dire una transizione giusta dove rimettiamo il potere nelle mani dei lavoratori. Gkn sta dando prova nella pratica che esiste un’alternativa a questo sistema al contrario, dove i lavoratori agiscono per costruire un mondo che metta le persone prima del profitto». «In questo mondo in cui le nostre parole non contano niente – continua Thunberg – abbiamo bisogno di alternative tangibili, che si possano toccare con mano. Per questo sono qui, perché credo che la reindustrializzazione dal basso della ex Gkn lo sia. I nostri cosiddetti leader ci dimostrano ogni giorno che non sono in grado di salvaguardare il nostro futuro. La soluzione sta nei lavoratori che rivendicano un potere. Con il Collettivo state dando una prova pratica che esiste un’alternativa a questo sistema al contrario».
Un riconoscimento importante, a livello mondiale, che però si scontra con l’immobilismo delle istituzioni. «Qualcuno dirà che è nato il consorzio di sviluppo industriale – commenta il Collettivo di Fabbrica -, ma a cosa è servito? Ancora è inattivo, non è riuscito nemmeno a far sedere al tavolo due piccole società per trattare la disponibilità dello stabilimento. E’ stato fatto poco o nulla e il progetto industriale nel frattempo è stato fortemente minato. E’ il delitto perfetto, quello per cui l’operazione è perfettamente riuscita ma nel frattempo il paziente è morto. Per questo ora è necessario un colpo di reni straordinario, attraverso l’estensione della campagna di azionariato popolare».

L’assemblea, alla quale hanno partecipato circa 400 persone, si è conclusa lanciando la nuova campagna per la reindustrializzazione dal basso della ex Gkn. È stato chiamato il metodo flotilla: “Proveremo a partire a tutti i costi, nelle condizioni date, con un’operazione di mutualismo conflittuale – ha detto il Collettivo all’assemblea – voi usateci come la vostra flotilla nell’economia, per smascherare il blocco del muro di gomma. Se noi moriamo quel blocco non sarà disvelato e invece noi abbiamo il diritto di andare a sbatterci contro e dimostrare ancora una volta che c’è tutto un sistema che non può permettersi la nostra vittoria».
Oggi, 28 Novembre, Thunberg sarà tra gli scioperanti genovesi, ospite del Calp, e domani sfilerà in corteo a Roma nella manifestazione nazionale contro il riarmo, la finanziaria di guerra e a fianco del popolo palestinese.
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