
Energia per l’intelligenza artificiale: Google punta sul nucleare per le emissioni zero
Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica - Friday, August 22, 2025(Fonte) Angelica Migliorisi – 20 agosto 2025
Google alza l’asticella della corsa all’energia per l’intelligenza artificiale (IA), con l’annuncio di un accordo con la Tennessee Valley Authority (TVA) per acquistare elettricità da “Hermes 2”, un reattore nucleare avanzato sviluppato dalla startup californiana Kairos Power: Google e Kairos Power si assumeranno i rischi finanziari del primo impianto, mentre la TVA garantirà l’acquisto dell’energia prodotta.
L’impianto sorgerà a Oak Ridge, in Tennessee, uno dei luoghi simbolo del “Manhattan Project” – il programma segreto Usa della Seconda guerra mondiale che, tra il 1942 e il 1945, portò allo sviluppo delle prime bombe atomiche – e che oggi si candida a diventare il polo della rinascita nucleare americana. L’entrata in funzione è prevista per il 2030 e l’impianto fornirà circa 50 megawatt di potenza, destinata in parte ad alimentare i data center di Google in Tennessee e Alabama. Il reattore Hermes 2 impiega sali fusi fluorurati (FHR) come refrigerante: una soluzione che consente di operare a pressione molto più bassa rispetto all’acqua, consentendo strutture di contenimento meno costose rispetto ai reattori tradizionali.
Non si tratta di un caso isolato: anche OpenAI e Microsoft stanno investendo in energia nucleare avanzata, soprattutto nei contratti per alimentare i data center.
Google è però il primo colosso digitale a mettere nero su bianco un accordo concreto con utility e startup per un impianto di nuova generazione, che rimette il nucleare al centro della strategia energetica: le energie rinnovabili da sole non bastano a garantire continuità di energia 24 ore su 24, vista l’esplosione dei consumi elettrici delle grandi aziende tecnologiche a causa dell’espansione dell’intelligenza artificiale e dei servizi cloud.
Ciò evidenzia come l’IA e la transizione digitale abbiano un peso rilevante sul futuro dell’energia, con le grandi aziende tecnologiche che, con propri capitali, diventano protagoniste dello sviluppo di nuove infrastrutture.
Naturalmente, non mancano i dubbi: diversi studi hanno avvertito che i benefici ambientali di questi strumenti sono spesso sovrastimati. Inoltre, “Hermes 2” dovrà superare l’iter regolatorio della Nuclear Regulatory Commission. Infine, resta il nodo dei costi: né TVA né Kairos hanno rivelato il prezzo a megawattora dell’elettricità prodotta.
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