UCRAINA: I NEGOZIATI FANNO PROGRESSI, MA SU TERRITORI E NATO L’ACCORDO È LONTANO
Proseguono i negoziati sulla guerra in Ucraina. Domenica 14 e lunedì 15 dicembre
l’inviato speciale Usa Witkoff ha incontrato il presidente ucraino Zelensky. Due
incontri fiume che avrebbero impresso un’accelerazione significativa alle
trattative, al punto che il capo-negoziatore ucraino Umerov ha dichiarato ieri,
lunedì, che una bozza di accordo si sarebbe potuta “chiudere in giornata”.
La bozza, però, è stata girata ai leader europei, e dei cosiddetti paesi
“volenterosi”, che erano riuniti a Berlino e hanno aggiunto alcune condizioni
che difficilmente saranno accettate da Mosca. Tra queste c’è il rispetto della
volontà ucraina sulle questioni territoriali e l’intervento di una forza
multinazionale europea sul terreno.
Nonostante questo, secondo fonti diplomatiche statunitensi “il 90% dei temi è
risolto”. Anche per il viceministro degli Esteri russo Ryabkov le parti in
conflitto sarebbero “sul punto” di raggiungere una soluzione diplomatica. Mosca
però ribadisce due veti: “non sottoscriveremo alcuna presenza di truppe Nato”,
quindi anche quelle proposte dai Paesi europei, e non faremo concessioni su
Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea.
Sul terreno la guerra prosegue. Secondo Mosca tutti i distretti di Kupyansk,
nella regione di Kharkiv, sarebbero ora sotto il controllo dell’esercito russo,
mentre un drone lanciato dai russi ha colpito un grattacielo a Zaporizhzhia: 3 i
feriti. Sull’altro fronte, invece, sono stati abbattuti alcuni droni ucraini
diretti verso Mosca.
Il punto, su Radio Onda d’Urto, con Francesco Brusa, giornalista, collaboratore
de Il Manifesto e di Osservatorio Balcani-Caucaso. Ascolta o scarica.