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Bracciano (RM), 11 dicembre: lezioni interrotte da violenti e ripetuti colpi di cannone
GIOVEDÌ, 11 DICEMBRE 2025, L’ULTIMA ORA DI LEZIONE AL LICEO DI BRACCIANO VIENE INTERROTTA DA VIOLENTI E RIPETUTI COLPI DI CANNONE. SPAVENTATI GLI ALUNNI, LE ALUNNE E I DOCENTI, MA IN REALTÀ SI È SPAVENTATA L’INTERA CITTADINANZA. Probabilmente in un corso di artiglieria che supponiamo essere partito proprio in questi giorni a Bracciano, visto il numero di giovani militari presenti nel paese, si è svolta un’esercitazione con utilizzo di cannoni.  La caserma è situata proprio di fronte al liceo “Vian” e i ripetuti spari hanno disturbato e interrotto l’ultima ora di lezione. Infatti, affacciati alle finestre della scuola, docenti, alunne e alunni, spaventati dal fragore, hanno potuto vedere l’esercitazione a distanza e il fumo sollevato. Sulle pagine social locali si può verificare che i botti sono stati sentiti anche in parecchi quartieri di Bracciano, dove i cittadini e le cittadine si sono interrogate sulla provenienza di quei rumori, a dimostrazione di come subiscano prove tecniche di guerra a loro insaputa. Con l’incombenza di una guerra sempre più vicina, il fatto che le caserme a Bracciano siano situate all’interno della cittadina, inizia a sollevare qualche preoccupazione tra la popolazione. In questo caso, proprio a causa del clima fosco di crescente corsa agli armamenti e di preparazione alla guerra, nessuno si è preoccupato di avvertire la cittadinanza, né c’è stata l’accortezza di garantire la serenità delle scolaresche con un regolare svolgimento delle lezioni. La scuola di guerra ha avuto la precedenza su tutto. D’altra parte, i tempi che corrono sono questi: la scuola di artiglieria, quella che serve al futuro prossimo, al futuro di guerra, in barba a chi nelle scuole lavora per la formazione di cittadini e cittadine critiche, in grado di mettere in dubbio la validità della guerra come soluzione dei conflitti, ha avuto priorità sul tutto. Eppure Bracciano si dichiara città per la Pace. Per la 𝙥𝙧𝙤𝙢𝙤𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙪𝙡𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙞 𝙥𝙖𝙘𝙚, 𝙨𝙤𝙡𝙞𝙙𝙖𝙧𝙞𝙚𝙩𝙖̀ e 𝙧𝙞𝙨𝙥𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙞 𝙙𝙞𝙧𝙞𝙩𝙩𝙞 𝙪𝙢𝙖𝙣𝙞, sono state approvate diverse delibere a favore della pace, dei diritti umani e del ripudio della guerra. Tra queste: la Delibera del Consiglio Comunale n. 2 del 2022, che dichiara Bracciano Città della Pace e dei Diritti Umani; la stessa istituisce anche la consulta comunale Cantiere di Pace e l’adesione al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace. Lo scorso anno con la  𝐃𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐧.17/2024, è stato approvato l’𝐀𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨 𝐚 𝐆𝐚𝐳𝐚, 𝐂𝐢𝐬𝐠𝐢𝐨𝐫𝐝𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐞 𝐈𝐬𝐫𝐚𝐞𝐥𝐞, ribadendo il sostegno al 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚 e l’impegno a coltivare, soprattutto tra le nuove generazioni, i valori della 𝐩𝐚𝐜𝐞, della 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 e della 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢. Il comune ha anche aderito alla Marce per la Pace Perugia-Assisi e alla campagna 𝙍𝟭𝙋𝙐𝘿𝟭𝘼 𝙇𝘼 𝙂𝙐𝙀𝙍𝙍𝘼. Dopo i fatti di oggi, forse è giunto il momento di lavorare per dichiarare Bracciano città demilitarizzata. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Bracciano
Lettere all’Osservatorio: Formaggi o cannoni? Piccola riflessione su “Cheese” di Slowfood Italia
PUBBLICHIAMO UNA LETTERA GIUNTA ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ DA PARTE DI UN CITTADINO CHE LAMENTA LA CONTINUA MILITARIZZAZIONE DEGLI SPAZI PUBBLICI, ANCHE IN OCCASIONE DI MANIFESTAZIONI GASTRONOMICHE. COME DENUNCIAMO DA TEMPO, SI TRATTA DI UNA PROCEDURA CONSOLIDATA CHE OBBEDISCE AI DETTAMI DEL PROGRAMMA DI COMUNICAZIONE DELLA DIFESA SECONDO IL QUALE LE FORZE ARMATE DEVONO ESSERE PRESENTI IN TUTTI GLI SPAZI PUBBLICI PER MOSTRARSI IN MANIERA FAMILIARE E VICINA ALLA POPOLAZIONE CON L’HASHTAG #NOISIAMODIFESA. Per chi non lo conosce “Cheese” è il più importante evento al mondo dedicato al formaggio che si tiene a Bra (CN) con cadenza biennale nel mese di settembre e che per questo anno si terrà tra il 19 e il 22 settembre p.v. https://cheese.slowfood.it/. Da alcuni anni mi reco a Bra per godere degli aromi, dei gusti e dei saperi legati al formaggio e all’arte casearia: per chi non è mai stato a Cheese, si tratta di un evento estremante interessante e partecipato, non solo una grande fiera, ma un luogo di incontro e di trasmissione di conoscenza. Immancabilmente ogni anno, all’inizio del percorso di visita e degustazione, ho trovato nella piazza Roma prospiciente alla stazione ferroviaria, un grande stand dell’Esercito Italiano completo dei mezzi militari più o meno corazzati che fanno bella mostra di sé tra le aiuole e i giochi dei bambini dell’area verde. Ogni volta una domanda mi sale alla mente: ma cosa c’entrano i militari dell’Esercito Italiano con gli animali che producono il latte, con i formaggi e tutti gli altri derivati di questo niveo alimento? Non c’è alcun motivo per la presenza di questo stand armato in mezzo a pacifici margari e affinatori: anzi questi alfieri di guerra sono assolutamente fuori luogo se andiamo a leggere il claim di Slowfood per Cheese 2025 dove è citata una frase di Italo Calvino: «Dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde sotto un diverso cielo: prati incrostati di sale che le maree di Normandia depositano ogni sera; prati profumati d’aromi al sole ventoso di Provenza; ci sono diversi armenti con le loro stabulazioni e transumanze; ci sono segreti di lavorazione tramandati nei secoli» (Palomar, Einaudi 1987). Assolutamente fuori luogo perché l’Esercito Italiano usa i pascoli diversamente verdi, i prati profumati ed i sentieri percorsi dagli armenti transumanti per le loro esercitazioni o giochi di guerra, allontanando pastori, mandrie e greggi dai loro luoghi di residenza e concimando i prati con le sostanze inquinanti presenti negli ordigni sparati ed esplosi a fini dall’addestramento; senza dimenticare le radiazioni prodotte dai residui degli ordigni all’uranio impoverito che in modo ormai acclarato sono responsabili dell’insorgere di forme leucemiche tra i militari e tra le persone che vivono e lavorano presso i territori contaminati (leggasi pastori e abitanti). Perché gli organizzatori di Cheese sentono il bisogno o accettano la presenza di armi e militari in un evento che si caratterizza per condivisione dei saperi e dei sapori, la conservazione della natura e di un patrimonio culturale millenario? Perché in questo nostro territorio si devono inquinare gli eventi con la presenza dei militari, con la testimonianza delle loro attività fintamente solidali? L’agire dell’Esercito Italiano (come dell’Aeronautica e della Marina Militare) si fonda ed è finalizzato alla distruzione e alla eliminazione del nemico: agire ipocritamente definito attività per la difesa; i margari con le loro vacche, pecore e capre non hanno nulla a che fare con queste attività distruttive e mortifere che sono esibite in piazza Roma. Quindi vorrei che finalmente in questa edizione lo stand dei militari scompaia, lasciando spazio a iniziative diverse, allegre, divertenti e foriere di benessere. E allora diciamo basta alla militarizzazione degli eventi pubblici, diciamo no al pensiero che armi e guerre siano argomenti e spettacoli interessanti ed edificanti e confermiamo in tal modo il ripudio costituzionale della guerra che dovrebbe essere osservato dagli organismi politici del Comune di Bra, non accettando la presenza dell’Esercito Italiano in un evento che con tale istituzione non ha nulla a che fare. Diciamo in specifico a Slowfood Italia che la presenza dell’esercito Italiano nei suoi eventi non rispetta gli scopi espressi nel suo Statuto: principi riguardanti la cultura della salute e del benessere universale, la difesa dell’ambiente, del paesaggio, del suolo e del territorio e che pertanto non è ammissibile che sia accolta ed accettata in qualsiasi suo evento la presenza di qualsivoglia rappresentanza di una forma militare. E al termine di questa breve riflessione non resta che rispondere alla domanda “Formaggi o Cannoni?” con un fragoroso e universale grido “FORMAGGI!” Perché, signore amministratrici e signori amministratori comunali nonché signore e signori responsabili di Slowfood Italia, le persone amano i formaggi ed i tanti derivati del latte mentre non vogliono i cannoni, le armi di qualsiasi specie e le tecnologie belliche di morte. In questi giorni il Coordinamento AgiTe (coordinamento torinese che riunisce persone, enti e associazioni contro la guerra) ha inviato a Slowfood Italia e Comune di Bra la richiesta di non ospitare l’Esercito Italiano nella prossima edizione di Cheese. Di seguito il testo della mail inviata che può essere riprodotto o utilizzato per produrre una nuova richiesta da inviare ai due soggetti per invitarli al disarmo della loro fiera: Agli organizzatori di CHEESE, evento internazionale dedicato ai formaggi ed ai derivati del latte. Associazione Slow Food Italia Sindaco Giunta e Consiglio Comunale della città di Bra Il prossimo 19 settembre si aprirà l’evento da voi organizzato e rappresentato in questa edizione dal claim “C’è tutto un mondo intorno” e sintetizzato dalla citazione delle parole tratte dal “Palomar” di Italo Calvino. In questo mondo di sapori e saperi, come “Coordinamento AgiTe – Coordinamento di Cittadini e Cittadine, Associazioni, Enti e Istituzioni locali contro Atomica, Guerre e Terrorismi”, vi chiediamo di non ospitare tra gli Espositori l’Esercito Italiano, nelle scorse edizioni sempre presente in piazza Roma con i suoi mezzi. In questo mondo dove ogni anno aumentano i conflitti armati è in corso un genocidio ed i bombardamenti indiscriminati trasformano le terre in deserti di polvere inquinati ed invivibili; fare mostra di autoblindo e mezzi militari in Cheese è mancanza di rispetto per il lavoro e la fatica dei pastori e dei produttori che con fatica conservano e permettono a uomini e donne di vivere e godere dei beni della natura e del mondo. Non c’è alcun motivo per cui l’Esercito Italiano sia presente a Cheese: questa istituzione non opera nella pastorizia e nemmeno nella produzione casearia, mentre con le sue esercitazioni inquina campi e costringe pastori, mandrie e greggi ad abbandonare pascoli e colli. Esattamente l’opposto di quanto espresso da Italo Calvino. Non c’è alcun motivo di far mostra di strumenti di guerra, non c’è alcun fine educativo nel presentare a bambini e adulti armi e tecnologie pensate per distruggere la bellezza e la vita del mondo. Quindi vi chiediamo di non ospitare militari e armi nella vostra bellissima kermesse e di far occupare lo spazio di piazza Roma da enti, associazioni, iniziative che celebrano la bellezza e il sapore del vivere o difendono le vite anziché distruggerle. Sono mille le alternative all'esposizione delle armi e della guerra: organizzate l’incontro delle centinaia di clown chiamati Formaggino e fate divertire i bambini della vostra città, portate in piazza gli animali che ci donano il loro latte per produrre formaggi, yogurt e gelati, oppure invitate associazioni che si occupano di prevenzione della salute. Perché tra uccidere e morire c’è la terza via che è vivere e solo così si può conservare tutto “quel mondo intorno”. Per questi e innumerevoli altri motivi vi chiediamo come Coordinamento AgiTe, di portare solo la VITA nel vostro evento dedicato al buon vivere e di non ospitare l’Esercito Italiano tra gli stand. L'invito che Vi rivolgiamo sarà diffuso a cittadini, enti e associazioni e sui canali social e speriamo vivamente che questa richiesta sia soddisfatta; richiesta di nessun onere per Voi ma solo onorevole rispetto ai principi che dite di sostenere.”