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Contraddizioni finanziarie nella Chiesa: un’analisi critica degli investimenti dello IOR
Se solo pochi giorni fa rilanciavamo l’appello della CEI contro la speculazione finanziaria a favore delle imprese di armi Lavoro e Pace: l’appello della CEI contro la militarizzazione, oggi riprendiamo invece un articolo di Alessandro Volpi Ior e indici cattolici: nei portafogli spuntano Big Tech e fondi globali assai critico verso le scelte assunte dalla banca vaticana, l’Istituto per le opere religiose (IOR), da cui provengono consigli di investimento finanziario indirizzati al mondo cattolico. E sono proprio le società consigliate per gli investimenti (che dallo IOR passano a decine di istituzioni ed enti religiosi per arrivare a milioni di cattolici in ogni area del Globo) che hanno spinto Volpi a una inchiesta pubblicata dal periodico Valori.  È il caso di  Morningstar, i cui principali azionisti sono le Big Three BlackRock, Vanguard, T. Rowe Price e Baron Capital Management. Sul sito di Morningastar, oltre ad analisi sulla situazione internazionale e sugli effetti della guerra sui mercati troviamo anche alcuni interessati consigli di investimento con 500 fondi selezionati e offerti agli investitori: Borsa, Quotazioni Azioni, Fondi, ETF, Fondi Pensione | Morningstar. Tra le varie società consigliate da IOR troviamo anche multinazionali, titoli che investono direttamente in armi in antitesi a tanti messaggi che arrivano dalla CEI o dal Vaticano. Siamo davanti a un Giano bifronte che un giorno parla contro il Riarmo e l’indomani offre interessati consigli finanziari a beneficio dei produttori di morte? Si aprono problemi rilevanti di natura etica, tali da chiedersi se oltre al messaggio evangelico di pace non ci sia anche una pratica finanziaria che va in direzione diametralmente opposta da parte di qualche settore finanziario legato alla Chiesa. Il problema è annoso, si ripropone periodicamente, ma è stato sviscerato fin dagli anni sessanta del secolo scorso, a seguito del Concilio Vaticano II. Può essere utile fare riferimento all’opera MENSURAM BONAM (MB), che collega Vangelo e Dottrina Sociale Cattolica (DSC) al mondo dell’economia e della finanza con una serie di buoni precetti perché il cattolico operi coerentemente con il messaggio evangelico: mb_ita_final_14_11_22_ed+. Lo studio di Volpi porta alla luce il fatto che tra i beneficiari degli investimenti proposti dallo IOR troviamo titoli di aziende impegnate nella produzione di sistemi di guerra, nella speculazione sui metalli rari, nello sfruttamento dei riders e di altri lavoratori e lavoratrici anche attraverso un intricato sistema di investimenti diretti e indiretti. Il semplice investitore non ha contezza di dove stia mettendo i propri risparmi; se lo sapesse, allora capirebbe che i buoni precetti etici e morali vengono letteralmente contraddetti per disegni speculativi.  Volpi va ancora avanti nella sua disamina indicando nei membri del Consiglio di sovrintendenza dello IOR la presenza di importanti esponenti della finanza con incarichi precedenti in rilevanti multinazionali che da sempre investono in armi: «Jean-Baptiste de Franssu che, prima del suo incarico in Vaticano, è stato Ceo di Invesco Europe, società dove i principali azionisti sono BlackRock, Vanguard e State Street. Poi c’è Elizabeth McCaul, con un passato nella società di consulenza Promontory Financial Group (di proprietà di Ibm), specializzata in compliance e gestione del rischio. Javier Marín Romano è già stato Ceo del Gruppo Santander, mentre Scott C. Malpas per oltre trent’anni è stato il chief investment officer dell’Università di Notre Dame negli Stati Uniti, dove ha gestito uno dei fondi di dotazione più performanti al mondo». Tra i grandi clienti della Banca Vaticana poi troviamo grandi immobiliaristi che operano non proprio in sintonia con il messaggio evangelico, una buona parte del patrimonio IOR è affidato a Vanguard e Blackrock i cui investimenti non sono certo rivolti ad opere pie. Ora qualche domanda sorge spontanea: la CEI è al corrente di questi fatti documentati dal periodico Valori e come intende relazionarsi allo IOR? Di questo il mondo cattolico deve prendere atto e visione, chiedendo conto a chi di dovere della incoerenza tra il messaggio di pace e le spregiudicate operazioni della Finanza cattolica. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Giorno del Ricordo” al Liceo Nicolini Palli di Livorno: la visione critica studentesca di fronte ad un racconto parziale
Lo scorso 6 febbraio al Liceo delle Scienze Umane “Nicolini Palli” di Livorno si è svolto l’ennesimo incontro per commemorare il “Giorno del Ricordo”, giorno voluto nel 2004 dall’allora governo Berlusconi-Fini, ma approvato anche dal centrosinistra, ansioso di liberarsi da qualsiasi ombra di comunismo. All’incontro era presente l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, rappresentata per questa occasione dall’ammiraglio Roberto Cervino e dalla dottoressa Marzia Colani, rispettivamente presidente e consigliera dell’ANVGD della provincia di Livorno. I relatori hanno recitato il solito copione: hanno raccontato di come poveri italiani siano stati infoibati o cacciati dall’Istria e dalla Dalmazia da feroci comunisti titini. Ovviamente non sono mai stati citati i fascisti, la loro violenza contro la popolazione locale e i relativi campi di concentramento. Questa volta però ad accoglierli c’erano alcuni ragazzi e ragazze che hanno trovato il coraggio di fare domande sull’imparzialità dei loro interventi, mettendo in evidenza la retorica nazionalista mascherata da semplice “testimonianza” (per la lettera con cui uno studente segnala l’accaduto clicca qui). Di fronte a queste critiche, al silenzio iniziale è seguito l’immancabile elogio dell’esercito alleato che, incarnazione del Bene, ha prima liberato l’Italia e poi l’ha difesa dal Male assoluto, ossia tutto quello che si trovava al di là della “cortina di ferro”. Non è mancata neanche qualche espressione razzista, come quando è stato sottolineato che gli esuli dalmato-istriani erano esattamente come noi con carnagione chiara e senza “occhi a mandorla”. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo già rilanciato una riflessione sul “Giorno del Ricordo” e sull’esodo giuliano-dalmata durante la settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento che si è tenuta tra il 9 e il 13 febbraio. Tra il materiale didattico consigliato vi era anche un’intervista a Eric Gobetti (per il video clicca qui), storico contemporaneo che da tempo si occupa di studiare il fenomeno delle foibe con tutta la retorica che ne è seguita nei decenni successivi. Dai suoi studi emerge chiaramente che le foibe si devono inserire all’interno della “resa dei conti” che alla fine della Seconda guerra mondiale ha attraversato tutta l’Europa. In Jugoslavia a pagare il conto furono collaborazionisti e fascisti, di cui gli italiani rappresentarono solo una piccola parte. Inoltre, a differenza dei tedeschi, gli esuli italiani non furono mai espulsi per legge. La fuga di massa fu principalmente innescata dalla paura di vivere in un paese comunista, per di più all’epoca estremamente povero, e dal sogno americano che prometteva benessere e ricchezza a tutta l’Europa Occidentale. La complessità di questo fenomeno è stata invece ridotta ad una lotta manichea del bene contro il male, soprattutto da parte di un ammiraglio che ha infarcito il suo racconto di nazionalismo e cultura militarista. Proprio per tale ragione l’Osservatorio continua a ribadire che nelle scuole deve entrare solo la società civile, l’unica che con la sua ricchezza di punti di vista ha la potenzialità di restituire in maniera oggettiva fatti storici che sono stati strumentalizzati per decenni da una faziosa propaganda politica. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Educazione Vs obbedienza: riflessioni didattiche e critiche sulla pedagogia nera
Invitiamo le nostre lettrici e i nostri lettori a prendere visione di questo contributo realizzato dal Polo Europeo della Conoscenza, Rete Nazionale di istituzioni educative ed Ente accreditato per la formazione docente, in cui si cita l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e la sua attività per una scuola del pensiero libero e critico contro una scuola di obbedienza e controllo. La presenza di militari nelle scuole italiane in qualità di educatori/docenti è una tendenza in forte contrasto con lo spirito democratico e pluralista della scuola pubblica sancito nella nostra Costituzione. Condizionare le bambine e i bambini all’obbedienza cieca rischia di spegnere l’empatia, qualità umana alla base della convivenza civile e democratica. Clicca sull’immagine per il video. Pedagogia nera Clicca in basso per le slide dell’argomento in pdf. pedagogia nera bianca e militareDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Trump inciampa, il gioco può cambiare
L’America è diventata un laboratorio molto interessante da studiare e terrificante da vivere concretamente. Non c’è contraddizione logica, però bisogna stare molto attenti a dove si mettono i piedi… Dopo aver spinato al massimo sulla militarizzazione della “lotta all’immigrazione clandestina”, sposando i teorici della “remigrazione” in nome del “suprematismo bianco”, […] L'articolo Trump inciampa, il gioco può cambiare su Contropiano.
January 28, 2026
Contropiano
Goffredo Fofi, l’ultimo rompicoglioni
Goffredo Fofi ci ha lasciati venerdì. È stata la prima notizia che ho appreso aprendo il cellulare. Intellettuale eclettico e sfaccettatato, radicale e marxista eterodosso, Fofi è stato saggista, attivista, giornalista e critico cinematografico, letterario e teatrale italiano. In tanti lo stanno ricordando in queste ore. Molti utilizzando parole di […] L'articolo Goffredo Fofi, l’ultimo rompicoglioni su Contropiano.
July 13, 2025
Contropiano