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Cartwright, Taplin / Un Natale speciale
Ogni anno diventa sempre più complicato trovare il regalo perfetto per i nostri bambini. Fortunatamente Usborne arriva in nostro soccorso per risolvere tutti i nostri problemi con due pubblicazioni davvero speciali. La prima è il Calendario dell’avvento da colorare: scelta abbastanza classica, in apparenza, ma il libro nasconde al suo interno delle piacevoli sorprese. Innanzitutto, partiamo dalle caratteristiche principali che riguardano la robustezza dell’albo, che si apre a doppia pagina con un albero di Natale super addobbato da decorare e una serie di uccellini e ghirlande, in una struttura cartonata e rigida, mentre al suo interno lo scenario si sviluppa con una serie di case rigorosamente in bianco e nero con dettagli minuziosi tutti da colorare. Sparse nel disegno si celano le canoniche ventiquattro caselle, anch’esse da colorare, che una volta aperte – una al giorno fino alla Vigilia di Natale – scoprono un soggetto o una situazione in bianco e nero in tema natalizio che vanno a completare l’intero scenario dell’albo e a comporre così un delizioso villaggio natalizio. Sbizzarritevi nella scelta della tecnica da utilizzare ma soprattutto buona caccia alle caselle e a stupirvi nell’aprirle. Insomma, un’idea incantevole per intrattenere i nostri bambini con un albo creativo che andrà senz’altro a decorare la casa una volta terminato il periodo delle feste e rimarrà un dolce ricordo in futuro. La seconda opzione proposta da Usborne è un albo di medio-piccole dimensioni, dalle pagine cartonate e dai colori brillanti e inserti luccicanti. Si tratta di Con un tocco di magia. Natale, una novità assoluta che la casa editrice sceglie di declinare anche nella versione natalizia. Il 2023 vede infatti l’arrivo in libreria di Con un tocco di magia. Fatine mentre l’anno successivo Usborne amplia il catalogo della collana con Con un tocco di magia. Maghetti e Con un tocco di magia. Unicorni. Questa edizione natalizia è particolarmente ideale per le feste grazie agli effetti sonori prodotti appoggiando la bacchetta – sempre cartonata e inserita nella copertina – sui simboli di riferimento da cercare nelle pagine. Per Babbo Natale è giunto il fatidico momento della consegna dei regali ma trova un sacco di intoppi lungo il suo percorso. Il freddo ha gelato l’acqua per le renne e i giocattoli sono tutti rotti ma solo grazie alla formula magica da pronunciare e all’utilizzo della bacchetta la situazione si aggiusterà permettendo così a Babbo Natale di portare a compimento il suo compito. È l’originalità la caratteristica principale a colpire in questo libro, la semplicità nell’intrattenere dando al piccolo lettore uno strumento rappresentato dalla bacchetta, e il potere di essere parte attiva nella storia che viene raccontata. Due pensieri, due regali per fasce d’età differenti da scartare la mattina del giorno più atteso dell’anno dai bambini – e non solo – ma anche per attendere il 25 dicembre insieme a loro e vivere la magia del Natale attraverso i loro occhi. L'articolo Cartwright, Taplin / Un Natale speciale proviene da Pulp Magazine.
Silvia Cocozza / La fantascienza di Verne per bambini
«Nelle belle notti dell’infanzia, sognate. Nei bei giorni della maturità, realizzate i vostri sogni». Si apre così l’ultimo arrivato in casa Prometeica, con una frase pubblicata sul “New York Times” il 20 marzo 1955 in cui lo scrittore di fantascienza Ray Redburn si immagina queste parole pronunciate da Jules Verne. È infatti dedicato a colui che potremmo definire il padre della fantascienza, Jules Verne, il nuovo albo interattivo che fa parte della collana “per bambini e per genitori curiosi”. Stavolta al posto di un’unica guida che ci accompagna durante la lettura ricoprendo il ruolo di bizzarro Cicerone troviamo ben cinque creature o, meglio, i quattro elementi naturali, oltre a un ospite speciale, ciascuno a raccontarci i principali romanzi dello scrittore. Gea, Winda, Ondina, Flammy e Sky in rappresentanza di terra, aria, acqua, fuoco e spazio. L’albo è suddiviso anche visivamente per colori costruendo così un percorso, un viaggio che parte dalla Terra – anzi dal centro della Terra – per arrivare fino sulla Luna. I romanzi scelti li scopriamo già nelle prime pagine e sono Viaggio al centro della Terra, Il giro del mondo in 80 giorni, Ventimila leghe sotto i mari, il meno noto L’arcipelago in fiamme e per terminare, Dalla Terra alla Luna, ciascuno con le proprie attività laboratoriali, sempre incentrate sullo sviluppo di attenzione e manualità dei bambini e le tavole da colorare. Jules Gabriel Verne spesso italianizzato in Giulio Verne nasce a Nantes nel 1828, primo di cinque fratelli, appena undicenne cerca di fuggire per le Indie per regalare alla cugina di cui è innamorato una collana di coralli ma viene subito scoperto dal padre magistrato nei Paesi della Loira e riportato a casa. Assieme ad H. G. Wells è considerato l’iniziatore della fantascienza moderna e con i suoi racconti ambientati nel sottosuolo, nei fondali marini e nello spazio, Verne ha senz’altro ispirato gli scienziati nello sviluppo di applicazioni tecnologiche nelle epoche successive. Altra curiosità legata all’autore francese, è uno degli scrittori più letti in lingua straniera. Alle storie che scoprirete in corso di lettura e al fondamentale glossario, con i termini più complessi che i bambini possono ritrovare all’interno dell’albo, possiamo forse aggiungere qualche retroscena della vita di Verne e delle sue opere. L’arcipelago in fiamme fa parte di Viaggi Straordinari che tuttavia la critica reputa un’opera minore, mentre per scrivere il personaggio di Michel Ardan in Dalla Terra alla Luna (pubblicato nel 1865) Verne si è ispirato all’amico fotografo Nadar che solo due anni prima costruisce un enorme pallone aerostatico, esperimento fallito che lascia nel fotografo la convinzione che il futuro dell’aeronautica sarebbe appartenuto a mezzi più pesanti dell’aria. Anche Parigi nel XX secolo ha una storia bizzarra: rifiutato dall’editore Hetzel nel 1863 il manoscritto rivede la luce solo nel 1989 quando un pronipote apre una vecchia cassaforte e senza molte aspettative viene pubblicato da Hachette nel 1994. In pochi giorni ne vendono 200.000 copie. Recentemente negli archivi della Biblioteca municipale di Nantes è stato poi scoperto un inedito composto da sei fogli autografi e datato 1869, parte di un’introduzione che Verne ha dedicato ai grandi esploratori della terra: se capitate da quelle parti non fatevelo sfuggire. Abbiamo già imparato a conoscere e apprezzare il lavoro di Caterina Petrioli, illustratrice di altri volumi sempre per Prometeica, mentre scopriamo al suo esordio l’autrice Silvia Cocozza con cui abbiamo amabilmente chiacchierato di questo suo lavoro sui nostri canali Youtube e Spotify. Il suo background ci racconta di una laurea in Economia e in Giurisprudenza dopo essersi specializzata nel campo dei Diritti di Proprietà Intellettuale, nello specifico del mercato cinese, e di collaborazioni con Dipartimenti di Diritto d’Autore e della Proprietà Industriale di diversi studi legali internazionali. Ancora una volta Prometeica ci stupisce sottolineando con un albo l’importanza della curiosità, il primo passo nella conoscenza fondamentale nelle mani dei bambini, così come è importante sviluppare il senso dell’avventura. Chiedere, leggere e scoprire ma soprattutto viaggiare, conoscere altre culture per dare vita a un melting pot. Insomma, questo albo celebra una figura importantissima nel panorama della letteratura mondiale: per troppo tempo Verne è stata etichettato come autore “per ragazzi”, ma soprattutto a partire dagli anni Ottanta la critica anglosassone, dopo averlo studiato e ritradotto, lo riconosce come uno dei padri della fantascienza, con opere in cui mescola sapientemente audace senso dell’avventura a tecnologia futuristica. Dice di lui Ray Bradbury: “Senza Verne molto probabilmente non avremmo mai concepito l’idea di andare sulla Luna”. L'articolo Silvia Cocozza / La fantascienza di Verne per bambini proviene da Pulp Magazine.
Anna Milbourne / Quanto mangia questo mostro?
Tra le case editrici con un catalogo interamente dedicato a infanzia e preadolescenza in testa per qualità e quantità di pubblicazioni c’è senz’altro Usborne, nota principalmente per i libri in lingua straniera. Per l’estate 2025 propone per la categoria 0-3 anni un titolo molto divertente a tema “mostro”, un albo interattivo e abbastanza robusto perché cartonato, adatto quindi alle manine svelte dei piccoli lettori, con le simpatiche illustrazioni di Anna Süßbauer, già illustratrice di Does this poo belong to you? e altri due volumi della collana “disegno e cancello” di Usborne. Intuiamo già dalla copertina la tipologia di interazione proposta dal libro e comunque per mitigare ogni possibile dubbio anche il titolo Gira la ruota! ci facilita il compito. Un bizzarro mostriciattolo blu ha fame e al bambino il compito di nutrirlo attraverso una ruota da girare sul bordo della pagina. Il testo, poche righe, è in stampato maiuscolo per agevolare l’apprendimento della lettura – e questa è la parte didattica – mentre la parte più ludica e interessante è quella che riguarda l’alimentazione proposta sulla ruota. L’insaziabile mostro in ogni pagina è pronto a sorbirsi peperoncini piccanti, calzini puzzolenti, mutande sporche e intrugli di ogni tipo, il tutto condito – scusate il gioco di parole – da commenti irriverenti e sfrontati atti a far scaturire matte risate durante la lettura. Le illustrazioni sono grandi, stilizzate e molto colorate per facilitare il colpo d’occhio, fondamentale nei primi anni di vita del bambino. Più l’immagine è semplice meglio rimane impressa, e così anche il gioco risulta più divertente. Le poche e spesse pagine lo rendono adatto a bambini dai 15 mesi in poi, ma questo è un libro pensato chiaramente per durare fino ai 3-4 anni, sviluppa la manualità, il nesso logico di azione e reazione e introduce progressivamente l’argomento pappa che per i genitori dal momento dello svezzamento è sempre un passaggio complesso e delicato, spesso traumatico, per cui se la narrativa può essere un mezzo di incontro e confronto oltre che di aiuto ben venga. A una lettura ancora più approfondita sottolineiamo anche l’aspetto del prendersi cura degli altri. È vero, in questo caso il protagonista è un mostriciattolo ma se sostituissimo questa creatura con un animaletto o anche solo con un altro essere umano lasciando il tema cibo e prendendo il tema dell’accudimento? Non dobbiamo scordarci che stiamo crescendo le future generazioni e che non è mai troppo presto per iniziare a inculcare i giusti valori, soprattutto in questo contesto storico, soprattutto vista la capacità mnemonica dei piccoli. Loro fanno quello che vedono fare ai grandi, e questa non è una frase fatta, è davvero così, quindi sensibilizziamo il nostro linguaggio e il nostro comportamento, a partire dai libri. L'articolo Anna Milbourne / Quanto mangia questo mostro? proviene da Pulp Magazine.
Frédéric Maupomé / Una linea non è solo una linea
In questo delicato momento storico la casa editrice Nomos arriva in libreria con un albo illustrato tutto da sfogliare per spiegare ai bambini in maniera semplice e chiara come nascono le incomprensioni, che se trascurate possono sfociare in situazioni molto più complesse. Quelli che per comodità chiameremo bambini mentre sulla pagina appaiono simili a cuccioli di uccellini o pulcini, senza ali dalla testa tonda e il becco a punta, sono intenti come loro consuetudine a giocare all’aperto quando all’improvviso una linea compare dal nulla per terra. Quello è il primo segnale che viene inizialmente ignorato, i bambini hanno una mente duttile per cui facilmente anche quando le prime mattonelle si accumulato una sull’altra in altezza, si ingegnano per sfruttarle a loro vantaggio saltellandoci sopra e inventando nuovi giochi da fare insieme. Il muro però diventa troppo alto, perfino per lanciarsi messaggi e il ricordo degli amici dall’altra parte sembra ormai lontano. La sua imponenza li fa sentire ancora più piccoli così che un giorno è apparsa una linea su quel muro. E poi un’altra e un’altra ancora, ad altezza bambino, e poi le linee diventano crepe e le crepe fessure e poi il muro trema e crolla, abbattendo la barriera che si era creata. “In principio era solo una linea” è l’incipit da cui nasce questo commovente albo che racconta di incomprensioni, di divisioni e di guerra seppur in modo elementare. Racconta di un mondo adulto che per una sciocchezza litiga e allontana gli altri, e di come intervenire per tempo all’insorgere dei primi segnali d’allarme. Una sorta di istruzioni d’uso per evitare che i problemi diventino insormontabili, un libro che dovrebbero leggere non solo i bambini ma anche e soprattutto gli adulti, con un preciso focus per raccontarci di questi tempi storici così strani e difficili. Nomos si conferma casa editrice di punta per la qualità delle pubblicazioni per bambini, con un’apertura mentale indiscutibile, molti gli elementi inclusivi che caratterizzano in particolare gli albi illustrati, le tematiche scelte e materie di divulgazione, oltre all’estrema cura dei dettagli e alle bellissime illustrazioni che colpiscono di primo acchito il lettore. Muri non è da meno e le pagine pastellate con colori tenui di Stéphan Sénégas arrivano al cuore e strappano qualche lacrima, in perfetta sintonia con i testi di Frédéric Maupomé. Poche righe ma con un messaggio di fondamentale importanza.   L'articolo Frédéric Maupomé / Una linea non è solo una linea proviene da Pulp Magazine.
Cecilia Davidsson, Alex Haridi / Auguri Mumin!
Nel 2025 compiono 80 anni i Mumin (o Moomin), creature nate dalla fantasia e dall’arte della finlandese Tove Jansson. Questi personaggi, troll speciali simili a buffi e teneri ippopotami bianchi che abitano in una casa a forma di stufa di maiolica – odiano il freddo! – sono i più amati in Finlandia tanto da essere considerati delle icone protagoniste persino di serie tv, spettacoli e cartoni animati. Comparsi in una serie di albi illustrati pubblicati da Schlidts a partire dal 1945 e tradotti in oltre cinquanta lingue, italiano incluso, il primo volume uscito vedeva i nostri troll cercare un posto sicuro per la famiglia trovandolo nella Moominvalley. In occasione dell’anniversario tornano in libreria grazie a Iperborea in una veste riadattata per lettori più piccoli, con i disegni originali, proprio con La valle dei Mumin e una breve prefazione della nipote dell’autrice. Helsinki festeggia questo importante anniversario, essendo luogo di nascita di Tove Jansson, con importanti mostre come la “Tove Jansson: Paradis” all’Ham con l’esposizione di oltre 180 opere compresi per la prima volta i murales dal 1940 al 1950, e una galleria permanente con lavori esposti a rotazione. In autunno è prevista presso l’Architecture e Design Museum un’esposizione volta ad approfondire la visione della Jansson sul design, mentre a Tampere il museo ospita esposizioni che mettono in luce la relazione tra la vita dell’autrice con le storie dei Mumin, oltre a disegni e bozzetti originali. Per chi dovesse approcciarsi a queste simpatiche creature per la prima volta, nessun problema. Grazie a una dettagliata mappa della Valle e alle schede dei personaggi che andremo ad incontrare nella storia sarà facile comprendere meglio le dinamiche. In questo albo Mamma Mumin e Mumin si avventurano nella foresta buia alla ricerca di un posto caldo e soleggiato dove costruire una casa ma lungo il percorso, sotto la pioggia battente che ha spazzato via abitazioni e messo in difficoltà i vari abitanti, incontreranno il Serpente Gigante, Sniff, Tabacco, il Signor Marabù e si imbatteranno in una palude e in un giardino di zucchero, prima di arrivare alla loro Valle e ritrovare Papà Mumin. Pagine con illustrazioni senza tempo, per nulla invecchiate oppure invecchiate benissimo, un testo ricco di messaggi di bontà e buone azioni, condivisione e coraggio, passione per l’avventura e una curiosità smisurata. Insomma, una visione utopica della società in cui tutti cercano di darsi una mano affinché ciascuno sia felice e soddisfatto ma senza la pesantezza di alcune – troppe – storie di oggi. La casa editrice Iperborea, specializzata in narrativa nordeuropea, ha sempre seguito e pubblicato in Italia le avventure dei Mumin, che raccolgono un nutrito seguito intergenerazionale, ma in un’occasione così speciale ha dedicato un pensiero particolare mettendole il vestito da gala e regalando ai fan un’edizione da collezione mantenendo intatta quell’aura magica della versione originale. L'articolo Cecilia Davidsson, Alex Haridi / Auguri Mumin! proviene da Pulp Magazine.