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#MIRONE E LA “GENTE DI #SICILIA”: LO SPASIMO, GLI ERETICI E IL MITO (...) L’oscar degli eretici lo metti nelle mani di Antonio Mazzeo. Due i punti cardinali #Comiso e #Handala. “Antonio è un altro personaggio incredibile che ho incontrato in questo viaggio nelle viscere della Sicilia migliore. Un pacifista come pochi ...". Più che commosso e grato ad uno dei migliori e più rigorosi giornalisti d'inchiesta italiani... Grazie Luciano https://www.linformazione.eu/2026/09/mirone-e-la-gente-di-sicilia-lo-spasimo-gli-eretici-e-il-mito/
September 6, 2026
Antonio Mazzeo
Donne e Bambini: vittime principali della militarizzazione della società dal Trentino alla Sicilia
Egli sorrise, l’eroe, a guardare in silenzio il bimbo. E Andromaca gli si faceva vicino tutta in lacrime, gli porse con slancio la mano e gli disse: “Benedetto uomo la tua furia qui ti perdere! E non hai compassione del tenero piccolo né di me infelice... Omero, Iliade Donne e bambini, un argomento di cui ci siamo occupati più volte tra le pagine dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle  scuole e delle università. Donne e bambini di cui abbiamo raccontato la presenza come vittime delle guerre, della pulizia etnica, dell’indottrinamento dei più piccoli, con la complicità di adulte/i affascinati dall’esibizione guerriera o  securitaria, dimentiche/i del loro ruolo educativo (clicca qui; oppure qui ; oppure qui; oppure qui/). Donne e bambini catturati nella retorica che le/li vuole avanti nella fuga, nello sfollamento, custodi della vita che deve continuare, malgrado tutto. Nomi collettivi che bisogna declinare per classe di appartenenza, per contingenza storica, per cultura, nella concretezza della specificità, soggetti reali oltre la macina della guerra e dell’indottrinamento. Da queste pagine abbiamo documentato come le creature piccole e giovani sono oggetto, bersaglio, tutte/i indifferentemente della gran cassa della difesa totale (locuzione diventata inquietante nella prosa del Ministro della difesa Guido Crosetto). Abbiamo commentato video di poliziotte, di soldatesse chiamate a esibire la loro femminilità benevolmente, se possibile, guerriera e repressiva, e perché no, educativa come prevenzione del bullismo e delle violenze di genere. Senza aver mai aperto un testo sull’età evolutiva, probabilmente, a fronte di platee infantili  a cui vendere la nobiltà del mestiere delle armi. (clicca qui/ oppure qui) Lunga premessa per commentare alcune segnalazioni, che qui raccolgo riscontrandone lo sfondo ideologico comune. Siamo a Terre d’Adige dove la maggiore dell’aeronautica militare Sara Frezza si racconta (clicca qui per la notizia). Giovane donna, nata e cresciuta in un paese di 1400 anime della provincia trentina, è diventata una delle pochissime aviatrici che volano sull’aereo Tornado (Panavia, produzione italiana). Il mezzo – come ci dicono sul sito dell’aeronautica dedicato – ha di per sé caratteristiche straordinarie: può volare a 900 km orari, all’altezza di un terzo piano in modo da non farsi intercettare (qui le info). Sara ne è orgogliosissima. Con il suo giocattolo da ricognizione e da guerra guerreggiata (specifica, in Iraq e in Qatar, e noi sappiamo cosa c’è dietro questi due nomi), ha rotto il tetto di cristallo, anzi di più, governa il cielo degli Dei. Il kaos che sappiamo le divinità capricciose generano fra gli umani, dia-ballein, disordine, incoerenza del legame, fa i conti con la ragione strumentale di cui il mezzo da guerra è simbolo. Ma il paradosso è che la technè non risolve il kaos, non è simbolo (syn-ballein) di nuovo legame e alimento del Bene, ma machina di distruzione e miseria. Sara spiega come un duro allenamento consente di gestire la paura, che è sentimento “normale” rassicura, può esser tenuta a bada, è sempre una questione di tecnica e di abilità. Bocche spalancate fra i piccoli ascoltatori, gli adulti compiaciuti, educatori del Centro immagino, e fra loro un’altra donna in carriera, l’Assessora Chiara Moser. Il suo finalino istituzionale è all’insegna del plauso per l’organizzazione, il Grest di Torre d’Adige, colonia estiva gestista dalle Opere Monsignor Dal Ponte, ignari tutti perfino del monito vaticano (oppure capaci del solito compromesso pragmatico fra dottrina e vita reale…). E Sara è Camilla, è amazzone, lo sguardo avanti, verso un futuro di glorie e successi, mentre forse il Fato qualcosa sta decidendo. A questi si aggiunse Camilla della gente volsca, che guida una squadra di cavalieri e truppe splendenti di bronzo, una guerriera non avvezza con mani femminili al cestello e al fuso di Minerva, vergine, pronta a sopportare dure battaglie… Virgilio, Eneide Mi sposto a Sud della penisola, a Catania (clicca qui ). La segnalazione mi obbliga a ripetermi, mi indurrebbe a citare gli innumerevoli commenti già pubblicati sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Nel commento precedente c’è – credo – materiale sufficiente a segnalare l’intorpidirsi delle coscienze negli educatori, negli insegnanti, per i quali sembra smarrita ogni logica di precauzione educativa. La legalità, aliena dalla legittimità a cui sempre dovrebbe corrispondere la norma, si educa non nella cura delle relazioni e della vita di tutto il Vivente, ma con gli strumenti della repressione. Reprimere è verbo che vien prima di prevenire, la prevenzione si tinge delle tinte scure dell’ aspettativa del reato che, sicuramente, potrebbe essere commesso. Come ci informa la TV locale, per consuetudine le emittenti e la stampa locali sono prone a chi sta ai vertici, amministrativi, politici, militari, l’incontro con la polizia di stato, tenutosi nell’Istituto Scolastico Madonna della Divina Provvidenza , è stato come sempre in questi casi, entusiasmante per le giovani menti. Rombano le volanti, abbaiano i cani poliziotto, scuotono le criniere i cavalli, mostrano la baldanza del caso gli agenti, pistola al cinto.  Ma qualcuno a destra, una oscura giornalista e un Ministro, si sta inquietando, non  certo preoccupato per le creature piccole esposte a spettacoli che esaltano la lotta e il conflitto irrisolti, no,  ma per l’attacco alle divise (Annalisa Chirico, Matteo Piantedosi Dalla parte delle divise Piemme, Milano 2025). La divisa, discrimina e segnala un ruolo, e allora noi siamo per il camice delle/gli infermiere/i, per il grembiule delle maestre della scuola dell’infanzia e dei nidi, mestieri a cui oggi dovremmo davvero prestare scudi di difesa. (In ultimo, davvero: la casa editrice Piemme, nasce anni fa in Piemonte con buone collane  dedicate ai bambini e ai ragazzi, passata al gruppo Mondadori, oggi stampa ideologia a buon mercato: fra vite di sante e di soldatesse, val bene anche un ministro). Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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“Sport per la Legalità”: un campus in Sicilia, una classe disagiata in Lombardia e un obiettivo non dichiarato
Il documento Con nota prot. n. 38584 del 20 luglio 2026, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha diramato alle istituzioni scolastiche di secondo grado l’avviso per le candidature al progetto “Sport per la Legalità“. L’iniziativa nasce da un accordo di collaborazione tra Regione Lombardia, USR Lombardia e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, approvato dalla Giunta Regionale con DGR n. XII/6193 del 25 maggio 2026 e formalizzato con l’accordo prot. n. 37488 del 13 luglio 2026. Il progetto prevede un “Campus” di sei giorni (12-17 ottobre 2026) presso il Centro Sportivo della Polizia Penitenziaria di San Pietro Clarenza (CT), in modalità “live in”, rivolto a una singola classe (massimo 25-27 studenti, accompagnati da 2 docenti) di un istituto lombardo di secondo grado. Gli studenti e le studentesse selezionate praticheranno diverse discipline sportive sotto la guida di atlete e atleti del Gruppo Sportivo, alternando lezioni teoriche (nutrizione sportiva, psicologia dello sport, inclusione, più un ecc. di cui non si conosce il contenuto) a pratica “sul campo”. La selezione della classe partecipante avviene tramite una Commissione Giudicatrice che valuta prioritariamente situazioni di disagio sociale e culturale certificate dalla scuola, oltre alla partecipazione pregressa ai Giochi della Gioventù. Il progetto è dichiarato gratuito per l’istituto scolastico. Il testo si apre richiamando il ruolo della scuola come “baluardo fondamentale nella prevenzione sociale del disagio giovanile” e “centro di promozione culturale, relazionale e di cittadinanza attiva“, capace di fornire “gli strumenti idonei per una lettura critica della realtà“. È a partire da questa premessa dichiarata, messa a confronto con il dispositivo concreto proposto, che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sviluppa le osservazioni seguenti. 1. Il monopolio securitario sull’eccellenza sportiva italiana Il Centro Sportivo di San Pietro Clarenza ospita atlete e atleti del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, sezione sportiva del Corpo di Polizia Penitenziaria, costituita con decreto ministeriale del 25 luglio 1983 su iniziativa del magistrato Raffaele Condemi e del campione olimpico Pietro Mennea. Il gruppo conta oggi atlete e atleti di alto livello impegnati in oltre venti discipline, con un consistente medagliere internazionale e paralimpico. L’accesso al gruppo avviene tramite concorso pubblico riservato a sportivi di alto livello, che assicura loro un impiego stabile presso il Corpo, strutture di allenamento e tempo dedicato alla preparazione agonistica. Questo modello non è un’eccezione isolata, ma la regola nel sistema sportivo italiano d’élite. Accanto alle Fiamme Azzurre della Polizia Penitenziaria operano le Fiamme Oro (Polizia di Stato), le Fiamme Gialle (Guardia di Finanza), i gruppi sportivi di Esercito, Aeronautica, Marina, Carabinieri e Vigili del Fuoco. Per la maggior parte delle discipline olimpiche non professionistiche, il sostentamento economico dell’atleta italiano passa attraverso l’arruolamento in un corpo armato o di polizia, in assenza di un sistema strutturato di borse di studio, sponsorizzazioni private o modelli universitari alternativi come quelli in uso in altri contesti nazionali. Ne consegue che qualunque istituzione — anche una scuola — che intenda offrire ai propri studenti un “modello di eccellenza sportiva” si trova strutturalmente reindirizzata verso un’offerta incardinata in un corpo di polizia. La circolare USR Lombardia, in questo senso, rende visibile una condizione sistemica: in Italia, allo stato attuale, l’accesso a un contesto di alto livello sportivo tende a coincidere con l’appartenenza a un’istituzione armata. 2. L’incongruenza tra target dichiarato e dispositivo proposto Il testo della circolare dichiara un obiettivo di prevenzione del disagio giovanile attraverso “occasioni sistemiche di formazione” continuative. Il dispositivo concreto che viene proposto presenta, tuttavia, caratteristiche difficilmente compatibili con questa premessa: Continuità vs evento singolo: il Campus dura sei giorni, si svolge in trasferta e non risulta ripetibile nel corso dell’anno scolastico per la stessa classe. Il testo parla di “sistema”, ma  lo strumento proposto è un evento isolato. Distanza tra il contesto del disagio e la sede dell’intervento: la classe è selezionata sulla base di un disagio sociale e culturale radicato nel territorio lombardo. L’intervento si svolge però in una struttura di polizia in provincia di Catania, senza che il documento espliciti alcun nesso tra il contesto di provenienza degli studenti e la sede scelta. Nessun elemento del testo lega la scelta geografica a una specificità del progetto che non potrebbe essere replicata sul territorio di residenza. Assenza di un obiettivo pedagogico verificabile: La circolare elenca contenuti (nutrizione sportiva, sport e inclusione, psicologia dello sport, più un ecc. indefinito) ma non formula un obiettivo misurabile. Non si tratta di un percorso di orientamento professionale dichiarato — il testo non menziona in alcun punto la carriera nel Corpo come sbocco — né di un’educazione alla legalità in senso tecnico-giuridico, né di un programma sportivo continuativo. La formula “modello di organizzazione virtuosa e moltiplicatrice di valori” resta un enunciato  privo di traduzione operativa o di indicatori di verifica. Assenza di dati di costo e di impatto: il progetto è dichiarato gratuito per la scuola, ma il testo non fornisce alcuna indicazione sul costo complessivo dell’operazione — trasporto, vitto e alloggio per 25-27 studenti e 2 docenti per sei giorni, impiego di personale della Polizia Penitenziaria — né una previsione di valutazione d’impatto sul target dichiarato. Questa assenza è essa stessa un dato documentabile: la circolare non consente di stimare né il costo reale dell’iniziativa né la sua efficacia attesa né tantomeno a carico di chi sono i costi. 3. A chi va, effettivamente, la competenza sportiva accumulata in questi corpi Se l’obiettivo dichiarato riguardasse realmente la prevenzione del disagio attraverso lo sport, esisterebbe un termine di paragone naturale, interno allo stesso sistema penitenziario: l’impiego della professionalità delle atlete e degli atleti del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre a beneficio della popolazione detenuta. Questo canale esiste. Un protocollo d’intesa tra il DAP e la società pubblica Sport e Salute S.p.A. — sottoscritto nel 2021 dal Vice Capo del Dipartimento Roberto Tartaglia e dal Presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli, e successivamente confluito in un nuovo protocollo tra Ministero della Giustizia e Ministro per lo Sport e i Giovani del 9 aprile 2024 — impegna l’amministrazione a implementare l’offerta trattamentale sportiva rivolta ai detenuti, individuando persone detenute disponibili a collaborare volontariamente (ai sensi dell’art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario) e impiegando a tal fine il personale tecnico del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre. Il protocollo del 2024 prevede inoltre l’attivazione di percorsi di formazione rivolti al personale sportivo, “sempre nell’ottica di un reinserimento sociale, per gli stessi detenuti adulti, minorenni e giovani adulti”. A livello ministeriale, il progetto “Sport di tutti – Carceri”, promosso dal Dipartimento per lo Sport in continuità dal 2024, si inserisce nello stesso protocollo tra Dipartimento per lo Sport, DAP e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, con l’obiettivo dichiarato di supportare associazioni e società sportive dilettantistiche ed enti del terzo settore per facilitare il recupero dei detenuti attraverso lo sport quale strumento educativo e di prevenzione del disagio sociale. Di questo canale, tuttavia, non vi è traccia nel progetto oggetto della circolare USR Lombardia: gli studenti coinvolti non incontrano persone detenute, non entrano in un istituto di pena, non assistono ad alcun percorso di reinserimento. Il “campo” resta quello sportivo del Centro Fiamme Azzurre — non quello penitenziario. Va inoltre rilevato un limite strutturale che riguarda il canale rivolto ai detenuti stesso: non esiste, allo stato attuale, un dato ufficiale sul numero di persone detenute effettivamente coinvolte in attività sportive.  Il rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione lo dichiara esplicitamente, definendo non ricostruibile un’analisi quantitativa della partecipazione sportiva in carcere, poiché i soli riferimenti disponibili sono aggregati statistici DAP che raramente specificano numeri per singola attività. Lo stesso rapporto segnala che, su 86 istituti visitati dall’Osservatorio, 22 risultano privi di spazi idonei alla pratica sportiva, e che la programmazione resta demandata alla capacità di ciascun istituto di costruire partnership locali, in assenza di prescrizioni esplicite su spazi o attrezzature. Il contrasto con altre voci del “trattamento” penitenziario è netto: per l’anno scolastico 2024/2025 il DAP rende noto un dato di 19.391 detenuti coinvolti in percorsi di istruzione di primo e secondo grado; per il 2025, 18.004 detenuti su 21.354 impegnati in attività lavorative alle dipendenze dell’amministrazione; 4.276 corsisti nei percorsi di formazione professionale. Lo sport resta l’unica voce del trattamento per cui il DAP non pubblica un dato comparabile di partecipazione. L’interlocutore scelto e l’assenza dell’alternativa territoriale Resta un’ultima domanda, che il testo della circolare non permette di sciogliere: perché l’interlocutore individuato per un intervento sul disagio sociale e culturale è specificamente la Polizia Penitenziaria, e non uno dei molti soggetti sportivi o educativi — società sportive dilettantistiche, CONI territoriale, enti del terzo settore, reti scolastiche locali — attivi sul territorio lombardo di provenienza degli studenti? La circolare non fornisce alcun criterio che giustifichi questa scelta specifica rispetto ad altre astrattamente disponibili: non emerge, dal testo, per quale ragione l’incontro con atlete e atleti di eccellenza debba avvenire necessariamente all’interno di una struttura del Corpo di Polizia Penitenziaria, piuttosto che, ad esempio, in un contesto sportivo civile di pari livello. A questa domanda se ne affianca una seconda, altrettanto priva di risposta nel documento: cosa viene proposto a questi stessi ragazzi, nel loro territorio di residenza, in termini di intervento continuativo sul disagio dichiarato come criterio di selezione? La circolare non menziona alcuna proposta strutturata — sportiva, educativa o sociale — che accompagni il rientro della classe dopo l’esperienza dei sei giorni in Sicilia, né alcun raccordo con servizi, associazioni o presidi già operanti sul territorio lombardo. Il Campus si presenta così come un episodio isolato, non ancorato a un prima né a un dopo: la scuola avanza la candidatura, la Commissione seleziona, gli studenti partono e tornano, senza che il testo preveda alcuna continuità né alcuna verifica di quanto accade una volta esaurita l’esperienza. Se il disagio sociale e culturale è il criterio di ammissione al progetto, la sua assenza di trattamento nel “durante” e nel “dopo” locale resta il vuoto più significativo dell’intero impianto. I tre elementi qui ricostruiti si compongono in un quadro coerente. Il progetto “Sport per la Legalità” mobilita una risorsa — l’eccellenza sportiva del Gruppo Fiamme Azzurre — che nel sistema sportivo italiano è per definizione incardinata in un corpo di polizia, e la indirizza verso un pubblico selezionato per fragilità sociale, sottraendola a un possibile impiego nei confronti della popolazione detenuta, per il quale esiste un canale istituzionale riconosciuto ma di dimensione ed esito non misurabili. Al tempo stesso, la circolare non definisce, in alcun punto del testo, quale sia l’obiettivo pedagogico verificabile dell’esperienza proposta agli studenti, né i suoi costi, né i criteri di valutazione del risultato. Ne risulta un dispositivo che si presenta nel linguaggio della prevenzione del disagio, ma che nella sua articolazione concreta assomiglia più a un’esperienza di socializzazione al corpo — in senso letterale e istituzionale — della Polizia Penitenziaria, che a un intervento strutturato sul disagio sociale e culturale dichiarato come criterio di selezione. *Fonte primaria: nota USR Lombardia prot. n. 38584 del 20 luglio 2026, “Progetto Regionale Sport per la Legalità”.* Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle universtià -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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UMANA FESTIVAL Patti (ME) – Educazione e scuola, conversazione con Roberta Leoni, Osservatorio contro militarizzazione
UMANA² FESTIVAL – V EDIZIONE, 26 ⎯ 29 AGOSTO 2026 EX CONVENTO SAN FRANCESCO, PATTI (ME) Pubblichiamo il video dell’incontro intitolato “Educazione e scuola” in cui Roberta Leoni, docente, attivista e Presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università conversa con Lorenzo Guadagnucci e Matteo Pasquinelli il 28 agosto 2026 all’UMANA FESTIVAL V Edizione – Patti (ME). Le Conversazioni di UMANA² Festival, tra tecnologia, scuola e repressione sono una lente per affrontare il presente e per indagare i pilastri della nostra società, collettivamente. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Militarizzazione della #Sicilia e turismo israeliano #nowar Video integrale dell'intervento pubblico di Antonio Mazzeo nell'ambito dell'incontro tenutosi martedì 25 agosto a #Castelbuono (PA). Il giornalista e saggista Antonio Mazzeo ha affrontato temi come la militarizzazione della Sicilia, il turismo israeliano e la colonizzazione silenziosa del territorio. Evento organizzato da: Comitato Zahar, Zona Aut Spazio Sociale, BDS Palermo https://www.youtube.com/watch?v=tM4Eo2L2akc
August 27, 2026
Antonio Mazzeo
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Martedì 25 agosto a #Castelbuono ( #Palermo) per denunciare ancora una volta il #genocidio israeliano del popolo #palestinese e il dilagante processo di #militarizzazione e israelizzazione della #Sicilia. Il mio ringraziamento sincero alle compagne e ai compagni del Comitato Zahar, al sindaco di Castelbuono Mario Cicero, ad Elio Teresi di BDS Palermo, a Zona Aut Palermo.
August 26, 2026
Antonio Mazzeo
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Oggi, martedì 25 agosto, ore 18.30 Antonio Mazzeo incontra la comunità di #Castelbuono per parlare della #militarizzazione della #Sicilia, del turismo israeliano e della lenta colonizzazione che sta subendo il nostro paese. Saranno presenti il sindaco del Comune di Castelbuono Mario Cicero ed Elio Teresi di BDS Palermo e Zona Aut Palermo che modererà l'evento. Appuntamento in Piazza Margherita.
August 25, 2026
Antonio Mazzeo
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Castelbuono (#Palermo), martedì 25 agosto, ore 18.30 Antonio Mazzeo incontra la comunità di Castelbuono per parlare della #militarizzazione della #Sicilia, del turismo israeliano e della lenta colonizzazione che sta subendo il nostro paese. Saranno presenti il sindaco del Comune di Castelbuono Mario Cicero ed Elio Teresi di BDS Palermo e Zona Aut Palermo che modererà l'evento. Appuntamento in Piazza Margherita.
August 22, 2026
Antonio Mazzeo
Storica vittoria per le lavoratrici e i lavoratori Ata ex Lsu
Per sei lavoratrici e lavoratori, da un anno impiegati come personale ATA (ex Lsu) con contratto part- time a tempo indeterminatoin diverse scuole della Città Metropolitana di Catania, a seguito del provvedimento di “ripartizione del contingente delle immissioni in ruolo” hanno ricevuto la comunicazione da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale dell’avvenuta […] L'articolo Storica vittoria per le lavoratrici e i lavoratori Ata ex Lsu su Contropiano.
August 21, 2026
Contropiano
#Sicilia, il cittadino resta a casa. #Etna, Sì ai voli militari #catania #fontanarossa Non esiste un numero esatto o un registro pubblico delle volte in cui l'aeroporto militare di #Sigonella ha chiuso lo spazio aereo per la cenere dell'Etna, poiché le chiusure militari sono gestite tramite NOTAM interni e raramente pubblicizzate, a meno che non impattino lo spazio aereo civile o eventi eccezionali.giorni.https://www.youtube.com/watch?v=Al_eLv9rvgw
August 15, 2026
Antonio Mazzeo