Tag - Nazioni Unite

Trump firma il ritiro da 66 organizzazioni internazionali: fine dell’ordine “globalista”
Il 7 gennaio Donald Trump ha firmato un memorandum presidenziale per il ritiro degli USA da 66 organizzazioni internazionali, di cui 31 facenti parte del sistema delle Nazioni Unite. La motivazione è indicata nella “agenda globalista” che, secondo Washington, si sarebbe imposta sugli interessi stelle-e-strisce, facendo inoltre spendere in maniera […] L'articolo Trump firma il ritiro da 66 organizzazioni internazionali: fine dell’ordine “globalista” su Contropiano.
“Disunited Nations” a Napoli con Francesca Albanese. Gaza, le bombe, l’inverno
È inverno a Gaza. Fa freddo. Le bombe continuano a cadere, la popolazione civile vive senza riparo, senza acqua, senza cure, mentre l’assedio si stringe e ogni spazio di soccorso viene progressivamente chiuso. Le immagini di distruzione non appartengono al passato, ma al presente. Eppure, lontano da Gaza, nelle società che si definiscono civili, si continua a discutere delle parole. Si polemizza su cosa sia lecito dire, su quali termini siano accettabili, su come nominare ciò che sta accadendo. Genocidio, antisemitismo. Mentre lì si muore, qui si dibatte sul vocabolario. È in questo vuoto tra ciò che accade e ciò che viene detto che nasce l’urgenza di tornare a guardare i fatti. Di mostrare immagini reali. Di ascoltare chi prova a raccontare ciò che accade senza filtri. In questo spazio necessario si colloca il documentario Disunited Nations, presentato a Napoli al Cinema America Hall nell’ambito del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. La serata napoletana del 4 gennaio non è stata un episodio isolato, ma parte di un breve e intenso percorso italiano che ha accompagnato l’uscita del film. Napoli ha rappresentato una tappa centrale di questo attraversamento, articolato in più momenti nella stessa giornata. Al mattino Francesca Albanese è stata ospite dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, nel pomeriggio a Scampia, al Gridas, in un incontro con le comunità territoriali, e in serata al cinema, per la proiezione e il dibattito pubblico. Un passaggio tra luoghi diversi, istituzionali e popolari, che restituisce il senso di un impegno che non resta confinato in spazi protetti. Il film, diretto da Christophe Cotteret, segue il lavoro di Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati. Attraverso la sua voce, il documentario racconta ciò che accade in Palestina e a Gaza, ma anche le tensioni che attraversano le Nazioni Unite e il progressivo svuotamento del diritto internazionale di fronte ai rapporti di forza. Alla proiezione delle ore 21 è seguito un lungo incontro pubblico moderato da Maurizio Del Bufalo, coordinatore del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, da anni impegnato nella costruzione di un circuito culturale che utilizza il cinema come strumento di denuncia e controinformazione. Nel dialogo con il regista e con Albanese è emerso il senso profondo del titolo, volutamente provocatorio. Le Nazioni Unite sono nate per garantire la pace, ma oggi appaiono incapaci di fermare il massacro di una popolazione civile. Non si tratta solo della Palestina, ma di un fallimento più ampio dell’ordine internazionale e della sua capacità di tutelare i diritti fondamentali. Cotteret ha spiegato quanto fosse difficile racchiudere tutto questo in un film. La scelta di seguire Francesca Albanese nasce dal fatto che lei occupa una posizione unica, interna ed esterna alle Nazioni Unite allo stesso tempo. Attraverso la sua figura è stato possibile parlare di Gaza, ma anche di ciò che le Nazioni Unite possono e non riescono più a fare. Al centro del film c’è la parola genocidio, affiancata a immagini e volti reali, per sottrarre questa realtà a un linguaggio astratto e restituirla alla sua dimensione umana. Nel suo intervento, Albanese ha chiarito il senso del proprio ruolo. Non si tratta di protagonismo personale. Il film è un progetto del regista. La sua voce è diventata centrale perché, negli ultimi due anni, è stata chiamata a documentare e analizzare giuridicamente ciò che accade nei Territori Palestinesi Occupati. Un lavoro che l’ha costretta a raccogliere una mole enorme di prove, documenti e testimonianze. Ha raccontato quanto sia stato difficile ascoltare le storie di donne che hanno perso figli, talvolta intere famiglie, e quanto questo abbia inciso profondamente sulla sua vita personale. Durante il dibattito è tornata più volte una riflessione centrale. Questo non è il primo genocidio della storia recente, ma è forse il primo genocidio vissuto in tempo reale, attraverso i telefoni cellulari e le immagini che scorrono sui nostri schermi. Altri genocidi del Novecento appartengono oggi alla memoria storica e alla ricostruzione successiva dei fatti. Gaza, invece, si consuma sotto gli occhi del mondo. In questo contesto si inserisce anche la campagna di delegittimazione che ha colpito Francesca Albanese. È emersa con chiarezza la distanza tra la gravità delle accuse che le vengono rivolte e l’assenza di prove concrete a loro sostegno. L’accusa di antisemitismo viene evocata per spostare il dibattito dal merito dei fatti alla persona, confondendo deliberatamente la critica a uno Stato o a una politica con l’odio verso un popolo. Albanese ha ribadito che l’antisemitismo è una forma di razzismo da combattere senza ambiguità, ma non può essere usato per silenziare chi chiede il rispetto del diritto internazionale. Anche Amnesty International e altri organismi indipendenti hanno parlato di atti compatibili con la definizione di genocidio o di rischio concreto di genocidio. Durante la serata è emersa anche una dimensione più intima. Francesca Albanese non appare come una figura distante. È una donna disponibile, sorridente, capace di ascolto. Una di noi. Proprio questa prossimità rende ancora più violenti gli attacchi che la colpiscono. Il prezzo che paga non è solo politico, ma anche di genere. In un contesto segnato da un maschilismo ancora radicato, una donna autorevole, che non arretra e che nomina le cose per quello che sono, viene più facilmente esposta e delegittimata. Non si colpiscono solo le sue parole, ma la sua credibilità come donna. Ed è proprio questa combinazione di fermezza e umanità a renderla scomoda. Albanese non esercita il potere, lo interroga. Non grida, ma documenta. Una verità pronunciata con calma, sostenuta da prove, è più difficile da neutralizzare di qualsiasi slogan. Nel finale dell’incontro, Albanese ha insistito su un punto essenziale. Questo non è il momento di scoraggiarsi, ma di indignarsi. Le proteste servono. Servono ai palestinesi per non sentirsi soli, ma servono anche a chi protesta, perché restituiscono un senso di responsabilità collettiva. La responsabilità non può essere delegata solo agli Stati. Passa dalle scelte quotidiane, dall’informazione, dalla partecipazione civile. In questo senso, il cinema dei diritti umani continua a svolgere una funzione fondamentale. Non offre soluzioni semplici, ma apre spazi di consapevolezza. Non consola, ma interroga. Serate come quella di Napoli non fermano le bombe, ma contrastano l’assuefazione, rompono il silenzio, impediscono che la distanza diventi indifferenza. Continuare a sentire, a immaginare, a partecipare non è retorica. È l’unica possibilità che resta. Le fotografie che accompagnano l’articolo sono di Ludovico Brancaccio. Lucia Montanaro
Esperti ONU esortano alla tutela dei prigionieri di Palestine Action in sciopero della fame
Riportiamo la traduzione del comunicato stampa rilasciato lo scorso 26 dicembre dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. In esso vengono riportate le dichiarazioni di un gruppo di esperti ONU al riguardo degli fatti che si stanno consumando nel Regno Unito in relazione alla repressione del movimento di […] L'articolo Esperti ONU esortano alla tutela dei prigionieri di Palestine Action in sciopero della fame su Contropiano.
Le allucinazioni di Crosetto raccontate all’Avvenire
Il 7 dicembre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha deciso di rilasciare la sua prima intervista dopo la pubblicazione della nuova Strategia di Sicurezza Nazionale statunitense all’Avvenire, e ha provato a delineare un’idea di mondo post-abbandono da parte degli USA. Sicuramente meritevole lo sforzo di uno dei pochi politici […] L'articolo Le allucinazioni di Crosetto raccontate all’Avvenire su Contropiano.
ONU: Israele è uno stato torturatore de facto
Il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT) ha espresso un duro atto d’accusa nei confronti di Israele. In un nuovo rapporto pubblicato venerdì, l’organismo ONU denuncia l’esistenza di una politica statale de facto finalizzata all’uso organizzato e diffuso della tortura contro i prigionieri palestinesi. Una pratica che, secondo […] L'articolo ONU: Israele è uno stato torturatore de facto su Contropiano.
ONU: territori palestinesi in rovina, decenni buttati e ricostruzione in salita
Non è una recessione, e non è nemmeno una semplice crisi. Quello che si sta consumando nei Territori Palestinesi Occupati è un collasso sistemico che le Nazioni Unite, nel loro ultimo rapporto rilasciato in questo novembre 2025, non esitano a definire come un passaggio “dal sottosviluppo alla rovina totale“. Si […] L'articolo ONU: territori palestinesi in rovina, decenni buttati e ricostruzione in salita su Contropiano.
La Corte Internazionale di Giustizia censura le restrizioni israeliane agli aiuti umanitari
La Corte Internazionale di Giustizia, l’organo giudiziario delle Nazioni Unite, si è espressa ieri riguardo al divieto che Israele ha imposto all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) di svolgere attività sul proprio territorio. Com’era logica aspettarsi, l’operato sionista è stato […] L'articolo La Corte Internazionale di Giustizia censura le restrizioni israeliane agli aiuti umanitari su Contropiano.
Stop alle minacce statunitensi contro il Venezuela. La denuncia di tre relatori delle Nazioni Unite
Tre relatori speciali delle Nazioni Unite – George Katrougalos, Ben Saul e Morris Tidbal Binz – in un comunicato congiunto hanno denunciato nero su bianco che “Le azioni militari e le minacce di usare la forza armata contro il Venezuela da parte degli Stati Uniti violano la sovranità del Venezuela” e la carta delle Nazioni […] L'articolo Stop alle minacce statunitensi contro il Venezuela. La denuncia di tre relatori delle Nazioni Unite su Contropiano.
Iran, Russia e Cina all’ONU: “l’accordo sul nucleare di Teheran ha terminato la sua validità”
Sabato 18 ottobre i rappresentanti di Iran, Russia e Cina hanno trasmesso al Segretario Generale dell’ONU e al suo Consiglio di Sicurezza una lettera congiunta con cui dichiarano terminata la validità delle disposizioni contenute nella Risoluzione 2231, sul programma nucleare di Teheran. È infatti scaduto il JCPOA, l’accordo siglato nel […] L'articolo Iran, Russia e Cina all’ONU: “l’accordo sul nucleare di Teheran ha terminato la sua validità” su Contropiano.
Blair a guidare l’amministrazione ad interim di Gaza, ma la situazione è un po’ più complessa…
Prima il portale israeliano Ynet, poi piano piano alcune delle testate più accreditate del mondo arabo (Middle East Eye, The Cradle) e a livello internazionale (Financial Times, BBC) hanno confermato la notizia che Blair sarebbe il candidato preferito dell’amministrazione USA per guidare un governo provvisorio della Striscia di Gaza, una […] L'articolo Blair a guidare l’amministrazione ad interim di Gaza, ma la situazione è un po’ più complessa… su Contropiano.