Nucleare, da Pichetto solo confusione. Pronti a nuova protesta contro una discarica radioattiva geologica
Le parole del Ministro Pichetto tenute questa mattina alla Camera sulla
localizzazione del deposito nazionale delle scorie nucleari non forniscono i
chiarimenti opportuni su come il Governo vuole gestire i rifiuti radioattivi
presenti in Italia. Il Governo vuole realizzare le centrali nucleari in Italia
senza indicare chiaramente qual è la strada che vuole percorrere per le scorie
radioattive. Abbiamo una legge con un procedimento in corso che ha individuato
anche nella Basilicata alcune aree potenzialmente idonee che sono soggette
attualmente alla valutazione ambientale strategica. Allo stesso tempo porta
avanti un disegno di legge all’esame delle Regioni per realizzare più depositi
per i rifiuti radioattivi. Oggi il Ministro Pichetto intruglia maggiormente il
contesto riproponendo come soluzione per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi
di alta attività anche l’ipotesi geologica, un problema ancora irrisolto nel
mondo, che nel 2003 volevano risolvere seppellendoli nelle miniere di salgemma a
Scanzano J.co (MT). Un metodo che non è più perseguito dagli americani e dai
tedeschi dopo che hanno riscontrato problemi di sicurezza nei siti sotterranei
ma che viene riproposto anche nel programma indicativo per il nucleare
(PINC) presentato dalla Commissione europea. Per la Commissione, gli Stati
membri dell’Europa sono tenuti a definire politiche che incentivino i progressi
nella disattivazione e nello smaltimento dei rifiuti radioattivi, compresa la
preparazione di impianti di smaltimento geologico profondo per il combustibile
esaurito e i rifiuti ad alto livello.
Un’ipotesi insostenibile che nel caso ritorni ci vede già pronti alla chiamata
di una nuova protesta civile e pacifica per difendere la nostra Madre Terra.
Abbiamo scongiurato più volte questa ipotesi sul nostro territorio. Non
permetteremo di far rientrare dalla finestra ciò che abbiamo respinto nelle
quindici giornate di protesta del 2003. Ricordiamo che l’80% della radioattività
delle scorie nucleari sono collocate nelle Regioni del nord in particolare nel
Piemonte dove sono presenti anche infrastrutture e strumenti di controllo più
adeguati rispetto a quelli presenti nella nostra Regione Basilicata che non è
capace neanche di confrontarsi con i territori convocando un Tavolo della
Trasparenza.
Cosi in una nota Pasquale Stigliani Responsabile Comunicazione dell’Associazione
Antinucleare ScanZiamo le Scorie, nata nei giorni della “protesta civile di
Scanzano” del 2003.
Redazione Italia