Di guerre, dazi e tecnologie: Crosetto a Padova
Intervenuto in un convegno nell’Ateneo di Padova, il Ministro Guido Crosetto ha
scelto la lectio magistralis sulla sicurezza per comunicare l’operato del
Governo e rassicurare il mondo accademico sulla bontà delle politiche fino ad
oggi intraprese.
Nulla di nuovo all’orizzonte, dichiarazioni quindi non nuove rispetto ad altri
interventi pubblici in occasione di convegni e iniziative, questa volta tuttavia
la puntualizzazione sulla nozione di sicurezza e sulla necessità della coesione
sociale e della fiducia nelle istituzioni meritano attenzione.
Il rapporto del Centro Studi Confindustria di giugno 2025 (I dazi colpiscono
fiducia ed export. L’ennesima guerra rincara l’energia, peggiorando le attese |
Confindustria) mostra un Paese alle prese, come del resto l’intero vecchio
continente, con una economia debole e una crescita irrisoria, incertezza
dominata dal ricorso strutturale alla guerra che genera rincaro dei prezzi
energetici e costi in aumento per aziende e famiglie. E aggiungiamo le politiche
monetarie degli Usa che si ripercuotono negativamente soprattutto sull’euro
zona.
Citiamo l’incipit del rapporto redatto in queste ultime ore giusto a ricordare
che la vulgata ufficiale del Governo, improntata a sarcasmo contro ogni lettura
critica, è ben diversa dalle note redatte dai centri economici che contano: «Un
altro shock. Lo scenario, già complesso, è aggravato dall’aumento del prezzo del
petrolio a causa del conflitto Israele-Iran. L’industria italiana ha tenuto a
inizio 2° trimestre e gli indicatori sono migliorati per i servizi. Ma i dazi
sull’export e l’incertezza stanno deteriorando la fiducia, brutto segnale per i
consumi e gli investimenti. Positivo, invece, è il proseguire del taglio dei
tassi nell’Eurozona».
Crosetto, o chi per lui, conosce i dati economici e sa come l’indice di fiducia
stia scendendo mese dopo mese, sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, dei
consumatori verso l’economia, dei lavoratori riguardo le imprese. E poi le
continue giravolte di Trump in materia di dazi non sono di aiuto per le economie
europee alle prese con ascensori sociali fermi e un malessere sociale diffuso
che cova sotto la cenere.
E il Ministro sa bene che un aumento delle spese militari avrà impatti anche sul
welfare, per questo il suo discorso è rivolto alla coesione sociale, alla
capacità di adattamento ai nuovi scenari geopolitici della NATO, al principio di
mutua difesa che fa presagire il sostegno italiano a un eventuale intervento USA
nella guerra contro l’Iran.
Ma per amor del vero le dichiarazioni di Crosetto non parlano di guerra né di
partecipazione italica, si evitano come al solito gli argomenti scomodi, ad
esempio il ruolo delle basi USA e NATO sul nostro territorio, ma fuori da ogni
giurisdizione nazionale. E quelle basi sono avamposti di guerra, potenziate,
collegate alle infrastrutture negli ultimi anni proprio per rendere efficace e
tempestivo l’apporto della logistica di guerra ai conflitti.
Cosa significherà poi parlare con il sud del mondo? Depredare quei paesi delle
risorse del sottosuolo e intervenire militarmente quando decideranno di non
sottostare ai ricatti occidentali? Merita di essere letta la nota dell’ufficio
stampa sul sito ministeriale: «Siamo passati da un mondo in cui contavano i
valori a un mondo in cui conta il valore economico. Siamo passati dall’epoca
delle grandi democrazie, delle conquiste sociali, all’epoca delle grandi potenze
e non ce ne siamo accorti. In questo cambiamento noi abbiamo un dovere: che è
quello di presidiare le conquiste di migliaia di anni che ci hanno portato a
codificare un diritto internazionale. Oggi il potere si misura con nuovi
strumenti: chi guida la tecnologia guida il mondo. La sicurezza passa dal
controllo delle risorse strategiche, dalle catene di approvvigionamento.
Siamo nel cuore di una rivoluzione: il Digital Order, che sta riscrivendo gli
equilibri globali, i modelli di sviluppo, perfino la nostra idea di sovranità.
L’Europa non può permettersi di restare alla finestra. Servono visione, volontà
e investimenti concreti in ricerca e innovazione. Le minacce oggi hanno nuove
forme. L’intelligenza artificiale e il quantum computing sono sempre più
strumenti di potere. Proprio per questo servono menti preparate, risorse e
visione. Preservare il nostro patrimonio di idee, conoscenza, cultura, valori,
identità è oggi – più che mai – una missione di sicurezza nazionale». Il
Ministro della Difesa all’Università di Padova per il convegno “La ricerca di
nuove sicurezze: la difesa nazionale e la pace, fra incertezze UE ed egemonia
USA”
Parole scisse dalla realtà, il diritto internazionale è ridotto a carta
straccia, ogni decisione ONU sul genocidio palestinese fermata dal veto USA, le
grandi democrazie elogiate hanno fatto ricorso strutturale a guerra e
colonialismo, le conquiste sbandierate sono spesso i furti ai danni dei popoli
oppressi. E ancora una volta sullo sfondo delle dichiarazioni Ufficiali la
Bussola europea, il controllo delle risorse strategiche per il quale bisogna
essere pronti a scatenare una guerra presentandola come difesa degli interessi
occidentali e della cosiddetta sicurezza nazionale.
E per sicurezza si intende implicitamente anche quell’insieme di norme
securitarie e repressive che ha preso corpo con il pacchetto sicurezza,
all’indomani dello sciopero dei metalmeccanici e alcuni blocchi stradali sono
annunciate denunce e inchieste avvalendosi delle aggravanti del Codice penale
previste per questa tipologia di reati.
Una nozione di sicurezza a tutto tondo con cui presto ciascuno di noi farà i
conti.
Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università