No al debito per la guerra, sì agli eurobond per la “pace-verde”
Le decisioni emerse dall’ultimo Consiglio Europeo confermano una direzione
preoccupante: l’Unione Europea continua a istituzionalizzare il conflitto,
impegnando il futuro delle prossime generazioni attraverso 90 miliardi di euro
di debito comune destinati a prolungare lo scontro in Ucraina.
I Disarmisti esigenti, impegnati a costruirsi quale polo attrattivo
antimilitarista e nonviolento del movimento per la pace, esprimono ferma
contrarietà a questa strategia per le seguenti ragioni:
– È paradossale che lo strumento del debito comune, nato con il NextGenerationEU
per la transizione ecologica e la coesione sociale, venga ora piegato a logiche
di assistenza militare e finanziamento a fondo perduto per un conflitto senza
fine. Stiamo ipotecando il futuro dei giovani europei per alimentare una
contraffazione della difesa comune che ignora la via diplomatica.
– Sebbene l’accantonamento dell’uso degli asset russi eviti per ora un collasso
del diritto internazionale, il continuo lavoro verso nuove restrizioni e il
mantenimento del regime sanzionatorio rappresentano un ostacolo insormontabile
per la costruzione di un tavolo negoziale. Le sanzioni non hanno fermato le
ostilità, ma hanno cementato la divisione del continente ed impoverito i popoli
europei.
– Il “successo” rivendicato dai governi italiano, francese e belga è puramente
tecnico. Evitare il ricorso agli asset russi solo per sostituirlo con debito
pubblico non è un passo verso la pace, ma solo un cambio di bilancio per evitare
problemi giuridici ed economici. Chiediamo che il governo italiano si faccia
promotore di una “Conferenza di Pace di Helsinki II” anziché limitarsi a
negoziare le clausole di un prestito bellico.
Ogni miliardo stanziato per l’assistenza multidimensionale (che spesso nasconde
nuovi invii di armi) è un miliardo sottratto alla diplomazia e alla
ricostruzione civile sotto l’egida dell’ONU.
I Disarmisti esigenti chiedono formalmente:
1. La sospensione immediata dell’escalation sanzionatoria come gesto di buona
volontà per riaprire i canali di comunicazione con Mosca. Le sanzioni
dovrebbero essere proprio tolte!
2. Che una quota parte dei fondi stanziati dal debito comune sia vincolata
esclusivamente a iniziative di mediazione internazionale e al sostegno dei
movimenti pacifisti e nonviolenti in entrambi i paesi coinvolti formalmente
dal conflitto bellico. (Vedi le richieste collegate alla Campagna Object
war).
3. La cessazione dell’invio di armamenti, in linea con i sentimenti della
maggioranza dei cittadini europei che chiedono sicurezza attraverso il
dialogo e non attraverso la deterrenza nucleare e le guerre portate avanti
per procura.
In coerenza con quanto espresso, aderiamo e sosteniamo gli obiettivi della
campagna internazionale “Object War”, promossa dalla War Resisters’
International (WRI) e da una rete di organizzazioni pacifiste europee. Chiediamo
che l’Unione Europea, parallelamente alle discussioni sui prestiti finanziari,
agisca concretamente per:
* Garantire asilo politico e protezione immediata a tutti i disertori,
obiettori di coscienza e attivisti che rifiutano di partecipare alla guerra,
sia in Russia che in Ucraina e Bielorussia.
* Esigere che tutti i paesi coinvolti nel conflitto rispettino il diritto
fondamentale all’obiezione di coscienza al servizio militare, come sancito
dalle convenzioni internazionali sui diritti umani.
* Destinare risorse non alla fornitura di armi, ma alla tutela di chi, con la
propria scelta di non uccidere, riconosciuta dal diritto internazionale,
rappresenta il primo vero ostacolo alla logica del conflitto permanente.
La pace non si compra a debito, si costruisce con il coraggio politico di
sedersi al tavolo delle trattative. E noi la perseguiamo e spingiamo dal basso
facendo ricorso, con l’intelligenza e con il cuore, ai metodi della lotta
nonviolenta!
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Nell’occasione ricordiamo il tema del “giornalismo di pace” che verrà affrontato
domenica 21 dicembre in un webinar, dalle ore 18:00 alle ore 20:30: come tale
pratica può trovare una collaborazione e una integrazione con la “comunicazione
nonviolenta”?Link per partecipare:
https://us06web.zoom.us/j/89184728319?pwd=3nmj7ek4bfoliaZ3fIxeGr54ICzUjb.1 –
Disarmisti Esigenti