Lo Stato e la guerra--------------------------------------------------------------------------------
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Ciò che noi chiamiamo Stato è, in ultima analisi, una macchina per fare guerre e
prima o poi questa sua costitutiva vocazione finisce con l’emergere al di là di
tutti gli scopi più o meno edificanti che esso può darsi per giustificare la sua
esistenza. Questo è oggi particolarmente evidente.
Benjamin Netanyahu, Volodymyr Zelens’kyj, i governi europei perseguono a ogni
costo una politica di guerra per la quale si possono certamente identificare
scopi e giustificazioni, ma il cui movente ultimo è inconscio e riposa sulla
natura stessa dello stato come macchina di guerra. Questo spiega perché la
guerra, com’è evidente per Zelens’kyj e per l’Europa, ma com’è vero anche nel
caso di Israele, sia perseguita anche a costo di andare incontro alla propria
possibile autodistruzione.
Ed è vano sperare che una macchina da guerra possa arrestarsi di fronte a questo
rischio. Essa andrà avanti fino alla fine, qualunque sia il prezzo che dovrà
pagare.
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Pubblicato su Quodlibet (qui con l’autorizzazione della casa editrice). Tra gli
ultimi libri di Giorgio Agamben: Quaderni. Volume I (2024), Horkos. Il
sacramento del linguaggio (2023), Categorie italiane (2021).
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