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Lanciata la petizione: Per un’istruzione e una ricerca libere dalla militarizzazione
SI È TENUTA IERI POMERIGGIO A ROMA LA CONFERENZA STAMPA DI LANCIO DELLA CAMPAGNA “LA CONOSCENZA NON MARCIA”. DA METÀ SETTEMBRE, HANNO CHIARITO LE REALTÀ DI STUDENTI, STUDENTESSE, DOCENTI, RICERCATRICI E RICERCATORI, CONTESTUALMENTE ALLA RIPARTENZA DELL’ANNO SCOLASTICO E ACCADEMICO, PARTIRÀ LA RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DELLA PETIZIONE POPOLARE CHE CHIEDE IL DIVIETO DI COLLABORAZIONE TRA ISTRUZIONE E FILIERA MILITARE INDUSTRIALE, IL RICONOSCIMENTO DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA E LA ISTITUZIONI DI OSSERVATORI INDIPENDENTI IN ISTITUTI SCOLASTICI E ATENEI. Sintesi Vietare ogni collaborazione della scuola e dell’università con il complesso militare-industriale per favorire un’istruzione libera dalla guerra in senso ampio, sia in termini di ricerca e sviluppo di tecnologie e conoscenze a fini bellici, sia in termini educativi, sociali e culturali. Garantire, nel mondo dell’istruzione e della ricerca, il diritto ad esprimere il proprio dissenso per i propri convincimenti morali, filosofici o religiosi, e di rifiutare di effettuare la propria prestazione lavorativa se questa è connessa direttamente o indirettamente con le armi e la guerra, in linea con il ripudio costituzionale della guerra. Oggetto: Petizione popolare ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione italiana – Per un’istruzione e una ricerca libere dalla militarizzazione (promossa dalla campagna La Conoscenza Non Marcia). I sottoscritti cittadini italiani, mediante la presente petizione redatta ai sensi dell’art. 50 della Costituzione e dell’art. 109 del Regolamento della Camera dei Deputati, intendono sottoporre alla Camera dei Deputati la seguente richiesta di intervento legislativo. Premesso che Politiche e interessi economici orientano sempre più il mondo dell’istruzione, dell’università e della ricerca verso un’economia e cultura militarizzata. Questa deriva mette a rischio il principio costituzionale che richiede all’Italia di ripudiare la guerra (Art. 11), nonché la natura civile della scuola e dell’università come fondamento di democrazia e di costruzione della pace. Da tempo la ricerca è entrata a far parte del cosiddetto complesso militare-industriale, l’insieme di istituzioni, forze armate, aziende e investitori che producono armi, saperi e servizi a fini militari. In un’inchiesta di Altraeconomia dell’ottobre 2025 svolta in 31 atenei, la maggior parte di essi aveva accordi con varie aziende militari, tra le quali spicca Leonardo S.p.a., la partecipata dello Stato e 13° azienda di armamenti al mondo, oltre che fornitore della marina israeliana: in dettaglio, 23 atenei avevano accordi con Leonardo, 20 con Thales-Alenia Space S.p.a., 8 con il colosso dei missili terra-aria MBDA). Il Piano Europeo di Riarmo da 800 miliardi euro propone di aumentare in maniera decisiva le sinergie tra militare e civile, compreso scuola e università, per il rilancio dell’industria europea in chiave miliare. Si promuove così warfare come collante dell’Europa, a discapito del welfare. L’Italia si sta attrezzando di conseguenza. Secondo il Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa – Triennio 2025-2027 si dovrebbe avviare, come ha spiegato il proponente Ministro della Difesa Crosetto “Defence Summit” organizzato da IlSole24Ore a fine 2025: «un modello in cui industria, università, ricerca, difesa sono tutt’uno. I centri sperimentali di Esercito, Marina, Aeronautica devono stare insieme all’università». La questione è ribadita nel documento programmatico pluriennale per la difesa – Triennio 2025-2027 del Governo della Repubblica italiana: “Ricerca e sviluppo. Le attività di ricerca scientifica e tecnologica sono coordinate dalla Direzione nazionale degli armamenti e includono il Piano nazionale della ricerca Militare (PNRM), i progetti dei Centri test della Difesa, gli accordi con università e i programmi di cooperazione a livello Ue, NATO e internazionale (tra cui sono citati quelli in ambito Agenzia europea della difesa, Fondo europeo della difesa, NATO Science and Technology Organization, DIANA e NATO Innovation Fund). Fino al 2039 sono previsti fondi per 1.5 miliardi di euro, di cui il 75% per programmi di cooperazione.” La “Cittadella dell’Aerospazio” di Torino è tra le sperimentazioni più emblematiche. Si tratta di un progetto della NATO denominato DIANA (Defence Innovation Accelerator North Atlantic) per lo sviluppo di tecnologie a doppio uso (civile e militare). Coinvolge Leonardo e il Politecnico di Torino (in violazione allo statuto d’Ateneo). Viene sostenuto dalle istituzioni locali come opportunità di sviluppo territoriale sulle ceneri del settore automobilistico. Sul sito del comune di Torino si legge: “Facendo leva sulla collaborazione tra Leonardo e il Politecnico, si creerà un sistema interconnesso dove coesistono l’accademia, la ricerca e i laboratori di sviluppo tecnologico, le start up e le piccole medie imprese, e la grande impresa” (citato in questo articolo di Internazionale). Il modello torinese trova applicazione in progetti come il Rome Technopole, che unisce atenei del Lazio, enti locali e colossi bellici (Leonardo, Thales Alenia Space, MBDA). Nei territori con basi militari, la NATO si radica stipulando accordi con le università per tirocini nei comandi, attività didattiche gestite da militari, visite guidate e PCTO nelle basi. La presenza atlantica orienta inoltre la ricerca e la didattica attraverso programmi specifici come il NATO SPS Programme, il NATO Model Event dell’università di Bologna o l’esercitazione “Mare Aperto”, condotta con la Marina Militare e circa 14 atenei. L’integrazione tra istruzione e settore militare punta, inoltre, a normalizzare la guerra agendo con forza sul piano simbolico e valoriale ad ogni ordine scolastico, dall’infanzia agli ITS. Tra i vari documenti, la Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2025 del Parlamento europeo, sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune, all’articolo 167 chiede: di mettere a punto programmi di formazione dei formatori e di cooperazione tra le istituzioni di difesa e le università degli Stati membri dell’UE, quali corsi militari, esercitazioni e attività di formazione con giochi di ruolo per studenti civili. Oltre che in varie dichiarazioni ufficiali, forme d’intervento in tal senso sono già molteplici nelle scuole e università italiane, come documenta l’Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università: progetti formativi (dalla legalità al cyberbullismo) affidati a militari anziché a pedagogisti; visite in caserma, alzabandiera e cerimonie ufficiali; stage e PCTO con forze armate o industrie belliche; giornate di orientamento e reclutamento. Casi emblematici includono il primo liceo digitale a Roma guidato da docenti Leonardo, i corsi di inglese ed educazione alimentare tenuti da personale NATO e US Navy, e i moduli STEM promossi da Leonardo tramite principali case editrici (Treccani, Mondadori), penetrando così direttamente nell’editoria scolastica. A fronte della spinta militarista che li coinvolge, alcuni atenei e scuole si stanno tutelando per mantenere fede al ripudio costituzionale della guerra (Art. 11) e la missione civile del mondo dell’istruzione e della ricerca. Nel 2025, per esempio, l’Università di Pisa ha modificato lo Statuto introducendo il divieto di partecipazione a qualsiasi progetto finalizzato allo sviluppo di armamenti bellici. Considerato che L’articolo 11 della Costituzione impone alla Repubblica di ripudiare la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, promuovendo la pace e la giustizia fra le Nazioni; I SOTTOSCRITTI, PROMOTORI DELLA CAMPAGNA “LA CONOSCENZA NON MARCIA”, CHIEDONO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI DI APPROVARE LE SEGUENTI PROPOSTE: 1. VIETARE COLLABORAZIONI, tramite opportune misure normative, tra istituzioni scolastiche e accademiche e il complesso militare-industriale: progetti di didattica, ricerca e Terza missione con industrie belliche, con istituzioni (incluse università) di Paesi che attuano genocidio, oppressione coloniale, segregazione e pulizia etnica (come Israele), e con organizzazioni internazionali (es. NATO) che alimentano guerre e riarmo; partecipazione di docenti a organizzazioni militari o legate all’industria bellica (es. Med-Or); finanziamenti e partnership con aziende belliche e con realtà che collaborano con governi violatori del diritto internazionale; corsi, master, scuole di specializzazione, eventi didattici e di orientamento in università e scuole in collaborazione con forze armate e forze dell’ordine, che devono restare fuori dal sistema educativo; eventi con forze armate e con forze dell’ordine dentro le scuole su tematiche educative che esulano dai loro compiti specifici. 2. costituire un ORGANO DI CONTROLLO E SUPERVISIONE nelle istituzioni dell’istruzione scolastica e universitaria di ogni ordine e grado e negli enti di ricerca, per monitorare, rendere pubblici e intervenire in merito a qualsiasi accordo, partnership, iniziative di scambio, protocolli di intesa e su ogni aspetto etico che riguarda le azioni di atenei, scuole o enti di ricerca in rapporto con altri enti pubblici o privati. Tale organo, da costituirsi necessariamente composto da figure indipendenti al fine di garantirne la credibilità, deve poter essere interpellato mediante meccanismi di partecipazione democratica sia dalla componente studentesca che dal personale (docente e non docente). 3. garantire l’OBIEZIONE DI COSCIENZA nelle scuole, nelle università e negli enti di ricerca, per consentire, in protezione da qualunque controllo del potere esecutivo e dalla ‘gerarchia interna’ (incluso un pregiudizio sul lavoratore), il rifiuto di mansioni legate al complesso militare-industriale e il settore della difesa: gite in basi militari, collaborazioni universitarie con il comparto bellico, accordi di ricerca. Il docente, ricercatore, personale amministrativo potrà, in coerenza con l’obiezione di coscienza prevista dalla legge, astenersi dall’attività se nel suo dipartimento/ scuola/ centro/ facoltà venga organizzata un’iniziativa bellica. Lo studente potrà rifiutare di partecipare a corsi o ad incontri comunque finalizzati alla logica della guerra senza che da tale rifiuto derivi alcun pregiudizio al proprio andamento scolastico o universitario. Tutte le info su www.laconoscenzanonmarcia.com Facebook: La Conoscenza Non Marcia Mail: info@laconoscenzanonmarcia.com https://www.instagram.com/p/DcyZrZ-DeAe/?igsi=aGZ5b3oyZ2I3N2Q4 -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Il Fatto Quotidiano: “Una legge per dividere istruzione e difesa”
DI REDAZIONE SU IL FATTO QUOTIDIANO DEL 29 AGOSTO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto dalla Redazione, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 29 agosto 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla presentazione della petizione La conoscenza non marcia. «La richiesta di una legge nazionale e una petizione per vietare ogni collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare, pubblica e privata: l’iniziativa “La conoscenza non marcia” è promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, insieme a sindacati, collettivi e associazioni. La raccolta firme sarà presentata il 1° settembre alle 15:30 …continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Contropiano: Una petizione contro la militarizzazione della formazione
DI TOMMASO MARCON SU CONTROPIANO DEL 29 AGOSTO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Tommaso Marcon, pubblicato su Contropiano il 29 agosto 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla petizione della campagna La conoscenza non marcia. «Dopo mesi di lavoro, in molti di loro si erano incontrati il 18 luglio per l’Assemblea Nazionale della Campagna (ospitata a Paestum dalle organizzazioni studentesche Cambiare Rotta e OSA, che ne fanno parte, presso il campeggio Sierra Maestra Camp). Erano presenti realtà come l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, i comparti scuola e università dell’Usb, la sigla Sanitari per Gaza come quella di Antropolog per la Palestina, oltre che accademici di una decina di atenei italiani nell’incontro che ha lanciato questa proposta….continua a leggere su www.contropiano.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La conoscenza non marcia! Petizione per l’interruzione e il divieto di qualsiasi tipo di collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare pubblica e privata
1° SETTEMBRE ORE 15:30 MONTECITORIO – PIAZZA CAPRANICA – CONFERENZA STAMPA: LA CONOSCENZA NON MARCIA! Nasce una petizione per l’interruzione e il divieto di qualsiasi tipo di collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare pubblica e privata . Il cammino inesorabile che sembra aver intrapreso l’intero Occidente verso una guerra totale non risparmia l’istruzione: in diversi documenti ufficiali dell’UE, nel piano programmatico quinquennale del Governo Meloni, e in diverse dichiarazioni del ministro della difesa Guido Crosetto, si evidenza la possibilità, finanche la irrinunciabile necessità di una incorporazione totale dell’istruzione di ogni ordine e grado (dalle elementari all’università) nell’economia e nell’ideologia bellica.  Come campagna “La Conoscenza Non Marcia” abbiamo denunciato la crescente presenza militare nelle scuole come normalizzazione dell’apparato bellico e repressivo, dalle visite scolastiche in caserme e basi militari a corsi di formazione tenuti da forze dell’ordine ed esercito, così come il pericoloso definanziamento delle università che sta comportando una sempre più diretta canalizzazione dei fondi per la ricerca attraverso quell’industria della morte che abbiamo già visto all’opera nella complicità con il genocidio del popolo palestinese. Progetti come il Rome Technopole, o quello della cittadella dell’aerospazio a Torino, indicano una direzione pericolosa da arrestare immediatamente: da un lato il diretto assorbimento di grossa parte del settore della ricerca pubblica a servizio dell’industria militare, della NATO e dei progetti di riarmo dell’Unione Europea; dall’altro la presenza sempre più forte della Nato e di Leonardo (o di MBDA, o Thales) nei dipartimenti universitari, nella didattica e nella direzione degli ambiti di ricerca, travalicando, a quel punto, qualsiasi dibattito sensato sul “dual use”.  “La conoscenza non marcia” vuole fermare tutto ciò: docenti, ricercatori e ricercatrici, studenti e studentesse, lavoratrici e lavoratori non sono disposti a studiare e lavorare per fomentare guerre, riarmo e militarizzazione. Per questo abbiamo costruito una raccolta firme a sostegno di una petizione popolare per introdurre misure normative che vietino qualsiasi tipo di collaborazione tra scuola/università e filiera militare-industriale. La presenteremo con una conferenza stampa il prossimo 1 settembre alle ore 15:30 presso Montecitorio, Piazza Capranica, invitiamo la stampa e chiunque sia interessato a contribuire alla campagna a partecipare. Antropolog3 per la Palestina (PROMOTORE) Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (PROMOTORE) Cambiare Rotta (PROMOTORE) Sanitari per Gaza (PROMOTORE) USB P.I. – Università (PROMOTORE) USB P.I. – Scuola (PROMOTORE) CUB – SUR Accademiche e accademici italo palestinesi Movimento studenti palestinesi in Italia UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese Comunità Palestinese di Roma e del Lazio Centro Culturale Handala Ali – Napoli BDS Italia Rete antisionista e anticolonialista per la Palestina Antonio Mazzeo – militante antimilitarista e autore Alessandro Ferretti – fisico, docente PoliTo FISI SSB scuola Docenti per Gaza CALP – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali Movimento per il diritto all’abitare – Roma Rete dei comunisti Potere al Popolo Coordinamento NO NATO Coordinamento per il boicottaggio di Israele – Pisa Coordinamento Palestina Rieti Collettivo Studentesco Corto Circuito – Rieti Sociologia di posizione Emancipatory Social Science Assemblea precaria Firenze Cobas Scuola Firenze Cobas scuola Puglia Cobas Scuola Sicilia Cobas scuola Umbria Cobas scuola Ancona Cobas scuola Cagliari Cobas scuola Como Cobas scuola Genova Cobas scuola Grosseto Cobas scuola Macerata Cobas scuola Varese Coordinamento no Nato – Firenze Assemblea antimilitarista Firenze Scuole non Caserme No comando NATO CUIR – Coordinamento Universitario in Rivolta – Palermo Comitato Solidarietà con la Palestina in Terzo RUP – Rete Università per la Palestina Rifondazione Comunista – Rieti Comitato Sapienza Per la Palestina Comitato promotore Ingegneria – Sapienza Ex collettivo di Fabbrica GKN SDS Studenti di Sinistra – Firenze Scuole per la Palestina Studentxlapalestina -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente