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Grecia: un bonus di 250 euro per ogni rimpatrio volontario
Con Decreto Ministeriale Congiunto, la Repubblica Ellenica ha riformato il sistema di orientamento legale gratuito per i richiedenti asilo 1. Tra le novità introdotte figura anche un compenso di 250 euro riconosciuto al rappresentante legale per ciascun rimpatrio volontario assistito portato a termine. Una misura che presenta profili di analogia con il modello italiano introdotto dall’art. 30-bis del d.l. 23/2026, poi modificato dal d.l. 55/2026 (convertito dalla l. 103/2026) 2. Formalmente, il provvedimento 3 intende dare attuazione all’obbligo di garantire il diritto all’orientamento legale, nonché all’assistenza e alla rappresentanza legale, previsto dagli artt. 15 e 19 del Regolamento (UE) 2024/1348 sulla procedura comune di protezione internazionale e dal considerando 39 e dall’art. 21 del Regolamento (UE) 2024/1351 sulla gestione dell’asilo e della migrazione. Nella pratica, tuttavia, la riforma greca evidenzia ancora una volta la natura selettiva dell’attuazione delle disposizioni del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo: mentre si consolida un’ipertrofia normativa funzionale alla restrizione dell’accesso alla protezione internazionale e al rafforzamento degli strumenti di rimpatrio, gli obblighi positivi di garanzia dei diritti fondamentali rimangono privi di un’effettiva implementazione. Il provvedimento ridefinisce infatti la funzione stessa dell’orientamento legale, incidendo sul suo carattere di servizio indipendente, verificabile e trasparente. Da servizio di emancipazione giuridica, volto a ridurre la vulnerabilità della persona migrante e a garantire un presidio contro l’espulsione, l’orientamento legale viene rifunzionalizzato come segmento operativo del dispositivo della deportazione. Non si limita ad accompagnare la rimozione, ma contribuisce a costruire le condizioni materiali e simboliche entro cui il rimpatrio finisce per apparire come unica opzione razionale. Integrando il diritto all’assistenza legale nel paradigma politico sintetizzato dallo stesso Ministro Plevris nella formula ‘carcere o rimpatrio’ 4, l’intervento finisce così per incidere sulle condizioni di accesso effettivo al diritto d’asilo, restringendo lo spazio del diritto all’informazione giuridica. Un diritto che precede il diritto d’asilo stesso: un pre-diritto, poiché solo attraverso la conoscenza dei propri diritti e degli strumenti di tutela disponibili una garanzia formale può tradursi in una protezione effettiva. I principali profili di criticità introdotti dal Decreto riguardano l’individuazione degli avvocati incaricati dell’orientamento legale, la garanzia dell’accuratezza e dell’indipendenza delle informazioni fornite, il meccanismo di incentivo economico previsto e le modalità concrete di attuazione dell’obbligo informativo attraverso sessioni collettive. * L’orientamento potrà essere prestato esclusivamente dagli avvocati iscritti al Registro degli Avvocati per l’Orientamento Legale, con il rischio di indebolire il ruolo degli avvocati delle organizzazioni della società civile che garantiscono supporto legale indipendente alle persone migranti. * Le sessioni di orientamento sono organizzate prevalentemente in forma collettiva, con gruppi di quindici persone, estendibili fino a cinquanta partecipanti. Una modalità che appare difficilmente compatibile con la natura individuale della procedura di asilo. * La partecipazione del personale ministeriale alle sessioni informative solleva interrogativi rispetto alla reale autonomia dell’informazione fornita e alla garanzia della necessaria riservatezza del rapporto tra persona assistita e professionista legale. * Ai professionisti incaricati sono riconosciuti 160 euro per ciascuna sessione di orientamento legale e 250 euro aggiuntivi qualora, entro due mesi dalla consulenza, il cittadino di Paese terzo presenti una domanda di rimpatrio volontario e la relativa procedura venga completata. Tale previsione introduce un meccanismo premiale collegato all’esito della procedura, anziché alla qualità dell’orientamento prestato o alla tutela dell’interesse della persona assistita. * Gli avvocati iscritti al Registro che prestano orientamento legale gratuito non possono successivamente assumere la rappresentanza dello stesso richiedente asilo nelle fasi successive della procedura di protezione internazionale. Tale previsione rischia di creare una sovrapposizione tra la funzione di tutela legale e quella di orientamento amministrativo alla procedura di rimpatrio, compromettendo la continuità della difesa e la piena indipendenza dell’assistenza fornita. Infine, assume particolare rilievo il contenuto dell’informazione fornita ai richiedenti. Per le persone provenienti da Paesi i cui cittadini presentano un tasso di riconoscimento della protezione internazionale inferiore al 20%, il decreto prevede che vengano informate anche sulle conseguenze dell’ingresso e del soggiorno ‘illegale’ in Grecia e sulle modalità di accesso ai programmi di rimpatrio volontario. In termini di deportability, la minaccia del rimpatrio non opera più soltanto come possibilità esterna che incombe sulla persona migrante, ma viene progressivamente incorporata negli stessi dispositivi chiamati a informarla e assisterla. La riforma ha incontrato l’opposizione dell’Ordine degli Avvocati greco, che ha chiesto il ritiro del bonus rimpatrio e della presenza del personale ministeriale nelle sessioni informative. Secondo la posizione espressa dall’avvocatura, l’orientamento legale deve rimanere libero da incentivi economici legati all’esito della procedura e da interferenze dell’autorità pubblica, poiché solo un supporto indipendente può garantire un’informazione effettivamente orientata alla tutela dei diritti, costituendo così uno spazio di tutela capace di interrompere la condizione permanente di deportability. 1. European Lawyers Lesvos, 2026. New System of Legal Guidance under the EU Pact ↩︎ 2. Per ulteriori informazioni, si veda: Avvocati e rimpatri: un incentivo contro diritti e deontologia ↩︎ 3. Si veda: Grecia: incentivi economici agli avvocati per aumentare le deportazioni – Melting Pot (17 luglio 2026) ↩︎ 4. Per ulteriori informazioni, si veda: A legally questionable migration framework: Greece’s experiment to combat “illegal arrivals” ↩︎
Grecia: incentivi economici agli avvocati per aumentare le deportazioni
TATIANA SVOROU 1 Con l’entrata in vigore del Patto su Migrazione e Asilo dell’Unione Europea 2, una nuova Decisione Ministeriale Congiunta 3 ha introdotto incentivi economici per gli avvocati che forniscono orientamento giuridico gratuito alle persone che richiedono protezione internazionale nell’ambito delle procedure di frontiera 4. Secondo la Decisione, oltre al compenso ordinario di 160 € (più IVA) per ciascuna sessione di informazione legale, gli avvocati riceveranno un ulteriore importo di 250 € (più IVA) nel caso in cui, entro due mesi dall’incontro, la persona assistita rinunci alla domanda d’asilo, optando per il “rimpatrio volontario”, e il rientro venga effettivamente portato a termine. Gli avvocati devono fornire soltanto informazioni generali sulla procedura d’asilo, su diritti e doveri dei richiedenti e sui rimedi disponibili. Sono esplicitamente esclusi dal fornire consulenza giuridica specifica sul caso, dal preparare i richiedenti per le interviste sostanziali 5 o dall’accedere al fascicolo dell’interessato. Le sessioni informative possono anche essere svolte collettivamente, con gruppi fino a 15 partecipanti, o, in circostanze eccezionali, fino a 50 persone, sollevando ulteriori interrogativi sulla possibilità di garantire un effettivo accesso all’assistenza legale nella pratica. Sebbene il percorso procedurale venga determinato anche sulla base del tasso di riconoscimento attribuito al Paese di origine della persona richiedente, il diritto internazionale ed europeo dei rifugiati 6 impone che ogni domanda sia esaminata individualmente, alla luce delle circostanze specifiche del caso. Anche il termine di due mesi collegato all’incentivo economico ha destato attenzione 7. Persino nelle procedure accelerate di frontiera introdotte dal Patto, l’esame delle domande d’asilo può richiedere fino a dodici settimane 8. In pratica, ciò significa che, affinché l’avvocato riceva il pagamento aggiuntivo, il richiedente dovrebbe rinunciare alla procedura d’asilo prima che la sua domanda sia stata valutata integralmente. Le associazioni forensi greche hanno fortemente contestato la misura 9, sostenendo che rischia di compromettere l’autonomia della professione legale e di trasformare la consulenza giuridica in uno strumento di attuazione dei rimpatri inseriti nelle politiche di ritorno 10. Esse affermano che l’accesso all’assistenza legale costituisce una garanzia essenziale che non dovrebbe essere condizionata da premi legati a un determinato esito amministrativo. La Grecia non è l’unico Stato membro ad aver preso in considerazione incentivi di questo tipo. Anche l’Italia aveva inizialmente previsto 11 nell’ambito delle recenti misure in materia di migrazione promosse dal governo Meloni un compenso aggiuntivo 12 di circa 615 € per i professionisti coinvolti nelle procedure di rimpatrio volontario assistito, subordinato all’effettiva conclusione del rimpatrio. La proposta è stata criticata dal Consiglio Nazionale Forense, che ha sostenuto che gli avvocati sono eticamente e professionalmente tenuti a perseguire esclusivamente gli interessi dei propri assistiti e non possono essere remunerati per ottenere risultati allineati agli obiettivi governativi in materia migratoria. Presentato dalla Commissione Europea 13 come un quadro volto a combinare “solidarietà” ed “equa ripartizione delle responsabilità” il Patto estende le ipotesi di inammissibilità 14 delle domande e rafforza una governance dell’asilo che attribuisce maggiore rilievo all’esternalizzazione 15 e alla deterrenza. Organizzazioni per i diritti umani e operatori legali hanno ripetutamente avvertito che queste riforme rischiano di spostare l’attenzione dei sistemi d’asilo dall’accesso alla protezione verso il controllo migratorio, in particolare alle frontiere esterne dell’UE. 1. Sono una giornalista e analista che si occupa di affari umanitari e migrazione forzata, con focus sul Mediterraneo ↩︎ 2. Le interviste di Francesco Ferri su Patto ↩︎ 3. Qui la decisione ↩︎ 4. Forti reazioni da parte degli avvocati: Decisione di “vergogna” il “bonus” di 250 euro nei casi di asilo, In Newspaper (3 luglio 2026) ↩︎ 5. The International Protection Interview – Sito governo greco ↩︎ 6. Il diritto d’asilo nel diritto internazionale ed europeo – UNHCR ↩︎ 7. Greek law incentivizes lawyers to talk migrants out of submitting asylum claims – Infomigrants (3 luglio 2026) ↩︎ 8. NGOs removed from migrant legal guidance as lawyers to receive €250 bonus for each applicant who chooses to leave Greece – Proto Thema English (2 luglio 2026) ↩︎ 9. La dichiarazione congiunta delle organizzazioni della società civile ↩︎ 10. Approvato il nuovo regolamento UE sui rimpatri, Parlamento UE (17 giugno 2026) ↩︎ 11. Two Sides of Better EU Migration Policy: Returns and Real Legal Pathways – Center for Global Development (2025) ↩︎ 12. La norma del decreto sicurezza che “ricompensa” i legali che favoriscono il rimpatrio dei loro assistiti viola la deontologia degli avvocati e lo stato di diritto – UNIPD ↩︎ 13. Pact on Migration and Asylum ↩︎ 14. Questions and Answers: The EU Pact on Migration and Asylum – HRW (giugno 2026) ↩︎ 15. Europe’s New Asylum Rules: What They Mean for Rights – Aljazeera (10 giugno 2026) ↩︎
USA: COME SI RESISTE DAL BASSO ALLA VIOLENZA E ALLE DEPORTAZIONI DELL’ICE? IL RACCONTO DA LOS ANGELES DI LUCA CASARINI
Don Mattia Ferrari e Luca Casarini sono in viaggio negli USA, per una missione che durerà alcune settimane. La delegazione, nata dopo l’incontro del Giubileo dei Movimenti che si era tenuta l’ottobre scorso a Roma, formata da EMMP e Mediterranea Saving Humans sta incontrando movimenti popolari e Chiese locali, insieme a César Piscoya, assessore del Celam. Il viaggio è partito dalla California e attraversera’ diverse citta’ e Stati. Il primo giorno sono stati nella Coachella Valley, dove gli esclusi, contadini, lavoratori, indigeni, migranti, si sono riuniti insieme in comunità organizzate per lottare contro le ingiustizie e costruire attivamente dal basso solidarietà e giustizia sociale. Poi sono andati a San Diego dove hanno potuto prendere parte ai team organizzati dai movimenti popolari insieme alle parrocchie e alla diocesi per accompagnare le persone convocate dall’ICE ai controlli e alle udienze. “Le persone che potevano trovarsi da sole davanti a questi controlli ingiusti e dolorosi, che possono decidere il loro imprigionamento o la loro deportazione, arrivavano invece accompagnate da team composti da attivisti, volontari, preti”. Luca Casarini ci racconta come si resiste dal basso alla violenza e alle deportazioni dell’ICE  Ascolta o scarica 
June 30, 2026
Radio Onda d`Urto
Regolamento rimpatri: l’Europa di Ursula von der Leyen è vannacciana
L’alleanza trasversale di centristi e estreme destre che ha approvato nel Parlamento Europeo il nuovo ‘Regolamento rimpatri’ conferma che non è Ursula von der Leyen l’alternativa al pericolo fascista e autoritario come raccontano da troppo tempo in Italia gli europeisti acritici. Si profila lo sdoganamento dell’estrema destra in tutta l’UE sulla scia dell’Italia. Con 418 voti favorevoli, 218 contrari e 30 astensioni, il Parlamento Europeo ha approvato ieri un Regolamento vergognoso e ingiusto contro migranti e richiedenti asilo. Un atto di una gravità mai raggiunta finora. Il testo permette perquisizioni domestiche nelle case di “presunti irregolari”, aumenta il tempo massimo di detenzione per chi è in procinto di essere rimpatriato, autorizza la costruzione di “return hubs” anche in paesi al di fuori dell’UE. Le perquisizioni, non solo nelle case, rappresentano la versione europea dell’ICE statunitense. Chi finisce nei CPR, potrà essere detenuto per due anni, prorogabili di altri sei mesi, un periodo che può divenire illimitato per le persone considerate come un rischio per la sicurezza. Chi è espulso si vedrà raddoppiati i tempi di divieto di reingresso a dieci anni. Per chi è considerato un pericolo, il bando sarà a vita. Diminuiranno le garanzie del diritto di difesa. Oggi in caso di ricorso c’è una sospensione dell’espulsione, con l’applicazione del nuovo testo saranno i tribunali a decidere su ogni singolo caso. La parte più inquietante riguarda i “return hubs”, strutture di transito, in attesa di deportazione nel Paese d’origine in cui potenzialmente si potrà essere trattenuti a tempo indeterminato. Luoghi in cui non entreranno i minori non accompagnati, ma in cui sarà permesso tenere le famiglie con bambini. I parlamentari delle destre hanno gridato “Send them back” (Mandiamoli indietro), che tanto richiama alla remigrazione proposta dai gruppi neofascisti. Quella annunciata da inaccettabili proposte di legge o da europarlamentari in divisa da generale diventerà pratica possibile in forma più “elegante” e funzionale al mercato del lavoro. Come Rifondazione Comunista ci riconosciamo in coloro che nell’aula hanno invece urlato “Shame on you!” (Vergognatevi!) e saremo in prima fila nella mobilitazione perché tali azioni xenofobe non vengano realizzate, utilizzando il diritto e le azioni legali. Non è questa l’Europa in cui vogliamo vivere. E come in Europa anche in Italia, il nuovo regolamento non traccia solo un confine fra “utili” e “da cacciare”, ma anche uno, più profondo, fra chi è disponibile a operare dei distinguo e chi, come noi, si schiera per un Paese accogliente in cui gli unici confini da abbattere sono quelli di classe. L’Europa di Ursula è vannacciana. Maurizio Acerbo, segretario nazionale Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea   Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
June 18, 2026
Pressenza