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Anatomia del putinismo
Dalla scomparsa della borghesia russa alla metamorfosi del putinismo: ecco le strutture sociali, le tecniche di governo e il lessico politico della Russia… L'articolo Anatomia del putinismo sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
July 15, 2026
L'INDISCRETO
Sanzioni a Israele. A Bruxelles non ci riescono proprio
Al contrario di quanto avviene per la Russia, l’ipotesi di sanzionare Israele per via dei suoi crimini di guerra contro i palestinesi nella Striscia di Gaza o il Libano a Bruxelles non riesce proprio a fare passi avanti, confermando così l’inaccettabile doppio standard della Ue. La Commissione Europea, guidata dalla Ursula […] L'articolo Sanzioni a Israele. A Bruxelles non ci riescono proprio su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
Vertice Nato, più affaristi che guerrieri
Il vertice NATO ad Ankara appena conclusosi, ha messo nero su bianco soprattutto gli impegni economici, in particolare il finanziamento da 140 miliardi di euro per l’Ucraina nel biennio 2026-2027, di cui 60 a carico del prestito europeo, gli altri 80 da reperire su base bilaterale dai singoli alleati, ma con […] L'articolo Vertice Nato, più affaristi che guerrieri su Contropiano.
July 10, 2026
Contropiano
Ad Ankara si riunisce il vertice annuale della Nato
Il 6 e 7 luglio i paesi membri della Nato si riuniranno per il loro vertice annuale ad Ankara. I temi prioritari in agenda riguardano l’aumento delle spese militari dei paesi europei (sui quali insistono gli USA) e il sostegno militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Ma a complicare […] L'articolo Ad Ankara si riunisce il vertice annuale della Nato su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano
Cuba e Russia ampliano la collaborazione nel settore farmaceutico
Russia e Cuba hanno annunciato la creazione della loro prima joint venture nel settore biofarmaceutico, un fatto senza precedenti nelle relazioni bilaterali. Il progetto è stato comunicato dal primo vicepresidente della società statale cubana BioCubaFarma, Eulogio Pimentel e segna un passo significativo nella cooperazione scientifica e tecnologica tra i due Paesi. La collaborazione mira a promuovere lo sviluppo biotecnologico, la produzione di farmaci innovativi e lo scambio di conoscenze nel campo della salute. In questo contesto si evidenzia la partecipazione di progetti legati a ‘startup’ in incubazione all’interno della piattaforma tecnologica di Skólkovo, uno dei principali poli di innovazione della Russia. Attualmente la collaborazione include diversi farmaci già registrati e in uso. Tra questi ci sono Heberprot-P, un rimedio unico per la cura efficace delle ulcere del piede diabetico; Hebermin, una crema con fattore di crescita utilizzata per trattare le ulcere da ustioni, CIMAvax-EGF, un vaccino terapeutico per il trattamento del cancro ai polmoni e Jusvinza, un farmaco utilizzato nel trattamento di gravi processi infiammatori. Uno dei programmi congiunti più importanti è HEBERSaVax, incentrato sul controllo delle terapie oncologiche. (RT)   Andrea Puccio
June 29, 2026
Pressenza
Gli italiani e la guerra in Ucraina. Guerrafondai in minoranza
La campagna guerrafondaia tesa ad aumentare l’impegno militare italiano a sostegno dell’Ucraina ha guadagnato qualche punto di consenso ma resta ancora minoritaria nell’opinione pubblica. A rivelarlo è un sondaggio curato dall’Ispi (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). Rispetto alle rilevazioni di dicembre 2025, il 34% degli intervistati sostiene ancora […] L'articolo Gli italiani e la guerra in Ucraina. Guerrafondai in minoranza su Contropiano.
June 29, 2026
Contropiano
La Russia sull’orlo del collasso. Un autoinganno disastroso…
E come tutto ciò stia conducendo la politica americana nei confronti della Russia verso situazioni pericolose. “La Russia è finita“, proclamava allegramente The Atlantic sulla copertina del numero di maggio 2001. Il titolo era sbagliato, ma si è rivelato davvero efficace. È stato ripreso per oltre due decenni da una […] L'articolo La Russia sull’orlo del collasso. Un autoinganno disastroso… su Contropiano.
June 28, 2026
Contropiano
“La nostra guerra contro la Russia”. L’ammissione nell’anniversario dell’Operazione Barbarossa
Lo scorso 22 giugno, nel lugubre 85° anniversario dell’aggressione nazista all’Unione Sovietica, appare quantomeno curioso osservare come da alcune dispute giornalistiche tedesche scaturisca, involontariamente, la realtà di un’Europa che, ancora una volta, è impegnata militarmente sul “fronte orientale”. Nel suo ultimo numero, scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), la rivista […] L'articolo “La nostra guerra contro la Russia”. L’ammissione nell’anniversario dell’Operazione Barbarossa su Contropiano.
June 24, 2026
Contropiano
L’autolesionismo della UE verso la Russia e l’ANPI
Sono avvenuti nel tempo vari commenti sulla guerra in Ucraina, specialmente del nazionale ANPI, dove è stato stigmatizzato come la Russia (il suo governo) sia l’aggressore e l’Ucraina è l’aggredito. Questa lettura della realtà è conseguenza della “verità atlantista” proposta da tutti i mass-media, a loro volta ben indirizzati da […] L'articolo L’autolesionismo della UE verso la Russia e l’ANPI su Contropiano.
June 23, 2026
Contropiano
Nei cortili di Odessa, in Ucraina, tra chi dice “no” alla leva
Zelensky ha bisogno di nuove reclute da mandare al fronte e per questo ha intensificato la caccia a chi è arruolabile. Molti ragazzi si nascondono nei posti più impensati. Vasily trascorre le giornate in un patio di periferia, da sempre zona franca per le autorità: «Io non sono una merce usa e getta. E questa non è la guerra del popolo» «Questo cortile è l’unico orizzonte. Tutta la mia vita». Dal risveglio alla notte, la sua giornata si svolge nel quadrato disegnato dai palazzoni su cui si stratificano successive architetture e altrettanti progetti politici. La modernizzazione urbanistica voluta dall’imperatrice Caterina e ispirata al neoclassicismo italiano, le geometrie create dalle avanguardie socialiste e riportate al criterio dell’efficienza massima dalla burocrazia sovietica, la decadenza libertaria anni Novanta e il patriottismo ufficiale dell’Ucraina invasa. La storia di Odessa – cosmopolita e anti-establishment per definizione – è concentrata sulla vernice scrostata di questi edifici popolari e labirintici, sulle loro ringhiere malconce attraversate da file di panni stesi, sull’unico tavolo del baretto-dispensario che si erge fra le auto scassate parcheggiate dai tempi dell’Urss, le biciclette e le vetture moderne. “Dvorik”, patio in russo, lingua madre di quanti abitano le comunità in miniatura invisibili alla metropoli che si estende oltre ai pesanti portoni di legno e ferro. «Amo questo panorama. Ma ora, a volte, mi manca l’aria. Sento come se i fabbricati avanzassero verso di me, fino a stritolarmi», dice mentre gli occhi d’un celeste chiarissimo si guardano sperduti intorno, quasi a fugare il dubbio. Lo chiameremo Vasily. Il suo nome non può essere rivelato poiché un “fuggitivo” o “draft dodger”. Un popolo di almeno due milioni di uomini tra i 25 e i 60 anni, secondo il ministero della Difesa ucraino, che si nasconde per non essere bloccato dagli ufficiali di reclutamento, caricato a forza su uno dei pulmini bianchi in agguato per le strade e spedito al fronte. Altri 200mila hanno lasciato le armi e si sono dati alla macchia: Awol, li chiamano, «assenti dal fronte senza giustificazione». Ad agosto, Vasily, 33 anni, è scampato per un soffio all’arruolamento generale obbligatorio in vigore da quattro anni. «Ero in centro quando, d’un tratto, mi sono trovato di fronte il bus. L’autista ha inchiodato, un uomo è sceso e mi invitato a salire. È accaduto in una manciata di secondi, non ho riflettuto, ho agito d’impulso. Con tutto il fiato che avevo in gola ho gridato: “No!”. Non pensavo di riuscire a urlare tanto forte. Mi sono messo a correre, ho fermato la prima auto che passava e ho supplicato il conducente di aiutarmi. L’ha fatto. E ora sono qui e non una trincea ad uccidere o a essere ucciso. Quel giorno la mia vita è cambiata. A lungo mi sono sentito immune alla leva. Conoscevo la legge ma per eluderla era sufficiente non spostarsi dalla città per non imbattersi in un check-point». Con il protrarsi a oltranza del conflitto e il moltiplicarsi delle perdite in battaglia, la necessità di nuove reclute ha spinto il governo di Volodymyr Zelensky ad intensificare i controlli. Ormai è una vera e propria caccia “all’arruolabile”. Chi non vuole indossare la divisa ha due opzioni. Una è ottenere un’esenzione per ragioni di salute, di lavoro o di famiglia, da rinnovare ogni tre mesi. Kostantin – altro nome di fantasia –, 38 anni, l’ha ricevuta esattamente dieci giorni fa a causa dell’invalidità del padre, malato oncologico. «Questa è solo una parte della verità. L’altra è che ho fatto quello che fa chi può… ho pagato diverse migliaia di euro. Così nessuno ha fatto storie e ho avuto il documento in due settimane. Altrimenti dubito che me l’avrebbero data. Non riesco ancora ad abituarmi all’idea di potermi spostare liberamente. Non lo faccio dal 2023», racconta il giovane nel suo patio trasformato in laboratorio di falegnameria e distilleria artigianale di vodka. «Un modo utile di passare il tempo. Per fortuna avevo il lavoro in un’azienda nautica. Non ufficialmente, certo. Se sei in età di leva non puoi essere impiegato. Ma tanti, come me, sono rimasti al loro posto, solo li pagano in nero. Ipocrisie come queste hanno crescere la mia avversione al conflitto. Non ho paura di combattere, non voglio farlo». L’opzione di chi non ha denaro è quella di rifugiarsi nei “dvorik” delle aree marginali, dove le autorità da sempre non entrano. Nemmeno dopo la caduta del comunismo, quando i cortili interni delle periferie – sociali più che geografiche – erano stati colonizzati dalla criminalità organizzata in piena ascesa. La scelta di Vasily. «Sono recluso, non posso uscire nemmeno per andare al supermercato. Quasi non lavoro: sono musicista ma come faccio a fare i concerti in clandestinità? Sopravvivo organizzando delle proiezioni private di film d’autore per un pubblico di non più di 15 spettatori. Devo controllare chi sono per evitare problemi. Un piccolo cineforum con opere di Antonioni o Truffaut. Grandi classici che aiutano a recuperare la complessità del reale in questo tempo di bianco o nero in cui i dettagli non contano più. È difficile, stressante, provo ansia, un perenne senso di oppressione, dormo a fatica. Ma non posso fare diversamente. Non sono disposto a essere parte di questo inganno: non è la guerra del popolo. Non sono merce usa e getta. Mi rifiuto di esserlo. La mia vita e quella altrui, dei cosiddetti nemici, valgono di più». L’entrata al centro di arruolamento della 39esima brigata della marina è rassicurante: la porta è ricoperta di adesivi colorati. Anche all’interno i poster si mescolano agli stemmi militari. Su una parete spicca il quadro del Cremlino in frantumi, con la scritta: «I sogni devono diventare realtà». La stanza è vuota, a parte i cinque reclutatori dietro alle scrivanie. Igor Poster, uno di loro, garantisce però che da quando è stato aperto, nel 2023, l’ufficio riceve in media cento aspiranti al mese. «È cambiata solo la proporzione: prima erano tutti volontari – sottolinea –. Ora questi ultimi sono il 20%. Un altro 20% sono “assenti ingiustificati” dal fronte che vogliono reintegrarsi. Il 60% viene dal sistema di leva». Cioè dai pulmini bianchi. Questi ultimi non passano, in realtà, per il centro ma vengono inviati direttamente all’addestramento di 52 giorni prima del campo di battaglia. «Lavoriamo per far crescere il numero di volontari con campagne di sensibilizzazione. Invitiamo gli studenti delle superiori a incontrare i veterani o facciamo delle proiezioni di film di guerra. Presto, poi, il modello sarà migliorato». Il governo ha appena annunciato l’aumento del salario minimo dei soldati, al momento equivalente al momento equivalente a 480 euro, il triplo di quello dei civili. E una serie di ulteriori incentivi. Igor è fiducioso sui risultati. «Vuoi parlare con un volontario? Ora non ce n’è, forse la settimana prossima». Poi conclude: «Sempre che venga qualcuno».   Redazione Italia
June 22, 2026
Pressenza