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“Bruxelles preferisce annientare l’Ucraina quando potrebbe ancora salvarla”
L’Ucraina vuole un’adesione piena all’UE e tratta da posizioni di forza. In Italia il governo si divide. Intanto Putin apre di nuovo alla trattativa Il no dell’Unione Europea alla nuova apertura di Putin, arrivata dopo gli attacchi russi su Kiev, è molto probabile, secondo Fulvio Scaglione, direttore di InsideOver, già […] L'articolo “Bruxelles preferisce annientare l’Ucraina quando potrebbe ancora salvarla” su Contropiano.
May 29, 2026
Contropiano
Non una goccia di petrolio russo per Cuba
La Russia aveva annunciato che non avrebbe lasciato sola Cuba: una petroliera avrebbe dovuto portare sull’isola un secondo carico di greggio, ma di quella nave non si è saputo più nulla. Cosa è successo? Gli Stati Uniti non hanno permesso alla petroliera russa Universal di raggiungere Cuba, secondo i dati della piattaforma di monitoraggio marittimo Starboard Maritime Intelligence. La nave, battente bandiera russa e carica di greggio ha trascorso quasi un mese alla deriva nel Mar dei Sargassi, vicino alle Antille, fino a quando ha cambiato rotta dirigendosi verso sud. In questo momento, la sua destinazione è definita “FOR ORDER”. In precedenza, la Russia aveva inviato petrolio sull’isola con la petroliera Anatoly Kolodkin che è riuscita ad attraccare senza problemi a marzo. Questa volta la pressione delle sanzioni statunitensi ha rallentato l’Universal, che non è stato in grado di ripetere la stessa rotta e raggiungere Cuba per scaricare l’indispensabile greggio. A questo punto a Mosca qualcuno dovrebbe farsi qualche domanda: Cuba non ha bisogno solo di solidarietà internazionale, ma anche di aiuti concreti e i carburanti sono la priorità per un sistema  colpito da blackout ripetuti, che mettono ogni giorno in serie difficoltà la popolazione e tutte le attività. Le parole non bastano più; occorre rompere il blocco energetico degli Stati Uniti con tutte le conseguenze del caso, se davvero da Mosca vogliono che la rivoluzione cubana non cada sotto i colpi dell’amministrazione statunitense. Andrea Puccio
May 28, 2026
Pressenza
Eccidio di Starobel’sk: ennesima “linea rossa” di prova della reazione russa
25 maggio. Passate in un attimo le “giustificazioni” addotte dai nazigolpisti di Kiev che, tardivamente allarmati dal proprio misfatto, hanno bofonchiato di errore digitale nel pilotaggio dei droni sulla casa dello studente di Starobel’sk, lo scorso 22 maggio; d’altronde, il cosiddetto “errore” è stato immediatamente dissipato dal rinvenimento di elementi […] L'articolo Eccidio di Starobel’sk: ennesima “linea rossa” di prova della reazione russa su Contropiano.
May 26, 2026
Contropiano
L’area del Baltico e le minacce aperte o dissimulate alla Russia
Hanno avuto la risonanza voluta dal loro autore i guaiti del ministro degli esteri lituano Kestutis Budrys all’indirizzo della regione di Kaliningrad, con l’incitamento alla NATO a «radere al suolo» le installazioni militari là dislocate. Passati i latrati, è il caso di chiedersi se questi siano qualcosa di più serio […] L'articolo L’area del Baltico e le minacce aperte o dissimulate alla Russia su Contropiano.
May 24, 2026
Contropiano
La guerra in casa. Fabbriche italiane per i droni ucraini, cioé bersagli
Comunica il ministero della Difesa: il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha incontrato il ministro della Difesa della Repubblica Italiana, Guido Crosetto; nel corso dell’incontro, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e difesa dell’Ucraina, Rustem Umerov, e il ministro Crosetto hanno ribadito l’impegno comune dell’Ucraina e dell’Italia a rafforzare la […] L'articolo La guerra in casa. Fabbriche italiane per i droni ucraini, cioé bersagli su Contropiano.
May 24, 2026
Contropiano
Quando una coscienza si spezza
SUL SUICIDIO DI NINA LITVINOVA, PACIFISTA RUSSA, IMPEGNATA AL FIANCO DEI PERSEGUITATI E DEI PRIGIONIERI POLITICI. LA SUA MORTE IN EUROPA È CADUTA NEL SILENZIO, MA LA SUA VITA È STATA SPESA PER GLI ALTRI: “SEMPRE LÌ, DOVE C’ERA PIÙ DOLORE” Foto di Pavel Litvinov -------------------------------------------------------------------------------- Ci sono persone che resistono per anni. A volte per tutta la vita. Resistono alle menzogne, alla propaganda, alla violenza del potere, all’indifferenza degli altri. Ma anche le coscienze più forti, se lasciate sole, alla fine si spezzano. La morte di Nina Litvinova ci obbliga a guardare proprio lì: non solo alla repressione di un regime, ma anche al peso immenso che grava su chi continua a opporsi mentre il mondo guarda altrove. Per decenni Litvinova è stata accanto ai perseguitati politici russi. Seguiva processi, aiutava prigionieri, sosteneva dissidenti e le loro famiglie. Era una di quelle persone che raramente occupano le prime pagine ma senza le quali la dignità umana arretrerebbe ancora di più. “Memorial”, l’organizzazione per i diritti umani di cui seguiva il lavoro, ha scritto che “era sempre lì dove c’era più dolore”. Forse non esiste definizione più alta di una vita spesa per gli altri. Nel messaggio lasciato prima del suicidio, Nina Litvinova parla della guerra contro l’Ucraina, delle incarcerazioni, delle torture, dell’impotenza. Dice di essere esausta. Dice di non farcela più a sopportare il dolore di chi continua a morire o a soffrire nelle carceri russe per essersi opposto alla guerra. Non c’è odio nelle sue parole. C’è piuttosto il crollo di una coscienza che ha sentito troppo a lungo il peso della sofferenza altrui. E forse questo dovrebbe interrogarci profondamente. Parliamo continuamente dei potenti, dei leader, degli eserciti, delle strategie geopolitiche. Molto meno di chi tenta di tenere in piedi la dignità umana dentro società attraversate dalla paura e dalla repressione. Eppure sono proprio queste persone a custodire qualcosa di essenziale: la possibilità di restare umani quando tutto spinge verso la disumanizzazione. Esiste una Russia che non coincide con il Cremlino. Una Russia fatta di dissidenti, giornalisti, avvocati, storici, attivisti, madri, artisti. Persone come Oleg Orlov, perseguitato e condannato per aver denunciato la guerra, o come lo storico Jurij Dmitriev, che ha speso la vita per restituire memoria alle vittime dello stalinismo. Persone spesso dimenticate anche da noi, perché il rumore della violenza copre quasi sempre la voce fragile di chi resiste senza potere. Ma quell’invisibilità non nasce solo dalla repressione: nasce anche dal silenzio di chi dovrebbe raccontare. A Nina Litvinova è stato dedicato un trafiletto. Poche righe, poi il nulla. Il modo in cui l’informazione ha trattato la sua morte non è un dettaglio: è la misura di una gerarchia. I generali fanno notizia, i ministri fanno notizia, le dichiarazioni dei potenti riempiono pagine. Chi resiste senza potere resta quasi sempre invisibile. E quell’invisibilità ha un costo reale: convince chi lotta che nessuno stia guardando, che nessuno si preoccupi, che la propria resistenza non conti. Nessuno può portare da solo tutto il dolore del mondo. Nessuna coscienza, per quanto forte, può sopravvivere indefinitamente all’isolamento, alla sensazione di impotenza, all’assenza di una comunità che sostenga e condivida il peso della resistenza. Esistono già reti, associazioni, persone che cercano di costruire ponti di solidarietà con la società civile russa. “Memorial” ne è l’esempio più noto, ma non l’unico. Non sappiamo ancora con precisione come si rafforzino questi legami. Ma sappiamo da dove si comincia: dalla visibilità. Dal non lasciare che una vita come quella di Nina Litvinova si riduca a un trafiletto. Le guerre distruggono vite anche lontano dal fronte. Consumano lentamente chi continua a sentire il dolore degli altri come una responsabilità personale. Quando queste persone crollano, il mondo perde qualcosa che non si recupera facilmente: una coscienza che teneva in piedi un pezzo di umanità. Parlarne non è un gesto simbolico. È già, in piccola parte, non lasciarle sole. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Quando una coscienza si spezza proviene da Comune-info.
May 23, 2026
Comune-info
I manager nazigolpisti della guerra glorificati dal Corriere della Sera
19 maggio. Con quale afflato, con che trasporto, con quanta guerresca partecipazione, come a rivivere le “radiose giornate di maggio”, i megafoni guerrafondai milanesi e torinesi del bellicista “comitato d’affari” fascio-borghese hanno echeggiato, lo scorso 18 maggio, gli attacchi ucraini sulla regione di Moskva. «4 morti», hanno scritto, asetticamente, come […] L'articolo I manager nazigolpisti della guerra glorificati dal Corriere della Sera su Contropiano.
May 21, 2026
Contropiano
La nuova militarizzazione della Germania: “rinascita dello spirito” o puro revanscismo?
Questo corposo documento che vi proponiamo è stato pubblicato qualche giorno fa su Russia Today a firma di Dmitry Medvedev, attuale Presidente del consiglio di sicurezza della Federazione Russa nonché ex presidente della Federazione stessa, in una legislatura, alternandosi con Putin nella carica. Il sistema mediatico occidentale lo descriveva fino […] L'articolo La nuova militarizzazione della Germania: “rinascita dello spirito” o puro revanscismo? su Contropiano.
May 20, 2026
Contropiano
L’Ucraina majdanista indica la strada all’Armenia europeista
Il prossimo 7 giugno si svolgeranno le elezioni parlamentari in Armenia e l’attuale primo ministro Nikol L’Ucraina majdanista indica la strada all’Armenia europeista non è affatto sicuro che il suo partito Accordo Civile riesca ottenere voti sufficienti a formare una coalizione in grado di sostenere il governo e le scelte […] L'articolo L’Ucraina majdanista indica la strada all’Armenia europeista su Contropiano.
May 13, 2026
Contropiano