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Elogio della “cultura della difesa” all’ExpoAid 2026: il volto buono della militarizzazione!
Dal 25 al 27 giugno al Palacongressi di Rimini si è tenuto l’ExpoAid 2026, il più grande evento nazionale dedicato al Terzo settore e alle associazioni impegnate nel mondo delle disabilità. Tre giornate dedicate alla vita indipendente, alle malattie rare, al lavoro e allo sport per le persone con disabilità, con seminari che davano diritto a crediti formativi, laboratori, spettacoli cinematografici, dimostrazioni sportive con atleti paralimpici. Tra gli stand informativi erano presenti postazioni di tutte le Forze Armate. Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Esercito, Aeronautica Militare, Marina Militare, Capitanerie di porto, c’erano tutte, a raccontare la cultura della difesa.  La banda musicale della Marina Militare ha tenuto il concerto di inizio, poi è stato trasmesso un video dell’Amerigo Vespucci e la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli ha ricordato l’iniziativa che nei mesi scorsi ha portato numerosi gruppi di persone con disabilità e dei loro accompagnatori, a visitare il veliero più antico della Marina Militare italiana. Nella programmazione erano previsti sei laboratori di primo soccorso e gestione delle emergenze a cura dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri, e altri interventi di personale dell’esercito e dei corpi di polizia nei seminari. Tra le autorità politiche intervenute anche la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti che ha elencato alcune iniziative che le forze armate svolgono in sinergia con il Terzo settore “per non lasciare indietro nessuno”. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia la cooperazione del settore Difesa con il Terzo settore come preludio di una continuità ancora più stretta in futuro. È tutto studiato a tavolino, come possiamo leggere nel programma di comunicazione 2025 del ministero della Difesa. Ne ha parlato Serena Tusini al nostro convegno nazionale del 2025 (vedi qui). Visti gli immani investimenti militari degli ultimi anni, la corposa presenza delle forze armate negli spazi pubblici e ricreativi è una operazione mirata di comunicazione per raggiungere audience specifiche e coinvolgerle nel sentimento nazionalista e securitario, creare consenso e promuovere il reclutamento volontario. Come aderenti all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da più di tre anni raccogliamo dati e documenti che avvalorino la nostra tesi di una maggiore militarizzazione della cultura e della società civile. La presenza consistente e sempre più frequente delle forze armate negli spazi della società civile, per quel pubblico che non guarda il mondo con una lente critica, potrebbe apparire una tendenza come un’altra, destinata a passare. Noi crediamo invece che la militarizzazione della società sia un fenomeno strutturale preoccupante, che porterà maggiore povertà e ricattabilità per tutta la popolazione italiana, europea e mondiale e una angosciante subordinazione della gente comune ai programmi bellici attuali e futuri. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente