Appello dell’Osservatorio contro la militarizzazione: «condividiamo iniziative didattiche di Pace»
PREMESSA
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è un
gruppo di scopo i cui obiettivi sono:
1. Monitorare e denunciare, attraverso specifiche segnalazioni, le attività
militari nelle scuole di ogni ordine e grado, spesso agite nel silenzio
complice e/o intimorito degli insegnanti e delle famiglie;
2. Mettere in luce la virata subita dalla ricerca universitaria verso le
esigenze economiche, finanziarie, di controllo sociale dei grandi complessi
dell’industria militare;
3. Aprire alla riflessione su temi attinenti il concetto di difesa della Patria
(art 52 della Costituzione Italiana) ricontestualizzandolo nell’attuale
situazione storica;
4. Offrire strumenti di lotta negli Organi Collegiali ai docenti e di
opposizione alla presenza militare ai genitori (si vedano sul sito il
manifesto, l’elenco dei valori di riferimento, il Vademecum).
5. Sensibilizzare sui contesti di guerra nel mondo e, in particolare, sul
genocidio che si sta consumando in Palestina.
L’Osservatorio, al fine di una maggiore efficacia anche di studio delle
situazioni segnalate, si è dotato di sottogruppi di lavoro che elaborano
proposte su campi specifici (università, leva, genitori, eventi, ecc.). Uno di
questi è dedicato alla raccolta, alla diffusione e allo studio di attività
scolastiche, di cui sul nostro sito esiste già un piccolo archivio denominato
“didattica”.
È però necessario che non si archivino iniziative episodiche, ma esperienze
capaci di capillarizzarsi fra docenti, famiglie, studenti, in grado di intaccare
i paradigmi stessi delle discipline insegnate. Pertanto, è fondamentale tenere
salda la barra politica che informa gli scopi dell’osservatorio.
Serve elaborare un chiaro orientamento che riesca a incidere sulle scelte
pedagogiche (quadro teorico relativo ai processi di educazione rivolti all’età
evolutiva), sulle forme assunte dall’ideologia propria dell’agenda politica del
Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), definibili come orto-pedagogia o
psico-istruzione. Per il MIM, attraverso indicazioni nazionali sui traguardi
formativi, protocolli con le forze armate, note e circolari, si tratta di
piegare abilità cognitive e affettivo relazionali (soft skills) al pensiero
convergente, accettante la logica della difesa totale, interna ed esterna,
l’obbedienza come postura etica, la negazione del dissenso.
La premessa ci indica la necessità di evitare la confusione fra mezzi e fini,
fra elementi valoriali e strumenti attraverso i quali si fa scuola. È altresì
necessario sdoganare il politico dalla politica come ideologia e tecnica di
governo, per ricondurlo al significato classico aristotelico: ciascuno di noi è
animale politico, per il quale la facoltà di parola si deve tradurre in attività
nella polis, attività capace di instaurare cambiamenti nel modello sociale in
cui viviamo e operiamo.
Una scelta di Vita activa, nella consapevolezza che l’azione è parola politica,
non solo opera e lavoro (Hannah Arendt). Occorre che la didattica venga
ridefinita come insieme degli strumenti, delle strategie, dei materiali di
lavoro direttamente derivante dagli scopi su richiamati.
L’EDUCAZIONE ALLA PACE, COME CAPACITÀ DI ELABORARE CONFLITTI FUORI DALLA LOGICA
AMICO-NEMICO, LO SVILUPPO DEL SENSO CRITICO E ANTAGONISTA VERSO IL MODELLO DI
SOCIETÀ CHE ALIMENTA I VENTI DI GUERRA, DEVE ESSERE CAPOSALDO DELLE INIZIATIVE
DIDATTICHE.
PROPOSTA
Il gruppo di lavoro dell’Osservatorio che si occupa di didattica si è proposto
di cominciare a raccogliere, archiviare, rendere fruibili proposte e progetti la
cui condivisione, studio, discussione tra insegnanti permetta di ricostruire una
riflessione pedagogica alternativa e di opposizione rispetto alla didattica del
sistema, finalizzata a rafforzare l’ordine neoliberista e il suo apparato
militare-industriale.
La didattica promossa dal sistema neoliberista è quella che abitua gli studenti
ai crediti, ai questionari e test a risposta chiusa, all’uso acritico della
tecnologia, alla finalizzazione dello studio al mondo del lavoro (o meglio del
lavoro sfruttato), alla burocrazia insensata, alla militarizzazione della
società. Un modello di scuola classista, militarista, sessista che ha come scopo
quello di produrre individui privi di senso critico, anestetizzati e incapaci di
immaginare mondi diversi e di agire per renderli possibili.
A partire da questa analisi, il gruppo didattica dell’Osservatorio ritiene
fondamentale entrare in relazione con chi quotidianamente porta dentro le aule
scolastiche, e non solo, pratiche e progetti che mettono al centro un’educazione
alla pace, alle differenze, allo sviluppo del pensiero critico e all’agire
collettivo e trasformativo di un esistente, sempre più cupo, violento e
asfittico. Nella consapevolezza che sono molti i gruppi e le realtà che si
occupano con una prospettiva simile di pedagogia e didattica, senza avere
pretese di esaustività o sussunzione, ci piacerebbe porre al centro di questo
lavoro il nesso tra didattica, resistenza e lotta contro la militarizzazione
della scuola e della società, promuovendo su questa tema dibattito e
condivisione tra insegnanti, anche attraverso lo scambio e la connessione con le
realtà che già da molto tempo lavorano in questa direzione.
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università invita
docenti di ogni ordine e grado a inviare al GRUPPO DIDATTICA (clicca qui per
iscriverti e partecipare alle attività) esperienze che siano capaci di
costituire un esempio, un modello transdisciplinare pervasivo, critico verso
l’impianto epistemologico delle materie scolastiche, del taglio che manuali e
libri di testo a esse conferiscono. Esperienze lontane da suggerimenti di
diretta fonte ministeriale, da percorsi di formazione proni al modello calato
dall’alto, da proposte orientate da interessi privati.
Il materiale inviato, che sarà pubblicato sulla pagina dedicata alla didattica
scolastica, dovrebbe caratterizzarsi come resoconto di un processo, non tanto di
un risultato finale, un prodotto, una performance. Pertanto, si chiede di
indicare ad ogni invio:
1. Gli scopi pedagogici
2. Il contesto in cui si opera (tipologia di istituto scolastico, discipline
coinvolte, situazione socioculturale del territorio)
3. Obiettivi a lungo e medio termine
4. Mezzi e strategie
5. Valutazione rispetto agli scopi e agli obiettivi: formativa con gli alunni
(valorizzazione del percorso complessivo e del lavoro per gruppi
cooperativi); sintetica/finale restitutiva verso i docenti (in
considerazione di errori, attesi imprevisti, provvisorietà strategica,
complessità di tutto il processo, effetti di rilancio, ecc.).
I MATERIALI ANDRANNO INVIATI A: OSSERVATORIONOMILI@GMAIL.COM.
GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE!
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Gruppo
didattica
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