Prendere parola sul massacro di Gaza
Pubblichiamo con l’auspicio che venga emulata in altre scuole la lettera aperta
rivolta da Giusto Catania, Dirigente Scolastico, e Stefania Tranchina,
Presidente del Consiglio d’Istituto dell’I.C. “Giuliana Saladino” di Palermo, ai
Dirigenti Scolastici e ai Presidenti dei Consigli d’Istituto della scuola
italiana: “SUL MASSACRO DI GAZA DOBBIAMO PRENDERE PAROLA”.
Care colleghe e cari colleghi,
il dramma della popolazione di Gaza non può lasciare indifferente il mondo della
scuola. I numeri del massacro sono impressionanti: 54.000 morti, tra cui 15.000
bambine e bambini; 14.000 bambini orfani; 130.000 feriti; oltre un milione di
minori necessita di sostegno psico-sociale; un’intera popolazione rischia di
morire di fame e di sete. Sono stati distrutti oltre 2.300 spazi educativi, tra
edifici scolastici ed aule universitarie. Siamo davanti ad una catastrofe
umanitaria che avrà ripercussioni gravi anche nel futuro.
Il Collegio dei docenti e il Consiglio d’istituto dell’Istituto Comprensivo
Giuliana Saladino di Palermo hanno sentito l’urgenza di prendere parola, di
esprimere la propria voglia di pace, di mobilitarsi perché non si può rimanere
inermi davanti all’orrore di questi mesi.
Abbiamo esposto un lenzuolo sulla facciata della nostra scuola per chiedere la
fine del bombardamento su Gaza; abbiamo organizzato un girotondo rumoroso
attorno ai nostri plessi scolastici perché riteniamo necessario rompere il
silenzio; abbiamo chiesto agli abitanti del quartiere di esporre un lenzuolo sui
balconi per condividere l’impegno della scuola.
Il lenzuolo è bianco, è un simbolo di pace e di riscatto, anche per la nostra
scuola. Fu proprio Giuliana Saladino, dopo la strage di Capaci del 1992, a far
diventare il lenzuolo bianco simbolo della mobilitazione popolare contro la
mafia.
Chiediamo al mondo della scuola di prendere parola, di urlare lo sdegno per il
massacro della popolazione palestinese, di chiedere la fine dei bombardamenti su
Gaza, di riprendere in mano la bandiera della pace. Questo è compito della
scuola che, se non si occupa del presente, rischia di rendere inutile lo studio
della Storia. I bambini e le bambine palestinesi sono nostri alunni, sono nostri
figli e non vogliamo sentirci colpevoli del reato di indifferenza. La Storia
ricorderà chi ha parlato e chi è rimasto in silenzio.
Questo nostro impegno è perfettamente inscritto nella missione educativa della
scuola della Repubblica, in ottemperanza agli obiettivi prioritari delle
Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo
ciclo d’istruzione, secondo i quali bisogna: “Diffondere la consapevolezza che i
grandi problemi dell’attuale condizione umana (…) possono essere affrontati e
risolti attraverso una stretta collaborazione non solo tra le nazioni, ma anche
fra le discipline e fra le culture.”
Prendiamo parola, è il compito principale che ha la scuola italiana.
Presidente del Consiglio d’Istituto
Stefania Tranchina
Dirigente scolastico
Giusto Catania
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università