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Il Ven. Thamthog Rinpoche sarà al Ghe Pel Ling di Milano a gennaio 2026
Siamo felici di annunciare che nelle prossime settimane arriverà a Milano, direttamente dall’India, il nostro maestro: il Ven. Thamthog Rinpoche. Sarà al Ghe Pel Ling, dove, a partire dall’inizio di gennaio, terrà insegnamenti speciali e imperdibili: un’occasione preziosa per approfondire la pratica  del buddhismo tibetano con un maestro di immensa esperienza e autorevolezza, attualmente alla guida del monastero di S.S. Il Dalai Lama a Dharamsala. In gennaio il ven. Thamthog Rinpoche sarà a Milano e ci guiderà coi suoi preziosi insegnamenti. Sarà un’occasione straordinaria dedicata al puro Dharma buddhista. Ecco una anticipazione degli appuntamenti da mettere in agenda. Gli insegnamenti si terranno al Ghe Pel Ling, in via Euclide 17. Sabato 3 e domenica 4 gennaio – Iniziazione di Yamantaka eroe solitario La pratica di Yamantaka è un estremamente potente e appartiene alla classe del Tantra Supremo. Yamantaka rappresenta l’aspetto irato di Manjusri, la manifestazione della saggezza di Buddha. Lunedì 5 e Martedì 6 gennaio – La pratica del Guru Yoga Il Guruyoga è considerata la vita del sentiero, poiché il Guru è colui che trasmette gli insegnamenti che conducono all’Illuminazione. La gentilezza è incomparabile e deve essere visto come un Buddha. Sabato 10 e domenica 11 gennaio – Commentario al Bodhisattvacharyavatara Il Ven. Thamthog Rinpoche commenta uno dei testi fondamentali della filosofia buddhista, scritto dal grande erudito e saggio Pandit Shantideva. Il Bodhisattvacharyavatara espone il percorso progressivo nella pratica  che conduce all’illuminazione. Nel testo l’autore spiega come il coltivare qualità come l’amore, la compassione, la generosità e la pazienza, sia non solo un vantaggio a livello personale, ma sia di aiuto per tutti gli esseri senzienti e per mantenere l’armonia nel mondo. Sabato 17 e domenica 18 gennaio – Grande iniziazione di Avalokiteshvara 1000 braccia Avalokitesvara è l’emanazione della compassione illuminata di Buddha. Questa pratica aiuta a incrementare la forza del nostro potenziale di amore e compassione. Sabato 24 e domenica 25 gennaio – Prosegue il commentario  al Bodhisattvacharyavatara Vi aspettiamo numerosi per condividere questa esperienza unica di crescita spirituale.   Redazione Italia
Rinnovata Intesa tra Stato italiano e Unione Buddhista Italiana
Si è svolta oggi, a Palazzo Chigi, la cerimonia di firma dell’Intesa modificativa tra lo Stato italiano e l’Unione Buddhista Italiana, che aggiorna l’Intesa vigente. L’accordo è stato sottoscritto, per il Governo, dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e, per l’Unione Buddhista Italiana, dal Presidente Filippo Scianna. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri: Carlo Deodato, Segretario generale della Presidenza del Consiglio, Rita Nichele, Consigliere dell’Unione Buddhista Italiana. La firma dell’Intesa modificativa rappresenta un passaggio significativo per la comunità buddhista italiana e per il sistema istituzionale che regola il rapporto tra Stato e confessioni religiose. Le modifiche accolte consentono di: 1. Celebrare matrimoni con effetti civili. Il riconoscimento della facoltà, per i ministri di culto dell’UBI, di celebrare matrimoni con effetti civili armonizza il quadro con quello già vigente per altre confessioni religiose. Si tratta di un passo atteso, che dà piena dignità e riconoscimento alle comunità buddhiste come luoghi di riferimento spirituale e relazionale per molti cittadini. 2. Riconoscere gli Istituti di studi buddhisti e contemplativi. L’introduzione del nuovo comma sui titoli accademici crea le condizioni per una formazione strutturata e pienamente riconosciuta, in dialogo con il sistema universitario. Questo intervento sostiene la crescita culturale del Paese e valorizza un patrimonio di studio e ricerca che ha assunto un rilievo crescente negli ultimi decenni. Il riconoscimento formale dei percorsi accademici dedicati agli studi buddhisti attesta la rilevanza dell’insegnamento del Buddha non solo sul piano spirituale e soteriologico, ma anche nel più ampio contesto delle discipline umanistiche, filosofiche e contemplative. 3. Ampliare gli ambiti della quota “inespressa” dell’8×1000.  La revisione della norma che disciplina l’utilizzo delle risorse derivanti dalle scelte non espresse dei contribuenti introduce un quadro più aderente alle esigenze della società contemporanea. L’ampliamento delle finalità – sociali, culturali, assistenziali e umanitarie – consente di affrontare con maggiore efficacia le molteplici situazioni di vulnerabilità e le nuove forme di bisogno che caratterizzano il nostro tempo, dalle emergenze ambientali e sanitarie alle trasformazioni sociali e demografiche. Questa nuova formulazione permette di orientare gli interventi in modo più tempestivo e mirato, favorendo progetti che promuovono coesione, tutela delle persone, sviluppo sostenibile e valorizzazione culturale, anche in contesti internazionali dove il contributo italiano può rappresentare un elemento di sostegno concreto e qualificato. Un’intesa aggiornata per un Paese che evolve L’aggiornamento dell’Intesa testimonia il riconoscimento, da parte dello Stato, di una presenza buddhista matura, consapevole e attivamente impegnata nel contribuire al bene comune. La collaborazione istituzionale si rafforza, trovando nuovi strumenti per sostenere persone, comunità e iniziative di valore sociale e culturale. L’Unione Buddhista Italiana esprime il proprio apprezzamento alla Commissione  per gli affari di culto e agli uffici ministeriali coinvolti, per il lavoro svolto e per il dialogo costante che ha accompagnato questo processo. Con questo nuovo quadro normativo, l’UBI rinnova il proprio impegno a operare con responsabilità, trasparenza e spirito di servizio, promuovendo una società aperta, rispettosa e solidale. Filippo Scianna, Presidente Unione Buddhista Italiana Redazione Italia
Unione Buddhista Italiana sulla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza
L’Unione Buddhista Italiana guarda con profonda preoccupazione e commozione alla tragedia umanitaria in corso nella Striscia di Gaza. Di fronte alla sofferenza crescente di migliaia di civili, e in particolare dei più vulnerabili — bambini, donne, anziani — sentiamo il dovere morale e spirituale di unirci all’appello globale per un immediato cessate il fuoco e per la tutela della vita umana, al di là di ogni appartenenza o schieramento. Ogni vita è sacra. Ogni essere senziente ha diritto alla pace, alla sicurezza, alla dignità. Ogni violenza, ovunque accada e chiunque la subisca, genera ulteriore sofferenza e allontana dalla possibilità di una pace duratura. Come ci ricorda il Buddha: “L’odio non cessa con l’odio, ma solo con l’amore; questa è la legge eterna.” (Dhammapada, v. 5). Nel momento in cui la paura genera chiusura, e la rabbia prende il posto del dialogo, è più che mai urgente coltivare una compassione attiva e coraggiosa. Una compassione che non giustifica, ma comprende. Che non alimenta il silenzio, ma ispira responsabilità. Facciamo nostro l’insegnamento buddhista secondo cui “la vera vittoria è quella sulla violenza dentro e fuori di noi”, e chiediamo con forza: * la fine immediata delle ostilità e il ripristino di corridoi umanitari sicuri; * la protezione della popolazione civile e delle strutture essenziali alla vita; * il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi, nella consapevolezza che nessuna pace autentica può fondarsi sulla prigionia e sul terrore; * un rinnovato impegno internazionale per una pace giusta e duratura, fondata sulla dignità e i diritti di tutti i popoli. Possa la saggezza prevalere sull’ignoranza. Possa la compassione vincere sulla vendetta. Possa la pace sorgere anche nel mezzo della devastazione.   Filippo Scianna – Presidente Unione Buddhista Italiana Redazione Italia