1300 accademici israeliani hanno firmato una lettera di denuncia alle loro istituzioni per fermare la guerra
Ieri, 27 maggio 2025, più di 1300 accademici, hanno firmato la lettera “Black
Flag: An Urgent Call to the Heads of Academia in Israel”. Alcuni membri di
Combatants for Peace, tra cui Avner Wishnitzer, sono tra i-le promotorə della
lettera. Combatants for peace è un’organizzazione nata dal coraggio di
ex-combattenti di entrambe le parti che hanno lasciato le armi e da allora si
impegnano nella co-resistenza nonviolenta contro l’occupazione.
https://www.cfpeace.org/
“Black Flag: An Urgent Call to the Heads of Academia in Israel” è un appello
urgente rivolto ai vertici del sistema accademico in Israele affinché agiscano
immediatamente per mobilitare tutto il peso dell’accademia israeliana per
fermare la guerra israeliana a Gaza. La lettera è accompagnata da proteste nei
campus di tutto il Paese.
https://www.instagram.com/reel/DKKwg8mNumj/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==
L’appello ricorda la situazione di disastro a Gaza e in Palestina, la fame, le
uccisioni indiscriminate e il tentativo di deportazione della popolazione di
Gaza e conclude:
Non possiamo affermare che non sapevamo. Siamo stati in silenzio per troppo
tempo.
Per il bene delle vite degli innocenti e della sicurezza di tutti gli abitanti
di questa terra, palestinesi ed ebrei, per il bene della restituzione degli
ostaggi, se non chiediamo di fermare immediatamente la guerra, la storia non ci
perdonerà.
Non perdoneremo noi stessi. È nostro dovere agire per fermare il massacro; è
nostro dovere salvare vite umane. È nostro dovere salvare ciò che può ancora
essere salvato del futuro di questa terra.
Le istituzioni di istruzione superiore in Israele devono alzare la voce,
rivolgersi ai loro studenti e all’opinione pubblica in generale, guardare
direttamente in faccia la realtà e chiamare le cose per quello che sono: azioni
indicibili compiute in nostro nome, con le nostre stesse mani, che finiranno per
distruggere l’istruzione superiore in Israele e l’intera società dall’interno.
Ilaria Olimpico