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“Israele ha il diritto di esistere” è una stronzata psicopatica
Nel momento stesso in cui si accetta che Israele debba esistere come “stato ebraico” a prescindere da tutto, si accetta implicitamente che non ci sarà mai pace in Medio Oriente. Perché Israele non può esistere nella sua forma attuale senza una violenza incessante. Mostrate a un sionista una mappa in […] L'articolo “Israele ha il diritto di esistere” è una stronzata psicopatica su Contropiano.
April 2, 2026
Contropiano
17 marzo: “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera a scuola”. Ancora retorica nazionalistica!
La legge 23 novembre 2012, n. 222 rappresenta l’ennesimo tentativo di imprimere all’immaginario collettivo del Paese una svolta dichiaratamente nazionalistica mediante una retorica architettata ad hoc. Infatti all’articolo 1, comma 3, la legge «riconosce il giorno 17 marzo, data della proclamazione in Torino, nell’anno 1861, dell’Unità d’Italia, quale “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera”, allo scopo di ricordare e promuovere, nell’ambito di una didattica diffusa, i valori di cittadinanza, fondamento di una positiva convivenza civile, nonché di riaffermare e di consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica». Di conseguenza, la nota n. 944 del 13/03/2026 del Ministro dell’Istruzione e del Merito (in allegato) costituisce un ulteriore esempio di quella “comunicazione circolare”, indirizzata ai “dirigenti scolastici e ai coordinatori didattici” di tutta Italia, compresi quelli della regione Valle d’Aosta e delle province di Bolzano e di Trento, orientata a costruire un universo simbolico di stampo nazionalistico a partire dal ricordo della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”. E di tale memoria civile, si afferma, bisognerebbe infarcire la scuola per mezzo di una “didattica diffusa” con lo scopo di consolidare l’identità nazionale: «Tale ricorrenza costituisce un’importante occasione per informare e suscitare la riflessione, fra le studentesse e gli studenti, sugli eventi e sul significato del Risorgimento, nonché sulle vicende che hanno condotto all’Unità nazionale, alla scelta dell’inno e della bandiera nazionale e all’approvazione della Costituzione, anche alla luce della evoluzione della storia europea». L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non può fare a meno di notare che negli ultimi quindici anni il Parlamento italiano ha stabilito ben due ricorrenze per l’unità nazionale, associandola al 4 novembre, la celebrazione delle Forze Armate, e, nella data di oggi, ad un corpus simbolico militare, prima che identitario. Come denunciamo da ormai tre anni, nelle scuole vengono imposte indicazioni mediante circolari e linee guida modellate sulla cultura del controllo, della difesa e della sicurezza e alle studentesse e agli studenti si parla di sacrificio per la patria, di imprese eroiche pescate in alcune vicende storiche che avrebbero bisogno di analisi critica, piuttosto che di esaltazione retorica. Il tricolore torna nella loro vita come chiara insegna militare nelle cerimonie dell’alzabandiera, spesso all’interno delle caserme, dove gli studenti e le studentesse vengono invitate/i a partecipare spesso di fianco alle autorità militari, religiose e civili. Quello che sappiamo come Osservatorio è che le infarciture militaresche non hanno mai portato vantaggi alla società civile, né a breve né a lungo termine. Non aderiamo allo spirito nazionalistico suggerito dalla nota ministeriale, tuttavia non ci esimiamo dal considerare criticamente come, anche storicamente, la questione dell’Unità nazionale (1861) vada tenuta separata dalla Costituzione (quella antifascista del 1948) e dalla storia del tricolore, che risale alla fondazione della Repubblica Cispadana, avvenuta a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, ed evidentemente ispirata alla bandiera francese, i cui valori rivoluzionari si erano diffusi anche nei territori che sarebbero diventati più tardi italiani. Insomma, è chiaro, il disegno retorico della “comunicazione circolare” del Ministero dell’istruzione e del merito, che da tempo cerca di riscrivere la storia con lo scopo di ingenerare negli studenti e nelle studentesse un universo simbolico sempre più marcatamente nazionalistico, approfittando della docilità di docenti più docili che si lasciamo condizionare del clima di repressione e intimidazione diffuso con frequenti ispezioni a carico di chi, ad esempio, cerca di sensibilizzare sul genocidio del popolo palestinese, ampiamente negato dai nostri rappresentanti politici. AOODGSIP.REGISTRO-UFFICIALE.2026.0000944Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Come difendere il diritto calpestato da Trump & c.
La storia umana è anche una storia del diritto, dalle Dieci Tavole, secondo la Bibbia scritte dal dito di Dio, ai codici di Ur e di Hammurabi, che per la prima volta stabilivano che il diritto consiste nella difesa del debole e facevano del re, cioè del potere, il padre […] L'articolo Come difendere il diritto calpestato da Trump & c. su Contropiano.
January 31, 2026
Contropiano
Draghi e la globalizzazione
Il discorso di Draghi al meeting di Rimini ha attirato molta attenzione ed è già stato oggetto di commento su queste pagine. Dato il peso dell’oratore, può meritare qualche considerazione ulteriore. Se guardiamo ai fatti per quello che sono, l’odierna Unione Europea non è nata dagli svolazzanti “valori” di Draghi. […] L'articolo Draghi e la globalizzazione su Contropiano.
August 29, 2025
Contropiano
Saviano: fenomenologia di un eroe di carta
Devo darvi una notizia che vi farà tremare i polsi. A me che Saviano abbia vinto la causa contro Francesco Bidognetti – soprannominato Cicciotto ‘e Mezzanotte, braccio destro di Francesco Schiavone detto Sandokan e uno dei capi sanguinari del Clan dei Casalesi – non frega un’emerita mazza. E non frega […] L'articolo Saviano: fenomenologia di un eroe di carta su Contropiano.
July 16, 2025
Contropiano
Makovec.it: I Simpson e la militarizzazione
PUBBLICHIAMO SU GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTORE UNA RIFLESSIONE ESTREMAMENTE INTERESSANTE PUBBLICATA SU MAKOVEC.IT, ADERENTE ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, IL 25 MAGGIO 2025 SULLA SUBDOLA MILITARIZZAZIONE DELLE COSCIENZE DEI PIÙ GIOVANI. Per tornare sul concetto di militarizzazione come dispositivo di potere e di controllo dell’opinione pubblica (confronta https://osservatorionomilscuola.com/), ci piace rimandare ad una puntata dei Simpson intitolata Party Posse: musica e follia [per le altre riflessioni sulla militarizzazione di Makovec clicca Esercito e spazio pubblico, il caso Bari, Esercito e militarizzazione dello spazio pubblico, Il concetto di militarizzazione, oltre l’esercito, NdR]. Siamo nella Stagione 12 episodio 14 e Bart entra a far parte di una giovane boy band che, in maniera inaspettata, diventa famosa fra gli adolescenti. Ad un certo punto della loro nascente carriera si presenta un manager discografico che nota il talento e vuole aiutare i quattro ragazzi a diventare famosi, offrendo loro tutto il necessario. La giovane boy band si esibisce e inizia anche ad andare in televisione col nome di Party Posse. Una loro canzone raggiunge la celebrità diventando un vero e proprio tormentone dal titolo Yvan eht nioj. I quattro ragazzi sono su quattro rispettivi jet militari e parlano di guerra come di amore, fino a sganciare la bomba e lì dove esplodono ecco comparire tre ragazze arabo-indiane che ripetono costantemente “Yvan eht nioj”. La frase diviene un tormentone che riempie la testa anche se non vuol dire assolutamente nulla, però è orecchiabile. Il video, però, non convince Lisa che intravede la figura dello zio Sam, che compare in un’istante nel video. Prova ad ascoltare la canzone al contrario ed ecco che il ritornello suona “Join the navy”, “Arruolati in Marina”. Affacciandosi alla finestra, Lisa vede Otto, il giovane fricchettone, che si sta arruolando in marina, per un impulso a lui sconosciuto. L’episodio, allora, si manifesta come una denuncia sull’arruolamento nelle forze armate non attraverso la leva obbligatoria, ma attraverso un sistema di persuasione, di convincimento, di privilegi, di celebrità che viene offerto dalla propaganda bellicista. Attraverso questo episodio di un cartone animato ormai storico come I Simpson, possiamo comprendere come la militarizzazione non riguardi solo l’esercito, le forze armate, la leva obbligatoria, ma tutto un complesso sistema di propaganda e di controllo che passa dall’educazione alla sicurezza, dall’influenza sull’opinione pubblica alla descrizione dell’eroismo militare. Un dispositivo che attraversa anche le nostre città nella misura in cui la sicurezza va di pari passo con la militarizzazione, con il presidio di forze armate, con la delega alle forze armate di tutta una dimensione di cittadinanza attiva, di sorveglianza e di impegno da parte di tutti. Dinanzi al vuoto delle idee, dinanzi al vuoto del pensiero critico e della fatica del pensare come dell’essere liberi, ecco che il dispositivo della militarizzazione ci rende la vita più facile, meno problematica, meno responsabile, meno partecipe, meno comunitaria, meno politica. Più obbediente e solitaria. Fonte: www.makovec.it