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Rovigo, militari della Folgore nelle scuole: reazioni locali e considerazioni pedagogiche
Rovigo, 27 febbraio scorso, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università registra una segnalazione di un genitore: l’8° Reggimento del Genio-guastatori, la più nota Folgore, “si presenta” all’Istituto Tecnico Professionale Giuseppe Marchesini/ Ferruccio Viola, e si mette in cattedra. Come sempre, sono due fogli locali (probabilmente dotati anche di emittenti televisive) a darne conto. La presentazione voluta dal dirigente scolastico, sotto il patrocinio della sindaca Valeria Cittadin, di cui porta il saluto un consigliere di Forza Italia Paolo Avezzù, già sindaco, suscita polemiche. Rovigo.news dà la notizia, fra altri servizi di cronaca locale, molta pubblicità senza la quale non si campa, probabili donazioni dei leghisti di città. Nel posto che dovrebbero occupare le/i docenti, ci sono anche due giovani folgorate, in mimetica. Penso che dovrei, da vecchia femminista, occuparmi di questa forma di pretesa emancipazione femminile, ma non è questo per ora lo spazio. Per cui vengo alla notizia. Le due donne, appena ragazze, sono volontarie, come prevedono anche le nuove leggi sulla leva in Europa (sulle modalità previste per la leva è utile l’intervento di Serena Tusini a questo link), ma un’altra si aggiunge in remoto, citata con orgoglio paterno dal consigliere Avezzù. Anche il Presidente dell’Istituto Nastro Azzurro, è fra gli invitati all’evento. Vale la pena di ricordare che si è nella grande famiglia militare, visto che l’Istituto nato nel 1923 (casualità storica?) si occupa di ex combattenti e di decorati al valore. Insomma, tutti uniti, potremmo dire con amara ironia, a servire lo storico motto “presente!”, la chiamata tipica delle formazioni militari. Ma la notizia della visita didattica dei militari, come in altre occasioni nell’ “ottica di servizio”, visto che si espongono vie di orientamento al lavoro post-diploma, non passa inosservata. Un altro foglio locale, La voce di Rovigo, pubblica la reazione piccata del Dirigente Scolastico a un comunicato congiunto della locale sezione del PRC (Rifondazione Comunista) e della CGIL. Partito e sindacato segnalavano l’inopportunità della “presenza” della Folgore in una scuola superiore. Come sappiamo, grazie a questi incontri, si alimenta la costante opera di consolidamento del consenso giovanile alle carriere militari, mentre la guerra ci arriva in casa e il governo prova a minimizzare. Il dirigente difende con le solite pericolose banalità il suo operato (anche degli Organi Collegiali, dovunque piuttosto agonizzanti?): i valori costituzionali, la Patria, ecc., al saldo degli articoli della Carta sul ripudio della guerra e sulla funzione della scuola. Forse non guasta ricordare che gli Istituti Tecnico Professionali come il “Viola/Marchesini” sono stati appena oggetto di una pesantissima opera di riforma dell’ordinamento (https://www.orizzontescuola.it/riforma-istituti-tecnici-firmato-il-decreto-di-revisione-nuovi-indirizzi-al-via-dal-2026-27-tutte-le-novita-la-nota-e-gli-allegati/). Com’era nell’aria da qualche anno, si chiude la sperimentazione e si passa alla norma che prevede un ciclo di quattro anni di durata, con taglio netto di un anno di formazione e la scomparsa di discipline importanti (la geografia e la storia si insegneranno un’ora a settimana). Ma niente paura, le famose Academy post diploma, pseudo fondazioni a carattere misto, più privato che pubblico – e la mimetica come obiettivo – potranno far completare il percorso scolastico alle allieve e agli allievi: basteranno competenze minime nei saperi (soprattutto gli inutili, gli umanistici), molto lavoro sulle soft skill che formano il carattere e sul digitale come tecnologia basilare. Rovigo è una città di 50.000 abitanti, “una città di pianura”, terre basse del Polesine, provincia veneta di antica povertà, di migrazioni stagionali e durature, di violente alluvioni, di rinato orgoglio di stampo leghista. Ma forse non se ne deve più parlare. La legge 86/2024 sull’Autonomia Differenziata, per ora in sordina in attesa che, come si augura il consigliere forzitaliota sul suo blog, vinca il “Sì” il 22/23 marzo, consoliderà la ricchezza fiscale dei nativi e la scuola sarà una faccenda solo regionale.       Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La Spezia, militarizzazione delle scuole con conferenza di un generale della Folgore
Un generale che parla agli studenti e alle studentesse di La Spezia di scenari di storia contemporanea? Possibile? Sì, si tratta di una iniziativa organizzata per il 28 novembre presso la sala Dante dal Lions International con il generale Bertolini (Folgore) con destinatari tutti gli studenti e le studentesse del triennio delle superiori delle scuole di La Spezia. La conferenza dal titolo “La storia non è finita…” offrirà agli studenti e alle studentesse l’opportunità di approfondire le attuali questioni geopolitiche, ma possiamo già immaginare quali saranno i riferimenti culturali cui si farà cenno durante l’iniziativa: si parlerà della necessità inevitabile del riarmo camuffato da difesa dei cittadini e delle cittadine? Si parlerà della bontà delle guerre umanitarie? Oppure dell’efficacia delle bombe intelligenti?  Ancora i/le docenti accetteranno la loro esautorazione e l’esternalizzazione non solo dell’educazione civica, ma anche della storia? Accetteranno che i loro studenti e le loro studentesse siano esposte/i a letture di parte che certo non parleranno, se non retoricamente, della necessità della pace? Noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università faremo la nostra parte per impedire un ulteriore passo verso la militarizzazione dei luoghi della formazione scuole e lo sdoganamento della cultura e della necessità della guerra, facendo emergere ciò che palesemente si sta configurando come la diffusione della cosiddetta “pedagogia nera”, un metodo surrettizio di indottrinare e abituare i bambini e le bambine alla violenza sin dai primi anni scolastici. Qui il comunicato stampa del Comitato Riconvertiamo Seafuture – Restiamo Umani – La Spezia. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Cittadinanza onoraria al CAPAR: a Pisa esaltazione della militarizzazione della società
La città di Pisa approva la cittadinanza onoraria al CAPAR Centro Addestramento Paracadutisti della Brigata Folgore, segnando il passo in quel clima di crescente militarizzazione della società ed esaltazione cieca delle forze armate. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università condanniamo fermamente questa scelta tutta politica e, in particolare, rimaniamo indignati dal fatto che tra le motivazioni di merito che giustificano l’approvazione della delibera ci sia proprio il rapporto tra le forze armate e gli ambienti educativi. Si sottolinea, infatti, nel documento la centralità di questo tipo di attività della Forza Armata che si espleta «svolgendo numerosi incontri con gli studenti presso le scuole superiori del territorio e ospitando gli studenti di scuole di tutta Italia impegnati in viaggi d’istruzione. In particolare nelle visite guidate all’interno della Caserma le scolaresche di ogni ordine e grado possono osservare in prima persona, per il tramite di appositi circuiti guidati, la fase di formazione di tutti gli aspiranti paracadutisti e i cicli tecnici legati ai vari materiali aviolancistici. Si può, inoltre assistere alle lezioni sul Metodo di Combattimento Militare, di cui il CAPAR ospita il centro di formazione per gli istruttori per tutta la Forza Armata, un addestramento a cui tutti i militari sono sottoposti per il loro addestramento nel combattimento corpo a corpo». Insomma la pervasiva presenza dei corpi militari all’interno delle scuole diventa un vanto tale da meritare la cittadinanza onoraria, tanto più che la particolare attenzione che il CAPAR rivolge alle nuove generazioni ha l’obiettivo di impartire «lezioni sul Metodo di Combattimento Militare» che è espressamente studiato per consentire al militare completamente equipaggiato la sopravvivenza sul campo di battaglia, anche senza l’impiego di armi da fuoco. Una formazione completa quindi che alle tipiche tecniche di combattimento affianca lezioni sui traumi e sulla psicologia del combattente. Ma, oltre allo scritto, a destare sconcerto ci sono anche le dichiarazioni dei consiglieri di maggioranza, favorevoli al provvedimento. In particolare, il consigliere di Pisa al Centro (militare di professione) che prima di tutto ricorda come «le forze armate servano a permettere a tutti di esprimere liberamente il proprio parere», poi esalta il motto “si vis pacem, para bellum” giustificando le crescenti spese militari per la cosiddetta cultura della difesa e della sicurezza. «I rapporti con le scuole» a sua detta, «non sono fatti per esportare il militarismo, ma sono fatti per far conoscere ai ragazzi quali sono le offerte lavorative che il nostro paese offre, come tutte le aziende vanno nelle scuole a fare vedere quali sono i profili di carriera». In maniera del tutto fuorviante si mettono sullo stesso piano l’esercito e tutte le forze armate e il mondo delle aziende, come se quello del militare fosse un mestiere come un altro prescindendo da quelle che sono le reali funzioni degli uomini in divisa previste dalla Costituzione. Al tempo stesso si disvela senza pudore quello che da ormai anni stiamo denunciando, ovvero l’opera ossessiva di reclutamento nelle nostre scuole di ogni ordine e grado. Questo totale capovolgimento della realtà non si ferma neanche davanti al tragico ricordo di Emanuele Scieri, che proprio nel centro di addestramento che viene oggi celebrato, è morto vittima del nonnismo. Si torna a parlare delle cosiddette mele marce, della mancata applicazione di norme e discipline, la cui necessità viene pervicacemente ostentata, senza ammettere che è proprio quella cultura del disciplinamento e del militarismo che ci porta oggi sempre più alla soglia di una guerra mondiale. Una pagina triste e pericolosa quella scritta oggi dal Consiglio comunale di Pisa, che non ha mancato di esaltare gli spettacoli degli aviolanci e la presenza sul territorio con strade sicure, altri esempi ormai paradigmatici della inarrestabile e sempre più deprecabile diffusione della cultura militarista in ogni ambito civile. Qui il link al consiglio comunale Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Pisa