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Primo Levi e il Genocidio: proposte didattiche per il Giorno della Memoria 2026
Nessuno dei fatti è inventato: Giornata di studio Primo Levi,  27 gennaio 2026 Nel Giorno della Memoria 2026 l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e La scuola per la pace Torino e Piemonte propongono alle/i docenti di dedicare una giornata di studio… Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Lettera aperta al Ministro del MIM a proposito di contraddittorio, pluralismo e ispezioni
Gentile ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, L’Educazione Civica, secondo le linee guida, «favorisce il riconoscimento di valori e comportamenti coerenti con la Costituzione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, volti a incoraggiare un pensiero critico personale, aperto… Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Le parole di Hurbinek a Pistoia quarta edizione
Sta per prendere avvio a Pistoia la quarta edizione di Le parole di Hurbinek, percorso culturale dedicato al pensiero sull’Olocausto e alle sue vittime, costruito con l’idea di tenersi lontani da commemorazioni formali e spesso troppo brevi, che rischiano di occultare invece che porre l’accento sull’oggetto e il valore della memoria. Ideato e curato da Massimo Bucciantini, realizzato da Fondazione Teatri di Pistoia, con il sostegno di Fondazione Caript, con il patrocinio del Comune di Pistoia, della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana e sponsorizzato da Unicoop Firenze, il progetto prevede una serie di lezioni civili, laboratori nelle scuole, spettacoli, secondo un programma fitto di eventi, che culmineranno il 27 gennaio. Il tema di quest’anno è la fuga. Dalla locandina di presentazione del festival leggiamo: “Siamo un’umanità in fuga, in fuga dal nostro essere umani. Se Primo Levi ci aveva insegnato a riconoscere ciò che è umano e ciò che non lo è, a ottant’anni dalla sua testimonianza e dalle sue riflessioni dobbiamo dire che la lezione la stiamo tradendo. Questa è l’aspra verità che non ci potrà essere perdonata. Chi verrà dopo di noi ci chiederà ragione del nostro comportamento, della fuga dalle nostre responsabilità di esseri umani” Di seguito riportiamo programma degli appuntamenti 10 gennaio, Libreria Lo Spazio • ore 18.30 Ingresso libero Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza Presentazione del libro di Davide Lerner 18 gennaio, Piccolo Teatro Mauro Bolognini • ore 17.00 Ingresso libero Todesfuge. La guerra come malattia della specie Lezione civile di Nicola Lagioia Letture di Massimiliano Barbini 19 gennaio, Teatro Manzoni • ore 20.45 Biglietto €10 Toni Servillo Spinoza di Via del Mercato Lettura scenica, dal racconto di Isaac B. Singer 20 gennaio, Piccolo Teatro Mauro Bolognini • ore 10.30 Ingresso libero Igiaba Scego incontra le e gli studenti delle scuole superiori 21 gennaio, Saloncino della Musica, Palazzo de’ Rossi • ore 18.00 Ingresso libero Fuga dalla realtà? Fotografie della Shoah che mentono (o forse no) Lezione civile di Laura Fontana 23 gennaio, Saloncino della Musica, Palazzo de’ Rossi • ore 18.00 Ingresso libero Fuga dalla logica della guerra Lezione civile di Tommaso Greco 24 gennaio, il Funaro • ore 20.45 Biglietto €6 Django Reinhardt: un musicista errante Lezione-spettacolo di Francesco Martinelli Musiche dal vivo di Maurizio Geri, Nico Gori, Giuseppe “Pippi” Dimonte, Kim Chomiak, Paolo Prosperini, Giacomo Tosti 25 gennaio, il Funaro • ore 17.30 Biglietto €6 Rebetiko: la colonna sonora ribelle di un popolo oppresso Lezione-spettacolo di Francesco Martinelli Musiche con la band Eví Eván e Muammer Ketencoğlu 26 gennaio, Sala Soci Coop, viale Adua 6 • ore 17.30 Ingresso libero Gaza è Auschwitz. Non è Auschwitz. Non è meno di Auschwitz Lezione civile di Paola Caridi 27 gennaio, Piccolo Teatro Mauro Bolognini  ore 10.00 riservato alle scuole Biglietto €5 Soit gentil et tiens courage! Nel cuore dell’alloggio segreto Spettacolo teatrale di Orto degli Ananassi 27 gennaio, Teatro Manzoni • ore 18.00 Ingresso libero Impotenza della parola Lezione civile di Massimo Cacciari https://www.leparoledihurbinek.it/ Redazione Toscana
CPR, l’anomalia dello stato di diritto: la detenzione senza reato!
I Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) rappresentano oggi una delle più gravi contraddizioni dello Stato di diritto italiano: una detenzione senza reato!_   Nati come strutture temporanee per l’identificazione e l’espulsione di migranti irregolari, si sono trasformati in luoghi di detenzione amministrativa dove persone – colpevoli solo di non avere un permesso di soggiorno – vengono private della libertà personale per periodi sempre più lunghi, fino a 180 giorni. Una misura sproporzionata, che viola i principi fondamentali della nostra Costituzione. L’articolo 13 della Costituzione afferma: «La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria». Eppure, nei CPR, uomini e donne vengono rinchiusi senza aver commesso alcun crimine, ma solo per una violazione amministrativa. Non si tratta di carcerazione per reati, ma di privazione della libertà per il semplice fatto di essere “indesiderati”. A Messina, durante un incontro con Ilaria Salis, attivista e parlamentare che ha denunciato più volte le condizioni disumane dei CPR , è emerso con chiarezza l’abisso tra le garanzie costituzionali e la realtà di questi centri. Salis ha parlato del CPR di Trapani, descrivendo celle sovraffollate, condizioni igieniche inaccettabili, mancanza di assistenza legale e medica. «Queste strutture», ha detto, «sono luoghi di sofferenza e disumanizzazione, dove il diritto viene sospeso». I CPR sono l’ultima incarnazione di un sistema che, dal 1998, ha progressivamente inasprito il trattamento riservato ai migranti. Nati come Centri di Permanenza Temporanea (CPT), poi diventati Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), oggi si chiamano CPR, ma la sostanza non cambia. Sono luoghi di reclusione per chi non ha commesso alcun reato. La durata della detenzione è aumentata da 30 a 180 giorni, soprattutto a causa dei decreti sicurezza (2018-2019), che hanno esteso i tempi di trattenimento senza migliorare le condizioni di vita all’interno dei centri. Questi provvedimenti, presentati come necessari per contrastare l’immigrazione irregolare, hanno di fatto normalizzato la detenzione amministrativa, rendendola più lunga e più dura, senza però risolvere i problemi strutturali del sistema. Una riflessione necessaria. Se la Costituzione italiana riconosce i diritti inviolabili dell’uomo (art. 2), se proclama l’uguaglianza davanti alla legge (art. 3), se vieta trattamenti contrari al senso di umanità (art. 27), come possiamo accettare che migliaia di persone siano rinchiuse in condizioni degradanti solo perché prive di un documento? I CPR, aggravati dai decreti sicurezza, non sono la soluzione al fenomeno migratorio, sono, piuttosto, la negazione della democrazia. Se vogliamo essere un Paese che rispetta i diritti umani, dobbiamo ripensare radicalmente queste strutture, sostituendole con politiche più giuste e umane. Perché, come scriveva Primo Levi, «se comprendere è impossibile, conoscere è necessario». E oggi, conoscere ciò che accade nei CPR è un dovere civico.   Redazione Sicilia