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Confindustria nautica e Guardia di Finanza firmano un memorandum, ma non lo rendono pubblico
Il 20 marzo 2026 è stato firmato a Roma un memorandum tecnico-operativo tra Confindustria Nautica e Guardia di Finanza (GdF), che crea un quadro stabile di collaborazione fra i due enti. Il nocciolo dell’intesa è rappresentato dalla sinergia tra l’attività imprenditoriale della Confindustria e il presidio di controllo dell’intera filiera del mare che la GdF rappresenta. Purtroppo il testo dell’accordo non è stato reso pubblico – come spesso avviene nei memoranda che coinvolgono settori delle Forze dell’Ordine – e, pertanto, non è possibile farne un’analisi puntuale. Ciononostante i comunicati stampa dei due enti firmatari ne lasciano intravedere le finalità principali. Al centro del memorandum si trovano i previsti interventi congiunti in istituti tecnici, ITS e Università, per promuovere l’economia marittima e la “legalità imprenditoriale” nel settore: una scelta che prosegue nel solco della militarizzazione dell’istruzione, come denunciamo da tempo con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Altri aspetti riguardano l’organizzazione di attività promozionali e di orientamento per gli imprenditori del mare – con la finalità di promuovere una maggiore integrazione di filiera e un orientamento comune di massima degli interventi imprenditoriali –, l’istituzione di un tavolo di confronto stabile semestrale fra le due parti firmatarie e il contrasto ai traffici marittimi illeciti. Viene da chiedersi se dietro un accordo di così alto livello non vi sia dell’altro. Del resto il 17 dicembre scorso il Parlamento Europeo ha approvato il pacchetto sulla mobilità militare dell’UE, che prevede l’ammodernamento delle infrastrutture logistiche (in particolar modo delle ferrovie) per facilitare il trasporto di mezzi militari e truppe. Pertanto la domanda è lecita: nell’accordo è compresa la parziale riconversione delle infrastrutture portuali, e delle aree logistiche antistanti le banchine, a fini militari? L’Italia ha dei fondi da spendere in questo senso – provenienti dal Connecting Europe Facility, facente parte dell’Action Plan 2.0 militare europeo – e, per quanto oltre il 50% di questi sia destinato al trasporto su rotaia, una parte è dedicata alle infrastrutture logistiche portuali e, in particolare, all’adeguamento delle banchine al trasporto di mezzi militari pesanti e al collegamento intermodale con il trasporto su strada e rotaia.1 Inoltre, esistono anche altri fondi dedicati ai porti; ad esempio quelli del Pnrr,2 che serviranno a fornire energia elettrica da terra alle navi ormeggiate. In conclusione: necessitiamo di conoscere il testo integrale dell’accordo, che può essere tranquillamente richiesto da associazioni sindacali di categoria. Nel frattempo il sospetto è la migliore arma che abbiamo ed è, senza ombra di dubbio, più che motivato. Emiliano Gentili, Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università 1 Redazione Trasporto Europa, European ports prepare for war, 9 Luglio 2025. 2 M3C2 – Investimento 2.3 “Elettrificazione delle banchine portuali (Cold Ironing)”. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Report su ricerca e brevetti al Politecnico di Milano con partner israeliani e dual-use
Il 3 marzo 2026 si è svolto un incontro al Politecnico di Milano nell’ambito dell’iniziativa denominata “Anatomia di un riarmo accademico – Pt.2” ed organizzata da Polimi 4 Gaza, un coordinamento nato in Ateneo per opporsi alla militarizzazione ed al riarmo in Ateneo. All’incontro hanno partecipato, oltre a Giuseppe Curcio dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, anche Rossana De Simone di Peacelink e Danilo Aceto della rete RUP. Oltre ai problemi sono emerse anche alcune conquiste importanti conseguite in Ateneo, grazie al contributo di Polimi 4 Gaza e da docenti, studenti e studentesse impegnate in Ateneo sul tema della militarizzazione.  Abbiamo deciso di sintetizzare i nodi fondamentali del percorso fatto in Polimi nel report di seguito, dedicato al tema della ricerca e dei brevetti nelle collaborazioni sul dual use e con i partner israeliani al Politecnico di Milano. Adesso c’è una sfida importante che si pone in Ateneo: bloccare il rinnovo dell’accordo quadro con Leonardo. E naturalmente l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà al fianco di Polimi 4 Gaza e delle realtà che si opporranno al rinnovo. Alcuni scatti dell’iniziativa. REPORT SU RICERCA E BREVETTI AL POLITECNICO DI MILANO NELLE COLLABORAZIONI CON PARTNER ISRAELIANI E SUL DUAL-USE RICERCA E BREVETTI: POLIMI E PARTNER ISRAELIANI Le domande di brevetto nate da collaborazioni internazionali solitamente derivano da progetti finanziati dal Bando Scientifico Italia-Israele (MAECI). Il Politecnico di Milano è stato storicamente uno dei partner più attivi in questo ambito. Settori chiave: Le aree di ricerca che più facilmente portano al deposito di brevetti congiunti includono: * Energia e Idrogeno: Progetti come GreenH2, condotto dal Politecnico con la Hebrew University of Jerusalem, focalizzato su tecnologie innovative per la produzione di idrogeno. * Droni e AI: Collaborazioni tecnologiche avanzate nel settore aerospaziale (spesso coinvolgendo anche partner industriali come Leonardo). * Precision Medicine: Sviluppo di dispositivi biomedicali e nuove molecole in partnership con istituti come il Technion (Israel Institute of Technology). GESTIONE DELLA PROPRIETÀ INTELLETTUALE (IP) Quando il Politecnico deposita un brevetto con un ente israeliano, la titolarità segue solitamente queste regole: * Contitolarità: Il brevetto è depositato a nome di entrambi gli enti (es. Politecnico di Milano e Technion). * Regolamento IP: Esiste un accordo preventivo che stabilisce chi gestisce lo sfruttamento commerciale del brevetto e come vengono spartite le eventuali royalty derivanti da licenze ad aziende terze. TENSIONI RECENTI E “SOSPENSIONE” A partire dalla fine del 2024 e per tutto il 2025, la questione delle collaborazioni e dei brevetti con Israele è diventata un tema politico caldissimo: * Pressioni studentesche: Al Politecnico di Milano ci sono state forti mobilitazioni (incluse occupazioni del rettorato) per chiedere la rescissione degli accordi, in particolare quelli con il Technion di Haifa, accusato dagli attivisti di avere legami con l’industria bellica, oltre che dei rapporti fra l’istituto ed il governo di Israele. * Trasparenza: In risposta alle proteste, alcune collaborazioni sono state rese meno visibili o “congelate” formalmente, pur restando attivi i progetti di ricerca pura non legati a tecnologie dual-use (civili e militari). * Esempio della Statale: Mentre il Politecnico ha mantenuto una linea di maggiore continuità scientifica, l’Università Statale di Milano ha approvato nel settembre 2025 una mozione per sospendere nuovi accordi con enti israeliani coinvolti nel conflitto. Come verificare brevetti specifici Se si cerca un numero di brevetto o un’invenzione specifica, occorre consultare database pubblici: Espacenet (EPO): Inseri “Politecnico di Milano” e “Israel” nei campi dei richiedenti (Applicants). Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM): Per verificare se ci sono estensioni italiane di tali brevetti. Facendo una ricerca tecnica nei database dei brevetti (come l’Israel Patents Journal e l’EPO), emergono diversi filoni di collaborazione tra il Politecnico di Milano e realtà israeliane. Ecco i risultati più rilevanti per aree tecnologiche e progetti specifici: 1. Sicurezza e Visione Artificiale (Sorveglianza) Esistono depositi di brevetti legati a tecnologie di Motion Detection e Object Tracking. Dettagli: Un brevetto registrato in Israele (codice 274418) vede il Politecnico di Milano coinvolto in sistemi per la “Situational Awareness” e video a super-risoluzione. Applicazioni: Questi sistemi, che utilizzano immagini a micro-scansione, sono spesso sviluppati in contesti di sicurezza avanzata o monitoraggio industriale. 2. Dispositivi Biomedici e Salute Il Politecnico ha diverse domande di brevetto congiunte nel settore della riabilitazione e del monitoraggio neurale. Progetto “Writing Instrument”: Un brevetto (pubblicazione 20230126043) riguarda una penna intelligente dotata di sensori di forza e movimento per l’analisi del tremore e della scrittura. Sebbene i partner principali siano spesso università milanesi (come la Statale), il progetto è inserito in network di ricerca che includono scambi con centri di eccellenza israeliani nel campo della bioingegneria. 3. Fotonica e Comunicazioni Ottiche Il Polimi detiene brevetti su sistemi ottici riconfigurabili (es. brevetto numero 11646790). Partner: In questo campo i contatti sono storicamente forti con il Technion di Haifa. Le ricerche riguardano la manipolazione della luce su chip, fondamentale per lo sviluppo dei futuri computer quantistici e delle reti 5G/6G. 4. Il Progetto GreenH2 (Idrogeno) Questo è uno dei casi più documentati di cooperazione scientifica recente (fino al 2025). Oggetto: Sviluppo di elettrolizzatori innovativi per produrre idrogeno verde. Partnership: Politecnico di Milano e Hebrew University of Jerusalem. Le invenzioni derivanti da questo progetto mirano a brevettare nuovi materiali catalizzatori che non utilizzano metalli rari. Nota (Marzo 2026): A causa delle recenti mozioni approvate da alcuni dipartimenti del Politecnico, la tendenza attuale è quella di non avviare nuove domande di brevetto congiunte che abbiano potenziali applicazioni militari (dual-use), privilegiando esclusivamente la ricerca medica e ambientale. In base alle informazioni più recenti (aggiornate a marzo 2026), le collaborazioni del Politecnico di Milano con Israele sono diventate un tema estremamente sensibile, portando l’ateneo a una gestione molto più riservata delle partnership rispetto al passato. Ecco i nomi dei docenti, dei laboratori e dei progetti chiave che sono stati al centro di queste attività e dei relativi depositi brevettuali: 1. Settore Droni e Sistemi di Controllo È l’area più controversa a causa del potenziale utilizzo dual-use (civile e militare). * Docente guida: Il Prof. Marco Lovera, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata. È una figura centrale per lo studio della navigazione autonoma e del controllo delle flotte di droni. Laboratori: Il Laboratorio di Sistemi Aerospaziali e l’ASCL (Aerospace Systems and Control Lab). Contesto: Sebbene l’Osservatorio si occupi prevalentemente di applicazioni civili (logistica sanitaria, agricoltura), le tecnologie di controllo del volo sviluppate sono tecnicamente affini a quelle utilizzate da partner storici come il Technion di Haifa, leader mondiale nella difesa aerea. A fine 2024, il Politecnico è stato oggetto di forti proteste proprio per la presunta “invisibilità” di alcuni di questi accordi nei database pubblici. 2. Settore Idrogeno e Transizione Energetica Qui la collaborazione è di tipo puramente scientifico-ambientale ed è legata al progetto GreenH2. * Docenti guida: Il Prof. Matteo Maestri e ricercatori del Dipartimento di Energia (come quelli recentemente selezionati per la European Talent Academy 2026). Partner: La Hebrew University of Jerusalem. Obiettivo: La ricerca si concentra sulla sintesi di nuovi catalizzatori per la produzione di idrogeno. In questo caso, le domande di brevetto riguardano nuovi materiali chimici e processi industriali sostenibili. 3. Fotonica e Nanotecnologie Settore ad altissimo valore di proprietà intellettuale (IP). * Docente guida: Il Prof. Andrea Melloni, direttore del Photonics Devices Lab. Collaborazioni: Rapporti decennali con ricercatori israeliani per lo sviluppo di chip fotonici riconfigurabili. Brevetti: Riguardano circuiti integrati ottici che permettono di gestire segnali dati ad altissima velocità, fondamentali sia per le telecomunicazioni che per la sensoristica avanzata. RIEPILOGO DELLA SITUAZIONE ATTUALE (2025-2026) Cosa è cambiato: A seguito delle mobilitazioni studentesche del 2025, il Politecnico ha adottato una politica di trasparenza rafforzata. Molti accordi che prima erano “quadro” (generali) sono stati trasformati in accordi specifici per singolo progetto, per garantire che i brevetti risultanti non abbiano applicazioni nel settore degli armamenti. Il Politecnico di Milano ha aggiornato le proprie linee guida etiche per il triennio 2024-2026, rispondendo alla crescente pressione geopolitica e alle richieste di trasparenza su tecnologie sensibili. Le nuove direttive non mirano a “vietare” la ricerca, ma a responsabilizzare il ricercatore attraverso un sistema di controlli a più livelli. Ecco i pilastri fondamentali: 1. LA NOMINA DEL DELEGATO PER IL “DUAL-USE” Una delle novità più significative è la nomina di una figura specifica: il Delegato per le Tecnologie a Duplice Uso e la Ricerca Sicura (attualmente il Prof. Pierangelo Masarati). * Compito: Vigilare affinché le ricerche nate per scopi civili (es. droni per agricoltura, crittografia per banche) non vengano deviate verso scopi bellici o repressive. * Controllo preventivo: Ogni nuova collaborazione internazionale (inclusi gli accordi con Israele) deve essere sottoposta a uno screening che valuti il rischio di “uso improprio”. 2. RAFFORZAMENTO DEL COMITATO ETICO DELLA RICERCA Il Comitato (presieduto dalla Prof.ssa Viola Schiaffonati) ha visto estese le proprie competenze per il mandato 2024-2026. * Parere Vincolante: Per progetti finanziati da enti esterni o che coinvolgono partner in zone di conflitto, il ricercatore deve richiedere una Ethical Clearance. * Criteri di valutazione: Non si valuta solo l’integrità scientifica, ma anche l’impatto sociale e la conformità ai diritti umani. Se un progetto di ricerca con il Technion di Haifa, ad esempio, tocca ambiti sensibili di cybersecurity, il Comitato può imporre restrizioni sulla pubblicazione dei dati o sulla proprietà dei brevetti. 3. LA “DIPLOMAZIA SCIENTIFICA” E IL PIANO STRATEGICO 2026-2028 Nel nuovo Piano Strategico presentato a febbraio 2026, il Rettore ha introdotto il concetto di “Diplomazia Scientifica”: * Responsabilità Sociale: Il Politecnico si impegna a mantenere aperti i canali di dialogo accademico (anche con Israele) come strumento di pace, ma con la clausola della “Neutralità Tecnologica”. * Clausole di Recesso: I nuovi accordi quadro includono clausole che permettono all’Ateneo di sospendere la collaborazione se i risultati della ricerca vengono utilizzati per scopi contrari ai valori del Codice Etico (es. violazione della dignità umana). 4. FORMAZIONE OBBLIGATORIA PER I DOTTORANDI Per la prima volta, il corso “Ethical Aspects of Research on Dual-Use Technologies” è diventato un pilastro della Scuola di Dottorato. * Obiettivo: Insegnare ai futuri ingegneri a identificare i “segnali d’allarme” nelle partnership internazionali e a gestire la proprietà intellettuale in modo che il brevetto non diventi uno strumento di offesa. IN SINTESI: COSA SUCCEDE SE VUOI COLLABORARE CON ISRAELE OGGI? 1. Check-list Dual-Use: Devi compilare un modulo di autovalutazione del rischio. 2. Vaglio del Delegato: Se il settore è sensibile (Aerospazio, Chimica, AI), il Delegato del Rettore deve dare il via libera. 3. Trasparenza sui Brevetti: Ogni domanda di brevetto congiunta deve specificare chiaramente i limiti di utilizzo e non può essere esclusiva per partner industriali militari. L’applicazione delle nuove linee guida etiche 2024-2026 al progetto GreenH2 (Politecnico di Milano – Hebrew University) offre un esempio perfetto di come l’ateneo stia bilanciando cooperazione scientifica e responsabilità politica. Ecco come le regole che abbiamo visto hanno trasformato questo specifico progetto: 1. LA CLAUSOLA DI “NEUTRALITÀ CLIMATICA” (NO DUAL-USE) Il progetto GreenH2 mira a creare catalizzatori per l’idrogeno verde che non usino metalli rari (come il platino). * L’impatto etico: Sotto le nuove linee guida, il Delegato al Dual-Use ha dovuto certificare che queste molecole e materiali non abbiano applicazioni immediate in settori sensibili come la propulsione missilistica o sistemi di offesa. * Risultato: Il brevetto congiunto depositato nel 2025 contiene una clausola che ne limita l’uso esclusivamente a fini di decarbonizzazione industriale. 2. TRASPARENZA E “INVISIBILITÀ” SELETTIVA Come emerso dalle cronache di fine 2024 e inizio 2025, il Politecnico è stato accusato di aver “nascosto” alcune collaborazioni con il Technion per evitare proteste. * La risposta etica: Le nuove linee guida impongono che ogni accordo sia pubblicato nell’Albo di Trasparenza dell’Ateneo. Tuttavia, per proteggere i ricercatori (sia italiani che israeliani) da ritorsioni o minacce, i dettagli operativi sui singoli nomi dei dottorandi possono essere secretati, mentre l’oggetto del brevetto e il partner istituzionale devono rimanere pubblici. 3. DIRITTI UMANI E SEDI DI RICERCA Un punto cruciale delle linee guida 2026 riguarda la localizzazione della ricerca. * Il caso Hebrew University: Poiché la Hebrew University ha alcuni campus situati a ridosso o oltre la “linea verde” (territori contesi), il Comitato Etico del Polimi ha richiesto una garanzia che le attività di ricerca finanziate con fondi italiani/europei si svolgano esclusivamente nei laboratori della sede centrale di Givat Ram. * Revisione periodica: Il progetto è soggetto a una revisione semestrale. Se il partner israeliano dovesse essere coinvolto in attività di ricerca dichiaratamente legate al supporto logistico-militare del conflitto, le linee guida impongono il congelamento immediato del trasferimento tecnologico. 4. GESTIONE DEI BREVETTI (IP) E SOCIAL IMPACT Le linee guida ora impongono che i brevetti nati con partner in aree di crisi debbano avere una ricaduta sociale documentata. * GreenH2: È stato classificato come “High Social Impact” perché contribuisce agli obiettivi UE del 2050. Questo ha permesso di “scudare” la collaborazione dalle mozioni di boicottaggio totale presentate in Senato Accademico, distinguendo la ricerca per la sopravvivenza del pianeta dalla ricerca bellica. IN SINTESI: COSA È CAMBIATO PER UN RICERCATORE DEL POLIMI? Oggi, se un ricercatore del Dipartimento di Energia vuole depositare un brevetto con Israele, deve affrontare un iter che dura circa 3 mesi in più rispetto al 2023, durante i quali deve dimostrare: 1. Che l’invenzione non è “esportabile” per scopi di difesa. 2. Che il partner non opera in territori occupati. 3. Che il brevetto sarà accessibile per scopi umanitari o ambientali. Nell’ultimo biennio (2024-2026), l’applicazione rigorosa delle linee guida ha portato a una significativa selezione dei progetti. Sebbene il Politecnico non pubblichi una “lista nera” ufficiale per ragioni di riservatezza e diplomazia accademica, fonti interne e dinamiche del Senato Accademico confermano che diversi progetti sono stati declassati, sospesi o bocciati. Ecco i casi più emblematici di progetti “bloccati” o fortemente limitati: 1. IL CASO DEL CORSO DI DOTTORATO (SETTEMBRE 2025) Un caso eclatante, simile a quanto accaduto al Politecnico di Torino, ha riguardato la sospensione di un modulo didattico di un guest lecturer israeliano. * Motivazione: Il docente era stato invitato per un corso sulle tecniche di riconoscimento facciale (Facial Recognition). Durante le lezioni, sono emerse esternazioni politiche a difesa delle operazioni militari dell’IDF definite “inaccettabili” dalla governance dell’ateneo. * Esito: Il rapporto con il docente è stato interrotto con effetto immediato e il modulo è stato cancellato per violazione del codice etico che impone la neutralità e il ripudio della violenza. 2. SOSPENSIONE DEI PROGETTI “DUAL-USE” NELL’AEROSPAZIO A differenza del progetto sull’idrogeno (che è proseguito), diverse proposte nel settore dei sistemi di guida autonoma sono state bocciate dal Comitato Etico tra il 2024 e il 2025. * Il motivo del blocco: Alcuni algoritmi proposti per lo sciame di droni (drone swarming) sono stati giudicati troppo vicini a standard militari. Non potendo garantire che la proprietà intellettuale (i brevetti) rimanesse confinata all’uso civile (es. monitoraggio agricolo), il Comitato ha negato l’autorizzazione a procedere con partner industriali della difesa israeliana. * Impatto: Questo ha portato a un crollo dei progetti approvati nell’ambito dei bandi MAECI (Ministero Affari Esteri), passati da decine a poche unità. 3. BLOCCO DEGLI SCAMBI CON L’UNIVERSITÀ DI ARIEL (CISGIORDANIA) Seguendo l’esempio dell’Università Statale, anche il Politecnico ha formalizzato il divieto di ogni collaborazione con istituzioni situate nei territori occupati. * Esito: Ogni proposta di ricerca che prevedesse test sul campo o partnership con la Ariel University è stata automaticamente rigettata per violazione delle risoluzioni internazionali e delle linee guida interne sulla localizzazione della ricerca. 4. IL “CONGELAMENTO” PREVENTIVO (SELF-CENSORSHIP) Un fenomeno rilevato nel 2026 è il cosiddetto disimpegno preventivo. Molti docenti, per evitare le lunghe e complesse procedure del Comitato Etico o per timore di proteste studentesche (come quelle del gruppo Polimi 4 Gaza), hanno scelto di: * Non rinnovare i memorandum d’intesa (MoU) in scadenza. * Orientare le partnership verso altri centri di eccellenza (es. in Europa o Singapore). IN SINTESI: PERCHÉ UN PROGETTO VIENE BOCCIATO OGGI? Un progetto viene bloccato se non supera uno di questi tre test: 1. Test di Esportabilità: Il software o il materiale può essere usato per armamenti? Se “Sì” o “Forse”, viene bloccato. 2. Test di Localizzazione: Il partner opera oltre la Linea Verde? Se “Sì”, viene bloccato. 3. Test di Trasparenza: Il partner accetta che i risultati siano pubblici e non secretati per scopi di difesa? Se “No”, la collaborazione non parte. Proprio mentre scriviamo questo report (marzo 2026) al Politecnico sono previste nuove iniziative studentesche per chiedere un monitoraggio ancora più stringente su questi blocchi. Il clima attuale vede il Politecnico di Milano muoversi alla ricerca di un equilibrio precario tra eccellenza scientifica e responsabilità etica. L’influenza delle nuove linee guida si riflette chiaramente nella partecipazione ai bandi Horizon Europe, il principale programma di finanziamento dell’Unione Europea. Ecco come la situazione politica e le regole etiche stanno impattando i grandi progetti: 1. LO “STOP” DELL’UE AI FONDI PER L’INNOVAZIONE INDUSTRIALE A partire dalla fine del 2025, la Commissione Europea ha proposto una sospensione parziale di Israele da alcuni segmenti di Horizon Europe. * Settore colpito: Lo stop riguarda l’EIC (European Innovation Council), ovvero il fondo per le start-up e le tecnologie dirompenti (AI, droni, cybersecurity). * Impatto sul Polimi: I laboratori del Politecnico che avevano partnership con aziende israeliane in questi settori hanno visto i finanziamenti congelati o sono stati costretti a sostituire i partner industriali israeliani con partner europei per non perdere il grant. 2. PROGETTI ACCADEMICI: “SALVI” MA SOTTO SORVEGLIANZA Mentre i fondi industriali sono stati limitati, la ricerca accademica pura (Pillar I di Horizon, come gli ERC) resta formalmente aperta. Tuttavia, al Politecnico sono scattati nuovi protocolli: * Security Scrutiny: Ogni progetto Horizon con partner israeliani deve ora superare uno “scrutinio di sicurezza” preventivo. Se il progetto prevede lo sviluppo di algoritmi che potrebbero essere usati per la sorveglianza di massa o il puntamento (anche se nati per scopi civili), l’Ateneo richiede una modifica del piano di lavoro. * Clausola di Rescissione UE: I contratti firmati nel 2026 includono clausole legate al rispetto dei diritti umani (Art. 2 dell’Accordo di Associazione UE-Israele). Se l’UE dovesse dichiarare una violazione sistematica, il Politecnico sarebbe obbligato a uscire dal consorzio senza penali. 3. I PROGETTI “BLOCCATI” O “RIFONDATI” Dalle analisi dei bandi 2025-2026, emergono due dinamiche chiare: * Bocciatura dei partner in zone contese: Progetti che includevano ricercatori affiliati a sedi universitarie in territori occupati (Cisgiordania) sono stati bloccati sul nascere dal Comitato Etico, poiché violano la politica di localizzazione della ricerca dell’Ateneo. * Cambio di rotta nell’AI: Progetti di visione artificiale inizialmente orientati alla “sicurezza urbana” (spesso sviluppati con eccellenze israeliane) sono stati riconvertiti in progetti di “monitoraggio ambientale” o “diagnostica medica” per evitare le critiche legate al dual-use e al controllo sociale. 4. LA “DIPLOMAZIA SCIENTIFICA” NEL PIANO STRATEGICO 2026-2028 Nel documento approvato a febbraio 2026, il Politecnico definisce la sua posizione: “Il Politecnico non pratica il boicottaggio accademico generalizzato, ma esercita una vigilanza attiva. La ricerca con partner internazionali, inclusi quelli israeliani, è ammessa solo se finalizzata a obiettivi di sostenibilità globale e se i risultati sono pubblicamente accessibili, escludendo ogni segretezza di carattere militare.” COSA SIGNIFICA IN PRATICA PER IL 2026? Se oggi un ricercatore del Politecnico vince un bando Horizon con il Technion, il progetto partirà solo se: 1. Il software prodotto è Open Source. 2. Non ci sono partner dell’industria della difesa nel consorzio. 3. Viene nominato un Ethics Advisor esterno che monitori il progetto ogni 6 mesi. In definitiva, il Politecnico ha scelto la via della “cooperazione condizionata”: non chiude le porte alla scienza israeliana (a differenza di altre università italiane che hanno votato per la sospensione totale), ma impone filtri talmente stringenti da aver reso di fatto impossibili i progetti più vicini al settore tecnologico-militare. Attualmente il Politecnico di Milano risulta immerso in una fitta rete di collaborazioni con i “giganti” dell’industria italiana (Leonardo ed ENI), le quali fungono spesso da ponte verso Israele. Tuttavia, l’applicazione delle nuove Linee Guida Etiche ha creato frizioni e cambiamenti operativi significativi proprio in queste relazioni “triangolari”. Ecco come queste restrizioni stanno influenzando il rapporto con le aziende e i progetti congiunti: 1. LEONARDO: IL NODO DELLA DIFESA E DEL “DUAL-USE” Leonardo è il partner storico del Politecnico per l’aerospazio e la cyber-security, ma è anche l’azienda italiana più esposta sul fronte israeliano (con accordi diretti con l’Israeli Innovation Authority e la Tel Aviv University). * Il blocco del 2025/2026: A seguito di azioni legali e petizioni dei lavoratori di Leonardo (che hanno raccolto oltre 20.000 firme a fine 2025), il Politecnico ha dovuto irrigidire i controlli sui progetti comuni. * Progetti declassati: Alcune ricerche sulla “navigazione autonoma” condotte con Leonardo sono state rimosse dai programmi di cooperazione con Israele per evitare che finissero sotto l’occhio del Comitato Etico. Il Polimi ha imposto a Leonardo che i risultati delle ricerche svolte nei propri laboratori non siano trasferibili a filiali o partner israeliani impegnati nel settore militare (come Elta Systems). * Focus Cyber: La collaborazione si è spostata massicciamente sulla Cyber Defence civile e sulla protezione delle infrastrutture critiche, ambiti considerati più “sicuri” dal punto di vista etico rispetto alla radaristica o ai droni da combattimento. 2. ENI: IDROGENO E “DIPLOMAZIA DELL’ENERGIA” Il rapporto con ENI è meno teso perché focalizzato sulla transizione ecologica, ma non privo di sfide. * Hydrogen Joint Research Partnership: Il Politecnico, insieme a ENI, Edison e Snam, guida questo consorzio. Molte delle tecnologie per l’idrogeno verde sono state testate in collaborazione con istituti israeliani (come la Hebrew University). * La garanzia di “Neutralità”: Per far passare questi progetti al vaglio del Comitato Etico, ENI e il Politecnico hanno dovuto certificare che le tecnologie brevettate (es. nuovi elettrolizzatori) abbiano scopi puramente civili. Questo ha permesso di mantenere aperti i canali con Israele presentandoli come “Diplomazia Climatica”, un pilastro del Piano Strategico 2026 dell’Ateneo. SINTESI DELL’IMPATTO SUI RAPPORTI INDUSTRIALI 3. LE CONSEGUENZE LEGALI E I BANDI Un elemento cruciale emerso a inizio 2026 è la revoca retroattiva da parte dell’UAMA (Ministero Esteri) di alcune licenze per prodotti dual-use verso Israele. Questo ha costretto il Politecnico a riscrivere i contratti di consulenza con le aziende italiane: se Leonardo o ENI utilizzano una proprietà intellettuale del Polimi per un contratto con Israele che viene bloccato dal Governo, l’Università è ora legalmente protetta e non può essere chiamata a rispondere dei danni. CONCLUSIONI Il Politecnico non ha interrotto i rapporti con le aziende italiane che lavorano con Israele, ma ha eretto un “muro burocratico ed etico” che impedisce che la propria ricerca diventi parte di forniture belliche. Questo ha portato a una forma di “ricerca a compartimenti stagni”: quello che il Polimi fa con Leonardo resta al Polimi e non può viaggiare verso Tel Aviv se ha un’ombra di uso militare. Di sicuro molte delle novità introdotte dalla governance del POLIMI sono “di facciata”, ma le realtà che in Ateneo si oppongono alla militarizzazione, come Polimi 4 Gaza possono continuare a lavorare per renderli strumenti effettivi, interagendo con la figura del Delegato per le Tecnologie a Duplice Uso e la Ricerca Sicura e stimolandolo continuamente nelle verifiche, accertandosi che le Linee guida etiche e le procedure di due diligence diventino pratica quotidiana, soprattutto fra i docenti più esposti ai rischi di dual-use ed a collaborazioni “sensibili”, in modo da capitalizzare al meglio gli sforzi fatti e le piccole grandi conquiste ottenute. Ciò soprattutto in vista di un appuntamento importante, che è la scadenza dell’accordo quadro del POLIMI con Leonardo, nella convinzione e nella speranza che con gli strumenti a disposizione si possa far pervenire la governance alla saggia decisione di non rinnovare o estendere ulteriormente l’accordo stesso. Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Qui il Report di Giuseppe Curcio in PDF. REPORT_RICERCA-BREVETTI_POLIMIDownload Giuseppe Curcio, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Militarizzazione della scuola: l’influenza dell’Aerospazio e del “dual use” sulla formazione
Alcune settimane fa su un quotidiano locale di Biella (che si stava preparando al raduno nazionale degli Alpini) compariva la seguente notizia su una iniziativa riguardante l’Aerospazio (clicca qui). Leggendo questo breve articolo, abbiamo iniziato a ragionare su come, parallelamente alla denuncia della presenza diretta in classe di personale in divisa di Forze Armate e Forze dell’Ordine, sia sempre più urgente illuminare anche un aspetto forse meno eclatante, e perciò più insidioso, della militarizzazione della scuola, costituito da attività che si possono leggere attraverso la lente di ingrandimento del cosiddetto “dual use“. Questa espressione indica tutti quei beni e quelle tecnologie che, sebbene progettati per finalità principalmente civili, possono avere un utilizzo nell’ambito dell’industria bellica (si vedano a proposito gli studi di Futura D’Aprile e di Michele Lancione). Il settore dell’Aerospazio è sicuramente uno degli ambiti in cui questa ambiguità appare più presente ed è proprio su questo aspetto che ci vogliamo soffermare analizzando il resoconto della visita di una classe della scuola primaria “De Amicis” di Biella presso l’ITS Academy Aerospazio/Meccatronica della Regione Piemonte. L’incontro è stato patrocinato dalla Vicepresidente nonché Assessora all’Istruzione della Regione Piemonte, dott.ssa Elena Chiorino, la cui presenza istituzionale sembrerebbe corroborare il valore formativo di questa attività. Innanzitutto, giova ricordare che il sistema degli ITS rappresenta da alcuni anni una costante e crescente presenza nell’offerta di orientamento in uscita delle scuole secondarie superiori, ma non è assolutamente chiara la finalità didattica di un incontro proposto a bambini e bambine della scuola primaria. Gli scolari e le scolare hanno avuto modo di visitare la sede dell’ITS e di prendere parte a laboratori nel corso dei quali hanno realizzato e lanciato dei “water rockets” e poi sperimentato l’utilizzo di visori per la Realtà Virtuale. Un osservatore legittimamente potrebbe trovare questo tipo di attività divertente e curioso, ma dal nostro punto di vista le criticità sono numerose. In primis, occorre sottolineare come gli ITS siano inseriti in una filiera produttiva che come si è detto chiarendo il concetto di “dual use”, non sempre produce in maniera diretta per l’industria bellica, ma spesso e volentieri è coinvolta nella produzione di componentistica fondamentale per la messa a punto di armamenti, soprattutto laddove è implicata una produzione ad alto contenuto tecnologico, essenziale nella conduzione dei conflitti contemporanei. D’altra parte gli ITS sono legati a doppio filo con imprese come Leonardo SpA: a titolo meramente esemplificativo, nel bando di selezione per il nuovo corso per Tecnici specializzati in Progettazione, Collaudo e Integrazione di Sistemi Radar leggiamo che «il corso si rivolge alle ragazze e ai ragazzi che hanno conseguito un diploma di maturità e che desiderano avviare una carriera professionale in un settore tecnologico in forte crescita e strategico per le esigenze dei moderni sistemi di Difesa e Sicurezza» (clicca qui). Per fugare eventuali dubbi residui sulla commistione tra l’ambito dell’istruzione e quello dell’ industria bellica è sufficiente sottolineare che all’incontro con i bambini e le bambine della “De Amicis” di Biella ha preso parte Vittorio Ancona di Thales Alenia Space, che insieme ad Anthea Comellini ha «condiviso con gli studenti i percorsi che li hanno condotti a lavorare nel mondo dell’aerospazio, trasmettendo passione, determinazione e visione». Vittorio Ancona è Head Engineer di Thales Alenia Space, che è una joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%). Tra le molteplici attività di Thales Alenia Space troviamo «la fornitura di sistemi di difesa (…) nonché soluzioni di osservazione legate alla sorveglianza» (settore del quale con un Decreto Sicurezza come quello appena approvato è facilmente intuibile l’importanza). Il profilo però probabilmente più seducente per i bambini e le bambine coinvolte/i nella visita è quello di Anthea Comellini, che è stata ingegnera presso la stessa Thales e oggi, come astronauta dell’ ESA, è pronta a concorrere in celebrità con AstroSamantha Cristoforetti. Se vogliamo pensare a quale possa essere il livello di fascinazione prodotto sui bambini da personaggi come una Comellini o una Cristoforetti, basti pensare che alcuni anni fa fu prodotta anche una “Barbie Cristoforetti” (clicca qui). Sicuramente lo spazio e la sua esplorazione sono temi tradizionalmente accattivanti per i bambini e per le bambine: come non vedere un attento esempio di “gender washing” nel successo delle astronaute in questione? Qui non si tratta però di un romanzo di Jules Verne e il romanticismo di certa vulgata contemporanea sui viaggi stellari altro non è se non accorta propaganda costruita a tavolino da un settore industriale rispetto alla cui presunta “innocenza” e neutralità è più che legittimo sollevare dubbi. Non si creda che questa improvvisa passione per le stelle sia una casualità: pochi giorni dopo comparivano per le strade di Torino i cartelloni pubblicitari che annunciavano il prossimo grande evento che si tiene in città in questi giorni: lo Space Festival 2025 (si veda il programma alla pagina www.spacefestival.it). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Piemonte