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Esplosione a Colleferro: rischi industria bellica e domande per la sicurezza della cittadinanza
COMUNICATO STAMPA L’esplosione avvenuta ieri, intorno alle 14:30, nello stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, impone una riflessione non più rinviabile sulla sicurezza degli impianti industriali legati alla produzione di materiale bellico. L’esplosione ha interessato l’area dello stabilimento di KNDS di Colleferro. Sono in corso gli interventi dei Vigili del Fuoco e degli altri soccorritori, mentre saranno le autorità competenti ad accertare dinamica, cause ed eventuali conseguenze dell’incidente. Quanto successo a Colleferro pone una domanda inevitabile: cosa sarebbe successo se un incidente di questa natura fosse avvenuto ad Anagni, nello stabilimento KNDS in località La Macchia, con la produzione di nitrogelatina? È esattamente lo scenario che l’Assemblea No War Valle del Sacco denuncia da tempo. Quello che è accaduto dimostra che parlare di sicurezza, prevenzione e rischio industriale non significa fare allarmismo, ma interrogarsi prima che accada un incidente, non dopo. Se fosse successo ad Anagni in questo periodo, con le attività che si prospettano per quello stabilimento, quali sarebbero state le conseguenze? E soprattutto: il territorio sarebbe realmente pronto a fronteggiare un’emergenza di questo tipo? Sono domande alle quali le istituzioni devono rispondere pubblicamente, con dati e informazioni verificabili. A Colleferro esiste un presidio locale dei Vigili del Fuoco e, nell’emergenza di ieri, risultano coinvolte anche squadre provenienti da altri territori. Ad Anagni quale sarebbe il presidio di riferimento in caso di un incidente grave alla KNDS? Quali sarebbero i tempi effettivi di arrivo dei Vigili del Fuoco? Quali mezzi e quali squadre specialistiche sarebbero immediatamente disponibili? E cosa accadrebbe nel caso in cui, contemporaneamente, i mezzi del territorio fossero impegnati in un’altra emergenza, come un incendio di vaste proporzioni nella zona della Macchia o un grave incidente sull’autostrada? Non è sufficiente sapere che esiste, in astratto, una rete di soccorso. Quando si parla di un impianto che tratta materiale altamente esplosivo, bisogna sapere esattamente chi interviene, in quanto tempo, con quali mezzi e secondo quali procedure. L’Assemblea No War Valle del Sacco ribadisce quindi la propria contrarietà alla trasformazione della Valle del Sacco in un polo della produzione bellica e di materiali esplosivi. Non accetteremo che alla storica emergenza ambientale si aggiunga una nuova dimensione di rischio industriale e militare, senza un confronto pubblico trasparente e senza garanzie sulla sicurezza delle popolazioni. L’esplosione di ieri a Colleferro ci ricorda che il rischio non è un’ipotesi astratta. E allora la domanda resta: se fosse successo ad Anagni, oggi, cosa sarebbe successo alla Valle del Sacco? Teniamo alta l’attenzione, seguiranno aggiornamenti. Assemblea No War Valle del Sacco Disarmiamoli – Valle del Sacco Pubblicato anche su https://infoinrete.blogspot.com/. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Riconoscimento facciale? Rischi del controllo AI in uso per l’identificazione
La polizia potrà usare i dati biometrici per identificare chi va in piazza anche nei giorni prima di una manifestazione? Che sia proibito o meno, al Governo importa poco; essi rispetteranno le norme comunitarie, ma nel frattempo stanno spianando la strada a nuove norme repressive. Il casus belli è rappresentato dalle manifestazioni a Bologna e in Val di Susa con incidenti e numerosi feriti. Da tempo Fratelli d’Italia mira a istituire il reato di terrorismo di piazza per dare vita a una lunga sequela di nuove pene, accusando i manifestanti di reati associativi. Il Governo ha fretta di chiudere due capitoli: il primo riguarda l’ordine pubblico, ossessione delle destre al pari dell’immigrazione. Si tratta di inserire tra le priorità dei cittadini la sicurezza e non la salvaguardia della salute e del potere di acquisto. In un colpo solo si allontana l’attenzione mediatica dai problemi reali del Paese, alimentando un clima di insicurezza percepita, che poi sarà utile anche per giustificare l’aumento delle spese militari, i processi di militarizzazione dei territori, la stretta repressiva e l’economia di guerra. Il secondo obiettivo è alzare una cortina di fumo che impedisca di prendere atto del reale stato dell’economia italiana, facendo i conti con le decisioni assunte, come quelle di finanziare con i soldi pubblici gli aumenti contrattuali attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro. Si tratta di una decisione infelice che favorisce solo le imprese e al contempo indebolisce il welfare, impoverisce sanità e istruzione. Il riconoscimento facciale presto potrà essere introdotto all’ingresso delle scuole per trasformarle da luoghi della conoscenza a palestre securitarie. Il Governo, insomma, ha bisogno di alimentare paura e allarmismo, di andare in deroga alle norme vigenti per far passare in fretta e furia delle norme care alla maggioranza, ad esempio, l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale per l’attività di polizia e di responsabilità penale e civile. E sempre che non intervenga la UE, il Governo persegue nel frattempo il suo obiettivo ossia consentire il riconoscimento facciale in tempo reale, il trionfo della società della sorveglianza sulla quale tanta ironia è stata spesa, bollando come complottisti chi criticava i sistemi di controllo. Il Governo vuol permettere alla polizia l’uso dei dati biometrici raccolti con l’AI e integrati con i sistemi di videosorveglianza presenti nelle città: basterà una semplice comunicazione, neanche scritta, al Pubblico ministero e, senza autorizzazione del Giudice, potranno ricorrere alla AI per i controlli facciali. Tuttavia, non ci si accontenterà dei controlli in tempo reale: l’uso di questi strumenti deve essere prolungato e preventivo. Ad esempio, si potrà registrare e schedare chiunque sia passato da una piazza nei giorni precedenti ad una manifestazione conclusasi con incidenti. Tutto questo permette delle immani schedature di massa, ledendo le prerogative democratiche fino ad oggi esistenti. L’uso della AI è un argomento di estrema rilevanza avendo impatti sul lavoro e sulla ricerca. In Italia l’approccio alla AI, sul modello israeliano, è funzionale a logiche di ordine pubblico e a costruire un modello sociale dispotico e securitario, un sistema di controllo sociale che militarizza il corpo sociale. Non sfugga che l’uso della AI potrà essere usato per reati di piazza, per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, per manifestazioni senza preavviso e non autorizzate, per reati ormai considerati di assoluta gravità, addirittura più pericolosi del terrorismo, della mafia e delle azioni portate avanti dalla criminalità organizzata. Ogni intervento legislativo del Governo inizia e finisce con norme securitarie e repressive, la costruzione del nemico rappresentato dai movimenti sociali porta a disegnare un quadro di interventi improntati solo alla repressione (clicca qui). Il riconoscimento facciale basato sull’intelligenza ha permesso ad Israele di realizzare enormi schedature dei civili palestinesi e questo strumento lo ritroviamo particolarmente diffuso, ad esempio, nei controlli agli aeroporti fino a tutti i sistemi della videosorveglianza oggi utilizzati in ambito civile. Il dibattito pubblico sulla AI non si interroga sulla pericolosità sociale e sulla democrazia dei sistemi di sorveglianza con uso della AI e dei dati biometrici. Per chi poi non conoscesse l’argomento sia sufficiente ricordare che una telecamera cattura dei dati e li elabora, tirando fuori una sorta di impronta digitale del volto. La AI è molto più precisa dei primi software. La discussione, dunque, non potrà limitarsi alle obiezioni sulla privacy e sui tempi necessari per il trattenimento dei dati; l’immane schedatura a tutela dell’ordine pubblico rappresenta un salto di qualità nella costruzione di una nuova società dispotica (clicca qui per un saggio di Renata Puleo su Agorasofia). Il regolamento europeo sulla AI permette il riconoscimento facciale a posteriori e solo per ricerche mirate su soggetti già identificati e oggetto di indagini, nulla a che vedere con raccolte di dati preventive e generalizzate. Nel frattempo, il Garante ha invocato il divieto esplicito di utilizzo di banche dati biometriche costituite tramite raccolta di immagini dal web. Ecco che assistiamo, increduli, ad un autentico corto circuito tra la tutela dei diritti fondamentali e le esigenze di ordine pubblico. In Europa esiste maggiore consapevolezza sui rischi della Intelligenza artificiale, specie se utilizzata per l’ordine pubblico, invece in Italia la tentazione di cedere alla AI per una repressione preventiva rappresenta una autentica suggestione e per questo non sorgono dubbi di sorta sull’inaffidabilità tecnica degli algoritmi e sugli utilizzi impropri del sistema di sorveglianza. È bene ricordare che i missili di ultima generazione si avvalgono della AI per individuare e colpire gli obiettivi e lo fanno, tuttavia, con un elevato numero di vittime innocenti, di civili, il cui unico torto è quello di trovarsi nelle vicinanze di un obiettivo militare da colpire e neutralizzare. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Caldo estremo, Scioperi vietati. I padroni ringraziano
Mercoledì 5 Agosto Conferenza Stampa ore 10.30 sotto la Commissione di Garanzia in Piazza del Gesù a Roma, sarà presente una delegazione di lavoratrici, lavoratori e delegati sindacali. L’Unione Sindacale di Base convoca per mercoledì 5 agosto una conferenza stampa davanti alla Commissione di Garanzia per denunciare l’approccio pericoloso verso gli scioperi indetti […] L'articolo Caldo estremo, Scioperi vietati. I padroni ringraziano su Contropiano.
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