Sanità, Ceccarelli (Coina): “Altro che riforme efficaci, siamo quotidianamente in una trincea. Le professioni sanitarie abbandonate da una politica inefficace”
ROMA 25 APR 2025 – “La medicina del territorio è allo stremo. Il sistema che
dovrebbe garantire prossimità e cura si sta sgretolando sotto il peso di riforme
fallimentari, carenza di risorse e abbandono politico. Non è più il tempo dei
giri di parole: servono decisioni radicali, adesso. ”
A parlare è Marco Ceccarelli, segretario nazionale del Coina – Sindacato delle
Professioni Sanitarie, che lancia un allarme severo sullo stato della sanità di
prosswimità.
“Ogni giorno, decine di professionisti scelgono di lasciare, anticipano la
pensione o cercano impieghi alternativi. Perché lavorare così, in solitudine,
senza tutele e con un carico burocratico insostenibile, è diventato
impossibile”, denuncia Ceccarelli.
Modelli organizzativi sotto accusa.
Dalla frammentazione creata da strumenti come il Ruolo Unico, le AFT e le UCCP,
fino al peso crescente della burocrazia che allontana i professionisti sanitari
dai cittadini, l’organizzazione attuale viene bocciata in blocco:
“Ci troviamo con riforme che dovevano migliorare l’efficienza, e invece hanno
moltiplicato la confusione. Il medico, l’infermiere, il fisioterapista sono
diventati ingranaggi di un meccanismo cieco e inefficiente”, spiega il
segretario del Coina.
Aggressioni in aumento: “Il pronto soccorso esplode e il territorio non regge”
Un altro tema urgente è quello della sicurezza. Solo nei primi tre mesi del
2025, si è registrato un aumento significativo delle aggressioni ai danni dei
professionisti sanitari.
“Non si tratta solo di un problema di ordine pubblico: la radice sta nella
congestione dei reparti, nei pronto soccorso intasati e nella totale assenza di
filtro sul territorio. Pensare di risolvere tutto con telecamere e denunce post
violenza è una visione assai miope. Serve prevenzione, serve presenza”, incalza
Ceccarelli.
Infermieri di famiglia: che fine hanno fatto?
Il Coina punta il dito anche sulla mancata attuazione di uno dei cardini
previsti dalla Missione 6 del PNRR:
“Dove sono i 9.600 infermieri di famiglia promessi dalla legge del 2020? Ne è
stato inserito solo il 20%. E il fabbisogno reale è di almeno 50.000
professionisti. Dove pensiamo di trovarli? Senza queste figure, le Case e gli
Ospedali di Comunità resteranno scatole vuote”, afferma il segretario.
Le tre priorità per salvare la prossimità
Coina individua tre azioni non più rinviabili:
• Azzerare i modelli fallimentari e costruire un’organizzazione più semplice e
operativa.
• Investire in maniera stabile e non frammentaria su strutture, personale e
strumenti.
• Restituire centralità e dignità ai professionisti sanitari, eliminando
ostacoli burocratici e migliorando le condizioni di lavoro.
“Il territorio è il cuore pulsante della sanità. Se non lo rilanciamo adesso,
finiremo in un vicolo cieco. In un buio tunnel senza uscita”, conclude
Ceccarelli.
UFFICIO STAMPA COINA – SINDACATO DELLE PROFESSIONI SANITARIE
Redazione Italia