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UNA SPINA NEL FIANCO
Diffondiamo un volantino comparso nella notte a Cremona:  Una spina nel fianco. Il silenzio è pericolo, il buio inebria il rischio. È l’angoscia a generare il vuoto, la sensazione di trovarsi sul ponte dove si guarda giù e si nota l’abisso, dove non si distoglie lo sguardo dal baratro che si apre davanti al mondo: … Leggi tutto "UNA SPINA NEL FIANCO"
April 9, 2026
Brughiere
PER LX NOSTRX COMPAGNX CHE SONO MORTX IN DIFESA DELLA VITA
Diffondiamo Per lx nostrx compagnx che sono mortx in difesa della vita Per lx compagnx che hanno deciso di prendere in mano il proprio destino Per lx combattenti che erano dispostx a fare tutto il necessario Per lx rivoluzionarix che non si accontentavano di nulla di meno che tutto E per le persone che erano … Leggi tutto "PER LX NOSTRX COMPAGNX CHE SONO MORTX IN DIFESA DELLA VITA"
April 9, 2026
Brughiere
PER SARA E SANDRO
Riceviamo e diffondiamo queste riflessioni scritte da alcunx compagnx di Bologna in seguito alla morte di Sara e Sandro.Qui il pdf. Ci sono cuori che non trovano riposo né respiro in questo mondo, tanta è l’oppressione che vedono loro intorno. Sono cuori stanchi, stanchi di portare catene ma mai rassegnati. Sono cuori che, in una … Leggi tutto "PER SARA E SANDRO"
March 31, 2026
Brughiere
SAPENDO PERCHÈ
Da Infranero: per A. e S. «A memoria d’uomo non si era vista una cosa simile: tutto un mondo solo in attesa, attento solo all’evento accaduto, compiuto, atterrato diritto nel passato come un frutto maturo caduto dall’albero, il mondo sempre attento soltanto all’evento stagionato come un formaggio, e che vuol solo sapere cosa è stato, … Leggi tutto "SAPENDO PERCHÈ"
March 30, 2026
Brughiere
Da Stephen Lawrence a Rogoredo
di Vincenzo Scalia* La piazza dello spaccio e i vizi del proibizionismo. Razzismo istituzionale, produzione della verità e scudo penale: quando la narrazione precede i fatti Man mano che l’inchiesta …
February 25, 2026
Osservatorio Repressione
Educazione Vs obbedienza: riflessioni didattiche e critiche sulla pedagogia nera
Invitiamo le nostre lettrici e i nostri lettori a prendere visione di questo contributo realizzato dal Polo Europeo della Conoscenza, Rete Nazionale di istituzioni educative ed Ente accreditato per la formazione docente, in cui si cita l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e la sua attività per una scuola del pensiero libero e critico contro una scuola di obbedienza e controllo. La presenza di militari nelle scuole italiane in qualità di educatori/docenti è una tendenza in forte contrasto con lo spirito democratico e pluralista della scuola pubblica sancito nella nostra Costituzione. Condizionare le bambine e i bambini all’obbedienza cieca rischia di spegnere l’empatia, qualità umana alla base della convivenza civile e democratica. Clicca sull’immagine per il video. Pedagogia nera Clicca in basso per le slide dell’argomento in pdf. pedagogia nera bianca e militareDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Guardia di Finanza nelle scuole di La Spezia: riflessioni contro la militarizzazione
Il protocollo tra il Ministero dell’Istruzione e del merito e Banca d’Italia prevede l’inserimento dell’educazione finanziaria tra le materie incluse nell’educazione civica. L’obiettivo dichiarato è abituare studenti e studentesse alla gestione del denaro, al risparmio e all’utilizzo di strumenti finanziari, nonché a pubblicizzare la previdenza integrativa a fronte della disgregazione del sistema di previdenza universale. Tuttavia, se in un contesto socioeconomico caratterizzato dalla perdita del potere d’acquisto e dalla precarizzazione del lavoro, quando sentiamo parlare della Guardia di Finanza a scuola pensiamo alla riduzione dell’educazione civica a un insieme di buoni precetti sulla gestione del denaro, evidentemente siamo stati tratti in inganno, considerando l’esempio del Liceo Economico Sociale “G. Mazzini” della Spezia. Qui i progetti proposti esulano dalle competenze specifiche della Guardia di Finanza e toccano questioni come la prevenzione dell’uso di stupefacenti. Forse un medico, un biologo o un chimico potrebbero essere di miglior ausilio per una corretta informazione, ma evidentemente il buon senso si scontra con la militarizzazione delle scuole. Qui il personale in divisa veicola, tramite incontri e lezioni, un messaggio ben preciso. Non è in effetti chiaro quale dovrebbe essere la competenza dei finanzieri nell’affrontare temi relativi alle diffuse fragilità delle/dei giovani, per affrontare le quali un pedagogo o uno psicologo sarebbero senza dubbio le figure professionali più titolare a confrontarsi con le classi. Ed è così che ascolto e orientamento per le/i giovani si risolvono in un banale intervento sulla contraffazione (di solito associata alla figura dei migranti), al contrasto del contrabbando e perfino alla tutela dell’ambiente. Quest’ultimo punto, anche a fronte dei recenti e gravissimi fatti di Niscemi, necessiterebbe di un approccio ben diverso per contrastare i reati ambientali che funestano il nostro territorio. Ma la presenza della Guardia di Finanza e delle altre forze dell’ordine e armate ha oggi, dopo l’uccisione dello studente Youssef Abanoub, l’ulteriore obiettivo di rivolgersi alla pancia del Paese e di ristabilire un ordine connotato in senso securitario proprio laddove più sarebbe opportuno lavorare sulla prevenzione. Un articolo pubblicato sulla stampa locale sottolinea l’attenzione riservata dalle/dagli student3 alla lezione e il loro coinvolgimento, ma crediamo la presenza di figure professionali non in divisa avrebbe sollecitato un interesse ancora maggiore, attraverso un approccio basato su competenze ed empatia. Ancora una volta l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università richiama l’attenzione del mondo della scuola su queste intrusioni militariste il cui fine è ben altro rispetto agli scopi annunciati a mezzo stampa. E la cultura del rispetto, dell’ascolto e della vita non possono essere associate, a nostro avviso, alle forze dell’ordine quando sono proprio i docenti a svolgere questi ruoli ogni giorno con tutte le difficoltà legate alla ristrettezza dei mezzi a loro disposizione. Se esiste un’indifferenza da combattere è proprio quella dei vertici istituzionali che non assegnano alla scuola la dovuta attenzione e i necessari finanziamenti per affrontare quotidianamente e adeguatamente il mandato educativo di cui essa è titolare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente