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All’IIS “Savoia-Benincasa” di Ancona una vetrina della Polizia di Stato
Con la fine dell’anno scolastico si è chiuso anche il quarto anno del progetto “Educhiamo Insieme alla Legalità” della Questura di Ancona, una campagna realizzata in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale rivolta agli istituti scolastici di ogni ordine e grado della provincia. È nell’ambito di questo progetto che, il 5 giugno scorso, alcuni istruttori della Polizia di Stato hanno tenuto una lezione di difesa personale per circa cinquanta studenti e studentesse dell’IIS Savoia Benincasa di Ancona. Al termine della lezione è intervenuto il questore in persona per un saluto. Pare che lo stesso istituto abbia ospitato, lo scorso 10 aprile, le celebrazioni per il 174° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ribadisce il proprio dissenso riguardo ai percorsi di cittadinanza e legalità pensati come istruzioni pronte all’uso, e in modo particolare quando impartiti dalle forze dell’ordine perché sono organizzati con il fine principale di avvicinare le giovani generazioni al sistema culturale della Difesa, diametralmente opposto al sistema culturale ideale di una democrazia, della partecipazione e dell’educazione. Come Osservatorio sappiamo che l’educazione civica, il pieno sviluppo della persona umana, e la cittadinanza critica non possono derivare da sistemi educativi rigidi che emanano ordini senza possibilità di discussione e contrattazione. Solo la relazione con gli adulti di riferimento dentro e fuori le mura scolastiche, il confronto con la realtà, e lunghi tempi di messa in discussione e apprendimento possono mettere i ragazzi e le ragazze nella posizione di piena cittadinanza. Invece, quello che viene proposto in maniera diffusa in tutta Italia nelle scuole di ogni ordine e grado, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in accordo con le questure, ad Ancona con il progetto Educhiamo Insieme alla Legalità, è inaccettabile propaganda securitaria. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Tremestieri Etneo: la Polizia sale di nuovo in cattedra per educare alla legalità
Il 15 giugno scorso all’I.C. “Campus Don Bosco” di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, una squadra a cavallo e una squadra cinofili della Polizia di Stato hanno chiuso l’anno scolastico con lezioni sulla legalità e sulle attività svolte per controllare il territorio. Circa 140 studenti e studentesse hanno imparato come i poliziotti a cavallo mantengono l’ordine nei parchi, nei giardini e sulle spiagge, mentre l’unità cinofili ha simulato interventi antidroga e per la ricerca di esplosivi. È stato infine ricordato come sia molto importante non maltrattare gli animali. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università continuiamo a mostrare tutte le nostre perplessità di fronte a queste iniziative. Non perché la legalità, il rispetto degli animali e delle regole in generale non siano importanti ma perché pensiamo che questi temi a scuola debbano essere affrontati a partire dalla complessità delle ragioni sociali e culturali che li determinano e non solo ed esclusivamente da un punto di vista securitario. Per tali ragioni crediamo fermamente che solo la società civile con tutta la sua ricchezza possa educare veramente ad una convivenza pacifica e rispettosa di uomini, donne e animali. Infatti, l’interiorizzazione delle norme e il loro rispetto è qualcosa che si può avverare in maniera concreta ed efficace solo nel momento in cui le regole nascono da processi ampiamente condivisi che vanno al di là delle sedi istituzionali e abbracciano tutte le realtà sociali. D’altra parte la nostra stessa Costituzione auspica una partecipazione attiva di tutta la cittadinanza alla costruzione della comunità, con la consapevolezza che questa costruzione non si può limitare al solo ambito giuridico. Sottolineare con la presenza delle Forze dell’Ordine all’interno delle scuole l’aspetto coercitivo della legge può distorcere questo messaggio fondamentale e mettere in ombra la bellezza di costruire insieme la società di domani. Fonte: https://www.cataniatoday.it/cronaca/cavalli-cinofili-questura-campus-don-bosco.html Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dalla cattedra alla piazza: ad Ancona la Polizia di Stato festeggia la fine dell’anno scolastico
Il 4 giugno scorso si è tenuta in piazza Pertini ad Ancona la Festa della Legalità di fine anno scolastico organizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche. Più di 150 studenti e studentesse si sono ritrovati per assistere al solito copione con Squadra Cinofili, Nucleo Artificieri, Polizia Stradale e Polizia Scientifica. All’evento erano presenti il Questore, una delegata del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale e l’Assessora alle Politiche educative, agli Affari generali e legali, ai Servizi informatici e ai Servizi demografici.Insomma, una copiosa presenza istituzionale per promuovere un’idea di legalità di tipo securitario, basata sulla presenza costante delle Forze dell’Ordine, intesa come elemento imprescindibile per il rispetto della legge. Questa visione viene rafforzata dal fatto che la festa in piazza Pertini è soltanto l’epilogo di un anno scolastico in cui la Polizia di Stato ha dato lezioni di legalità a tutta la provincia di Ancona coinvolgendo più di 5000 studenti e studentesse. Come al solito i temi sono stati dei più vari, dal cyberbullismo all’uso consapevole dei social media, dalla violenza di genere all’abuso di alcol e droghe. Tutto racchiuso sotto il cappello della legalità. Noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sappiamo bene, invece, quanto dietro a bullismo, violenza di genere e abuso di sostanze ci siano ragioni culturali e sociali che vanno ben al di là della dimensione legale, sicuramente importante ma non esaustiva di fronte alla complessità della realtà quotidiana. Per tale ragione ci domandiamo perché un tale percorso di sensibilizzazione non venga affidato alla miriade di enti e associazioni che si battono ogni giorno per contrastare questi fenomeni a partire da un punto di vista che vuole una condivisione della norma perché figlia di un processo condiviso e non perché soggetta alla sanzione. Solo così si può auspicare ad un miglioramento della società civile. Fonte: https://www.centropagina.it/attualita/ancona-festa-legalita-polizia-di-stato-incontra-studenti-piazza-pertini/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Storia di un sodalizio tra Polizia e vittima di bullismo
«Ho 26 anni e vivo a Roma, ho studiato recitazione, ho un diploma come attrice e regista. La mia passione più grande è il teatro. Incontro i ragazzi nelle scuole. Ho subìto di tutto, fin dalla scuola elementare: mi hanno picchiato, hanno rubato le mie cose personali, hanno messo in rete le mie immagini. Alle scuole medie la situazione è diventata insostenibile». Così raccontava, Flavia Rizza nel 2025 prendendo professionalmente sul serio il ruolo che le era stato affidato nel corso degli anni, via via sempre più ufficiale e strutturato dalla Polizia di Stato come testimonial vittima di bullismo, tanto da sviluppare proprio quella competenza-chiave per stimolare l’empatia del proprio pubblico di studenti e studentesse. Un po’ come nel caso del progetto “Bulli-Stop” (un teatro pedagogico sul cui scenario di staglia nitido il numero verde della Polizia di Stato), dove però gli attori impersonano una parte, ma non sono stati direttamente vittime di bullismo. Ciò che sorprende, però, è il curriculum da vittima che inizia fin dalla scuola primaria e prosegue fino ai 18 anni, alle superiori con alcune varianti, come quella “cyber” su un tema fisso: in pratica un’esperienza da vittima di bullismo lunga 14 anni. A diciotto anni era già conosciutissima come testimonial di bullismo e alla fine del liceo delle Scienze Umane, un indirizzo spesso intrapreso da profili, fragili, problematici e desiderosi di conoscere meglio sé stessi, a Popolare Network, nel 2017, si leggeva «(…) ho 18 anni e sono al quinto anno del liceo delle scienze umane. Inizia così il racconto, la riflessione di Flavia Rizza (…), che è stata in passato vittima prima del bullismo, poi del cyberbullismo. Una ragazza che ha sofferto, ma che si è ribellata e ha vinto la sua battaglia. Ed è anche diventata un’importante testimonial». In quell’articolo si citava anche una lettera inviata a “Skuola.net”, un sito web che da sempre non disdegna di fare l’occhiolino alle forze dell’ordine o alla Nissolino Corsi Srl, quella delle cosiddette “carriere in divisa“. Nel corso di questi anni gli interventi di Flavia nelle scuole hanno sempre avuto sullo sfondo la Polizia di Stato come spesso ci è capitato di raccontare in tante altre occasioni sempre a proposito di bullismo e cyberbullismo (Progetto “Scuole Sicure”). Oggi Flavia Rizza, a 27 anni e questa lunga storia di violenza trova delle analogie nel libro “Il bullismo“, e gira per le scuole presentandolo insieme ad un altro comunicatore professionista testimone anche lui di storie personali di bullismo, sebbene trascinatesi per meno tempo, Giuseppe Sciarra. Flavia continua ad essere testimonial della Polizia di Stato girando per le scuole che la annunciano tramite circolari che invitano caldamente a prenotarsi perché questi incontri pare registrino sempre il tutto esaurito. In questi giorni Flavia gira presentando, appunto, oltre al proprio “caso umano” anche questo libro scritto per i tipi dell’Asino d’Oro, che probabilmente darà un peso un po’ più scientifico ai suoi interventi. Gli studi di teatro e recitazione hanno sicuramente affinato le sue capacità comunicative entrando così strutturalmente nelle campagne di comunicazione del Ministero degli Interni che ovviamente, hanno tutto l’interesse a non porsi domande sul perché di presunte o reali forme, sembrerebbe sempre più dilaganti, di violenza. Legalità, rispetto della legge, Polizia di Stato o Carabinieri come angeli-custodi: quante volte ci siamo sentiti dire, in risposta alle nostre critiche “e meno male che almeno loro ci sono!”. Noi, invece, ci sentiamo di dire che questi interventi dello Stato rispetto a fenomeni sociali indubbiamente seri e complessi, così come la cooptazione di “vittime professioniste”, rivelano un approccio “tutto chiacchiere e distintivo” citando un film che rappresenta, invece, un inno allo Stato di Diritto. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle Università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente