Tag - polizia di stato

174° anniversario Polizia di Stato: il “social-washing” in azione
Non è una ricorrenza particolarmente simbolica quella dedicata al 174° anniversario della nascita della Polizia di Stato, ma si è pensato bene, quasi fosse il centenario o il bicentenario, di invadere per un mega-evento, addirittura Piazza del Popolo a Roma, con un impiego e sperpero di uomini e mezzi oltre a vari “effetti speciali” a dir poco scandaloso, considerato il momento di crisi economica che stiamo vivendo. Passando dalla terrazza del Pincio degli anni scorsi, alla ben più ampia Piazza del Popolo dell’11 aprile, si è potuto dispiegare tutto l’armamentario a disposizione della Polizia di Stato con annessi tutti gli asset propagandistici votati alla militarizzazione soprattutto delle giovani menti, ma, come vedremo, non solo. A parte la mega tensostruttura che ha ospitato diversi dibattiti intorno al ruolo “sociale” della Polizia di Stato ripresi in diretta streaming da ben quattro telecamere con relativi operatori, infatti, tutto è stato all’insegna del coinvolgimento soprattutto delle giovani generazioni attraverso giochi oppure “oggetti” affascinanti o resi tali. Era presente, infatti, addirittura un elicottero e l’immancabile Lamborghini che, più che trasportare organi umani a tutta birra, per trapianti urgenti, sembra oramai votata solo alle pubbliche relazioni: secondo i dati della Lamborghini stessa, infatti, in vent’anni sono stati circa 200 i viaggi per questo scopo, quindi meno di uno al mese. Una volante, inoltre, è stata addirittura sacrificata e segata in due, per ospitare al suo interno un apparato di simulazione 3D, in realtà virtuale, delle operazioni anticrimine su strada, ovviamente rappresentate a tutta velocità. “C’è anche il video dell’inseguimento di Ramy? – ho chiesto ironicamente al poliziotto di guardia accanto al simulatore – sarebbe emozionante, non crede?” “No!” Mi ha risposto scuotendo la testa e alzando gli occhi al cielo, ma senza scandalizzarsi più di tanto per la mia domanda quantomeno inopportuna. Davanti all’elicottero, così come davanti a questo simulatore, oppure in fila davanti alla parete di arrampicata, organizzata dal Centro di addestramento Alpino della Polizia, si sono visti tanti genitori con i propri figli e figlie e tantissima partecipazione, appunto, dei giovanissimi. “Precisione. Strategia” questo è lo slogan sullo sfondo di una foto su un cartellone ritraente un giovane atleta delle Fiamme Oro, sguardo fisso nell’obiettivo, intento a lanciare un oggetto misterioso ovvero la pietra da curling, una specialità “esoterica”, ma pur sempre olimpica che la Polizia di Stato è riuscita a rendere affascinante anche ai bambini più piccoli. Questo è stato possibile con strumenti ad hoc per loro, sicuramente non da 20 kg come nel curling per gli adulti ed una pista da lancio a loro dedicata. A ridosso dell’obelisco e di fronte ad un’impalcatura che poteva ospitare qualche centinaio di spettatori è stato montato anche un palcoscenico grande come un campo da tennis: nel pomeriggio di sabato si stava provando la coreografia di uno spettacolo tipo musical, Le ali della mente, dedicato al contrasto alla violenza contro le donne. Non possiamo dire violenza di “genere” perché quando si è nell’ambito delle attività di marketing istituzionale con la Polizia di Stato o altre realtà in divisa, non ci è mai capitato di sentir parlare di violenza anche contro persone LGBTQ+ ma sempre e solo di violenza in una sfera rigorosamente binaria. Poco più avanti non poteva mancare lo spazio della Polizia Postale che si presenta sempre col proprio cavallo di battaglia del contrasto al cyberbullismo quindi sempre con lo sguardo rivolto, principalmente ai giovani: per attirarli, infatti, c’era anche una conduttrice di un cane-poliziotto antidroga un po’ atipico ma particolarmente attraente in quanto di razza Jack Russel. “È un cane molto difficile e impegnativo – ha spiegato la poliziotta ad un gruppetto di genitori e bambini incuriositi – ma poi ci dà grandi soddisfazioni perché nessuno lo associa ad un cane antidroga quando facciamo le nostre missioni in borghese, mischiati tra i passanti”. Il controllo quindi è pervasivo, è tra noi, sempre, anche nei momenti di relax durante le cosiddette “vasche” lungo il corso principale ed è bene che si sappia: dietro quel musetto tenero e simpatico, sfruttato in decine di pubblicità commerciali, in realtà si nasconde un efficiente cane-antidroga! Droghe leggere? droghe pesanti? In che quantità? Tutto questo non viene mai specificato se non appunto che si tratta sempre e soltanto di “droga”, in senso lato. Le tecniche, quindi, per “sedurre” i giovani e come diciamo noi, per normalizzare la figura della divisa armata di pistola, nelle sue varie espressioni socio-relazionali, da quella accudente-materna a quella protettiva e salvifica contro il male, in tutte le sue forme, c’erano tutte e in grande spolvero. Ciò che va sottolineato, nell’evento di Roma, però è anche la particolare attenzione nell’unire diverse generazioni tra loro, perché accanto a queste attrazioni ludico-ginniche rivolte ai più piccoli, si è cercato in tutti i modi di proporre anche il “giocattolo” per gli adulti: l’apparato digitale che sa distinguere una foto reale da una foto creata dall’A.I., la stampante 3D che riproduce la scena del crimine, la Lamborghini o le Alfette o Moto Guzzi d’epoca, in fondo, sono destinate soprattutto ai più grandi. Allo stesso modo si è voluto cogliere anche l’interesse del pubblico più “nostalgico” dei tempi eroici della guerra alla mafia o contro la lotta armata degli anni ’70, attraverso lo stand dedicato all’Alfetta, restaurata proprio per queste occasioni che usava Aldo Moro con la sua scorta o la teca in plexiglass con il rottame aggrovigliato di quella che fu la macchina blindata di Giovanni Falcone, volata in aria per 300 metri spinta da una carica di 500 kg di tritolo. I cartelli con le didascalie, però, non ricordano che i morti ammazzati per mafia sono passati dagli oltre 3000 di quegli anni a poco più di 300 dei giorni nostri e che oggi, apparentemente in aperta contraddizione con questi dati, il rapporto tra numero di agenti di pubblica sicurezza e popolazione ci vede primi in Europa. Polizia di Stato2 Stefano Bertoldi – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Con PretenDiamo Legalità da 9 anni la Polizia è di casa in tutte le nostre scuole
Il progetto PretenDiamo Legalità che nasce da un protocollo di intesa siglato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, porta direttamente nelle nostre scuole gli/le agenti della Polizia di Stato a interagire con le alunne e gli alunni dalla prima elementare alla quinta delle scuole secondarie di secondo grado. Questa del 2025-2026 è la sua nona edizione; stando agli atti pubblicati online sarebbero 74 le questure aderenti. Durante l’anno scolastico verranno quindi organizzati degli incontri con l’istituzione poliziesca, ai quali le classi parteciperanno passivamente, per ascoltare dichiarazioni sul bullismo, i diritti digitali, la sicurezza stradale/ferroviaria, tutto con timbro legalitario. A questo progetto è abbinato anche un concorso, la scadenza per presentare gli elaborati delle classi era prevista in questi giorni, il 28 marzo per la precisione. Dopo una selezione a livello provinciale ci sarà la comunicazione dei vincitori e la loro premiazione sarà ospitata dalle questure. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università monitora e denuncia le iniziative come PretenDiamo Legalità che impongono una lettura securitaria dei comportamenti umani e sociali. La differenza tra cosa sia giusto e cosa sia sbagliato è una delle questioni educative più complesse da trattare, specialmente con chi è in fase di sviluppo cognitivo, e cioè chi vive l’età dell’infanzia e dell’adolescenza. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi devono avere come interlocutori privilegiati chi ha le competenze e le sensibilità adatte, cioè insegnanti, educatori, psicologi che hanno scelto come lavoro quello di affiancarli nella loro crescita. Le e gli ufficiali di polizia parlano tutt’altro linguaggio, propongono una visione troppo ristretta. PretenDiamo Legalità è una iniziativa che va a sommarsi alle tante altre che da ogni lato stanno arrivando, intrise di cultura della difesa, nella vita scolastica e nella nostra sfera quotidiana. Una consuetudine che stiamo osteggiando apertamente, e per la quale abbiamo anche messo a punto un Vademecum, utile per facilitare i/le docenti, i genitori, gli studenti e le studentesse nel contrastare le iniziative militaristiche all’interno delle nostre scuole. Qui il bando di PretenDiamo legalià. bando_2026_concorso_pretendiamo_legalitàDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Come l’Italia continua a rifornire la macchina di guerra israeliana
Il dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio” documenta la complicità dell’Italia nel genocidio dei palestinesi portato avanti da Israele; una complicità strutturale e materiale. di Marianna Lentini (*) Mentre il governo assicura di aver “fermato” o “limitato” le esportazioni di armi verso Israele dopo il 7 ottobre 2023, dal nostro Paese sono partite almeno 416 spedizioni legate a