Gentiloni esce da Bruxelles e diventa lobbista per la European House Ambrosetti
E’ il meccanismo delle famose “revolving doors” (“porte girevoli”): la facilità
con cui si entra nelle istituzioni europee e si esce verso multinazionali,
gruppi bancari e altri soggetti privati. Accade infatti di frequente che
politici al termine del proprio mandato scelgano di ricollocarsi nel mercato
privato – spesso molto più redditizio – diventando efficaci lobbisti grazie alle
proprie conoscenze e influenza.
Dopo la fine del mandato a Bruxelles di commissario per gli Affari Economici
sotto la guida di Ursula von der Leyen, l’ex presidente del Consiglio Paolo
Gentiloni è diventato membro della società di consulenza che organizza anche il
Forum Ambrosetti.
Finita la sua esperienza a Bruxelles, Gentiloni ha già trovato e accettato
l’offerta di chi gli ha prospettato una carriera da lobbista. Come rivelato
da Euractiv, l’esponente del Pd è diventato nuovo membro della European House
Ambrosetti, società di consulenza e think tank finanziario, economico ed
industriale che, tra le altre cose, organizza anche il famoso Forum
Ambrosetti di Cernobbio.
Lo stipendio sarà inizialmente di 30mila euro all’anno per rivestire il ruolo di
speaker e consulente.
Non è inusuale che politici e funzionari che hanno ricoperto ruoli di spicco
all’interno delle istituzioni europee finiscano per ricevere incarichi per
società o gruppi di pressione interessati a influenzare le decisioni
dell’Unione. Ma a destare stupore e proteste è la rapidità con la quale l’ex
commissario Gentiloni ha accettato il nuovo incarico.
Le regole delle istituzioni di Bruxelles prevedono non a caso che gli ex
commissari non possano svolgere attività di lobbying sulle istituzioni nelle
quali hanno lavorato precedentemente per un periodo di almeno due anni dalla
fine del loro mandato, oltre al divieto di rivelare al nuovo datore di lavoro
informazioni acquisite durante il proprio impiego in Ue.
Il Comitato Etico Indipendente della Commissione Ue ha espresso un primo parere
sostenendo che il mandato di Gentiloni da commissario porterà con ogni
probabilità dei vantaggi al suo nuovo datore di lavoro.
Sebbene le condizioni imposte per assumere il nuovo incarico sono abbastanza
semplici da rispettare (1), non è difficile comprendere che questi principi, per
quanto giusti, non traccino dei confini così marcati tra ciò che è consentito e
cosa non lo è, detto poi che i controlli sono praticamente inattuabili.
Non sono mancate le proteste di Daniel Freund, europarlamentare tedesco
dei Verdi che si è contraddistinto negli anni per le sue campagne in favore di
una maggiore trasparenza delle istituzioni europee. L’eurodeputato ha definito
“completamente assurda” la nuova posizione lavorativa di Gentiloni che,
sostiene, non sarebbe dovuta essere approvata nel corso del periodo di due anni
di stop previsto dalle regole europee.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/15/paolo-gentiloni-lobbista-ambrosetti-news/7988984/
(1) I suoi contatti con gli ex colleghi della Commissione verranno gestiti con
“particolare cura” e rimarrà il divieto di fare attività di lobbying su
qualsiasi argomento di cui si è occupato nel corso del suo mandato al Berlaymont
Lorenzo Poli