Tag - scuola: guerra e pace

Elementari Oberdan (Pisa): la Polizia regala zainetti e cappellini. Il no di alcuni genitori
L’invito da parte della Polizia di Stato alla partecipazione in occasione del 174° anniversario della sua fondazione è stato accolto anche dalle scuole elementari Oberdan di Pisa. L’evento si è tenuto il 10 aprile presso la stazione Leopolda e al termine della cerimonia ai bambini e alle bambine sono stati distribuiti diversi gadget quali zainetti e cappellini. Non a tutti però, grazie all’intervento di alcuni genitori e genitrici. È davvero difficile capire quale possa essere il risvolto didattico-pedagogico di iniziative del genere e infatti abbiamo notizia che diversi genitori e genitrici non hanno firmato l’autorizzazione all’uscita prevista chiedendo che i propri figli e le proprie figlie potessero rimanere a scuola (sarebbe interessante sapere quali attività didattiche alternative sono state organizzate per i bambini e le bambine che non hanno partecipato alla cerimonia). Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università invitiamo i genitori e le genitrici di Pisa a visitare il nostro sito e a collaborare con lo snodo locale della nostra organizzazione (per contatti, scrivere a osservatorionomili@gmail.com) affinché simili pratiche estremamente positive di consapevole rifiuto della militarizzazione dei luoghi della formazione possano diffondersi il più ampiamente possibile non solo nelle scuole ma in tutta la società civile. Alleghiamo a tale proposito una richiesta di esonero da attività che prevedano la collaborazione con le forze armate o di polizia che genitori e genitrici possono presentare sia al momento di iscrivere i propri figli e le proprie figlie a scuola sia in qualsiasi altro periodo dell’anno scolastico (vedi qui). Coordiniamoci. Collaboriamo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Pisa Modulo genitori per esoneroDownload -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
AssOrienta e Carriere in Divisa al liceo Buonarroti di Pisa
I genitori del liceo scientifico Buonarroti di Pisa ci segnalano un incontro che si terrà online il 16 aprile con AssOrienta e interesserà studenti, studentesse, genitori e docenti. Le scuole fungono ormai da trampolino di lancio per le carriere militari o rappresentano l’ambito privilegiato della cultura militarista, la palestra nella quale addestrare le giovani generazioni alla normalità della guerra. AssOrienta, ente iscritto nell’Elenco del Ministero dello Sviluppo Economico delle Associazioni Professionali che rilasciano attestati, è particolarmente attivo (clicca qui). Proprio sulla home page del suo sito web la prima notizia in cui il visitatore si imbatte sono le carriere militari che nelle attività formative e di orientamento beneficiano della massima attenzione. Leggiamo testualmente: «Tutti i giovani si trovano davanti a uno dei bivi più importanti della loro vita: da una parte il mondo del lavoro, dall’altra il mondo universitario, utile per continuare a formarsi e a specializzarsi ed ottenere un titolo di studio superiore. In pochi però sanno che è possibile ottenere una laurea e al tempo stesso percepire uno stipendio. Come? Frequentando le Scuole Sottufficiali o le Accademie Militari. Nello specifico, chi accede alle Scuole Sottufficiali ha a disposizione un percorso di studio della durata di tre anni per conseguire la laurea triennale e il grado di Maresciallo; invece chi è iscritto alle Accademie Militari ottiene una formazione di cinque anni e quindi la laurea magistrale e il grado di Tenente. Uno dei compiti dei nostri orientatori è proprio quello di fare Orientamento alle Carriere in Divisa. In questo modo i ragazzi che stanno per ultimare il percorso di scuola superiore avranno chiare le innumerevoli possibilità di studio e di carriera all’interno delle Forze Armate e delle Forze di Polizia». Proviamo a riflettere su quanto scritto alla luce anche delle reiterate prese di posizione, degli studi e degli approfondimenti presenti sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e nei libri pubblicati che auspichiamo possano essere presentati e discussi sui territori. AssOrienta è ben consapevole delle crescenti difficoltà in cui si imbattono le famiglie italiane, difficoltà economiche diffuse e tali da pregiudicare l’accesso alle facoltà universitarie. Per quanto meno attrattivo sia il titolo di studio dopo anni di depotenziamento della scuola pubblica e di mortificazione dello studio stesso, in una società nella quale l’ascensore sociale è fermo da anni impedendo alle classi sociali meno abbienti di aspirare a condizioni di vita migliori derivanti anche dalla frequentazione di scuole e facoltà universitarie, il messaggio lanciato è ben comprensibile. Si invitano le famiglie a prendere in seria considerazione la carriera militare per consentire ai figli la frequenza di facoltà che non potrebbero permettersi in altro modo, specie se l’ateneo si trova lontano da casa, se i costi di un stanza o di un posto letto rappresentano uno ostacolo insormontabile per le deboli finanze di famiglia. Indossare una divisa è la condizione per accedere a un diritto, quello allo studio, che dovrebbe essere universale e sancito dalla nostra stessa Costituzione, precluso invece dai mancati investimenti nell’Istruzione. La carriera militare diventa appetibile perché consente, ad esempio, a un giovane sportivo di avere i supporti necessari preclusi invece a un atleta estraneo alle società sportive legate alle Forze Armate. Ad esempio un atleta legato alle Forze Armate potrà beneficiare di un regolare stipendio e di contributi previdenziali oltre a strutture ove allenarsi. Al contrario un giovane agonista dovrebbe scegliere tra lavoro e sport o beneficiare dell’aiuto economico della famiglia o di sponsorizzazioni. La carriera militare, infine, può essere intrapresa con o senza diploma, con o senza laurea breve e\o magistrale. Sono bandite delle borse di studio Onore al merito per prepararsi ai concorsi delle Forze Armate e di Polizia. Non siamo davanti a un semplice orientamento professionale ma ad un indirizzamento studiato verso la carriera militare e la presenza degli orientatori nelle scuole di ogni ordine e grado è pari a quella di altri enti formatori. Il 16 aprile è garantito il rilascio del certificato FSL (Formazione Scuola-Lavoro) per gli studenti che parteciperanno. Anche con queste modalità si spiana la strada alla cultura di guerra e alla crescente militarizzazione delle scuole di ogni ordine e grado. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Criminalizzazione delle nuove generazioni e leva militare volontaria
Assistiamo con sospetto e preoccupazione al processo in corso di criminalizzazione delle giovani e dei giovani. Parallelamente alla svolta repressiva rappresentata dai decreti sicurezza che hanno aumentato “i crimini” (blocco stradale, occupazioni, manifestazioni sociali, forme di resistenza passiva) la repressione entra nelle scuole camuffandosi per prevenzione. Le continue denunce che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università pubblichiamo, relative all’ingresso delle forze dell’ordine e delle forze armate nelle scuole, mostrano un volto intimidatorio e punitivo che poco ha a che fare con il mondo dell’istruzione e della formazione.  A fine febbraio abbiamo letto dell’inedito procedimento aperto nei confronti di una studentessa del Liceo “Machiavelli-Capponi”, segnalata dalla Questura di Firenze alla Procura dei minori e da questa ai servizi sociali solo perché l’8 novembre 2025 partecipava a un sit-in in Piazza Duomo a Firenze. Lei si chiama Haji ed era nella decina di studenti e studentesse del collettivo scolastico a sostegno dei lavoratori della stireria L’Alba di Montemurlo, in sciopero da settembre. Lo sciopero in forma pacifica si teneva proprio davanti alle porte del negozio di un importante brand italiano di moda per chiedere che partecipasse al tavolo sindacale in quanto committente della stireria e quindi, per legge, responsabile delle condizioni dei lavoratori. Haji è italiana e i suoi genitori immigrati dal Marocco hanno ottenuto anch’essi la cittadinanza italiana. Questa segnalazione ai servizi sociali sembra essere, appunto, un atto intimidatorio e repressivo. Infatti durante l’incontro tra lei, i suoi genitori e gli assistenti sociali le è stato intimato di non partecipare ad altre manifestazioni perché comporterebbe gravi conseguenze.  Possiamo ritenere che Haji si stia formando alla politica dal basso, partecipando con i collettivi studenteschi agli scioperi e alle proteste delle operaie e degli operai del distretto industriale pratese. Per questo consideriamo la reazione delle autorità preposte un’azione intimidatoria, denigrante e criminalizzante verso la coscienza politica della diciassettenne e le seconde generazioni in generale. All’esatto opposto ci troviamo noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università che consideriamo la partecipazione politica attiva un diritto fondamentale e un merito, tutt’altro che un tratto deviante!  Non siamo in linea con la tendenza comune a parlare dei/delle giovani in termini negativi, e poi se leggiamo le evidenze dell’ultimo report dell’associazione Antigone (a p. 10) troviamo che: «I minori stranieri complessivamente in carico al servizio sociale della giustizia, di cui una gran parte per violazioni di ben ridotta gravità, costituiscono lo 0,52% del totale dei minori stranieri residenti in Italia» e (a p. 2) «I dati sono sempre di difficile lettura e non vogliamo piegarci a semplificazioni. Tuttavia, sembrerebbe plasticamente evidente come l’esplosione dei numeri nelle carceri minorili, e non solo, sia dovuta all’esplosione della reazione penale introdotta con le nuove norme e non come si dice troppo frettolosamente a un progressivo aumento della criminalità». E ancora (a p. 3) «L’azione legislativa inaugurata con il recente decreto Sicurezza 2026, si pone in perfetta continuità con un programma politico volto a ridefinire i confini del controllo sociale in Italia. Legittimato da una narrazione pubblica che, strumentalizzando isolati fatti di cronaca ed esasperando i minimi disordini a margine di ampie manifestazioni democratiche, ha costruito l’alibi per un nuovo intervento normativo che fomenta quel concetto di sicurezza: non orientato ad una sicurezza sociale e dei diritti ma come mero strumento giustificativo al potere punitivo. Molte delle norme colpiscono i giovani in quanto sono coloro in prima linea nelle proteste». In altre parole, questo governo sta agendo una stretta mortale sul corpo giovane della popolazione, con una mano aumenta le fattispecie di reato e con l’altra rafforza i controlli sul territorio. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara hanno fissato in una direttiva la possibilità, per i dirigenti scolastici in accordo con i prefetti, di richiedere un controllo a sorpresa con i metal detector e con unità cinofile all’ingresso delle scuole. E così sono partiti i controlli in alcuni istituti campani (e non solo): le forze dell’ordine accolgono le studentesse e gli studenti con cani poliziotto e metal detector con plausi dei dirigenti (vd. il caso della scuola Marie Curie e la dirigente scolastica Valeria Pirone). Interessante come il Corriere della Sera nell’articolo Napoli metal detector a scuola sottolinei che il problema della criminalità sia trasversale a tutte le classi sociali denunciando così un fenomeno generazionale, giovanile appunto. Queste politiche repressive e di controllo degli spazi scolastici e pubblici contribuiscono alla creazione di un clima di crisi, di insicurezza, di emergenza permanente e strutturale, per dirla con le parole del ministro Guido Crosetto, totalmente strumentale alle politiche di propaganda della cultura securitaria e della difesa. In vista della nuova leva militare volontaria, che il ministro della Difesa annuncerà presto per l’Italia, come Osservatorio pensiamo che questa massiccia criminalizzazione mediatica delle fasce giovanili sia funzionale a indirizzare in senso favorevole l’opinione pubblica verso delle soluzioni rigide di rieducazione delle ragazze e dei ragazzi. Con l’obiettivo dichiarato di reintegrarli nel corpo fattivo della nazione, dare loro un futuro e usare al meglio le loro potenzialità verrà proposto un qualche tipo di arruolamento di massa, con dei bonus, vantaggi e benefits, tipo attestati e crediti nel curriculum. Come hanno scritto i Sudd Cobas Prato Firenze «C’è un filo nero che unisce la storia di Haji con la schedatura degli studenti palestinesi o la proposta di Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli di schedare i docenti di sinistra e antifascisti – o il sistema dei controlli fuori dalle scuole, aggiungiamo noi -. Ma c’è anche un filo rosso che tesse trame solidali di un’alternativa, e che unisce già studentesse, docenti di un liceo e operai. Finché continueremo a tesserlo, non passeranno». Roberta Leoni e Maria Pastore, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Milano, 15 aprile: “Noi non ci arruoliamo”, formazione sulle proposte di leva militare
NOI NON CI ARRUOLIAMO! FORMAZIONE SULLE PROPOSTE DI LEVA MILITARE: CONOSCERLE PER COMBATTERLE VERSO LO SCIOPERO DEL MONDO DELLA FORMAZIONE DEL 7 MAGGIO E LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO LA LEVA DELL’8 MAGGIO. MERCOLEDÌ 15 APRILE, ORE 15:00 MILANO, SEDE USB DI VIA PADOVA 234 In tutta Europa e anche in Italia tornano pericolose proposte di reintroduzione della leva militare per preparare le giovani generazioni alla guerra che l’Occidente fomenta nel mondo. Le nuove proposte di leva sono insidiose, vengono infatti presentate come volontarie inizialmente, così da avvicinare i giovani all’idea della militarizzazione della società e preparare le popolazioni alla guerra, iniziando un processo che poi diventerà pervasivo e riguarderà tutti, checché ne dicano Crosetto e compagnia cantante. Da studenti, docenti e lavoratori del mondo della formazione, vediamo che scuole e università restano un terreno privilegiato che il governo Meloni, nel solco di quanto accaduto in altri paesi dell’UE, sta usando per normalizzare la tendenza alla guerra e arruolare ideologicamente e materialmente soprattutto i giovani, nel tentativo di rendere accettabili a fasce sempre più larghe della popolazione proposte guerrafondaie, come è quella sulla leva di Crosetto. PER COMBATTERE QUESTE NUOVE PROPOSTE BISOGNA CONOSCERLE E SMASCHERARLE, CONVOCHIAMO QUINDI UNA FORMAZIONE CON SERENA TUSINI DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ MERCOLEDÌ 15 APRILE NELLA SEDE USB DI VIA PADOVA 234 PER INIZIARE AD ORGANIZZARCI IN VISTA DELLE GIORNATE DI LOTTA DEL 7 E 8 MAGGIO! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La scuola in Russia va alla guerra tra nazionalismo e narrazioni militaristiche
LA RUSSIA INTRODUCE LEZIONI PATRIOTTICHE NEGLI ASILI CON IL PROGETTO “BUONI GIOCHI”, ATTIVITÀ DESTINATA ALL’ETÀ PRESCOLARE, DAI 3 AI 7 ANNI, AL FINE DI DIFFONDERE I VALORI NAZIONALI E L’IDENTITÀ RUSSA. Un esempio eloquente della militarizzazione operante in tutto il mondo, con il coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado, arriva dalla Russia, dove il patriottismo di Putin diventa strumento indispensabile per assuefare le generazioni future alle ideologie della guerra (clicca qui per la notizia). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, come denuncia i processi di militarizzazione in Italia e nei Paesi occidentali, è attento ad evidenziare le analogie con quanto accade in altre aree del globo. “Credere, obbedire e combattere” non è solo una massima mussoliniana, ma una indicazione da seguire ogni qual volta si restringono gli spazi di agibilità democratica e così il militarismo, insieme alla sua ideologia, prende il sopravvento. A partire dal prossimo anno scolastico, dunque, in Russia saranno apportati cambiamenti significativi nei percorsi educativi: una sorta di via di mezzo tra piani pedagogici e lezioni vere e proprie da impartire attraverso attività ludiche di natura patriottica. Si tratta dell’ennesima svolta militarista che si avvale di un vasto bagaglio retorico e un sistema valoriale bellicista. Il programma “Buoni Giochi” nell’anno scolastico in corso è stato adottato in via sperimentale e in un campione limitato di asili, ma a partire dal prossimo settembre diventerà operativo in tutto il Paese (clicca qui per la notizia). Ma perchè obbligare bambini e bambine a lezioni patriottiche fin dalla prima infanzia?  Anche in Russia, come accade in Italia e in altri Paesi, il motivo è chiaro e più volte l’abbiamo denunciato: – imporre delle linee guida all’educazione civica e ai programmi ministeriali che esaltino il nazionalismo russo e l’operato bellico in chiave nazionale di Putin; – rileggere la storia novecentesca in chiave nazionalista (inclusa la Resistenza al nazi-fascismo); – avvalersi di strumenti rinnovati, di approcci pedagogici attraverso giochi, libri, cartoni animati e indovinelli che rimettano al centro il concetto di patria.  La scuola diventa così una palestra militare per educare alla cieca obbedienza e alla partecipazione attiva alla propaganda di guerra, normalizzando nella mente dei bambini e delle bambine l’idea stessa della guerra come plausibile, come prosecuzione naturale dei processi politici, quando, invece, dovremmo prendere atto del fatto che la guerra è la negazione della politica, la cessazione del dialogo, la sospensione della democrazia. Si tratta di processi che vanno avanti, in Russia come in altri Paesi, già da tempo e accadono nella scuola, ma anche fuori dalla scuola, ad esempio attraverso i videogiochi, come documenta un articolo di Wired di qualche anno fa. Il tutto è funzionale a trasformare i/le giovani in potenziali militari al servizio della patria e l’uso dei videogame militarizzati è funzionale alla creazione dell’universo simbolico necessario per generale l’ideologia nazionalista. Del resto, un esempio plastico della trasformazione delle scuole russe in piccole caserme al fine di promuovere patriottismo e nazionalismo tra studenti e studentesse con il fine di indirizzarli/e verso le carriere militari, oltre ad esaltare il ruolo della Russia, sostenendo politiche nazionaliste, arriva dalla proiezione nelle sale di un film estremamente interessante dal titolo Mr. Nobody against Putin. Il docufilm, disponibile nelle sale a partire dal 16 aprile nei cinema, racconta la vicenda di un insegnante di una scuola russa che assiste attonito, come molte/i docenti italiane/i del resto, alla propaganda bellicista introdotta nella sua scuola e prova a reagire con un atto di resistenza. Il film ha vinto anche l’Oscar come miglior docufilm in rassegna, ma, ci chiediamo, sarebbe ugualmente stato premiato dalla giuria americana se il protagonista non avesse deciso di sabotare l’inno russo nella scuola, sostituendolo in filodiffusione con quello americano cantato da Lady Gaga? Insomma, non è che per denunciare il nazionalismo liberticida russo ci infiliamo nella classica, abusata e altrettanto retorica esaltazione dei valori americani? Smontare e decostruire, in Russia come in Italia come negli Stati Uniti, le narrazioni belliciste e nazionaliste, a nostro avviso, è un’operazione che deve andare nella direzione della costruzione di un mondo di pace, solidarietà e fratellanza/sorellanza universale, senza patrie da esaltare, senza nazionalismi da sostenere, senza soldati/soldatesse da mandare a morire per i capricci e le speculazioni economiche di alcuni/e o per gli interessi neoliberisti di patrie che sono diventate lobby economiche. Si tratta di un’operazione culturale e politica di consapevolezza e di assunzione di responsabilità che va fatta, ne siamo convinti, a partire dalla scuola. Di seguito il video della presentazione di Mr. Nobody against Putin con Michele Lucivero dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università nella diretta di ZaLab insieme ad Andrea Segre, Duccio Facchini e Andrea Fabozzi. Federico Giusti, Michele Lucivero, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
PretenDiamo Legalità, Polizia per la scuola primaria e di primo grado IC “G. Vasi” di Corleone
Il 9 e l’11 marzo scorsi l’Istituto Comprensivo “Giuseppe Vasi” a indirizzo musicale, sede CTRH-CTI di Corleone, ha disposto per le classi quarte e una quinta classe della scuola primaria, e tre classi della scuola secondaria di primo grado, degli incontri di due ore con il personale del commissariato di Polizia di Corleone. La cornice era quella del progetto PretenDiamo Legalità, alla sua nona edizione quest’anno, che ha come obiettivo quello di esporre i precetti del bravo cittadino e la cultura del rispetto delle regole. Con questo progetto, ogni anno, la Polizia di Stato sta raggiungendo migliaia di studenti e studentesse, anche di tenera età.  La divisa ha un valore simbolico molto forte, sembra quasi che chi la vesta superi in autorità le persone comuni che lavorano nelle classi ogni giorno. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università contrastiamo, dentro e fuori i luoghi della formazione, iniziative come questa, che promuovono una democrazia essenzialmente formale, e una sicurezza garantita solo dalla capacità dello Stato di comminare delle penalità. Noi siamo per una scuola che educhi alla complessità del pensiero e alle domande, al riconoscimento dell’altro da sé, alla partecipazione attiva nella comunità di appartenenza. Crediamo che sia importante aiutare bambine e bambini, ragazze e ragazzi a leggere il mondo che ci circonda e, se necessario, a mettere in discussione le leggi e le consuetudini vigenti. Considerando il clima politico degli ultimi decenni e il fatto che PretenDiamo Legalità sia un progetto nato dalla sigla del Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero dell’Interno, ne possiamo dedurre che le lezioni della Polizia sul bullismo e i rischi del web, sulle dipendenze dal gioco, la sicurezza stradale, la violenza di genere, non siano altro che un pretesto per portare avanti una campagna di autopromozione dello stesso corpo di polizia e della cultura securitaria e della difesa.  Ci teniamo a informarvi che quest’anno l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha organizzato il suo Convegno nazionale a Torino. Si terrà il 17 aprile e ha come titolo “Il Trauma della Guerra – Tra storia, economia, diritto ed educazione, dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi”. Sarà aperto a tutta la cittadinanza e gratuito, rientra nella Formazione docente e dà diritto all’esonero per l’intera giornata. Per maggiori informazioni visita questa pagina. Link segnalazione: https://www.icvasicorleone.edu.it/wp-content/uploads/2026/03/CIRC.N.222-PretenDiamo-legalita.pdf. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Tempi di Fraternità: La guerra entra in classe
DI LAURA TUSSI SU TEMPI DI FRATERNITÀ DI MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Tempi di Fraternità del mese di marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Mercoledì, 8 aprile: incontro “Esiste un rischio di cultura militarista nell’istruzione?”
MERCOLEDÌ 8 APRILE ORE 17.30 ONLINE IN DIRETTA SU FACEBOOK E YOUTUBE DI ZALAB Mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 17:30 si svolgerà un incontro online in occasione dell’uscita in sala il 16 aprile di Mr. Nobody Against Putin (qui il trailer del film). L’evento, organizzato dal distributore ZaLab insieme ad Altraeconomia, è stato pensato per discutere del film e riflettere su propaganda, educazione e cultura militarista nell’istruzione in Italia e in Europa. Con: Andrea Segre, regista Duccio Facchini, direttore di Altreconomia Andrea Fabozzi, direttore de Il Manifesto Michele Lucivero, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Un confronto aperto su come la guerra attraversa i sistemi educativi, su quali immagini produce il potere e su cosa significa oggi opporsi alla normalizzazione del conflitto. IN DIRETTA SU FACEBOOK E YOUTUBE DI ZALAB -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Firenze, 8 aprile: “Contro la guerra e il ritorno della leva obiezione di coscienza totale”
MERCOLEDÌ 8 APRILE ALLE ORE 18.00 COMUNITÀ DI BASE “LE PIAGGE” – CENTRO SOCIALE “IL POZZO” PIAZZA ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN, 2 – FIRENZE l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Scuole e non caserme, e la Comunità di base “Le Piagge” hanno organizzato un incontro per discutere il ritorno della leva militare, così come annunciato dal ministro della Difesa Crosetto. Le tensioni geopolitiche crescenti e i venti di guerra che soffiano sempre più forte impongono una riflessione su come la leva militare stia tornando in molti Paesi europei secondo modelli nuovi di cui è necessario prendere coscienza. Interverranno Serena Tusini per l’Osservatorio, Alessandro Orsetti per Scuole e non caserme, Sandra Carpi Lapi per No Riarmo e Sara Bartoloni per Ferrovieri contro la guerra. Seguirà un momento di dibattito aperto in cui tutti e tutte potranno intervenire e porre domande. La cittadinanza è invitata a partecipare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Terranuova: Scuola, obiezione alla militarizzazione: il vademecum dell’Osservatorio
DI REDAZIONE SU TERRANUOVA DEL 30 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo di Redazione, pubblicato su Terranuova il 30 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole ha messo a punto un vademecum che fornisce alle scuole le linee guida per dire no alla «crescente presenza militare»…continua a leggere su www.terranuova.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente