Status di rifugiato a richiedente asilo pakistano sostenitore del partito PTI
Il Tribunale di Roma ha riconosciuto lo status di rifugiato a un cittadino
pakistano, sostenitore del partito PTI (Pakistan Tehreek e Insaf) guidato da
Imran Khan. Il caso risulta di interesse sotto il profilo giuridico per
l’approccio adottato dal Collegio in assenza di atti “che possano ricondurre ad
una persecuzione diretta nei confronti del ricorrente”.
Il Tribunale, infatti, dà atto che non sussistono elementi nel passato del
richiedente che configurino un danno già subìto.
Tuttavia, il Collegio ha operato un’analisi accurata basata sulle COI (Country
of Origin Information) aggiornate, che ha permesso di delineare un quadro di
rischio elevato in caso di rientro in Pakistan.
La decisione si fonda su due pilastri fondamentali:
* L’identificazione politica: Anche se il ricorrente non è un membro organico
del partito ma un semplice sostenitore, ciò che rileva è la “percezione”
della sua posizione politica da parte delle autorità o dei gruppi avversi nel
Paese d’origine.
* Fondatezza e attualità del timore: Le informazioni sul Paese confermano un
clima di forte repressione contro chiunque sia riconducibile all’opposizione
politica del PTI.
“In tale contesto“, si legge in sentenza, “il timore di essere esposto, in caso
di rimpatrio, a ulteriori atti di violenza o intimidazione connessi, quantomeno
in parte, alla sua identificazione politica appare fondato e attuale“.
In definitiva, la sentenza ribadisce che lo status di rifugiato ha una funzione
protettiva anche preventiva. La valutazione si sposta dunque dal fatto storico
individuale alla probabilità oggettiva di subire persecuzioni future, rendendo
le informazioni sul Paese d’origine, sia quelle rese dal ricorrente che quelle
contenute nelle COI, il parametro decisivo per il giudizio di fondatezza.
Tribunale di Roma, decreto del 22 febbraio 2026
Si ringrazia per la segnalazione e il commento la Dott.ssa Aicha Blasioli,
responsabile dell’area Protezione Internazionale dell’APS Attiva Diritti. Il
caso è stato seguito insieme all’Avv. Margherita Salerno.
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