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Le Olimpiadi insostenibili: pratiche di resistenza per un altro sport possibile
Il prossimo 6 febbraio si svolgerà, presso lo stadio San Siro di Milano, la cerimonia di apertura della XXV edizione dei giochi olimpici invernali che si terranno tra il capoluogo lombardo e la località veneta di Cortina d’Ampezzo. Anche in questa occasione, soprattutto nelle ultime settimane che precedono la cerimonia d’inaugurazione, non è mancata la sola voce univoca che ci presentava questo grande evento come un’occasione unica, non solo per il territorio ospitante ma per il paese intero, di sviluppo, creazione di posti di lavoro e guadagni per tutte e tutti. Purtroppo ancora una volta non è così e si cerca di far venire fuori anche i numerosi punti interrogativi che, da molti anni a questa parte, accompagnano ogni “grande evento” degno di questo nome.
January 27, 2026
Sport popolare
Il sangue di Aleppo bagna il ring
“Lunga vita al Kurdistan. Potere ai curdi. Libertà per il Rojava. Non accettiamo quello che sta accadendo nel Kurdistan occidentale. Lunga vita al Kurdistan”. Ha gridato così Agit Kabayel, dopo la vittoria del titolo mondiale ad interim dei pesi massimi del World Boxing Council (Wbc). In altri tempi sarebbe stato chiamato sfidante al titolo, contender, oggi si preferisce dargli una cintura “fittizia” in attesa della sfida iridata contro il vero campione dei massimi Oleksander Usyk. Stranezze della boxe contemporanea e del proliferare di cinture, ma poco importa. Non è questo l’argomento. C’è ben altro. Perché le dichiarazioni infuocate di fine incontro hanno surclassato e ridimensionato, in un certo senso, quanto accaduto durante il combattimento. Sul ring il polacco Damian Knyba, l’avversario, si è difeso come ha potuto cercando di arginare l’irruenza di Kabayel, l’incontro potrebbe essere riassunto così. Sul finire del terzo round l’intervento arbitrale ha decretato il ko tecnico, risparmiando al polacco una punizione troppo severa. Il dislivello fra i due era ormai evidente, con Knyba rigido, in piedi a fatica, pressato dai colpi potenti di Kabayel.
January 12, 2026
Sport popolare
Vent'anni di Aldro
Nelle prime ore del mattino del 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi, giovane ragazzo ferrarese di appena 18 anni, sta tornando a casa dopo una serata passata in un locale bolognese con alcuni amici per una serata come molte altre. Purtroppo Aldro a casa non ci tornerà più perché verrà letteralmente massacrato di botte (le foto del corpo del giovane, in questo senso, lasciano ben pochi dubbi su quanto accaduto) da quattro agenti della Polizia di stato in un parco sito in viale Ippodromo nella città degli Estensi. La morte di Federico rientra a pieno titolo in quella categoria che si può riassumere con “morto per colpa dello stato” in cui l’operato delle forze dell’ordine è coperte da molte ombre. Federico Aldrovandi purtroppo non è la sola vittima di questa violenza: è lunga infatti la lista di giovani massacrati da chi, almeno sulla carta, dovrebbe proteggere i cittadini.
September 25, 2025
Sport popolare