Sei fermat3 a scopo preventivo a Brescia: ecco il nuovo decreto sicurezza
Nella mattinata di domenica 22 marzo a Rovato, in provincia di Brescia, in
occasione dell’inaugurazione della 135esima edizione di Lombardia Carne, sei
persone sono state identificate e fermate a scopo preventivo perché considerate
possibili contestatrici dell’evento. Solamente una delle persone in questione è
riuscita ad avvicinarsi al palco durante l’inaugurazione della fiera e ha
scandito alcuni slogan, prima di essere circondata da forze dell’ordine,
bloccata e portata via. Delle sei persone fermate, cinque in questo momento si
trovano, con accuse pretestuose, alla stazione di polizia di Rovato, dalla quale
ci arrivano notizie di ulteriori perquisizioni e inviti a spogliarsi
completamente.
È il quarto anno consecutivo che proteste colpiscono la fiera, quest’anno è
stato il turno del collettivo antispecista mantovano No Food • No Science,
“specializzato” nel disturbo di eventi organizzati e sponsorizzati dal settore
zootecnico. Durante il taglio del nastro, alla presenza di tutte le autorità, un
attivista si è avvicinato al palco dell’inaugurazione contestando l’evento.
La fiera ha origini che risalgono all’età longobarda e oggi rappresenta una
delle più importanti manifestazioni del settore zootecnico del Nord Italia. Si
tratta di un settore sostenuto da fondi pubblici tramite la Politica Agricola
Comune e, come mostrato dal documentario Food For Profit di Giulia Innocenzi e
Pablo D’Ambrosi, da un’attività di lobbying quotidiana a Bruxelles, che implica
rapporti poco trasparenti tra politica, istituzioni e realtà come Copa-Cocega,
la più influente organizzazione di agricoltori a livello europeo. Secondo i dati
Eurispes del 2025, tuttavia, il 71,4% degli italiani si dichiara contrario agli
allevamenti intensivi per uso alimentare.
“Ci chiediamo chi e che cosa questa fiera rappresenti oggi. Come è possibile nel
2026, nel mezzo di una crisi climatica, con l’attenzione che siamo arrivati come
società a riservare ai diritti umani e animali, dedicare una manifestazione alla
rappresentazione concreta di quel sistema di allevamenti, che prospera in
Pianura Padana, rendendo l’aria irrespirabile tramite l’emissione di ammoniaca e
di polveri sottili”, dichiara Aldo Brun, 25 anni, uno degli attivisti coinvolti
nel fermo preventivo.
Valeria Bosio, bresciana, 17 anni, al quarto anno di contestazione della fiera,
invitata ad allontanarsi dall’evento in quanto “persona non gradita”, mette in
evidenza il coinvolgimento delle scuole della zona e ne sottolinea
l’inadeguatezza di fronte ai problemi del nostro tempo: “Nella scuola che vorrei
si parla di antispecismo, liberazione animale, alimentazione sostenibile e
quindi vegana, non si portano intere classi a visitare una fiera di settore
appellandosi alla tradizione del territorio. Crediamo che sia il tempo di
mettere da parte la tradizione e di guardare al futuro, riconoscendo la fine del
tempo del sistema allevamenti-mattatoi e la necessità più urgente che mai di un
futuro vegetale“.
COLDIRETTI E CONFAGRICOLTURA LIBERE DI PROTESTARE. L3 CITTADIN3 COMUNI, INVECE?
Nel mirino quindi l’industria della carne, considerata da chi protesta
anacronistica, ma anche le grandi associazioni di categoria che la tutelano e
proteggono – Coldiretti e Confagricoltura – e che hanno un peso politico enorme
nei palazzi del potere. A dibattito anche il diritto di protesta, minato
ulteriormente dal Decreto Sicurezza recentemente approvato con una decretazione
d’urgenza.
Il collettivo, nella propria comunicazione, ha fatto esplicito riferimento alle
proteste degli agricoltori a Bruxelles lo scorso dicembre e rivendicato il
diritto di agire per mettere in evidenza un problema sociale, facendo notare
come anche nelle modalità di protesta di Coldiretti rientri qualcosa di simile a
quanto messo in atto negli ultimi anni dai movimenti ambientalisti o
antispecisti, con l’importante differenza della mancata criminalizzazione del
dissenso che li colpisce invece quotidianamente. Coldiretti aveva infatti usato
letame a Bruxelles per protestare contro i tagli alla PAC al Parlamento Europeo.
Un attivista che fa lo stesso, senza i mezzi economici di Coldiretti alle
spalle, oggi, in Italia, rischia fino a 60mila euro di multa. Senza il letame,
ma solo con il proprio corpo e un messaggio da inviare, si parla comunque di
sanzioni amministrative di 10mila euro.
LOMBARDIA: LA REGIONE – ALLEVAMENTO. MANTOVA E BRESCIA: PIÙ ANIMALI CHE ABITANTI
Il collettivo No Food • No Science è attivo dal 2024 nel mantovano, dove ha
colpito grandi eventi pubblici come Food&Science e Festivaletteratura,
sponsorizzati da industrie zootecniche, e già due volte Palazzo Te con letame e
farina, per mettere in evidenza il finanziamento di un salumificio dietro il più
importante museo della città di Mantova. Non è la prima volta, tuttavia, che No
Food • No Science agisce nel bresciano: solo pochi mesi fa, nel dicembre 2025,
infatti, aveva interrotto il concerto di Natale sponsorizzato da Grana Padano a
Desenzano del Garda, scatenando l’indomani la reazione del Consorzio di Tutela
del noto formaggio, che aveva definito gli attivisti “servi sciocchi delle
multinazionali del cibo monster”.
La scelta di estendere la propria attività fuori dal mantovano è legata ad
analogie molto forti tra i territori: le province di Mantova e Brescia sono
accumunate da un dato impressionante: sono abitate da più animali non umani che
umani. A Mantova parliamo di 18 animali allevati per ogni abitante, a Brescia di
10. Tuttavia, Brescia “ospita” più animali in valore assoluto: più di 12
milioni. I Comuni che detengono il record provinciale sono Calvisano con più di
23mila capi di bovini, 63mila suini e 538mila tra polli e cinque di galline
ovaiole a ciclo e Ghedi con 18mila bovini, oltre a 73mila suini e più di 705mila
avicoli, come riportato dall’inchiesta de Il Fatto Quotidiano “Lombardia, la
regione – allevamento” dell’agosto 2024. Mantova e Brescia sono proprio il
simbolo più spietato di un sistema che si regge sullo sfruttamento dei corpi
animali, ignorandone l’etologia e i diritti fondamentali.
Cartella foto e video (video edizione 2026, foto relative a contestazioni di
edizioni precedenti):
https://drive.google.com/drive/u/3/folders/1SVjWVMGes7S5a_5Yb4ZmB8W3OINzHkuz
No Food • No Science
https://www.instagram.com/nofood.noscience/
Redazione Italia