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Perù: ballottaggio con il rischio di frode
A seguito del ballottaggio del 7 giugno tra Roberto Sánchez e Keiko Fujimori la candidata di estrema destra sembra prevalere per poco più di 600 voti sfruttando lo scrutinio del voto dei peruviani all’estero, ma soprattutto adoperandosi per far annullare 7.000 voti nella zona rurale di Puno, dove Sánchez ha raccolto una maggioranza schiacciante. di David Lifodi Foto: https://www.nodal.am/ Saranno
Presidenziali Colombia: per Cepeda strada in salita
A sorpresa, dopo il primo turno del 31 maggio, il candidato di ultradestra Abelardo De La Espriella ha circa settecentomila voti di vantaggio su Iván Cepeda, esponente delle sinistre. Sul voto pesano le pesanti ingerenze Usa e numerose anomalie denunciate dal Pacto Histórico ai seggi. Il ballottaggio si terrà il 21 giugno di David Lifodi Foto: https://www.nodal.am/ Sono poco più
Presidenziali Colombia: la sfida di Iván Cepeda
Oggi, 31 maggio, colombiani alle urne per scegliere il nuovo presidente del paese. I sondaggi indicano Iván Cepeda (Pacto Histórico, sinistra) in vantaggio, grazie anche alla frammentazione di uribismo ed estrema destra tra Paloma Valencia e Abelardo De la Espriella, ma si teme una sorta di “Hondurasgate” orchestrato dagli Stati Uniti, già intervenuti pesantemente nella campagna elettorale. di David Lifodi
La Bolivia sull’orlo della guerra civile
di David Lifodi. La restaurazione neoliberista, imposta con la forza dal presidente Rodrigo Paz, si è scontrata con la resistenza delle organizzazioni popolari, mentre Usa, oligarchia e l’estrema destra, forte soprattutto nell’Oriente del Paese, soffiano sul fuoco. Foto: https://www.resumenlatinoamericano.org/ Dalla fine di aprile, in Bolivia, è in corso un violentissimo conflitto sociale che oppone le organizzazioni popolari, indigene e contadine
Perù con il fiato sospeso
L’esito del primo turno presidenziale, di domenica 12 aprile, è ancora in forse a seguito del caos elettorale che costretto il governo a prolungare l’apertura dei seggi fino al giorno successivo in alcune zone di Lima. Al momento, è sicura di raggiungere il ballottaggio Keiko Fujimori, mentre si disputano il secondo posto Rafael López Aliaga, anch’esso di estrema destra, e
Brasile: resistenza femminile all’estrattivismo
di David Lifodi La multinazionale canadese Belo Sun punta a costruire una miniera per l’estrazione di oro a cielo aperto nello stato del Pará, in territorio già provato dalla costruzione della centrale idroelettrica di Belo Monte. Entrambi i progetti avranno un impatto pesantissimo sul fiume Xingu, sulla pesca artigianale, sull’agricoltura di sussistenza, e, più in generale, sulle popolazioni che vivono
Vittoria in Brasile: i fiumi appartengono agli indios
di David Lifodi Grazie ad una dura mobilitazione protrattasi per oltre un mese, quattordici comunità indigene hanno sconfitto non solo la multinazionale Cargill, ma anche il governo Lula, che avevano stretto un accordo per la privatizzazione del Tapajós e di altri fiumi. Questa severa lezione servirà al lulismo per essere coerente, da ora in poi, con gli impegni assunti sulle
«Paulo Freire oggi. Alleanze popolari, femministe e decoloniali»
Recensione al libro di Mariateresa Muraca dedicato all’attualità dell’educatore brasiliano; il testo è scaricabile gratuitamente. di David Lifodi (*)   Paulo Freire oggi. Alleanze popolari, femministe e decoloniali ha il merito di ricordare quanto la lettura dell’educatore brasiliano sia ancora oggi necessaria nel contesto in cui viviamo. Come ricorda Paolo Vittoria, docente dell’Università Federico II di Napoli, il volume di
Argentina: il golpe di allora e l’autoritarismo di oggi
Dalla riforma del lavoro all’offensiva contro la memoria fino alla progressiva cancellazione dei diritti in nome dell’individualismo più sfrenato Javier Milei ha riportato il paese ad una situazione non dissimile da quella del 24 marzo 1976. A 50 anni dal golpe la fanno da padrone repressione e negazionismo. di David Lifodi Foto: https://www.lineasindical.com.ar/ Pochi giorni fa, in Argentina, in un
24 marzo 1980: perchè uccisero Oscar Romero
“Se mi ammazzano, risusciterò nel popolo salvadoregno”: queste le parole profetiche pronunciate da monsignor Oscar Romero (poi fatto santo dalla Chiesa cattolica) ucciso in El Salvador il 24 marzo 1980 dagli squadroni della morte della dittatura arenera. Anselmo Palini ne ricorda il martirio scegliendo una delle sue riflessioni più dirompenti. A seguire il ricordo della “bottega” con i link a