Giovedì, 10 settembre: incontro Coordinamento nazionale No Riarmo con Osservatorio contro la militarizzazione
GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE, ORE 19:00-21:00
Secondo incontro online del Coordinamento nazionale No Riarmo (CNNR) con
rappresentanti di altre associazioni, comitati, partiti per ragionare insieme
sulle loro posizioni e proposte:
· come costruire un movimento di massa unitario e plurale per l’Italia
fuori della guerra e contro il riarmo;
· come contribuire a dare al movimento contro la guerra e il riarmo una
rappresentanza politica in Parlamento.
Relazioni di:
· Marta Collot, coportavoce nazionale di Potere al Popolo (PaP)
· Michele Lucivero, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole
e delle università
· Rosa Siciliano, direttrice editoriale di “Mosaico di pace”, rivista
mensile promossa da Pax Christi Italia
· Paolo Ferrero, direttore del periodico mensile “Su la testa. Argomenti
per la rifondazione comunista”
Per iscriversi alla riunione:
HTTPS://US02WEB.ZOOM.US/MEETING/REGISTER/N–8WYZORPW5GULHMZWB4W
Dopo l’iscrizione, si riceverà una e-mail di conferma con le informazioni
necessarie per entrare nella riunione. Si consiglia di iscriversi con buon
anticipo per poter prendere la sala virtuale ZOOM adeguata ad ospitare tutti i
partecipanti.
Se non si riceve il link di iscrizione (in genere è per un errore di scrittura
del proprio indirizzo e-mail) scrivere a articolo11@art11.it
Ore 19:00 Relazioni degli ospiti invitati. Durata prevista di ogni relazione
introduttiva: 15’
Ore 20:10 Domande e interventi dei partecipanti in sala virtuale ZOOM. Si
prevedono massimo 8 interventi di durata non superiore ai 4’.
Per intervenire, prenotarsi scrivendo all’indirizzo articolo11@art11.it,
indicando nome, cognome, associazione (partito, sindacato, comitato) di
riferimento, città in cui si opera e argomento della domanda/intervento.
Selezione e ordine degli interventi saranno stabiliti dalla segreteria del
Coordinamento nazionale
Ore 20:45 Risposte e repliche dei relatori (5’ a testa)
* * *
BARI, LUNEDÌ 14 SETTEMBRE, ORE 19:00
c/o MarxVentuno, II strada Borrelli 34. Dopo il n. 125 (ass. Kronos, scuola di
recupero) di via Buccari. Al cancello citofonare al 51.
Giornata del tesseramento al Comitato Articolo 11 – L’Italia ripudia la guerra
(nuova tessera 2026-27)
Ø PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA DI ATTIVITÀ per il quadrimestre
settembre-dicembre
Ø FUORI LA GUERRA DALLA STORIA
Il canto di protesta contro la guerra
Con Pino di Lenne, Cedro e Sidera
* * *
L’incontro del 26 agosto è sul canale youtube di “Articolo
11”: https://www.youtube.com/watch?v=Eng56jQTR3s
Introduzione di Andrea Catone al I incontro con rappresentanti di associazioni,
comitati, partiti per:
1. Dare vita a un movimento di massa contro la guerra, il più ampio,
unitario e inclusivo possibile
2. Esaminare la possibilità di dare al movimento contro la guerra
rappresentanza politica in Parlamento
Giorno dopo giorno la “guerra mondiale a pezzi” si amplia e si intensifica. I
pezzi di questa guerra si ricongiungono. Il governo Zelensky, che a fine
febbraio invocava l’aggressione militare di USA e Israele contro l’Iran,
fornisce supporto e tecnologie militari ai paesi arabi del Golfo alleati di USA
e Israele.
Il carattere fondamentale di questa guerra mondiale è costituito, al di là delle
peculiarità delle diverse situazioni locali, dallo scontro tra imperialismo
occidentale – USA, NATO, UE, G7, Israele – volto a mantenere un ordine mondiale
basato sullo scambio ineguale, il neocolonialismo, lo sfruttamento e il dominio
economico-finanziario e politico-militare sul Sud globale, con la pretesa di
essere l’unica forma di libertà e democrazia al mondo, da un lato, e,
dall’altro, i Paesi che chiedono un diverso ordine mondiale, economico-sociale e
politico, basato su coesistenza pacifica, rapporti paritari reciprocamente
vantaggiosi, riconoscimento della pluralità di storie, culture, sistemi politici
ed economici delle diverse civiltà. È ciò che viene sintetizzato spesso nella
formula dello scontro tra “mondo unipolare” e “mondo multipolare”.
La guerra è oggi la questione principale e prioritaria che abbiamo di fronte.
Non una questione tra le tante, ma la questione delle questioni. La guerra
sovradetermina tutte le altre questioni, dalla politica economica, che si
indirizza sempre più verso il riarmo a detrimento della spesa sociale, alla
militarizzazione delle menti, delle scuole e della società.
Oggi si richiede una fondamentale scelta di campo.
Il Coordinamento nazionale NORiarmo, costituitosi lo scorso anno sull’onda della
petizione di gennaio 2025 contro il decreto di sostegno militare all’Ucraina
(cfr. Peacelink, https://www.peacelink.it/editoriale/a/50492.html), ritiene che,
insieme con le manifestazioni di indignazione, protesta, condanna del genocidio,
occorra operare politicamente per ottenere risultati concreti, trasformando la
protesta in rivendicazione politica determinata, puntuale, chiara e non
ambigua. Come cittadini poniamo al parlamento e al governo del nostro Paese una
richiesta precisa che si esprime nello slogan: Fuori l’Italia dalla guerra!.
Interruzione immediata di ogni sostegno economico, militare, politico,
diplomatico all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Interruzione di ogni
rapporto politico-diplomatico, militare, economico-finanziario con lo stato
genocida e terrorista di Israele. Nessun sostegno all’aggressione di USA e
Israele contro l’Iran, rifiuto di aderire alle sanzioni illegali imposte dagli
USA. Nessun sostegno alle aggressioni USA, economiche e militari ai Paesi
dell’America Latina per rimettere sotto il loro tallone di ferro i movimenti di
emancipazione, dal Venezuela a Cuba, assediata da un embargo pluridecennale.
Fuori l’Italia dalla guerra è l’obiettivo immediato e la discriminante
essenziale. Nella situazione attuale, che vede ogni giorno, ogni ora
l’escalation bellica contro la Russia, alimentata sempre più massicciamente
dalla UE e dal Regno Unito – che, pur fuori UE, è oggi il leader della strategia
militare contro la Russia – non sono ammissibili ambiguità o mezze misure: o si
rivendica e si agisce di conseguenza per l’immediata uscita dell’Italia dalla
guerra, o si è per la prosecuzione della guerra, a fianco dei guerrafondai, i
quali in gran parte si dichiarano fautori di “una pace giusta e duratura”,
ottenibile a loro dire con l’intensificazione della guerra alla Russia per
indurla a trattative. Questa strada ha portato in oltre 4 anni di guerra solo
all’intensificazione e alla escalation.
Il Coordinamento nazionale NORIARMO lavora, nel massimo di cooperazione e
dialogo costruttivo con gli altri coordinamenti, comitati, associazioni, per dar
vita a un movimento unitario e plurale che abbia come obiettivo discriminante e
unificante, senza ambiguità o mezze misure, quello del Fuori l’Italia dalla
guerra!
L’incontro di oggi si iscrive nella nostra azione per costruire il massimo di
unità possibile, nel massimo di chiarezza e determinazione. Riteniamo che “Fuori
l’Italia dalla guerra” sia l’obiettivo realisticamente unificante, su cui può
convergere un reale movimento di massa, quanto mai necessario in questa
situazione, non limitato a generose e coraggiose avanguardie.
Su questo siamo impegnati a lavorare proponendo e costruendo
comitati/coordinamenti unitari nei territori. Il radicamento territoriale è
fondamentale per lo sviluppo di un movimento di massa reale. I comitati
territoriali possono dar vita ad iniziative locali – manifestazioni, presidi,
ecc. – che possono convergere in giornate nazionali di mobilitazione contro la
guerra.
Proprio perché ci poniamo sul terreno della lotta politica concreta contro la
guerra, non possiamo ignorare il terreno della rappresentanza politica nel
parlamento nazionale, poiché è lì che si decidono ancora le cose (anche se è in
atto da anni l’attacco alla centralità del Parlamento stabilita dalla
Costituzione antifascista del 1948).
Per questo, non possiamo non porci la questione delle prossime elezioni
politiche. In merito alla questione fondamentale della guerra, constatiamo che
vi è qui un falso bipolarismo: il Partito democratico ha approvato – in sede
italiana e nelle votazioni del parlamento europeo – tutte le mozioni di sostegno
militare, economico, politico, ideologico all’Ucraina contro la Russia. Sulla
questione fondamentale della guerra contro la Russia le posizioni di PD e FdI
convergono. Si può notare anzi che nei grandi media vicini al PD prevale una
posizione più oltranzista di quella della leader di FdI, che nell’ultimo
incontro dei “Volenterosi”, ha rifiutato formalmente l’invio di militari e di
missili in Ucraina.
Occorre fare della questione della guerra il tema principale della campagna
elettorale, quello su cui si devono misurare effettivamente le forze in campo.
Come operiamo per la costruzione di un movimento di massa reale e unitario,
senza ambiguità, per l’Italia fuori della guerra, così auspichiamo la
costruzione di un ampio schieramento di forze – unitario e plurale – che possa
dare al nostro Paese una rappresentanza politica al movimento contro la guerra.
Le direttrici di fondo del suo programma – da cui discendono fondamentali scelte
di politica economica, sociale, culturale – si possono individuare nei due
pilastri a) della Costituzione antifascista di democrazia economico-sociale del
1948, col suo fondamentale articolo 11, e, b) della fuoriuscita dell’Italia
dalla guerra e dal sistema di guerra.
Ci auguriamo che questi incontri con rappresentanti di associazioni, partiti,
comitati, movimenti che si schierano contro la guerra possano favorire la
costruzione di una coalizione di forze politiche, sociali, sindacali, culturali
sulla base di questi due fondamentali pilastri.
Oggi i poteri finanziari e militari dell’imperialismo stanno spingendo il mondo
verso la catastrofe. Oggi abbiamo l’imperativo morale oltre che politico di
fermarli, dotandoci degli strumenti più adeguati allo scopo.
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