La Costa Rica chiude la propria ambasciata a Cuba
“Il 17 marzo, il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica della Costa Rica
ha informato la nostra Cancelleria attraverso una nota diplomatica e senza
offrire alcun argomento, della decisione unilaterale di chiudere la propria
ambasciata a Cuba,” si legge in un comunicato del Ministero degli Affari Esteri
cubano. “Inoltre, senza alcun tipo di giustificazione e invocando una presunta e
infondata reciprocità, ha chiesto a Cuba di ritirare il personale diplomatico
dalla sua Ambasciata a San José, sottolineando che ciò non include il personale
consolare e amministrativo, che potrà continuare a svolgere le sue funzioni”,
continua la nota del Ministero degli Esteri cubano.
Viene notificato che “a partire dal 1° aprile il governo della Costa Rica
manterrà le relazioni con Cuba a livello consolare”.
Secondo la nota emessa dal governo cubano “si tratta di una decisione
arbitraria, evidentemente adottata sotto pressione e senza tener conto degli
interessi nazionali di quel popolo fratello.
Con questo passo, il governo costaricano, che mostra una storia di
subordinazione alla politica degli Stati Uniti contro Cuba, si unisce ancora una
volta all’offensiva del governo statunitense nei suoi rinnovati tentativi di
isolare il nostro Paese dalle nazioni della Nostra America e partecipa alla sua
escalation aggressiva contro la Rivoluzione cubana, respinta dalla comunità
internazionale. Come sessant’anni fa, fallirà nell’impegno. Niente potrà
allontanare i popoli di Cuba e Costa Rica, uniti da legami indissolubili di una
storia comune, onorata da grandi eroi dell’indipendenza cubana come Martí e
Maceo”, conclude il comunicato.
La decisione del governo della Costa Rica arriva dopo la riunione della nuova
creatura voluta da Donald Trump denominata “Scudo delle Americhe” tenutasi il 7
marzo a Miami. All’alleanza politico-militare sono stati invitati i presidenti
di destra ed estrema destra che governano in America Latina.
Lo scopo formale è quello di combattere il narcotraffico e l’emigrazione
clandestina, ma in realtà “l’obiettivo è quello di riorganizzare la sicurezza
dell’emisfero attraverso un’alleanza politico-militare nel continente, che
garantisca una retroguardia alleata nel cortile di casa”, come fa notare Marco
Consolo.
Alla prima riunione erano presenti Javier Milei per l’Argentina, il boliviano
Rodrigo Paz, José Antonio Kast per il Cile, Rodrigo Chaves per la Costa Rica,
Daniel Noboa per l’Ecuador, Nayib Bukele per El Salvador, Irfaan Ali per la
Guyana, il neo eletto presidente dell’Honduras Nasry Asfura, José Raúl Mulino
per Panama, Santiago Peña per il Paraguay, Luis Abinader per la Repubblica
Dominicana e Kamla Persad-Bissessar per Trinidad e Tobago.
Durante l’incontro si è ovviamente parlato anche di Cuba e Trump ha dichiarato
che l’isola è arrivata alla fine del suo percorso politico.
La decisione di chiudere l’ambasciata da parte della Costa Rica arriva dopo che
il 4 marzo il governo dell’Ecuador di Daniel Noboa, senza fornire alcuna
giustificazione, aveva dichiarato persona non gradita l’ambasciatore cubano
Basilio Gutierrez e i membri della rappresentanza diplomatica, intimando loro di
lasciare il Paese entro 48 ore. Quindi immaginare che dietro le due decisioni ci
sia una regia statunitense non è una fantasia.
Ci dovremo aspettare altre ambasciate chiuse nei prossimi giorni, magari proprio
in uno dei Paesi che il pacifista della domenica ha chiamato al suo cospetto?
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
Redazione Italia