Le teorie di Peter Thiel prendono forma nel Regno Unito, i dati sulla salute degli inglesi verranno gestiti da Palantir
(Fonte) – Matteo Suanno – 17 marzo 2026
Domenica 15 marzo sono cominciate a Roma le lezioni “sull’Anticristo” di Peter
Thiel. Il presidente di Palantir Technologies, società di analisi dati e
sorveglianza strategica al servizio di mezzo mondo, dal governo degli Stati
Uniti alla Cia, da Stellantis a British Petroleum, passando per la Nato, ha
portato in Italia un format già riprodotto in passato e spesso tenutosi off the
record, riservato ad auditori selezionati e con location comunicate solo poche
ore prima dell’evento ai diretti interessati. È stato così solo qualche
settimana fa, quando Thiel ha parlato a Cambridge sostenendo che “regolare lo
sviluppo tecnologico favorirebbe il totalitarismo” e che Reform Uk, il partito
di estrema destra co-fondato da Nigel Farage e attualmente in testa nei
sondaggi, “è l’unica possibilità di salvezza per il Regno Unito”. Nonostante le
tante proteste da parte degli studenti, legate soprattutto alle
accuse documentate di un coinvolgimento di Palantir nelle operazioni militari di
Israele a Gaza (ma sempre negate dall’azienda), non è un caso che Thiel abbia
scelto il Regno Unito per esprimere una summa del suo pensiero, un
tecno-spiritualismo dove tutto ciò che si oppone all’imporsi della tecnologia è
da mettere all’indice.
La piattaforma con cui si centralizzano i dati sanitari degli inglesi
Nel novembre 2023, l’allora governo conservatore guidato da Rishi Sunak aveva
assegnato a un consorzio guidato da Palantir un contratto da 330 milioni di
sterline per la gestione dei dati dell’NHS England, il sistema sanitario
nazionale. L’accordo prevedeva la creazione di un sistema centralizzato in grado
di convogliare in un unico database i dati di fino a 240 realtà del sistema
sanitario. Oltre ai dubbi sulla “natura proprietaria” degli algoritmi che
guidano la piattaforma e le “implicazioni per la sovranità dei dati”, sono state
sollevate delle criticità per il diritto alla salute dei pazienti, in un
contesto in cui la crisi del sistema sanitario britannico è diventata uno dei
principali temi del dibattito pubblico. Per Medact, l’ong britannica attiva
nell’ambito della giustizia sanitaria, il rischio principale connesso a quello
per la salute dei cittadini è che utilizzare Palantir come “autostrada” per far
correre più velocemente e in modo meno frammentario i dati dei pazienti
“potrebbe consentire ad altri dipartimenti del governo britannico, come l’Home
Office e le forze di polizia, di accedere più facilmente alle informazioni
personali.”
La penetrazione di Palantir nei sistemi informatici del governo britannico
In un rapporto presentato al Parlamento, l’organizzazione legale Foxglove ha
avvertito che la piattaforma potrebbe creare una “centralizzazione senza
precedenti dei dati sanitari” e rafforzare la dipendenza del Nhs da Palantir.
Oltre al contratto con Nhs England, negli ultimi cinque anni il governo del
Regno Unito ha affidato all’azienda un numero crescente di incarichi legati
all’analisi e alla gestione di grandi banche dati statali. Si tratta di una
sinergia che ha attraversato i governi conservatori di Boris Johnson, Rishi
Sunak, i 45 giorni di Liz Truss e il governo laburista di Keir Starmer.
Nel 2022 il ministero della Difesa ha firmato un accordo da circa 75,2 milioni
di sterline (ampliato poi oltre i 300 milioni tra il 2025 e il 2026) per
utilizzare le piattaforme analitiche di Palantir nei sistemi militari, con
l’obiettivo di supportare pianificazione operativa e decisioni strategiche su
dati classificati.
Contratti vicini al miliardo di sterline
Parallelamente la tecnologia dell’azienda ha iniziato a comparire anche in altri
livelli dell’apparato statale. Nel 2026 la Metropolitan Police Service ha
firmato un contratto pilota da quasi mezzo milione di sterline per una
piattaforma di integrazione dei dati investigativi capace di collegare diversi
database e automatizzare analisi interne. A livello locale, nel 2025,
l’amministrazione della città di Coventry ha avviato un accordo da circa 500
mila sterline l’anno per applicare strumenti di analisi e intelligenza
artificiale alla gestione dei servizi sociali e dei casi nei servizi per minori.
Analisi indipendenti dei database di procurement pubblico e
diverse inchieste giornalistiche hanno individuato almeno 34 contratti tra
Palantir e istituzioni britanniche. Una traiettoria che ha alimentato il
dibattito politico sulla crescente dipendenza tecnologica dello Stato da un
unico fornitore privato.
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