PALESTINA: UN SEMPRE PIU’ SCREDITATO ABU MAZEN ACCETTA DI FARE IL VASSALLO DELLA MELONI
Abu Mazen, presidente di quella che abbastanza pomposamente viene chiamata
“Autorità nazionale palestinese”, tocca uno dei punti più bassi della sua già
non gloriosa storia, facendosi ospitare nel pomeriggio di venerdì 12 dicembre
dalla Meloni ad Atreju, la kermesse neo-post-parafascista di Fratelli d’Italia,
con la premier che ovviamente gongola per l’assist di Abu Mazen; “la sua
presenza fa giustizia di tante falsità sul governo italiano negli ultimi due
anni” ha detto la Meloni, mentre sempre a Roma – ma fuori dalla sede italiana
dell’Anp – presidio di protesta organizzato da Coordinamento Romano di
Solidarietà con il popolo palestinese, Giovani Palestines d’Italia e Rete Liberi
di Lottare.
Sulla mossa di Abu Mazen, vassallo di corte alla “festa” di Fratelli d’Italia,
il commento di Shoukri Hrobu, compagno palestinese dell’Udap. Ascolta o scarica.
Ancora sull’asse Italia – Palestina: Valditara dispone “immediata ispezione”
nelle scuole in Toscana che hanno invitato a parlare….Francesca Albanese,
relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati. Valditara
vagheggia non meglio chiarite…ipotesi di reato, nella caccia alle streghe contro
chi parla, senza mezzi termini, di fronte a genocidio e complicità
internazionali con Israele.
Sul fronte solidale, venerdì sera corteo dai Giardini Lennon di Bologna, per
contestare la partita di Eurolega basket tra Virtus e Hapoel Tel Aviv, che si
terrà dalle 20.30 in Fiera. L’obiettivo è “boicottare Israele”, dicendo no
“all’ennesima partita del genocidio”. Tante le bandiere e i vessilli della
Palestina, che sabato mattina hanno sventolato anche fuori dal carcere calabrese
di Corigliano per Ahmad Salem, 24 anni palestinese, detenuto da 6 mesi in alta
sicurezza. È accusato di istigazione a delinquere e autoaddestramento con
finalità di terrorismo, sulla base di frasi e video estrapolati e
decontestualizzate dal suo telefono: una forzatura giuridica che colpisce
libertà di espressione e di dissenso”, dicono compagne-i, mentre 2 deputate M5S
–Ascari e Baldino – sono entrate nell’istituto.
Da sud a nord, dalla Calabria a Torino; sabato pomeriggio manifestazione
regionale per la liberazione di Mohamed Shahin, ancora detenuto nel CPR di
Caltanissetta con rischio deportazione in Egitto, dopo 21 anni di vita in
Italia. Il ministro Piantedosi ha firmato personalmente il decreto perché
Mohamed ha partecipato in prima fila, mettendoci spesso la faccia e la voce, ai
due anni di mobilitazioni per la Palestina e contro il genocidio per mano
israeliana. Sara, di Torino per Gaza. Ascolta o scarica.
Dentro la Palestina intanto la Striscia di Gaza resta assediata, oltre che dagli
attacchi genocidiari di Israele, anche dalla tempesta Byron, con freddo, piogge
torrenziali e allagamenti delle tende nelle quali 2 milioni di persone sono
costrette a vivere perché l’occupazione israeliana ha distrutto le loro case.
Ora i pochi edifici rimasti in piedi crollano tra acqua e raffiche di vento.
Almeno 14 i morti accertati. Tra loro, solo oggi, un neonato deceduto all’alba
per il freddo ad Al Shati e un bambino di 9 anni, per cause analoghe, a est di
Gaza City. 5 palestinesi sono morti invece dopo il crollo di un rudere di una a
Bir an-Naaja; altre 2 vittime per un muraglione crollato, sotto i colpi della
marea, sulle tende a ovest di Gaza City.
Mentre centinaia di migliaia di sfollati di Gaza sono sommersi nelle loro tende
a causa delle forti piogge, i materiali per rinforzare i rifugi non possono
entrare per restrizioni da parte di Israele: lo denuncia l’Organizzazione
Internazionale per le Migrazioni, per la quale almeno 800mila sfollati corrono
un rischio elevato di inondazioni nelle zone sul mare e piene di macerie oltre
che di ordigni inesplosi. L’Oim elenca i materiali bloccati: legname e
compensato, sacchi di sabbia, pompe idrauliche, tende. Tel Aviv non ha mai
risposto alle sollecitazioni dell’agenzia Onu. Anzi; come ogni venerdì, a
cavallo del giorno festivo nei Paesi musulmani (come l’Egitto) e il sabato
israeliano, ha chiuso tutti i valichi, anche i pochi da cui riesce a entrare
qualcosa. Su Radio Onda d’Urto l’intervista ad Alfredo Barcella, Associazione di
Amicizia Italia – Palestina di Brescia. Ascolta o scarica.
Da Gaza alla Cisgiordania, con l’azione continua di coloni fascisti ed esercito.
Nelle ultime ore i soldati hanno ferito 2 palestinesi nel campo profughi di
al-Amari e Al-Mughayer (Ramallah). Il tutto mentre le autorità dell’occupazione
hanno approvato la costruzione di altri 19 colonie in West Bank, “festeggiate”
dai coloni con assalti e atti vandalici nelle province di Salfit ed Hebron.
Decine poi le persone rapite e portate nelle galere dell’occupante, dove ci sono
oltre 10mila persone.