Israele prepara l’invasione del Libano
Secondo fonti israeliane e statunitensi citate da Axios, Israele starebbe
pianificando un’espansione significativa delle proprie operazioni di terra in
Libano, con l’obiettivo di conquistare l’intera area a sud del fiume Leonte. Si
tratterebbe della più grande invasione terrestre israeliana del Libano dal 2006.
Un alto funzionario israeliano ha dichiarato: “Faremo quello che abbiamo fatto a
Gaza” (!), riferendosi alla distruzione di edifici che Israele sostiene, senza
prove, Hezbollah utilizzi per immagazzinare armi e lanciare attacchi contro i
propri territori. Secondo le autorità israeliane, l’invasione sarebbe in
risposta agli attacchi coordinati da Hezbollah con l’Iran. Il segretario
generale di Hezbollah Naim Qassem sottolinea che non è Hezbollah ad aver
riaperto il conflitto, e dichiara: “Quando il nemico minaccia un’invasione di
terra, gli diciamo: questa non è una minaccia, ma una trappola in cui stai per
cadere.” Le IDF hanno emesso ordini di evacuazione in tutto il sud del Libano e,
per la prima volta, anche in villaggi a nord del Leonte e nei sobborghi sud di
Beirut. Circa 800 mila civili libanesi sono stati sfollati dall’inizio del
conflitto. I militari israeliani hanno ucciso finora 773 persone, gran parte
delle quali sono civili. (Axios / X)
Gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro obiettivi militari
sull’isola di Kharg, il principale hub petrolifero dell’Iran, da cui transita il
90% delle esportazioni di petrolio del paese. Trump ha dichiarato in un post su
Truth Social che l’esercito americano ha “completamente obliterato tutti gli
obiettivi MILITARI” sull’isola, ma ha detto di aver deciso “per questioni di
decenza” (sic) di lasciare intatte le infrastrutture petrolifere presenti
sull’isola. Il presidente degli Stati Uniti ha poi minacciato: “Tuttavia,
qualora l’Iran, o chiunque altro, dovesse fare qualcosa per interferire con il
libero e sicuro passaggio delle navi attraverso lo stretto di Hormuz,
riconsidererò immediatamente questa decisione.” In risposta, il quartier
generale centrale militare iraniano Al-Anbiya ha dichiarato, in un comunicato
riportato dalle agenzie Fars e Tasnim, che le infrastrutture petrolifere ed
energetiche appartenenti ad aziende che cooperano con gli Stati Uniti saranno
“immediatamente distrutte e trasformate in una pila di cenere” in caso di
attacco alle strutture energetiche iraniane. Nelle scorse ore, tra gli obiettivi
colpiti dalle forze iraniane, c’è anche l’ambasciata statunitense a Baghdad.
(Truth Social / the New Arab / Al Jazeera)
Nel frattempo, un video verificato dal New York Times mostra missili balistici
lanciati dal Bahrain in direzione dell’Iran: si tratta della prima conferma di
un attacco partito da un paese della regione dall’inizio della guerra. Il
Bahrain ospita la Quinta flotta della marina statunitense. Dal video non è
possibile stabilire se i missili siano stati lanciati dall'esercito americano o
da quello bahreinita, ma gli esperti di difesa che hanno analizzato il filmato
hanno identificato almeno un lanciatore come un M142 HIMARS di fabbricazione
statunitense. Il dipartimento di Stato statunitense ha effettivamente approvato
la vendita di 4 HIMARS al Bahrain lo scorso agosto, ma le consegne di sistemi
così complessi richiedono solitamente anni, e nessun annuncio pubblico fa
pensare che siano mai stati effettivamente consegnati nei mesi successivi. Le
uniche forze straniere con presenza permanente in Bahrain sono quelle
statunitensi e britanniche, e i militari del Regno Unito non operano HIMARS: il
lanciatore nel video era quindi con ogni probabilità utilizzato da personale
militare statunitense. (the New York Times)