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Fiumicino, “Legalmente Marciando”: oggi non si vola, si marcia…ma c’è l’Aeronautica Militare!
“Legalmente Marciando”, a dispetto del nome non è una gara podistica o una parata militare, ma una manifestazione simbolica che coinvolge le scuole del circondario del Comune di Fiumicino che la organizza in collaborazione con l’Aeronautica Militare. Fiumicino, vuoi per la contiguità con lo scalo aereo più importante d’Italia vuoi per la vicinanza di  presenze militari di rilievo, (dalle varie postazioni radar, all’aeroporto di Furbara sede del 17° stormo specializzato in operazioni CSAR, ad alto rischio) non è nuovo ad attività che fanno della retorica panpenalista (le ben nota “educazione alla legalità”) uno dei propri cavalli di battaglia. Il problema, dal nostro punto di vista di insegnanti della scuola pubblica, tutte, in teoria “scuole di pace” è che il patriottismo/militarismo associato ad una legalità fine a sé stessa che si traduce in semplice obbedienza a prescindere dalla giustezza delle leggi, normalizza non solo il valore intrinseco dell’obbedienza ma appunto la presenza e il connubio con la divisa militare, in questo caso quella blu scuro dell’Aeronautica. Nei 4Km del percorso si fanno tappe simboliche (per esempio beni confiscati alle mafie), vengono inaugurati simboli come panchine dedicate alla legalità o piantati alberi con un loro angelo protettore (ad es. l’“albero di Falcone”). Per completare il quadro retorico in cui i valori “razionali” principali vengono veicolati attraverso elementi più emotivi o para-religiosi, negli anni sono stati invitati a partecipare personaggi quali don Antonio Coluccia, prete impegnato contro le mafie e Manuel Bortuzzo, atleta paralimpico delle Fiamme Oro, ma non nel podismo bensì nel nuoto! Ma cosa conta, l’importante è appunto toccare le corde giuste dello studente, del papà o della mamma che può vedere nella divisa l’angelo protettore che offre opportunità di riscatto e di inclusione. Sulla carta nasce come iniziativa locale di educazione civica, legata soprattutto, alla lotta alla criminalità organizzata, alla promozione dello sport come valore educativo, alla partecipazione delle scuole: solo che dai primi anni ’90 agli ultimi dati disponibili il numero dei morti ammazzati sono calati di ben 10 volte passando dagli oltre 3mila a poco più più di 300 di cui in maggioranza donne vittime di femminicidio ad opera di ex-fidanzati/mariti/amici dalla pelle rigorosamente bianca e cultura occidentale (patriarcale). Ha senso rispolverare Falcone e Borsellino? Per chi è nostalgico dei film “poliziotteschi” anni ’70/’80 o della serie TV “La Piovra”, in cui il buono e il cattivo erano ben definiti ed era chiaro chi sparava a chi, forse si ma in un’era in cui non si spara più un solo colpo l’obiettivo è ovviamente un altro: normalizzare la divisa, renderla “amica”, accudente, salvifica per vittime di bullismo o di stupro, sempre pronta a difendere i “buoni” i “manifestanti non-violenti” dalle incursioni di quelli “violenti”. Nel frattempo il dissenso viene sempre più represso in tutte le sue forme fino a renderle inoffensive, ben irrigimentate, incanalate, in una parola “autorizzate”. Su quest’ultimo termine, peraltro, c’è un’ulteriore retorica nel quadro della concessione paternalistica del permesso di dissentire: per qualsiasi manifestazione o iniziativa pubblica NON si chiede il “permesso” o l’”autorizzazione” ma semplicemente si “avvertono” le autorità preposte al cosiddetto “ordine pubblico”. Lo Stato, quindi, vuole far passare l’idea di “istituzioni unite per la legalità” e in tempi di povertà crescente, accentramento delle ricchezze, in un’economia di guerra da difendere da chi, con termine denigratorio, è definito “pacifinto” di marce della legalità simili si contano in moltissime città italiane: “camminate antimafia”,  “giornate della legalità” per non parlare di innumerevoli e sempre più crescenti iniziative scolastiche con le forze dell’ordine. Non dimentichiamo poi che il connubio legalità-forze armate è connesso all’attività di proselitismo delle varie scuole militari come la Scuola Militare Aeronautica “Giulio Douhet” di Firenze, che è un liceo militare per studenti tra 15 e 17 anni. Spesso non sono necessari grandi numeri all’interno di queste scuole che spesso si presentano all’esterno come istituzioni, appunto di élite, quindi lo scopo, oltre che propagandistico-bellicistico è prettamente di marketing: rendere appetibile la divisa, in un mix di élitismo, di competitività e ancora oggi di machismo anche se alcuni anni fa queste scuole hanno aperto anche ad una piccola “quota rosa” di pura facciata.  Il prete poi chiude il cerchio retorico perché ricrea sempre quel triangolo simbolico  tipico delle iniziative italiane in nome della “legalità”: istituzioni dello Stato (forze armate, polizia, ecc.), scuola pubblica, mondo cattolico e oratori. Come si è visto più volte soprattutto nelle Marche questo modello è molto usato perché intercetta i giovani tramite scuole e parrocchie dando una narrazione morale della legalità. Quest’anno però a differenza del 2025 c’è maggiore enfasi sui “valori delle istituzioni” e la presenza esplicita delle forze armate dove l’Aeronautica, come dimostrano i conflitti attuali, gioca un ruolo fondamentale, molto più che nel passato. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente