Il “Dente cariato”: quale è linea della Giunta Gualtieri sulla destinazione di immobili pubblici?La Giunta capitolina ha approvato il 3 marzo scorso una Memoria di Giunta (1) –
“Indirizzi per la valorizzazione dell’immobile “Dente cariato” di Via Giolitti”
– con cui si punta a trasformare l’immobile accanto alla Stazione Termini da
“plesso incompiuto e fatiscente” a “porta della Città”. Leggendo la Memoria
però, tutto sembra andare nella direzione dell’ennesimo immobile pubblico ceduto
a speculazioni immobiliari private. Pubblichiamo la parte finale della Memoria e
il Comunicato del Polo Civico Esquilino, che, come già Carteinregola un anno fa
(2), in seguito alla Mozione dell’Assemblea Capitolina (3) ribadisce che la
funzione dell’immobile “non può essere determinata dal mercato. Deve rispondere
prima di tutto ai bisogni sociali, culturali e civici del territorio”.
Il 19 marzo alle ore 18:00 ai Giardini di Piazza Vittorio Emanuele II Area
Anfiteatro si terrà l’ASSEMBLEA PUBBLICA Curiamo il Dente Cariato organizzata
dal Polo dell’Esquilino per proporre un progetto utile alla città invece
dell’ennesimo albergo/studentato – partecipa Carteinregola per info
https://polocivicoesquilino.it/evento/assemblea-pubblica-curiamo-il-dente-cariato/
Dalla Memoria avente a oggetto Indirizzi per la valorizzazione dell’immobile
”Dente Cariato” di via Giolitti (SCARICA LA MEMORIA )
(…)
Ritenuto quindi che
sia prioritario l’intervento affinché sia restituita di dignità all’immobile il
quale, da plesso incompiuto e fatiscente occupato da attività commerciali di
diverso genere natura e parzialmente abusive, assuma appieno titolo il ruolo di
“porta della Città “che la sua collocazione gli garantisce, anche attraverso la
ricostituzione dell’unità potenziale dell’opera originaria per ristabilire, dal
punto di vista architettonico, una coerenza tipologica con gli edifici limitrofi
limitrofi, e, dal punto di vista funzionale, la rigenerazione del quadrante o
ove insiste;
nel panorama delle opzioni prospettate, sia da privilegiare un piano che
recuperi la sagoma e l’ingombro del volume originario, anche nell’ottica di
assicurare maggiore remuneratività all’investimento e di recuperare la
compattezza e la continuità originaria del fronte urbano inserito contesto del
quartiere Esquilino, rimandando alla libera facoltà degli operatori economici,
la scelta delle destinazioni d’uso da dare al complesso;
La Giunta capitolina
per le motivazioni espresse in premessa, che si intendono integralmente
richiamate, fornisce indirizzo al Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e
Politiche abitative affinché, in collaborazione con la Direzione del Municipio I
valuti ogni attività di evidenza pubblica ai sensi di legge finalizzata alla
rigenerazione dell’immobile e valuti altresì, con il coinvolgimento di altre
strutture capitoline competenti, eventuali utilizzi temporanei dei locali vuoti
dell’immobile.
(…)
Nelle premesse della Memoria è citata la Delibera (4) che ha approvato nel
dicembre 2024 il Protocollo d’Intesa tra Roma Capitale e la Presidenza del
Consiglio dei Ministri per un’azione di accompagnamento e supporto tecnico
finalizzato all’implementazione di un ”Progetto faro” di rigenerazione urbana
nell’ambito del Progetto ITALIAE – Atelier di sperimentazione ”Valorizzazione
del patrimonio immobiliare pubblico” – ”Urban regeneration flagship projects” ,
ma nel seguito non c’è traccia di finalità sociali dell’immobile.
Speriamo di essere smentiti, ma ancora una volta ci sembra che la “rigenerazione
urbana” delle proprietà pubbliche comunali, per questa Amministrazione si debba
intendere come “rinnovamento edilizio” da affidare a privati, anzichè come leva
di rigenerazione sociale, che pure, di fronte alla Stazione , avrebbe un suo
perchè.
Per questo Carteinregola si unisce al Polo Civico Esquilino nelle richieste
avanzate nel comunicato in calce, a cominciare da una riflessione trasparente e
condivisa sulla destinazione, che deve rispondere prima di tutto ai bisogni
sociali, culturali e civici del territorio e un vero percorso di partecipazione
con il territorio, aperto a cittadine/i, associazioni, realtà sociali, culturali
e commerciali del rione (AMBM)
dal sito del Polo Civico Esquilino 3 marzo 2026, Dente Cariato: il futuro della
città non può deciderlo il mercato. Subito un percorso pubblico e partecipato
COMUNICATO STAMPA POLO CIVICO ESQUILINO
Roma, 3 marzo 2026
L’intenzione dell’Amministrazione capitolina di riqualificare il cosiddetto
Dente Cariato a Termini è una buona notizia, ma si tratta di un bene pubblico,
la cui funzione non può essere determinata dal mercato. Deve rispondere prima di
tutto ai bisogni sociali, culturali e civici del territorio.
Il Polo Civico Esquilino è intervenuto oggi alla seduta congiunta delle
Commissioni Turismo e Patrimonio dedicata al futuro dell’immobile(5), un
edificio strategico per il nostro rione e per l’intera città.
Accogliamo positivamente che, dopo anni, si torni a discutere del destino di
questo spazio. Sul tema le associazioni che fanno parte del Polo Civico si sono
mobilitate chiedendo che si aprisse una riflessione trasparente e condivisa. È
un risultato importante che il tema sia oggi al centro dell’agenda politica.
Tuttavia, dalla discussione di oggi emerge un’impostazione che ci preoccupa:
avviare una consultazione preliminare rivolta al solo mercato per orientare la
destinazione del bene in base all’“appetibilità” economica.
Riteniamo che questa impostazione rovesci l’ordine delle priorità.
Il Dente Cariato è un bene pubblico, patrimonio disponibile della città. La sua
funzione non può essere determinata dalla sola sostenibilità finanziaria e
dall’interesse degli investitori. Il rischio è che si ripeta l’errore della
cosiddetta riqualificazione dell’area degli ex Mercati Generali dove, grazie a
un accordo tra Comune e fondo Hines e contro il parere di residenti e
associazioni, c’è il progetto di costruire residence, alberghi e uno studentato
di lusso. Oppure del caso del Social Hub a San Lorenzo.
Nel corso della Commissione sono emerse nuovamente ipotesi di studentati e
strutture ricettive che non possono essere la soluzione migliore solo perché
sostenibili sul piano finanziario. L’Esquilino è già sottoposto a forti
pressioni abitative, commerciali e sociali. Un intervento che non tenga conto di
un reale mix funzionale e di una significativa quota di servizi pubblici e spazi
a vocazione sociale aggraverà gli squilibri esistenti. Proprio mentre
l’Amministrazione si accinge a regolare il mercato degli affitti brevi che
stanno rendendo le case inaccessibili a chi vive in questa città, chiediamo
coerenza!
Non si tratta di contrapporre ideologicamente “pubblico” e “privato”, ma di
affermare un principio semplice: è l’interesse pubblico a dover orientare il
mercato, non il contrario.
Chiediamo quindi con forza che:
* venga avviato subito un vero percorso di partecipazione con il territorio,
aperto a cittadine/i, associazioni, realtà sociali, culturali e commerciali
del rione;
* venga reso pubblico e discusso lo studio di fattibilità, affinché la città
possa valutarne contenuti e presupposti;
* siano esplicitati fin da subito criteri vincolanti di utilità sociale,
accessibilità e funzione pubblica nella futura procedura di gara;
* si lavori a un modello che garantisca un mix funzionale equilibrato, capace
di generare valore economico e coesione sociale.
Sappiamo che l’intervento richiede un investimento importante. Ma la scelta non
può essere ridotta all’alternativa tra “bando che va deserto” e “bando
appetibile per il mercato”. Esiste una terza via: costruire un progetto forte,
condiviso e socialmente riconosciuto, che attragga investimenti proprio perché
radicato in una visione pubblica chiara.
Il Dente Cariato può diventare il simbolo di una rigenerazione urbana orientata
al bene comune. Oppure l’ennesima occasione in cui una scelta strategica per la
città viene definita in base alla redditività.
La politica deve sapere che sebbene – come sottolineato in uno degli interventi
in Commissione – non c’è un terzo settore forte economicamente per un’operazione
di acquisto, c’è un terzo settore e un movimento civico forte socialmente e in
grado di prendere parola contro un modello di gestione pubblica che vede nel
mercato l’unica soluzione per trasformare questa citta .
Come Polo Civico Esquilino continueremo a vigilare e a proporre, affinché questo
spazio torni alla città come luogo vivo, inclusivo e utile alla comunità.
Il futuro del Dente Cariato riguarda tutte e tutti. E deve essere deciso
insieme.
Polo Civico Esquilino
Per osservazioni e precisazioni riguardo l’articolo di Carteinregola scrivere a:
labortorioriocarteinregola@gmail.com
12 marzo 2026
vedi anche RomaToday, Roma, Il Comune vuole riqualificare l’edificio “dente
cariato” di Termini di Giulia Argenti
https://www.romatoday.it/politica/dente-cariato-termini-progetto-recupero.html
NOTE
(1) SCARICA LA MEMORIA DI GIUNTA n. 10 del 19 febbraio 2026 avente a oggetto
Indirizzi per la valorizzazione dell’immobile ”Dente Cariato” di via Giolitti
(2) vedi Dente Cariato”: quale uso per il patrimonio pubblico? 18 marzo 2025
(3) La mozione era stata presentata dai consiglieri Antonella Melito, Lorenzo
Marinone, Mariano Angelucci, Carla Fermariello, Giovanni Zannola, Cristina
Michetelli, Riccardo Corbucci del PD e Tiziana Biolghini di Roma Futura, e
sollecitava “la riqualificazione dell’immobile chiamato “Dente Cariato”
(4) vedi Deliberazione n. 521 Approvazione dello Schema di Protocollo d’Intesa
tra Roma Capitale e la Presidenza del Consiglio dei Ministri per un’azione di
accompagnamento e supporto tecnico finalizzato all’implementazione di un
”Progetto faro” di rigenerazione urbana nell’ambito del Progetto ITALIAE –
Atelier di sperimentazione ”Valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico”
– ”Urban regeneration flagship projects” Programma Operativo Complementare 2024
– 2025 al PON ”Governance e Capacità Istituzionale” 2014 – 2020 17 dicembre 2024
SCARICA LA DELIBERA.
(5) Vai alla registrazione delle Commissioni congiunte Turismo e Patrimonio del
3 marzo 2026