Militari tedeschi e italiani con affiliazione all’estrema destra: l’inchiesta e la messa al bando
Il proselitismo dell’estrema destra nei corpi degli eserciti nazionali non è una
novità, tanto che da anni in Germania la notizia è stata attenzionata dai media
e studiata nei minimi particolari, documentando lo spostamento su posizioni
nostalgiche del nazismo di numerosi militari di professione che prendono parte a
raduni e manifestazioni, se non quando risultano tra gli attivisti di gruppi
politici.
Sempre in Germania, almeno negli ultimi anni, a partire dal 2017, assistiamo
all’ascesa di Alternative für Deutschland (AfD), il primo partito di estrema
destra, che entra nel Bundestag. L’affermazione politica e sociale di AfD si è
accompagnata a risultati elettorali impensabili, a guadagnare voti anche in
regioni tradizionalmente di sinistra e antifasciste, molto ha influito la crisi
economica che ha favorito l’avvento di posizioni nazionaliste e di aperta
avversione ai migranti, alle politiche di accoglienza. Nella Germania in
recessione economica i temi anti immigrazione sono diventati centrali nel
dibattito politico con AfD che raddoppia i suoi consensi rispetto al 2021 e
diventa la seconda forza politica nel Paese, in molte aree dell’est addirittura
la prima.
Il successo della estrema destra ha origini lontane, anche dopo la unificazione
delle due Germanie a seguito del crollo del Muro l’estrema destra guadagnò
consensi proprio nelle aree colpite dalla crisi economica o dove aziende non
aggiornate cedevano il passo a imprese tecnologicamente avanzate, lasciando
indietro una buona fetta della manodopera non specializzata. L’arrivo poi dei
migranti, richiesti dalle multinazionali della manifattura, e i conflitti con
l’esercito industriale di riserva rappresentano un ulteriore fattore di crisi e
di conflitto interno che porta consensi alla destra.
La situazione odierna presenta numerose analogie con quanto avvenuto negli anni
Novanta, allora era l’industria dell’est a cedere il passo a quella
tecnologicamente più avanzata, oggi è la manifattura civile alla quale subentra
quella militare, pur con le debite proporzioni e distinzioni le analogie sono
evidenti.
Se quindi tra i tanti consensi in ambito sociale raccolti da AfD troviamo
settori sociali un tempo vicini a istanze antirazziste e solidali, è indubbio
che tra i primi sostenitori di AfD troviamo militari ed ex militari perché in
quell’ambiente l’estrema destra ha trovato il terreno fertile su cui attecchire
raccogliendo i primi nuclei di militanti.
Non desti quindi sorpresa la notizia che in una inchiesta dei ROS, con richieste
di rinvio a giudizio per 17 persone accusate di apologia di fascismo, si trovino
anche uomini in divisa. Troppi sono i fatti di cronaca che attestano posizioni
espresse anche da uomini e donne in divisa, non solo assai vicine alla destra,
ma con un bagaglio culturale prettamente militarista che ritroviamo ormai
sdoganato anche nel linguaggio politico.
I più anziani ricorderanno che negli anni Sessanta e Settanta, ad esempio, ci
furono ampi consensi tra i paracadutisti verso il Movimento Sociale Italiano con
la partecipazione dei parà agli scontri di piazza con attivisti di sinistra. Non
è casuale che perfino le posizioni di alcuni sindacati siano ormai
identificabili con quelle della destra di Governo e di gruppi ancora più
estremi. Sia lungi da noi generalizzare, ma la vicinanza tra estrema destra e
esponenti delle forze dell’ordine e dell’esercito rappresenta un fattore assai
preoccupante che in certi contesti storici ha determinato anche una aperta
minaccia alla democrazia.
L’inchiesta in corso ha visto la Procura chiedere esplicitamente la messa al
bando di un gruppo dell’estrema destra di Torino, come scrive Rita Rapisardi sul
numero domenicale del quotidiano Il Manifesto: «è risultato che erano almeno tre
i militari individuati a frequentare l’Edoras, circolo dove si incontravano gli
aderenti alla sigla. Nessuno di loro è stato indagato nel procedimento ma delle
oltre 150 pagine degli atti emerge il rapporto tra diversi soggetti delle forze
armate, in servizio nella città di Torino e nelle vicinanze, che hanno
partecipato agli eventi sotto la bandiera nera, come grigliate, incontri e
azioni politiche»
(https://ilmanifesto.it/proselitismo-neofascista-tra-esponenti-dellesercito).
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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