Soldi a fondo perduto e inquilini valutati da un algoritmo. I nuovi ostacoli per affittare a Roma
(Fonte) – Filippo Poltronieri – 8 marzo 2026
Una provvigione all’agenzia del 15% sul canone annuo (2500 euro + 550 di iva),
50mila euro di reddito annuo lordo, un contratto a tempo indeterminato, la
cittadinanza italiana e duemila euro a fondo perduto come assicurazione per il
rischio morosità. Per assicurarsi un appartamento da 1.400 euro al mese al
Pigneto, insomma, è necessario anticipare oltre cinquemila euro e presentare una
serie di garanzie piuttosto stringenti. Negli ultimi anni il mercato immobiliare
romano ha raggiunto un livello di complessità che ridefinisce completamente il
concetto di cercare casa. Una trasformazione cui ha contribuito anche il sistema
inventato da SoloAffitti Spa, un gruppo che conta ormai circa trecento agenzie
in tutta Italia, una ventina nella Capitale, e che ha scelto di puntare tutto
sulla tecnologia applicata alla locazione attraverso la piattaforma SoloAffitti
PAY.
Come funziona.
Non si paga la caparra al proprietario dell’immobile ma a un’agenzia privata che
garantisce per l’inquilino dando al proprietario la certezza dei pagamenti anche
in caso di morosità, fino all’avvenuto sfratto. Il proprietario a sua volta
devolve un 10% dell’incasso mensile all’agenzia.
La selezione degli inquilini avviene attraverso un’istruttoria rigorosa gestita
da un algoritmo. Chi cerca casa deve caricare sulla piattaforma documenti di
reddito, siano essi di lavoro dipendente, autonomo o pensioni. L’algoritmo
incrocia questi dati e restituisce un indicatore di solvibilità personalizzato
che definisce esattamente quale appartamento il soggetto può permettersi. “Poi è
il proprietario l’ultimo decisore che può imporre qualsiasi limitazione” spiega
Alessandro Galardo, che gestisce una delle agenzie affiliate di Roma.
A Roma poi, dove operano circa venti agenzie coordinate che possono lavorare su
tutta la città pur avendo punti di riferimento, il mercato è estremamente
variegato. Ancora Galardo “in città esiste un mercato del
transitorio molto forte, alimentato da master annuali o trasferimenti legati
alle cariche istituzionali come quelle della Camera dei Deputati, dove i
contratti durano quanto la legislatura”.
Il profilo dei proprietari è altrettanto specifico. Secondo Galardo, la maggior
parte dei locatori ha un’età compresa tra i quaranta e i sessant’anni, persone
che hanno avuto la possibilità di acquistare casa
o che sono eredi dello storico tessuto dei “palazzinari” e delle imprese edili
che hanno costruito massicciamente fino agli anni novanta.
SoloAffitti PAY si inserisce con una forza dirompente: Galardo rivela che nel
2025 circa il 95% degli immobili da loro gestiti è stato affittato utilizzando
la garanzia Rent Pass. Questa automazione della fiducia crea una forma di
esclusione per chi non possiede i requisiti minimi richiesti come chi ha un
lavoro atipico o fa parte di categorie storicamente fragili.
Il modello si scontra quindi con una realtà economica per l’inquilino che è
diventata estremamente onerosa. Oltre alla provvigione per l’agenzia, che nella
Capitale si attesta solitamente sul 15% del canone annuo,
l’aspirante inquilino deve versare una cifra a fondo perduto che non è un
deposito cauzionale e non verrà restituita a fine contratto, ma costituisce un
pagamento per il servizio di assicurazione contro la morosità, e trasforma
l’accesso alla casa.
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