Campanelli d’allarme inascoltati. Alla scuola della Guardia di Finanza di Coppito (AQ) si muore a 22 anni.
All’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è
arrivata segnalazione riguardo la morte di una giovane finanziera di ventidue
anni, caduta dal terzo piano della scuola della Guardia di Finanza a Coppito, a
l’Aquila.
Non è dato sapere altro, se si tratti di una caduta accidentale, di un suicidio
o di altro ancora. Gli inquirenti hanno avviato una indagine e nel frattempo,
all’indomani del fatto, trapelano notizie sulla caserma sia da parte della
senatrice AVS Ilaria Cucchi sia dal sindacato dei Finanzieri.
Fanpage annuncia per i prossimi giorni una interrogazione parlamentare della
senatrice Ilaria Cucchi, che negli ultimi mesi era già intervenuta sugli
addestramenti alla scuola dei Finanzieri con una prima interrogazione alla quale
non è mai arrivata risposta. Riportiamo dall’articolo le parole della senatrice:
«Denunciamo che da quella scuola sono arrivate numerose segnalazioni per fatti
molto gravi. Il primo aprile del 2025 ho presentato la prima interrogazione,
dopo aver ricevuto le prime segnalazioni dal Sindacato Finanzieri Democratici.
Mi segnalavano vessazioni fisiche e psicologiche, privazione del sonno, docce
fredde, un solo bicchiere d’acqua al giorno e l’impossibilità di curare l’igiene
personale in modi e tempi umanamente civili. Nelle settimane precedenti era
avvenuto anche un tentativo di suicidio, e prima ancora una denuncia per
violenza sessuale su un’allieva. Un’altra allieva denunciava “regole da campo di
concentramento”, il divieto di guardarsi negli occhi tra compagni, il dover
marciare con il ciclo senza la possibilità di andare in bagno, finché il sangue
non le scorreva sugli scarponi. Ho chiesto, allora, se i ministri competenti
fossero a conoscenza di queste condizioni e quali verifiche intendessero
avviare. Silenzio. Un mese e mezzo fa».
Questo il sistema educativo, che include (ma non si limita) allo spettro, mai
tramontato, del nonnismo, con il solito armamentario di privazioni, pressioni e
vessazioni fisiche e psicologiche. Abbiamo trovato una definizione di nonnismo
sul portale difesa, la riportiamo integralmente anche per mostrare una certa
compiacenza non con la prevaricazione in sé, ma con una nostalgica ed edulcorata
lettura della figura del nonno, dell’anziano in caserma: «In caserma la figura
del “nonno” aveva anche accezioni positive, giacché per molti era colui che
possedeva le coordinate giuste per guidarti in un mondo nuovo e irto di
tranelli. Purtroppo a prevaricare erano sovente le dinamiche del branco che – a
guardar bene – non sono le stesse che amalgamano un reparto militare. L’atto di
prevaricazione, infatti, era comunque un imprinting individuale probabilmente
già insito nell’individuo durante la sua vita da “borghese”: gli ufficiali o i
sottufficiali conoscevano il problema, forse lo sottovalutavano oppure ci
convivevano, ma dobbiamo essere sicuri che non lo promuovessero in linea
ufficiosa. La magistratura farà chiarezza».
L’articolo è di quasi dieci anni fa e difende a spada tratta la cultura
militarista, auspicando che gli eccessi individuali siano individuati e
perseguiti dalla Magistratura.
La domanda che l’Osservatorio ha rivolto tante volte è se certi comportamenti
non siano invece favoriti da ogni ambiente caratterizzato da forte
gerarchizzazione dei ruoli, catena verticistica del comando, esaltazione della
cultura e delle pratiche militariste (vedi qui).
È importante la denuncia del Sindacato dei Militari, inviata tramite pec alla
Procura dell’Aquila e al Comando Generale della Guardia di Finanza: si chiedono
non solo accertamenti ispettivi immediati sui metodi di istruzione e di
addestramento degli allievi e delle allieve, ma si torna a denunciare le
condizioni strutturali degli immobili e le forti pressioni psicofisiche,
dubitando della loro stessa compatibilità con le norme a tutela della salute e
sicurezza sul lavoro. Richieste di accertamenti che richiamano l’attenzione
sulle condizioni materiali di vita degli allievi e delle allieve e sui metodi di
insegnamento. Un capitolo mai chiuso che puntualmente torna a riaprirsi ogni
qual volta cresce il plauso dei Governi verso la cultura militarista.
Le caserme siano strutture con pareti di cristallo giusto a ricordare che quanto
accade al loro interno ci riguarda tutti e tutte.
Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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