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La Ocean Viking diretta a Palermo con 90 naufraghi
Dopo l’allarme dato da AlarmPhone la nave Ocean Viking di SOS Mediterranee ha evacuato oggi 44 persone, molte delle quali in condizioni mediche critiche, dalla nave mercantile Sider nell’area di ricerca e soccorso di competenza maltese Tutti i sopravvissuti sono… Redazione Italia
Processo penale sul naufragio di Cutro. Il 14 gennaio prima udienza a Crotone
EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE sono parti civili nel processo penale sul naufragio di Cutro, che ha inizio a Crotone il prossimo 14 gennaio. Amnesty International Italia sarà presente al processo come osservatore. Le ONG  chiedono il rispetto del diritto internazionale nel Mediterraneo e che le autorità responsabili rispondano della deliberata negligenza nelle operazioni di soccorso in mare. Una coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) che lo scorso anno si era costituita parte civile, sarà formalmente parte nel processo penale sul naufragio di Cutro, la cui prima udienza è fissata per il 14 gennaio a Crotone.   Da tempo le ONG mirano ad ottenere verità e giustizia per la catena di eventi, decisioni ed omissioni che hanno portato a uno dei più tragici naufragi della storia italiana: quello avvenuto al largo di Steccato di Cutro nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, quando un’imbarcazione è affondata provocando la morte di almeno 94 persone e un numero imprecisato di dispersi. Di tutte le persone che erano a bordo solo 80 sono sopravvissute.  Nel processo sono accusati di naufragio colposo e di omicidio colposo plurimo sei ufficiali della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. “Come la tempestività è fondamentale nei soccorsi, così i ritardi nell’attivare interventi di salvataggio non sono un semplice incidente, ma una negligenza da sanzionare” – commentano le ONG. In questo caso specifico, le autorità italiane hanno prima dato priorità all’operazione di polizia e poi ignorato il loro dovere di soccorso; come noto, quella gestione  ha avuto conseguenze drammatiche. Le organizzazioni SAR attive nel Mediterraneo hanno ampiamente documentato come i ritardi nell’avvio di operazioni di soccorso abbiano portato a tante evitabili stragi. Pertanto, il giudizio non può fermarsi ai funzionari di grado inferiore e ogni decisione, anche quelle delle autorità superiori, deve essere presa in considerazione risalendo la catena di comando. “Il diritto internazionale, la tutela della vita e il dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare devono essere la priorità e vanno rispettati sempre. È inaccettabile che le persone continuino ad annegare nel Mediterraneo e non si deve più consentire che i responsabili, a tutti i livelli, di questo come di altri naufragi restino impuniti” – dichiarano ancora le ONG. EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE si sono costituite parte civile per chiedere giustizia e supportare le famiglie delle vittime nella loro richiesta di giustizia. Alla prima udienza che si terrà il prossimo 14 gennaio presso il Tribunale di Crotone sarà presente Valeria Taurino, direttrice generale di SOS MEDITERRANEE Italia, insieme a rappresentanti di tutte le ONG, che nel corso del processo saranno ascoltati insieme ai consulenti tecnici individuati nelle liste testi delle Organizzazioni. Sarà presente anche Amnesty International Italia in qualità di osservatore.   Redazione Italia
Sbarco a Savona per 33 migranti soccorsi dalla Ocean Viking
Mercoledì 31 dicembre siamo intervenuti con la Ocean Viking per il trasbordo di 33 persone, tra cui due famiglie con bambini piccoli, ferme da giorni sulla Maridive703, che le aveva salvate prima di Natale. Queste persone ci hanno detto che altre 75 erano state riportate forzatamente in Tunisia prima del nostro arrivo. Nel frattempo, seguendo un’allerta arrivata tramite Alarm Phone, abbiamo cercato e trovato un gommone con circa 60 persone a bordo, alla deriva, ma quando ci siamo avvicinati, la Guardia Costiera libica ci ha intimato di allontanarci e noi siamo stati costretti a farlo. Sicuramente le persone sul gommone sono state riportate in Libia e (anche) questa è una violazione del diritto internazionale. Impotenti, abbiamo continuato la navigazione verso il porto assegnato nel frattempo dalle autorità italiane, Savona, dove siamo arrivati lunedì 5 gennaio all’alba, dopo 4 giorni di navigazione. Le 33 persone soccorse stanno bene e finalmente possono mettere piedi (e piedini) in un Paese sicuro, dove i loro diritti e i loro corpi non siano sistematicamente violati. Redazione Italia
Iniziata la missione Albatross di SOS Mediterranée
Ieri è stato effettuato il primo volo della missione di monitoraggio aereo Albatross di SOS Mediterranée, insieme al nostro partner Humanitarian Pilots Initiative. Durante il volo Albatross ha avvistato due barche vuote. Probabilmente si trattava di imbarcazioni con persone intercettate dalla Guardia Costiera libica e riportate indietro con la forza. In uno dei due casi era presente un’imbarcazione veloce libica non identificata, con persone a bordo. Foto di Lucrezia Frabetti Nel pomeriggio Albatross ha avvistato una barca in pericolo con circa 40 persone a bordo nella SRR maltese. L’aereo ha lanciato un Mayday sia alle autorità sia alle navi di soccorso. Poi abbiamo appreso che le persone a bordo erano state salvate da Aurora, la nave di Seawatch e ora sono al sicuro a Lampedusa. Redazione Italia
Missione Albatross, un nuovo sguardo sul Mediterraneo centrale
SOS MEDITERRANEE, in collaborazione con Humanitarian Pilots Initiative (HPI), prepara il lancio della sua prima missione di osservazione aerea per ampliare il proprio ambito di azione. La missione Albatross prenderà il via con i suoi primi voli la prossima settimana, con l’obiettivo di monitorare le imbarcazioni in difficoltà e documentare le violazioni del diritto marittimo e umanitario nel Mediterraneo centrale. Questa prima fase permetterà ai team di implementare le procedure operative e le capacità tecniche prima dell’inizio dei voli regolari, previsto per l’inizio del 2026. A bordo ci sarà un equipaggio di tre persone, supportato da un team a terra. SOS MEDITERRANEE si occuperà del coordinamento operativo, mentre HPI, un’organizzazione non governativa svizzera specializzata in operazioni aeree umanitarie, gestirà gli aspetti aeronautici e metterà a disposizione la propria esperienza nei voli di monitoraggio sul Mediterraneo centrale. “Dopo quasi un decennio di operazioni in questo tratto di mare, sappiamo quanto sia essenziale il supporto aereo – ha dichiarato Valeria Taurino, direttrice generale di SOS MEDITERRANEE Italia. “Con Albatross ci uniamo ad altri mezzi aerei civili come Seabird e Colibri per fare in modo che la tragedia umanitaria nel Mediterraneo centrale non passi inosservata. Un singolo aereo può coprire un’enorme porzione di mare, documentando violazioni umanitarie che altrimenti resterebbero invisibili“. Nel 2024 i mezzi aerei civili sono stati operativi in media solo 15 giorni al mese, con una diminuzione del 15% rispetto al 2023. Nel 2025, diversi aeromobili civili hanno dovuto sospendere le missioni a causa di restrizioni amministrative o mancanza di fondi, riducendo ulteriormente la già limitata presenza umanitaria sul Mediterraneo centrale. Contesto Durante l’estate, la Guardia Costiera libica finanziata dall’Unione Europea ha attaccato la Ocean Viking in acque internazionali. Solo poche settimane dopo, anche la nave di soccorso Sea Watch 5 è stata presa di mira con colpi d’arma da fuoco. Questi episodi, che fanno parte di un modello continuo di violenze, evidenziano il contesto estremamente pericoloso in cui operano le organizzazioni civili di soccorso e la necessità urgente di un’osservazione e documentazione indipendente. In un contesto in cui le autorità europee e italiane impongono misure sempre più restrittive contro le operazioni civili di ricerca e soccorso, lo spazio per l’azione umanitaria continua a ridursi. Queste politiche contribuiscono direttamente alla tragedia in corso delle morti di massa per annegamento nel Mediterraneo centrale. La missione Albatross non rappresenta soltanto un aereo, ma una linea di vita, un testimone e un appello alla responsabilità. DONA ORA per sostenere la missione Albatross.   Redazione Italia
Nuova campagna di SOS Mediterranee: “Cambiamo il finale. Ogni persona ha diritto di essere salvata”
Negli ultimi giorni a Roma sono apparsi centinaia di manifesti che sembravano annunciare l’uscita di un film: “30 mila naufraghi sotto i mari” e “Dal 3 ottobre”. Si tratta di una nuova campagna di comunicazione e mobilitazione in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Negli ultimi giorni a Roma sono apparsi diversi manifesti anonimi con la scritta: 30mila naufraghi sotto i mari. Il riferimento è a “Ventimila leghe sotto i mari”, il romanzo d’avventura di Jules Vernes. La produzione, si legge sui manifesti, è a cura di Italia e Libia e gli attori migranti senza nome. Si tratta della prima fase di una campagna di comunicazione che SOS MEDITERRANEE svela oggi, in vista della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, il prossimo 3 ottobre. Una campagna per generare attenzione e sensibilizzare sulle morti nel Mediterraneo, ma anche per chiedere un finale diverso, un cambiamento delle attuali politiche migratorie.  Come in tanti film dello stesso regista, le storie dei migranti che attraversano il mare sembrano già scritte e il finale spesso si ripete: il Mediterraneo diventa la loro tomba. Di molti non sapremo mai neanche che sono partiti, perché inghiottiti dalle onde prima che chiunque potesse accorgersi di loro; questi morti invisibili si aggiungono alla vite perse nel Mediterraneo centrale: oltre 30 mila morti negli ultimi 10 anni. Esiste però la possibilità di un finale diverso, che parli di diritto alla vita in quel mare profondo ed eletto suo malgrado a simbolo di una delle più grandi tragedie umanitarie degli ultimi decenni: SOS MEDITERRANEE lavora ogni giorno per  salvare vite in mare. La campagna esce in occasione del 3 ottobre, anniversario del naufragio di Lampedusa del 2013, dove persero la vita 368 persone e che costrinse cittadini e politica ad aprire gli occhi su quello che stava accadendo a pochi chilometri dalle coste dell’Europa nell’indifferenza generale.  “Da quel giorno – spiega Valeria Taurino, direttrice generale di SOS MEDITERRANEE ITALIA – nessuno ha più potuto fingere di non sapere. Le storie di quelle persone in questi 12 anni sono rimaste tutte tristemente uguali, e molto spesso si sono concluse in modo drammatico: noi non ci stiamo, vogliamo per tutti un finale diverso, per questo abbiamo lanciato questa campagna. Lo scorso 24 agosto la nostra nave è stata attaccata  dalla Guardia Costiera libica, e da quel giorno siamo fermi per via dei danni da riparare: questo è solo un capitolo della nostra storia, che speriamo si chiuda prima possibile per poter tornare in mare a pattugliare quel fazzoletto d’acqua teatro di tragedie ma anche di speranze  e voglia di rinascita. Chiunque si trovi in pericolo in mare ha il diritto di essere salvato e ogni storia di quelle migliaia di uomini, donne e bambini merita un finale diverso da quello che la politica italiana e l’Europa, colpevoli e indifferenti, hanno scritto per loro“. In occasione dell’anniversario della strage di Lampedusa e per lanciare questa nuova campagna, SOS MEDITERRANEE ha anche organizzato una serie di eventi in tutta Italia: * Torino: “La luna da sotto il mare – SOS MEDITERRANEE e Nathan Kiboba commemorano il 3 ottobre” Nella cornice del Festival dell’accoglienza, all’Off Topic alle ore 18, si terrà un incontro con Nathan Kiboba e il co-autore Cristiano Sormani Valli. Prima del talk, la musica di Marilì. * Milano: “Cambiamo il finale” – Al Rob de Matt, ore 19, talk con Luca Misculinde Il Post e Greta Granzini, direttrice fundraising SOS MEDITERRANEE Italia. Dopo il talk, visione del documentario del Comitato 3 Ottobre Senza nome. * Bologna “La memoria diventa denuncia” – Alle 17 presso Sala Borsa (Comune), tavola rotonda con Valeria Taurino, direttrice generale SOS MEDITERRANEE ITALIA, Max Cavallari TBC, Mediterranea, Amnesty Bologna, Avvocato di Strada, testimonianze, musica. Alle 19.30 fiaccolata in memoria di tutte le vittime del mare. * Roma “Racconti di mare e di terra – storie di migrazioni a 12 anni dal naufragio di Lampedusa” – Al Monk alle 19.30evento che vedrà, oltre alla proiezione di Real People, docufilm di Olmo Parenti girato a bordo della Ocean Viking, un dibattito con Refugees Welcome Roma, Ciao onlus e l’associazione Non dalla guerra.   Redazione Italia
97 naufraghi ancora bloccati a bordo del mercantile Port Fukuoka
Come denunciato ieri da Sea Watch, 97 persone si trovano attualmente a bordo della nave mercantile Port Fukuoka dopo aver trascorso almeno quattro giorni in mare. Tra loro ci sono tre donne incinte e i cadaveri di due bambini. Il rischio che vengano respinti in Libia rimane alto. SOS Mediterranee informa che nella notte il capitano e il proprietario del mercantile hanno chiesto assistenza alla sua nave Ocean Viking, non essendo preparati a gestire una situazione così drammatica e non avendo ricevuto alcuna istruzione per lo sbarco delle persone salvate. “La mancanza totale di assistenza da parte delle autorità italiane è un vuoto enorme. Chiediamo di assegnare subito un porto” conclude la Ong su X. Redazione Italia
Naufragio di Cutro, le Ong del soccorso in mare parte civile al processo
EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE, parte civile nel processo sul naufragio di Cutro, soddisfatte per il rinvio a giudizio. Le Ong chiedono che le autorità responsabili, a tutti i livelli, siano chiamate a rispondere della deliberata negligenza nelle operazioni di soccorso. Sollecitano infine il pieno rispetto del diritto internazionale nel Mediterraneo. Una tappa importante nel lungo percorso per ottenere verità e giustizia sui mancati soccorsi al caicco Summer Love, naufragato a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023 causando almeno 94 morti e un numero imprecisato di dispersi. Così EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE, che si sono costituite parte civile nel processo sul naufragio di Cutro, salutano il rinvio a giudizio dei sei imputati deciso dal giudice ieri sera a conclusione dell’udienza preliminare. Considerata la grave serie di negligenze e sottovalutazioni con cui sono state attivate e portate avanti, ma di fatto mai realizzate, le operazioni di soccorso, ai quattro militari della Guardia di Finanza e ai due della Guardia Costiera che andranno a processo la Procura della Repubblica di Crotone contesta i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Le Ong costituitesi parte civile chiedono che sia chiarita la sequenza di eventi e omissioni che hanno portato a uno dei più tragici naufragi della storia italiana. Proprio il processo potrebbe essere l’occasione giusta per fare luce su tutti i passaggi critici, sulle responsabilità dei sei imputati e, auspicabilmente, anche su quelle dei funzionari e delle autorità di livello più alto. “I tempi sono fondamentali per la buona riuscita delle operazioni di soccorso; per questo i ritardi nell’attivare interventi di salvataggio non sono un incidente, ma una negligenza, che non può restare impunita” commentano le Ong. In questo caso specifico le autorità italiane hanno ignorato il loro dovere di soccorso e l’omissione ha avuto conseguenze drammatiche. “Non è accettabile e non si deve più consentire che i responsabili di questo come di altri naufragi restino impuniti mentre le persone continuano ad annegare” dicono ancora le Ong. “Il diritto internazionale, la tutela della vita e il dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare devono essere rispettati sempre, anche nel Mediterraneo”. EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE chiedono inoltre di porre immediatamente fine alla criminalizzazione delle persone in movimento e di ripristinare efficaci operazioni di ricerca e soccorso in mare, auspicabilmente anche con una missione europea dedicata.       Redazione Italia
Sbarco a Savona per i 73 naufraghi soccorsi dalla Ocean Viking
“Dopo tre giorni di navigazione, abbiamo raggiunto Savona per sbarcare 73 naufraghi. Siamo stati accolti con calore da tante persone giunte al porto. Un naufrago ha sussurrato: “لا مزيد من الناس السيئين” (“Niente più persone cattive”). Gli auguriamo che sia così” riferisce su X la Ong SOS Mediterranee. Redazione Italia
Giornata Mondiale del Rifugiato: tutti gli eventi organizzati da SOS MEDITERRANEE
Venerdì 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato (World refugee day), indetta dalle Nazioni Unite nel 2001 per commemorare l’approvazione della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati (Convention Relating to the Status of Refugees). Come ogni anno, SOS MEDITERRANEE ha deciso di organizzare sul territorio incontri ed eventi per sensibilizzare sul tema delle migrazioni, oggi più che mai strumentalizzato dalla politica mondiale, ma che resta solo una tragedia umana e umanitaria. Ecco la lista degli incontri che avranno luogo in varie parti d’Italia: * Venerdì 20 giugno ore 19, CIQ, via Fabio Massimo, Milano: sguardi e strumenti per capire le rotte migratorie oggi, con esperti del settore, musica e cena solidale. Interverranno: Valeria Taurino(SOS MEDITERRANEE), Sara Giudice (giornalista), Ignazio Signorelli (presidente NoWalls), Tareke Brhane (presidente comitato 3 ottobre), Carlo Notarpietro (esperto di politica Will Media), Iacopo Imberti (socio Le Carbet).  “Rotte di mare e di terra” è una serata di testimonianze, musica e impegno per comprendere meglio le rotte migratorie di oggi. Per ascoltare chi fugge da guerre, crisi climatiche, persecuzioni. Per dare spazio alle voci di chi attraversa, accoglie e racconta. * Venerdì 20 giugno,  14-19.30, Bologna, Complesso Unione (Via Azzo Gardino 33)e online: Intervento al seminario “Salute mentale, migrazione e cura culturalmente competente” Progetto HUMAN – Health for Urban Migrants And Needy * Sabato 21 giugno ore 16, palazzo Corrado Alvaro, Reggio Calabria: voci oltre il confine. Interverrà tra gli altri Francesco Creazzo, ufficio stampa e portavoce di SOS MEDITERRANEE.  Giornata Mondiale del Rifugiato: stand info & raccolta fondi * Venerdì 20 giugno, dalle 19, Castenaso, Via XXI Ottobre 1944, 29 — con foodtruck, interventi, musica. Una serata aperta a tutte e tutti, per conoscere da vicino le storie di chi cerca un nuovo inizio e contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole e accogliente. * Sabato 21 giugno, dalle 19, Bologna, Centro sportivo Bonori– Giochi Antirazzisti: stand info & raccolta fondi Intervento sugli ostacoli al soccorso in mare + presentazione dossier “Curati con umanità”. Sport, cultura e attivismo si incontrano per rivendicare antifascismo, antirazzismo, antisessismo e antiabilismo. * Domenica 22 giugno,  18:00, Fondo Comini, via Fioravanti 68, Bologna– Serata speciale di raccolta fondi: Musiche per il mare – stop naufragi. – Progetto VESTA & Abraham Tesfai, attivista eritreo per i diritti umani- Danze africane con il percussionista Badara Fal – Concerto di Luca Signorelli & Hamidou Mbengue: cantautorato italiano tra ritmi tribali e letture di testimonianze dalla nave. Un’occasione per ascoltare, danzare, riflettere, per dire insieme: basta naufragi, basta indifferenza.   Redazione Italia