ReCommon diffida SACE dal sostenere finanziariamente il devastante progetto Argentina LNG, che vede anche il coinvolgimento di ENI
Roma, 12 marzo 2026 – ReCommon ha inviato oggi una lettera all’assicuratore
pubblico italiano SACE e alla sua controllante ministero dell’Economia e delle
Finanze – di concerto con il ministero per gli Affari esteri e della
Cooperazione internazionale – per diffidarlo dal sostenere il progetto Argentina
LNG nella Patagonia argentina. Il progetto prevede, tra l’altro, l’installazione
di 6 navi di liquefazione di gas (FLNG) nell’incontaminato Golfo San Matías, due
delle quali saranno realizzate da ENI, alla quale SACE garantirebbe l’operazione
con soldi pubblici.
Le 6 unità galleggianti riceveranno il gas da trasformare in forma liquida per
l’export dall’immenso giacimento di Vaca Muerta, seconda riserva di gas di
scisto del mondo. L’iniziativa è in capo a YPF, la principale società argentina
del petrolio e del gas, controllata dallo Stato.
Sotto il profilo finanziario e del conseguente rischio d’investimento,
l’operazione coinvolge un contesto nazionale – quello argentino – caratterizzato
da strutturale fragilità economica e da un’elevata esposizione a variabili
macroeconomiche e politiche. È molto rilevante che la stessa SACE, nell’ambito
delle proprie analisi, attribuisca all’Argentina un rischio politico medio-alto
(71/100 di Media Rischio politico) e un rischio di credito alto (82/100).
Sotto il profilo ambientale e sanitario, le criticità appaiono ancor più
rilevanti. La vicina Penisola di Valdés è stata dichiarata nel 1999 patrimonio
dell’umanità dall’UNESCO per l’unicità dell’habitat e per la presenza di specie
marine di elevatissimo valore conservazionistico, tra le quali figurano la
balena franca australe, orche, leoni marini sudamericani, elefanti marini,
delfini scuri e pinguini di Magellano. L’area interessata comprende inoltre
riserve naturali quali Punta Bermeja, il cui promontorio ospita La Lobería, la
colonia di leoni marini più grande del continente sudamericano, Caleta de Los
Loros e Bahía de San Antonio, precedentemente tutelate contro la contaminazione
da idrocarburi attraverso una legge abrogata nell’agosto 2022 al solo fine di
consentire illegittime operazioni, particolarmente inquinanti, nell’area.
L’ubicazione delle unità galleggianti di liquefazione del gas, nonché il
traffico marittimo a esse associato, interferirebbe inoltre con le rotte
migratorie della balena franca australe.
La Lobería, la colonia di leoni marini più grande del continente sudamericano.
Foto Carlo Dojmi di Delupis/ReCommon, dicembre 2025.
«Durante la nostra recente missione sul campo in Argentina, nell’area
interessata dal progetto, abbiamo appreso che gravi sono state anche le
criticità dal punto di vista delle consultazioni pubbliche. Le riunioni con le
comunità locali, promosse dalla società YPF, si sono svolte in un contesto
militarizzato e caratterizzato da tensioni tali da determinare un clima
intimidatorio nei confronti di cittadini e associazioni locali contrarie alla
realizzazione del progetto» ha dichiarato Simone Ogno di ReCommon. «E c’è di
più: si tratterebbe dell’ennesimo progetto che aggrava la dipendenza italiana
dai combustibili fossili, una scelta miope se guardiamo a quanto sta avvenendo
con la chiusura dello Stretto di Hormuz in questi giorni. Per tutte queste
ragioni, ci vediamo costretti a diffidare la SACE affinché denaro pubblico non
sia usato per un tale scempio» ha concluso Ogno.