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Stephen King, Maurice Sendak / Luminoso fuori, oscuro dentro
Quando si parla di Maurice Sendak la mente corre subito a Max e i suoi mostri selvaggi, albo tanto amato dai più piccoli e non solo, una storia immancabile nella libreria di casa. Tra i suoi lavori, riconoscibilissimi per il tratto pastellato e un po’ spigoloso, troviamo anche una versione teatrale di Hänsel e Gretel […] L'articolo Stephen King, Maurice Sendak / Luminoso fuori, oscuro dentro proviene da Pulp Magazine.
Cartwright, Taplin / Un Natale speciale
Ogni anno diventa sempre più complicato trovare il regalo perfetto per i nostri bambini. Fortunatamente Usborne arriva in nostro soccorso per risolvere tutti i nostri problemi con due pubblicazioni davvero speciali. La prima è il Calendario dell’avvento da colorare: scelta abbastanza classica, in apparenza, ma il libro nasconde al suo interno delle piacevoli sorprese. Innanzitutto, partiamo dalle caratteristiche principali che riguardano la robustezza dell’albo, che si apre a doppia pagina con un albero di Natale super addobbato da decorare e una serie di uccellini e ghirlande, in una struttura cartonata e rigida, mentre al suo interno lo scenario si sviluppa con una serie di case rigorosamente in bianco e nero con dettagli minuziosi tutti da colorare. Sparse nel disegno si celano le canoniche ventiquattro caselle, anch’esse da colorare, che una volta aperte – una al giorno fino alla Vigilia di Natale – scoprono un soggetto o una situazione in bianco e nero in tema natalizio che vanno a completare l’intero scenario dell’albo e a comporre così un delizioso villaggio natalizio. Sbizzarritevi nella scelta della tecnica da utilizzare ma soprattutto buona caccia alle caselle e a stupirvi nell’aprirle. Insomma, un’idea incantevole per intrattenere i nostri bambini con un albo creativo che andrà senz’altro a decorare la casa una volta terminato il periodo delle feste e rimarrà un dolce ricordo in futuro. La seconda opzione proposta da Usborne è un albo di medio-piccole dimensioni, dalle pagine cartonate e dai colori brillanti e inserti luccicanti. Si tratta di Con un tocco di magia. Natale, una novità assoluta che la casa editrice sceglie di declinare anche nella versione natalizia. Il 2023 vede infatti l’arrivo in libreria di Con un tocco di magia. Fatine mentre l’anno successivo Usborne amplia il catalogo della collana con Con un tocco di magia. Maghetti e Con un tocco di magia. Unicorni. Questa edizione natalizia è particolarmente ideale per le feste grazie agli effetti sonori prodotti appoggiando la bacchetta – sempre cartonata e inserita nella copertina – sui simboli di riferimento da cercare nelle pagine. Per Babbo Natale è giunto il fatidico momento della consegna dei regali ma trova un sacco di intoppi lungo il suo percorso. Il freddo ha gelato l’acqua per le renne e i giocattoli sono tutti rotti ma solo grazie alla formula magica da pronunciare e all’utilizzo della bacchetta la situazione si aggiusterà permettendo così a Babbo Natale di portare a compimento il suo compito. È l’originalità la caratteristica principale a colpire in questo libro, la semplicità nell’intrattenere dando al piccolo lettore uno strumento rappresentato dalla bacchetta, e il potere di essere parte attiva nella storia che viene raccontata. Due pensieri, due regali per fasce d’età differenti da scartare la mattina del giorno più atteso dell’anno dai bambini – e non solo – ma anche per attendere il 25 dicembre insieme a loro e vivere la magia del Natale attraverso i loro occhi. L'articolo Cartwright, Taplin / Un Natale speciale proviene da Pulp Magazine.
Piergiorgio Pulixi, Daniele Serra / Incubi elettrici
Un progetto piuttosto coraggioso e decisamente d’impatto quello firmato a quattro mani da Piergiorgio Pulixi, autore di thriller e noir di fama internazionale, vincitore di numerosi premi tra cui lo Scerbanenco nel 2019, nato a Cagliari nel 1982, autore anche di romanzi per ragazzi di successo tradotto in venti paesi, e Daniele Serra noto illustratore di origine sarda, tre volte vincitore del British Fantasy Award come miglior artista, che ha realizzato cover e adattamenti a fumetti per Stephen King, Clive Barker, Joe R. Lansdale, e Joyce Carol Oates tra gli altri. Serra ha inoltre firmato l’intero artwork per Tommyknockers di Stephen King, e alcune sue opere sono state utilizzate come scenografia nell’adattamento cinematografico di Cell di Stephen King, diretto da Tod Williams e interpretato da John Cusack e Samuel L. Jackson. Non aspettatevi una graphic novel nonostante la presenza di Serra, perché questa combo pazzesca di artisti ha creato l’albo illustrato per eccellenza. La storia infatti è impostata come un racconto lungo, strutturato in capitoli brevi intervallati dalle stupende illustrazioni di Serra che col suo caratteristico tratto gotico ben descrivono l’atmosfera oscura e da incubo della narrazione, a partire dall’immagine di copertina, un acquerello sui toni del blu che regala un effetto realistico di quadro ancora fresco di pittura. Magistrale Pulixi nella creazione di una storia immersiva, magnetica, capace di tenere incollato il lettore alla pagina sin dalle prime righe. Senza cascare in pericolosi spoiler è difficile offrire un assaggio della bravura di uno degli autori italiani contemporanei più interessanti, capace di condensare e dosare con maestria tutti gli ingredienti per un cocktail perfetto a base di suspense, orrore e paranormale che omaggia il miglior Stephen King con i suoi ragazzi cresciuti troppo in fretta e che hanno visto dove si cela il male più nero. I personaggi dell’albo in questione sono dei tredicenni, Marta e Michele che da mesi aspettano il ritorno di Alba, l’amica che completa questo bizzarro trio circondato da adulti che non li ascoltano perché forse non li comprendono davvero. Le speranze di riabbracciare la ragazza ormai si stanno esaurendo ma le carte in tavola si rimescolano e rimescolano i fatti dopo un forte temporale in cui l’arcano e l’occulto ci mettono lo zampino. Da quel momento in Michele qualcosa cambierà per sempre così come la sua visione del mondo non sarà mai più la stessa, sconvolgendolo nel profondo. Può il senso di colpa trasformarsi in una punizione eterna? Da lì in poi gli eventi precipitano fino all’epilogo, toccante, commovente, così forte da strappare una lacrima e rimettere in discussione tutta la lettura della storia, lasciando che una scossa elettrica – non a caso – resti come una cicatrice sul cuore. Tra ospedali psichiatrici, sparizioni, fantasmi e allucinazioni si sviluppa una caccia alla verità sopita da tempo sotto una coltre di menzogne a cui tutti si sono abituati trasformandola in una realtà accettabile. È palese la forte connessione tra i due autori che trasmettono un’energia e una sinergia papabile come confermato anche da Pulixi in recenti interviste: “Sono bastate poche parole per trovare con lui una connessione artistica. Lui ha questa sensibilità gotica dark, che amo ed ero certo che fosse in rima con le atmosfere del racconto”. Al termine della lettura del volume – destinato non solo al pubblico più giovane ma apprezzabile anche da tutti gli appassionati del genere – si consiglia di fare una pausa di qualche minuto, necessaria per assorbire il peso emotivo di queste pagine, fare un respiro profondo e ascoltare la splendida playlist suggerita nel corso della narrazione (Rolling Stones, Blind Faith, Creedence Clearwater Revival, Hendrix, Ella Fitzgerald) per salutare nel modo migliore i personaggi che avete appena incontrato.     L'articolo Piergiorgio Pulixi, Daniele Serra / Incubi elettrici proviene da Pulp Magazine.
Nick Laird, Zadie Smith / Il mondo là fuori
Talvolta avviene che alcune tra le voci più influenti del panorama letterario indirizzino il proprio talento in una direzione parallela al proprio campo di lavoro abituale, riuscendo a coinvolgere un pubblico più giovane e piccino. Nell’albo illustrato la componente visiva coadiuva sempre l’autore nell’obiettivo prefissato di accompagnare i lettori all’interno della storia, portando ad un’esperienza immersiva complementare alla lettura. Stramba si scatena è il secondo capitolo della serie per bambini da 0 a 5 anni iniziata nel 2021 con l’albo illustrato Stramba. Una Sorpresa fuori programma. Firmata da Zadie Smith, celebre scrittrice britannica, e dal marito Nick Laird, anch’egli scrittore e poeta inglese, Stramba si scatena è arrivato in Italia per Mondadori nella collana Leggere le Figure. Le meravigliose illustrazioni sono di Magenta Fox e la traduzione dall’inglese è di Alice Pascutti. Kit è una bambina che vive con i genitori e tantissimi animali domestici: Dora la gattina, Bob il cagnolino, Derrick il pappagallo e Maud, una porcellina d’India a cui piace il judo e… l’essere un pochino stramba. Quando la incontriamo in Stramba si scatena, Kit deve partire per il campeggio ed è preoccupata: non ha mai dormito all’aria aperta e per di più deve stare senza i suoi amici pelosi. Derrick abborrisce l’idea che Kit debba lasciare la sicurezza della casa, mentre Bob è sconcertato all’idea che la bambina debba stare senza tutte le comodità a cui sono abituati: la televisione, il tablet e il telefono. Anche Maud è preoccupata per la sua amica. Nella lista delle cose che non si possono portare non trova nessun riferimento agli animali domestici, così Maud decide di accomodarsi nello zaino per il campeggio e di accompagnare Kit. Quando si sveglia, però, Maud si ritrova senza un tetto sopra la testa: c’è solo un cielo azzurro infinito. Come Kit, anche Maud adesso deve trovare un modo per cavarsela nel mondo là fuori. Per fortuna ad accompagnarla c’è il piccolo riccio Harvey, che di boschi se ne intende bene. Conosce tutto, ma proprio tutto, sulla vita all’aperto: è il suo habitat naturale, così come il mondo degli uomini è l’habitat naturale di Maud. Harvey insegna a Maud a prestare attenzione all’ambiente circostante e a sistemare i suoi nascondigli per coprire le proprie tracce, un’arte che la piccola porcellina d’india porterà con sé di ritorno a casa, pronta a condividerla con Kit e gli altri amici. Le illustrazioni che accompagnano la storia di Zadie Smith e Nick Laird ritraggono al meglio tutti gli animaletti con il loro umorismo e buffonaggine, disegnando una storia che ci insegna come sia comune avere timore di ciò che non conosciamo e di quanto possa essere difficile andare oltre quello che ci è familiare. Non siamo, però, mai davvero soli e la condivisione delle nostre esperienze, anche quelle che fanno più paura, ci avvicina gli uni agli altri. Dall’altra parte dei nostri timori ci attende un mondo tutto nuovo: nuovi amici, nuove abitudini, nuovi ambienti – ed è proprio questo che aggiunge un tassello al meraviglioso puzzle della nostra crescita.   L'articolo Nick Laird, Zadie Smith / Il mondo là fuori proviene da Pulp Magazine.
Silvia Cocozza / La fantascienza di Verne per bambini
«Nelle belle notti dell’infanzia, sognate. Nei bei giorni della maturità, realizzate i vostri sogni». Si apre così l’ultimo arrivato in casa Prometeica, con una frase pubblicata sul “New York Times” il 20 marzo 1955 in cui lo scrittore di fantascienza Ray Redburn si immagina queste parole pronunciate da Jules Verne. È infatti dedicato a colui che potremmo definire il padre della fantascienza, Jules Verne, il nuovo albo interattivo che fa parte della collana “per bambini e per genitori curiosi”. Stavolta al posto di un’unica guida che ci accompagna durante la lettura ricoprendo il ruolo di bizzarro Cicerone troviamo ben cinque creature o, meglio, i quattro elementi naturali, oltre a un ospite speciale, ciascuno a raccontarci i principali romanzi dello scrittore. Gea, Winda, Ondina, Flammy e Sky in rappresentanza di terra, aria, acqua, fuoco e spazio. L’albo è suddiviso anche visivamente per colori costruendo così un percorso, un viaggio che parte dalla Terra – anzi dal centro della Terra – per arrivare fino sulla Luna. I romanzi scelti li scopriamo già nelle prime pagine e sono Viaggio al centro della Terra, Il giro del mondo in 80 giorni, Ventimila leghe sotto i mari, il meno noto L’arcipelago in fiamme e per terminare, Dalla Terra alla Luna, ciascuno con le proprie attività laboratoriali, sempre incentrate sullo sviluppo di attenzione e manualità dei bambini e le tavole da colorare. Jules Gabriel Verne spesso italianizzato in Giulio Verne nasce a Nantes nel 1828, primo di cinque fratelli, appena undicenne cerca di fuggire per le Indie per regalare alla cugina di cui è innamorato una collana di coralli ma viene subito scoperto dal padre magistrato nei Paesi della Loira e riportato a casa. Assieme ad H. G. Wells è considerato l’iniziatore della fantascienza moderna e con i suoi racconti ambientati nel sottosuolo, nei fondali marini e nello spazio, Verne ha senz’altro ispirato gli scienziati nello sviluppo di applicazioni tecnologiche nelle epoche successive. Altra curiosità legata all’autore francese, è uno degli scrittori più letti in lingua straniera. Alle storie che scoprirete in corso di lettura e al fondamentale glossario, con i termini più complessi che i bambini possono ritrovare all’interno dell’albo, possiamo forse aggiungere qualche retroscena della vita di Verne e delle sue opere. L’arcipelago in fiamme fa parte di Viaggi Straordinari che tuttavia la critica reputa un’opera minore, mentre per scrivere il personaggio di Michel Ardan in Dalla Terra alla Luna (pubblicato nel 1865) Verne si è ispirato all’amico fotografo Nadar che solo due anni prima costruisce un enorme pallone aerostatico, esperimento fallito che lascia nel fotografo la convinzione che il futuro dell’aeronautica sarebbe appartenuto a mezzi più pesanti dell’aria. Anche Parigi nel XX secolo ha una storia bizzarra: rifiutato dall’editore Hetzel nel 1863 il manoscritto rivede la luce solo nel 1989 quando un pronipote apre una vecchia cassaforte e senza molte aspettative viene pubblicato da Hachette nel 1994. In pochi giorni ne vendono 200.000 copie. Recentemente negli archivi della Biblioteca municipale di Nantes è stato poi scoperto un inedito composto da sei fogli autografi e datato 1869, parte di un’introduzione che Verne ha dedicato ai grandi esploratori della terra: se capitate da quelle parti non fatevelo sfuggire. Abbiamo già imparato a conoscere e apprezzare il lavoro di Caterina Petrioli, illustratrice di altri volumi sempre per Prometeica, mentre scopriamo al suo esordio l’autrice Silvia Cocozza con cui abbiamo amabilmente chiacchierato di questo suo lavoro sui nostri canali Youtube e Spotify. Il suo background ci racconta di una laurea in Economia e in Giurisprudenza dopo essersi specializzata nel campo dei Diritti di Proprietà Intellettuale, nello specifico del mercato cinese, e di collaborazioni con Dipartimenti di Diritto d’Autore e della Proprietà Industriale di diversi studi legali internazionali. Ancora una volta Prometeica ci stupisce sottolineando con un albo l’importanza della curiosità, il primo passo nella conoscenza fondamentale nelle mani dei bambini, così come è importante sviluppare il senso dell’avventura. Chiedere, leggere e scoprire ma soprattutto viaggiare, conoscere altre culture per dare vita a un melting pot. Insomma, questo albo celebra una figura importantissima nel panorama della letteratura mondiale: per troppo tempo Verne è stata etichettato come autore “per ragazzi”, ma soprattutto a partire dagli anni Ottanta la critica anglosassone, dopo averlo studiato e ritradotto, lo riconosce come uno dei padri della fantascienza, con opere in cui mescola sapientemente audace senso dell’avventura a tecnologia futuristica. Dice di lui Ray Bradbury: “Senza Verne molto probabilmente non avremmo mai concepito l’idea di andare sulla Luna”. L'articolo Silvia Cocozza / La fantascienza di Verne per bambini proviene da Pulp Magazine.
Anna Milbourne / Quanto mangia questo mostro?
Tra le case editrici con un catalogo interamente dedicato a infanzia e preadolescenza in testa per qualità e quantità di pubblicazioni c’è senz’altro Usborne, nota principalmente per i libri in lingua straniera. Per l’estate 2025 propone per la categoria 0-3 anni un titolo molto divertente a tema “mostro”, un albo interattivo e abbastanza robusto perché cartonato, adatto quindi alle manine svelte dei piccoli lettori, con le simpatiche illustrazioni di Anna Süßbauer, già illustratrice di Does this poo belong to you? e altri due volumi della collana “disegno e cancello” di Usborne. Intuiamo già dalla copertina la tipologia di interazione proposta dal libro e comunque per mitigare ogni possibile dubbio anche il titolo Gira la ruota! ci facilita il compito. Un bizzarro mostriciattolo blu ha fame e al bambino il compito di nutrirlo attraverso una ruota da girare sul bordo della pagina. Il testo, poche righe, è in stampato maiuscolo per agevolare l’apprendimento della lettura – e questa è la parte didattica – mentre la parte più ludica e interessante è quella che riguarda l’alimentazione proposta sulla ruota. L’insaziabile mostro in ogni pagina è pronto a sorbirsi peperoncini piccanti, calzini puzzolenti, mutande sporche e intrugli di ogni tipo, il tutto condito – scusate il gioco di parole – da commenti irriverenti e sfrontati atti a far scaturire matte risate durante la lettura. Le illustrazioni sono grandi, stilizzate e molto colorate per facilitare il colpo d’occhio, fondamentale nei primi anni di vita del bambino. Più l’immagine è semplice meglio rimane impressa, e così anche il gioco risulta più divertente. Le poche e spesse pagine lo rendono adatto a bambini dai 15 mesi in poi, ma questo è un libro pensato chiaramente per durare fino ai 3-4 anni, sviluppa la manualità, il nesso logico di azione e reazione e introduce progressivamente l’argomento pappa che per i genitori dal momento dello svezzamento è sempre un passaggio complesso e delicato, spesso traumatico, per cui se la narrativa può essere un mezzo di incontro e confronto oltre che di aiuto ben venga. A una lettura ancora più approfondita sottolineiamo anche l’aspetto del prendersi cura degli altri. È vero, in questo caso il protagonista è un mostriciattolo ma se sostituissimo questa creatura con un animaletto o anche solo con un altro essere umano lasciando il tema cibo e prendendo il tema dell’accudimento? Non dobbiamo scordarci che stiamo crescendo le future generazioni e che non è mai troppo presto per iniziare a inculcare i giusti valori, soprattutto in questo contesto storico, soprattutto vista la capacità mnemonica dei piccoli. Loro fanno quello che vedono fare ai grandi, e questa non è una frase fatta, è davvero così, quindi sensibilizziamo il nostro linguaggio e il nostro comportamento, a partire dai libri. L'articolo Anna Milbourne / Quanto mangia questo mostro? proviene da Pulp Magazine.
Frédéric Maupomé / Una linea non è solo una linea
In questo delicato momento storico la casa editrice Nomos arriva in libreria con un albo illustrato tutto da sfogliare per spiegare ai bambini in maniera semplice e chiara come nascono le incomprensioni, che se trascurate possono sfociare in situazioni molto più complesse. Quelli che per comodità chiameremo bambini mentre sulla pagina appaiono simili a cuccioli di uccellini o pulcini, senza ali dalla testa tonda e il becco a punta, sono intenti come loro consuetudine a giocare all’aperto quando all’improvviso una linea compare dal nulla per terra. Quello è il primo segnale che viene inizialmente ignorato, i bambini hanno una mente duttile per cui facilmente anche quando le prime mattonelle si accumulato una sull’altra in altezza, si ingegnano per sfruttarle a loro vantaggio saltellandoci sopra e inventando nuovi giochi da fare insieme. Il muro però diventa troppo alto, perfino per lanciarsi messaggi e il ricordo degli amici dall’altra parte sembra ormai lontano. La sua imponenza li fa sentire ancora più piccoli così che un giorno è apparsa una linea su quel muro. E poi un’altra e un’altra ancora, ad altezza bambino, e poi le linee diventano crepe e le crepe fessure e poi il muro trema e crolla, abbattendo la barriera che si era creata. “In principio era solo una linea” è l’incipit da cui nasce questo commovente albo che racconta di incomprensioni, di divisioni e di guerra seppur in modo elementare. Racconta di un mondo adulto che per una sciocchezza litiga e allontana gli altri, e di come intervenire per tempo all’insorgere dei primi segnali d’allarme. Una sorta di istruzioni d’uso per evitare che i problemi diventino insormontabili, un libro che dovrebbero leggere non solo i bambini ma anche e soprattutto gli adulti, con un preciso focus per raccontarci di questi tempi storici così strani e difficili. Nomos si conferma casa editrice di punta per la qualità delle pubblicazioni per bambini, con un’apertura mentale indiscutibile, molti gli elementi inclusivi che caratterizzano in particolare gli albi illustrati, le tematiche scelte e materie di divulgazione, oltre all’estrema cura dei dettagli e alle bellissime illustrazioni che colpiscono di primo acchito il lettore. Muri non è da meno e le pagine pastellate con colori tenui di Stéphan Sénégas arrivano al cuore e strappano qualche lacrima, in perfetta sintonia con i testi di Frédéric Maupomé. Poche righe ma con un messaggio di fondamentale importanza.   L'articolo Frédéric Maupomé / Una linea non è solo una linea proviene da Pulp Magazine.
Cecilia Davidsson, Alex Haridi / Auguri Mumin!
Nel 2025 compiono 80 anni i Mumin (o Moomin), creature nate dalla fantasia e dall’arte della finlandese Tove Jansson. Questi personaggi, troll speciali simili a buffi e teneri ippopotami bianchi che abitano in una casa a forma di stufa di maiolica – odiano il freddo! – sono i più amati in Finlandia tanto da essere considerati delle icone protagoniste persino di serie tv, spettacoli e cartoni animati. Comparsi in una serie di albi illustrati pubblicati da Schlidts a partire dal 1945 e tradotti in oltre cinquanta lingue, italiano incluso, il primo volume uscito vedeva i nostri troll cercare un posto sicuro per la famiglia trovandolo nella Moominvalley. In occasione dell’anniversario tornano in libreria grazie a Iperborea in una veste riadattata per lettori più piccoli, con i disegni originali, proprio con La valle dei Mumin e una breve prefazione della nipote dell’autrice. Helsinki festeggia questo importante anniversario, essendo luogo di nascita di Tove Jansson, con importanti mostre come la “Tove Jansson: Paradis” all’Ham con l’esposizione di oltre 180 opere compresi per la prima volta i murales dal 1940 al 1950, e una galleria permanente con lavori esposti a rotazione. In autunno è prevista presso l’Architecture e Design Museum un’esposizione volta ad approfondire la visione della Jansson sul design, mentre a Tampere il museo ospita esposizioni che mettono in luce la relazione tra la vita dell’autrice con le storie dei Mumin, oltre a disegni e bozzetti originali. Per chi dovesse approcciarsi a queste simpatiche creature per la prima volta, nessun problema. Grazie a una dettagliata mappa della Valle e alle schede dei personaggi che andremo ad incontrare nella storia sarà facile comprendere meglio le dinamiche. In questo albo Mamma Mumin e Mumin si avventurano nella foresta buia alla ricerca di un posto caldo e soleggiato dove costruire una casa ma lungo il percorso, sotto la pioggia battente che ha spazzato via abitazioni e messo in difficoltà i vari abitanti, incontreranno il Serpente Gigante, Sniff, Tabacco, il Signor Marabù e si imbatteranno in una palude e in un giardino di zucchero, prima di arrivare alla loro Valle e ritrovare Papà Mumin. Pagine con illustrazioni senza tempo, per nulla invecchiate oppure invecchiate benissimo, un testo ricco di messaggi di bontà e buone azioni, condivisione e coraggio, passione per l’avventura e una curiosità smisurata. Insomma, una visione utopica della società in cui tutti cercano di darsi una mano affinché ciascuno sia felice e soddisfatto ma senza la pesantezza di alcune – troppe – storie di oggi. La casa editrice Iperborea, specializzata in narrativa nordeuropea, ha sempre seguito e pubblicato in Italia le avventure dei Mumin, che raccolgono un nutrito seguito intergenerazionale, ma in un’occasione così speciale ha dedicato un pensiero particolare mettendole il vestito da gala e regalando ai fan un’edizione da collezione mantenendo intatta quell’aura magica della versione originale. L'articolo Cecilia Davidsson, Alex Haridi / Auguri Mumin! proviene da Pulp Magazine.
Randall de Sève / Non arrendersi, mai
Può capitare che un bambino nei primi anni di vita dimostri insicurezza e paura di non farcela. È inevitabile, un cucciolo d’uomo non è naturalmente dotato di barriere e l’unico modo che ha di affrontare le sfide del mondo è di buttarsi e vedere cosa accade. Cadrà, si farà male, si sbuccerà un ginocchio. E va bene lo stesso. Questo è un po’ il concetto alla base di un nuovo albo illustrato pubblicato da Terre di Mezzo, che vede come protagonista un orsacchiotto e la sua mamma. Su un grosso albero c’è un’invitante e succosa susina viola ma il nostro orsacchiotto non riesce ad afferrarla o ad arrampicarsi perché ha paura di cadere e di graffiarsi. La sua mamma però lo rassicura con dolcezza, dicendogli che può capitare di farsi male, l’importante è provarci e prima o poi scoprirà che è del tutto capace di raggiungere qualsiasi obiettivo si vorrà porre in futuro. Fa tutto parte del processo di crescita, nessuno nasce con un libretto di istruzioni e quindi occorre sperimentare sulla propria pelle consapevoli che probabilmente all’inizio cadremo fino a quando non cadremo più. Un albo tenerissimo sull’importanza dei tentativi che fanno crescere, dei piccoli passi da compiere necessari a farci diventare adulti consapevoli e sicuri di noi stessi, e degli errori che tutti commettiamo, come sottolineato dal titolo originale Sometimes we fall. Con immagini a tutta pagina in un equilibrio di pastelli e acquerelli, tratti leggeri e dolci, un perfetto contorno a supporto del testo breve e semplice, con il ritornello ripetuto di una cantilena facile da memorizzare. Quindi bambini, sperimentate con coraggio e se cadete, non importa, va bene lo stesso.   L'articolo Randall de Sève / Non arrendersi, mai proviene da Pulp Magazine.
Marie Tibi / Mai arrendersi!
L’Ippocampo, nota casa editrice specializzata in preziosi libri illustrati per grandi e piccini, ci regala una storia che profuma di verde e di resilienza. Con lo sbocciare dei fiori e il germogliare delle piante, quest’anno L’Ippocampo accompagna la primavera ampliando il suo catalogo di albi illustrati per l’infanzia dando il benvenuto a La felce e il Bambù, una storia nata dalla mente di Marie Tibi e dalle meravigliose illustrazioni in acquerello di Jérémy Pailler, tradotta per noi dal francese da Vera Verdiani. Un luminoso verde smeraldo ci attende nella foresta di La felce e il Bambù, assieme ai suoi piccoli abitanti. In una casetta, in un giorno di pioggia, un anziano topolino lascia due semi in eredità ai due figlioli. Al maggiore, più robusto e forte, viene lasciato un seme di felce: da topolino laborioso com’è, non si perde d’animo e si mette subito in moto per donarlo alla terra, accudendolo con l’acqua necessaria per vederlo crescere. E infatti, poco tempo più tardi, il seme iniziò a germogliare e i suoi rami a estendersi a perdita d’occhio nella foresta. Al figlio minore, più minuto e timido, toccò un seme di bambù. Anche lui non perse tempo e andò a piantarlo nella foresta, ma il seme per diversi anni non volle saperne di farsi vedere in superficie. Il topolino più piccolo era, però, paziente e resiliente: sapeva di dover attendere che la natura si prendesse il tempo necessario per nutrire il suo seme di bambù. Senza ascoltare chi lo intimava a lasciar perdere, il figlio minore continuava a ripetere di non volersi arrendere, e da magrolino com’era inizialmente diventò robusto e con le spalle più possenti. Ma anche il suo seme di bambù, un bellissimo giorno, iniziò rapidamente a crescere rigoglioso nella foresta: in tutti quegli anni in cui sembrava non stesse accadendo nulla, il bambù stava invece crescendo sottoterra in un intrico di radici, rafforzandole affinché fossero solide abbastanza da poter uscire verso il cielo. I rami di bambù portarono riparo dal sole e frescura nella foresta: le felci riuscirono a crescere sane e rigogliose, offrendo ai piccoli abitanti materiali resistenti con cui costruire le proprie case. “I giorni buoni vi rendono felici, quelli brutti vi donano esperienza”: una dolcissima storia proveniente dall’Oriente che ci insegna a non arrenderci solamente perché non otteniamo subito ciò che vogliamo. Chissà, “forse, senza saperlo, stai già rafforzando le tue radici”. L'articolo Marie Tibi / Mai arrendersi! proviene da Pulp Magazine.