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IIS “Castigliano” di Asti con le Frecce Tricolori: esperienze di cameratismo necessarie?
Mentre gli aerei da guerra della “terza guerra mondiale” solcano i cieli di troppi Paesi a poche migliaia di chilometri da noi, la propaganda bellicista si gioca con le/gli student3 italian3, ancora estremamente inconsapevoli dei progetti di reintroduzione della leva che saranno a breve presentati in Parlamento, una delle sue carte “vincenti” e più seducenti: le Frecce Tricolori. Sei classi dell’IIS “Alberto Castigliano” di Asti hanno infatti partecipato il 25 febbraio nella sala consiliare della Provincia di Asti a un incontro con il Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco e il Maggiore Giovanni Lopresti, rispettivamente comandante per la stagione 2026 e speaker della pattuglia acrobatica (https://lanuovaprovincia.it/news/asti/501284/le-frecce-tricolori-ad-asti-l-incontro-con-gli-studenti-dell-istituto-castigliano.html). Particolarmente significative, dal punto di vista di chi ha a cuore aspetti pedagogici ed educativi, è la valorizzazione del “lavoro di squadra” dei piloti: «Le acrobazie che il pubblico ammira con il naso all’insù non sarebbero possibili senza una sinergia totale tra i piloti e senza il lavoro, spesso invisibile, di circa cento persone tra manutentori, tecnici e specialisti. Fiducia reciproca, disciplina, addestramento continuo e responsabilità sono le basi su cui si costruisce ogni esibizione». E ancora: «È questa la forza del gruppo: un’unica visione che supera i singoli». Ciò che come educatrici ed educatori vorremmo evidenziare è che, in tempi di individualismo sfrenato, siamo noi per primi a lavorare con costanza e quotidianamente sui valori della collaborazione e cooperazione, ma è paradossalmente proprio questo il terreno che il messaggio bellicista ci contende, con la sua retorica della jungeriana “esperienza del fronte”, con il richiamo al cameratismo, al superamento del sé, al valore trascendente del “corpo di appartenenza” rispetto al proprio “corpo fisico”. É dunque su questa esigenza, profondamente sentita,  perché profondamente “umana”, di un senso di comunità e di appartenenza che la scuola deve continuare a lavorare, nella direzione di ricordare alle e ai giovani, oggi più che mai, che la guerra nasce anche dall’identificazione con mondi “chiusi” (la patria, la nazione…) e che l’unica emancipazione autentica dall’egoismo e dal ripiegamento su di sé, che tanta solitudine e tanta angoscia – non a caso – producono, è in uno sguardo kantianamente universalistico e cosmopolita. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente