Roma, 28 marzo – La marcia degli invisibili
Negli ultimi decenni, in maniera più pesante in tempi recenti, sulla pelle delle
persone migranti e rifugiate sono state sperimentate politiche discriminatorie,
repressive, di criminalizzazione e razzismo.
La destra suprematista globale mondiale, così come quella europea e italiana,
alimenta rancore sociale e produce sempre maggiore marginalità e irregolarità,
per poter incassare utili elettorali, spingendo sull’acceleratore del razzismo
di Stato.
L’assenza di un’alternativa politica e culturale, determinata anche da un
approccio timido e miope delle forze democratiche e di sinistra, o peggio ancora
di subordinazione alla destra, inseguita sul suo terreno, ha creato lo spazio
per una egemonia politica e culturale del razzismo come tratto sistemico nelle
nostre società. Fino a rendere possibile la cancellazione di ogni diritto,
incluso quello alla vita, come avviene nel mediterraneo da tanti anni.
Le persone di origine straniera e le persone razzializzate, milioni di uomini e
donne, che peraltro contribuiscono in misura rilevante al benessere di questo
Paese, non trovano spazio e voce nel dibattito pubblico che le riguarda, e sono
rese invisibili da una classe dirigente razzista e classista e da un sistema
della comunicazione quasi totalmente concentrato, salvo poche eccezioni, sul
teatrino dei palazzi della politica. Per contro, sono quotidianamente esposte a
micro aggressioni nei rapporti sociali, discorsi d’odio sui social e nel
dibattito pubblico, e profilazione razziale da parte delle forze dell’ordine.
Il movimento antirazzista italiano ed internazionale da anni subisce attacchi
continui e viene criminalizzato da chi ha investito tutto sull’allargamento
dello spazio del razzismo.
Il processo avviato dalla convergenza NoKings si fonda anche sull’apertura di
uno spazio per le istanze di persone rifugiat3 e migranti.
È necessario e urgente restituire visibilità e dare la parola alle persone
migranti e a chi si batte al loro fianco per l’affermazione dei diritti e della
dignità di ogni essere umano. È necessario rendere visibili, portandole in
piazza, le tante vertenze che in questi anni hanno animato e animano la
mobilitazione sociale e il movimento antirazzista.
* Chiudere la stagione della detenzione amministrativa con la cancellazione
dell’aberrazione dei CPR.
* Annullare gli accordi di esternalizzazione delle frontiere, che hanno
l’obiettivo di cancellare le convenzioni internazionali sul soccorso in mare
e sul diritto di asilo, e imporre le deportazioni e gli internamenti nei
lager per liberarsi delle e dei richiedenti asilo e dell’insieme delle
persone in movimento, a partire dal Memorandum con la Libia e di quello con
la Tunisia, che tanta violenza e morte hanno provocato in questi anni, dal
Protocollo con l’Albania e dagli accordi che l’Unione Europea e stati membri
hanno già attuato 10 anni fa con la Turchia e che ora vorrebbero realizzare
con paesi terzi extra UE.
* Istituire con urgenza un programma di ricerca e salvataggio europeo e
cancellare tutte le norme che impediscono di agire alle ONG che operano anche
nelle zone SAR non solo di competenza italiana.
* Rivedere radicalmente la pratica fallimentare dei decreti flussi e nel
contempo agevolare forme di regolarizzazione permanente per chi vive, lavora,
ha costruito legami sociali e affettivi in Italia, a partire dai lavoratori e
dalle lavoratrici truffate dall’ultimo decreto flussi.
* Ribaltare la logica del nuovo Patto Europeo Migrazioni e Asilo, contro i
sovranismi e la costruzione di nuovi muri, per uno spazio politico europeo
costruito a partire dai territori e dalle comunità, investendo su percorsi di
accoglienza pubblici diffusi e sull’allargamento dei diritti per richiedenti
asilo e titolari delle altre forme di protezione.
* Riformare la legge sulla cittadinanza affinché chi nasce o cresce in Italia
possa essere riconosciuto a pieno diritto come italiano e italiana; rivedere
tutto l’impianto della legge n. 91/1992 basato sulla concessione, sul merito
e sul reddito, mettendo al centro l’idea che la cittadinanza non sia un punto
di arrivo ma parte del percorso di integrazione; eliminare gli strumenti che
consentono la sempre più facile revoca della cittadinanza, che nulla ha a che
fare con la sicurezza ma che serve solo a produrre ricattabilità e
precarizzazione dei/delle nuov3 cittadin3. La cittadinanza deve cessare di
essere una concessione per diventare un diritto, le cui condizioni sono
contenute nella legge, per uscire dalla discrezionalità della pubblica
amministrazione e agevolare percorsi di accesso alla cittadinanza anche per
le adulte e gli adulti che vivono stabilmente in Italia.
* Consentire la libertà di movimento per chi cerca lavoro e chi cerca
protezione, unico modo per combattere i trafficanti di persone.
Per questi motivi facciamo appello a tutte le organizzazioni, i movimenti e le
reti sociali, a tutte le persone che hanno a cuore il principio di uguaglianza,
di scendere in piazza il 28 marzo nell’ambito della giornata di mobilitazione
TOGETHER, promossa dalla rete No Kings, contro ogni forma di razzismo.
Diamo appuntamento sabato mattina alle 12 a Roma davanti alla fermata Colosseo
della metro B per partecipare alla Marcia degli invisibili e poi convergere nel
grande corteo che partirà alle ore 14 da Piazza della Repubblica.
* Per adesioni: marciadegliinvisibili@gmail.com
PRIME ADESIONI
A Buon Diritto, ACLI, ActionAid Italia, ADIF, ARCI, Baobab Experience, Casa dei
Diritti Sociali, CNCA, Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo, Emergency,
Europasilo, Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, Giuristi Democratici, Gruppo
Melitea, Italiani Senza Cittadinanza, Mai più Lager – No ai CPR, Mediterranea
Saving Humans, Municipi Sociali Bologna, Network Against Migrant Detention, NO
CAP, Nonna Roma, Oxfam Italia, Partito della Rifondazione Comunista, Progetto
Melting Pot Europa, ReCoSol, Refugees Welcome Italia, Rete dei Numeri Pari, Rete
#NoBavaglio, Spintime Labs, Transform! Italia, UNIRE, Ya Basta Bologna (in
aggiornamento…)
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